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Democrazia esportabile

Quando sentite parlare di democrazia esportabile, cosa vi viene in mente? La storia ci insegna che la democrazia non è esportabile, almeno non nel modo applicato da George Walker Bush o da altri presidenti degli Stati Uniti d’America.

Poco tempo fa, ho saputo che il concetto di democrazia esportabile è antico, nel senso che anche nell’antica Grecia c’erano governi che cercavano di portare la democrazia facendo la guerra. Stando a ciò che ho letto in Internet, l’antica Atene attaccava altre città-Stato allo scopo di portare la democrazia. L’antica Atene aveva la democrazia diretta, ma non si può pretendere di portare la democrazia con la forza. La democrazia non può essere imposta.

Mi piacerebbe che i capi di governo conoscessero bene la storia; in questo modo eviterebbero di fare gli stessi errori fatti da altri capi di governo.

Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla. (George Santayana)

Cosa ci insegna la storia recente? Avete visto cosa è successo in Iraq, Afghanistan, Libia eccetera da quando i soldati statunitensi hanno «portato la democrazia»? Neanche voglio incolpare i soldati; probabilmente hanno scelto quel lavoro perché non hanno trovato niente di meglio. Per come la vedo io, George Walker Bush è responsabile insieme a chi ha appoggiato la sua campagna. I petrolieri avevano bisogno di petrolio straniero da vendere nel territorio statunitense, mentre i fabbricanti di armi avevano bisogno di vendere le armi, e la guerra era un’ottima occasione, mentre la democrazia era un ottimo pretesto.

Mi risulta che la situazione è peggiorata negli Stati che hanno ricevuto la «democrazia» statunitense, ma voglio dire anche un’altra cosa: ammesso che sia giusto portare la democrazia usando le armi, perché il governo statunitense non ha ordinato di attaccare la Corea del Nord? Per caso là non c’è petrolio? Oppure il governo statunitense teme le reazioni dei governi di Cina e Russia? Se è vera la seconda ipotesi, è chiaro che la guerra fredda ancora non è finita, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Pagine esterne sulla democrazia esportabile

Registrazione video in cui dico più o meno le stesse cose che ho scritto qua

Huffington Post

JimMomo

Il Mattino di Padova

Lettera Internazionale

Treccani

Quando c’era lui

Quando c’era lui, i treni partivano in orario? Mi risulta di no. Il falso mito è dovuto al governo fascista che censurava le notizie relative ai ritardi dei treni. Di chi sto parlando? Ovviamente di Benito Mussolini, conosciuto come il duce per antonomasia.

In questo articolo non parlerò dettagliatamente di Benito Mussolini né della dittatura fascista; voglio parlare di fatti recenti.

Devo premettere che ho partecipato all’ultima edizione di Romics, che è stata dal 7 al 10 aprile; io sono stato presente il primo giorno e l’ultimo. L’ultimo giorno sono andato via abbastanza presto, infatti non ho assistito al fatto che racconterò; ne sono a conoscenza grazie a Internet. Probabilmente molti di voi hanno capito di cosa parlerò.

copertina del fumetto «Quando c'era lui»
copertina del fumetto «Quando c’era lui»

Il 10 aprile, Davide Di Stefano ha versato coca-cola su una bancarella del Romics. Tale bancarella vendeva fumetti vari, tra cui un fumetto satirico intitolato «Quando c’era lui». Tale fumetto non piace ai fascisti, e questo non è un problema, perché non si può piacere a tutti. Il problema è la gente che danneggia volontariamente le cose altrui. Per quello che so, neanche era presente l’autore del fumetto, né erano presenti copie di tale fumetto, in quanto erano esaurite. Erano presenti altre persone, nonché altri fumetti. Mi piacerebbe sapere dove si trovavano gli addetti alla sicurezza e cosa stavano facendo.

È stata fatta tanta satira sul vandalismo di Davide Di Stefano.

Se Davide voleva fare qualcosa contro la satira antifascista, ha fatto una delle azioni peggiori che poteva fare. Io avevo pensato di comprare «Quando c’era lui»; ora è sicuro che lo compro la prossima volta che lo vedo in vendita.

Tra l’altro, non capisco perché proprio la coca-cola. Se Davide voleva fare una cosa così stupida, almeno poteva evitare l’ipocrisia di usare una bevanda statunitense; poteva usare il chinotto, che è italiano; forse questo sarebbe piaciuto al duce, anche se probabilmente il duce avrebbe fatto come i terroristi che hanno attaccato la sede di Charlie Hebdo. I fascisti del terzo millennio neanche sanno fare i fascisti.
Neanche capisco perché Davide ha fatto il filmato; in questo modo, neanche c’è bisogno di indagini in caso di querela da parte dei proprietari dei beni danneggiati.

Quando c'era lui, non si usava la coca-cola
Quando c’era lui, non si usava la coca-cola

Mi piacerebbe sapere che opinione ha Simone Di Stefano in merito al vandalismo di Davide.

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a guardare il filmato in cui commento il vandalismo di Davide Di Stefano, nonché altri filmati sullo stesso fatto.

Aggiornamento del 15 aprile 2016

Oggi ho comprato il fumetto «Quando c’era lui» e ho fatto un filmato per ricordare questo evento e per smentire alcune voci sul fascismo.

Onde gravitazionali

Questa volta scrivo un articolo che ha poco a che fare con la politica; forse niente. Questa volta parlerò delle onde gravitazionali, perché questo argomento mi sembra molto importante, di conseguenza ritengo giusto dare visibilità a una scoperta scientifica di questo tipo, attraverso tutti i canali possibili. Se avessi una videocamera decente, farei un filmato da mettere nel mio canale Youtube; lo farò un altro giorno. In un altro articolo ho collegato la politica con la termodinamica; questa volta non ho idea di come collegare la politica con l’astrofisica.

onde gravitazionali
MeteoWeb

Prima di parlare delle onde gravitazionali, vorrei aprire una piccola parentesi sulle onde in generale; non ne parlerò dettagliatamente, perché altrimenti l’articolo diventa troppo lungo.

Le onde sonore si propagano attraverso la materia. Le onde elettromagnetiche si propagano indipendentemente dalla presenza di materia, infatti si propagano anche nel vuoto. Le onde gravitazionali curvano lo spazio.

onde gravitazionali
ilcapoluogo.it

Come è possibile misurare le onde gravitazionali? È molto difficile, perché l’ampiezza dell’onda è molto minore del diametro di un protone, di conseguenza c’è bisogno di strumenti molto precisi. Non so come sono fatti tali strumenti, ma è chiaro che non si comprano in tabaccheria.

onde gravitazionali
Il Fatto Quotidiano

In più, è difficile misurare la velocità delle onde gravitazionali, anche se è stata confermata l’esistenza dei gravitoni. Alcuni fisici dicono che i gravitoni viaggiano alla velocità della luce, mentre altri fisici dicono che i gravitoni sono più veloci dei fotoni. Per chi non lo sapesse, i fotoni sono particelle che trasportano luce, e la luce è un’onda elettromagnetica.

Ci sarebbe da capire se i gravitoni hanno massa; se ce l’hanno, emettono gravitoni a loro volta, come i gluoni che emettono gluoni a loro volta, in quanto hanno carica di colore. Si sa che i gravitoni sono bosoni, così come i fotoni, in quanto hanno spin intero, mentre i fermioni hanno spin semiintero. Tanto per fare un esempio, neutroni, protoni ed elettroni sono fermioni.

Spero di non tediare nessuno con descrizioni così dettagliate sulle particelle. Si vede che studio fisica?

Quale fenomeno ha reso possibile la scoperta delle onde gravitazionali? Due buchi neri si sono scontrati tra loro, formando un unico grande buco nero. La cosa interessante è che il nuovo buco nero ha massa minore della somma delle masse dei vecchi buchi neri. Dove è finita la massa mancante? Probabilmente è stata convertita in energia gravitazionale.

onde gravitazionali
InvestireOggi

L’esistenza delle onde gravitazionali venne ipotizzata da Albert Einstein, ma lo stesso Albert pensava che nessuno avrebbe scoperto tali onde.

onde gravitazionali
Milano Finanza

Probabilmente nel mio sito Internet aprirò una sezione dedicata alle scoperte scientifiche. Avevo già scritto un articolo sulla divulgazione scientifica; forse posso fare di più per la scienza.

Articoli esterni sulle onde gravitazionali

Orgoglio Nerd

Vialattea

Le Scienze Confermata la rilevazione diretta

Scienza per tutti

Il Fatto Quotidiano — Come quando Galileo puntò al cielo il suo cannocchiale

Il Fatto Quotidiano — Sono state sentite

Il Post

Internazionale

Repubblica

 

Sahaja yoga

Vi ricordate l’articolo sull’energia negativa? Ora ne scrivo uno sul sahaja yoga. In Internet ho letto tutto e il contrario di tutto su tale pratica. Durante l’Erasmus ho partecipato a sedute di sahaja yoga, ma sono poche le sedute a cui ho partecipato, pertanto non so molto in merito. Cercherò di avere un punto di vista neutrale, come Wikipedia, ma non so se ci riuscirò.

sahaja yoga

Come ho conosciuto il sahaja yoga? Un giorno stavo a El Médano, frazione di Granadilla de Abona; per quello che ricordo, era la seconda volta che passavo di là, in quanto era la seconda volta che avevo visitato la Playa de la Tejita, una spiaggia nudista di Tenerife.

A El Médano c’era un evento relativo al sahaja yoga. Tra gli organizzatori dell’evento, c’era uno che mi ha parlato di tale pratica; mi ha anche fatto provare, dicendo chiaramente che non avrebbe chiesto una lira. Io e l’operatore abbiamo fatto una breve seduta di sahaja yoga, che mi ha rilassato abbastanza. Dopo la seduta, l’operatore mi ha dato una guida sul sahaja yoga, segnando l’indirizzo della sede di San Cristóbal de La Laguna. Alcuni giorni dopo, preso dalla curiosità, vado alla sede indicata con la guida; mi dicono qual è la sala; io entro e mi unisco al gruppo di praticanti.

Come si svolge una seduta si sahaja yoga? La prima parte è una conferenza, in cui si parla dei chakra, ma anche di Shri Mataji Nirmala Devi, fondatrice del sahaja yoga. Tra l’altro, a ogni seduta c’era una fotografia di Shri Mataji Nirmala Devi; all’epoca non ci pensavo, ma ora tale fotografia mi ricorda il culto di Kim Il-sung presente nella Corea del Nord; forse questo paragone è esagerato, ma non mi vengono in mente paragoni migliori. Shri Mataji Nirmala Devi non comandava nessuno Stato, ma le testimonianze che ho letto in Internet sono inquietanti. A Roma ho praticato hatha yoga e kundalini yoga; entrambi gli stili mi sembrano ottimi, e mi rilassano molto più del sahaja yoga. In più, chi insegna hatha yoga o kundalini yoga non espone immagini dei loro fondatori, né immagini di altre persone, almeno per quello che so.

Non ho descritto tutta la seduta di sahaja yoga; non so se è il caso di farlo.

Secondo me, il sahaja yoga non è yoga, ma sono graditi commenti di chi la pensa diversamente.

Aggiornamento del 24 dicembre 2015

Cliccando qui, troverete una pagina sullo yoga.

Cliccando qua, troverete una pagina con vari filmati sullo yoga.

Luca di «Da grande voglio fare il Buddha» è d’accordo con me nel dire che il sahaja yoga non è yoga.

Per la neutralità di cui parlavo all’inizio dell’articolo, metto collegamenti a pagine esterne di entrambi gli schieramenti, a favore e contro il sahaja yoga.

Pagine a favore del sahaja yoga

Sito italiano sul sahaja yoga

Sito sui corsi che si svolgono a Roma

Yogafacile

Pagine contro il sahaja yoga

Pagina di Yahoo Risposte

Pagina di Anugar

Sahaja yoga è una setta?

Sahaja yoga peggio della Chiesa cattolica

Muro di Berlino (muro della vergogna)

Il 9 novembre di ogni anno si festeggia l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, uno dei muri più vergognosi della storia dell’umanità.

Volevo scrivere questo articolo il 9 novembre, ma quel giorno non ero dell’umore giusto.

Come molti di voi sapranno, il Muro di Berlino è stato costruito il 13 agosto 1961 per decisione della Germania dell’Est. Perché è stato costruito quel muro? Dopo la seconda guerra mondiale, quattro Stati occupavano la Germania, nel senso che ognuno di quei quattro Stati controllava una parte di territorio tedesco; la parte orientale era controllata dal governo sovietico, che è quello che ha imposto le condizioni peggiori, almeno secondo le testimonianze che ho trovato in Internet. Gli altri tre Stati che controllavano parti di territorio tedesco si sono alleati tra loro; insieme controllavano una grande parte di territorio tedesco, che dal 1949 al 1990 è stata la Germania dell’Ovest, ufficialmente Repubblica Federale Tedesca. La Germania dell’Est si chiamava Repubblica Democratica Tedesca, ma di democratico aveva solo il nome; mi ricorda un partito italiano.

Come si viveva nelle Germania dell’Est? Vi dico solo che tanti tedeschi dell’est scappavano dal loro paese, come fanno tanti coreani del nord e come fa tanta gente di altri Stati. Per contrastare la fuga, viene costruito il famoso muro. Sapete qual è la cosa più divertente e tragica? Il 15 giugno 1961 il presidente del Consiglio di Stato della Germania dell’Est dice più o meno così: «Nessuno ha intenzione di costruire un muro»; mi ricorda certi presidenti del governo italiano.

Come è stata unita la Germania? In parte il merito è di Michail Gorbaciov, che non a caso è molto amato dai tedeschi.

Il 9 novembre 1989 il Muro di Berlino viene abbattuto, ma la Germania ancora è divisa in due Stati, molto diversi tra loro. Il governo della Germania dell’Est trova una soluzione facile e difficile allo stesso tempo: sciogliere il proprio Stato, cedendo il proprio territorio al governo dell’ovest, che dal 3 ottobre 1990 controlla tutto il territorio tedesco.

Ho raccontato la storia del Muro di Berlino in modo molto sintetico. Per ulteriori informazioni potete cliccare i seguenti collegamenti:

 

Articolo di Wikipedia sul Muro di Berlino

Articolo di Wikipedia sui muri della vergogna

Storia della Germania dal 1945

Storia del Muro di Berlino

ANSA (Il crollo che cambiò il mondo)

Le 50 date più importanti della storia

Berlin.de (La costruzione del Muro di Berlino)

Informagiovani (La storia del Muro)

 

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere i miei articoli sulla Corea.

V per Vendetta

Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità, e la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. (V per Vendetta)

Vi ricordate il film «V per Vendetta»? Io l’ho visto alcuni anni fa; mi ricordo che contemporaneamente su un altro canale si vedeva Roberto Benigni che leggeva i primi 12 articoli della costituzione italiana.

Leggi di Jones sulla programmazione televisiva:

  1. Se ci sono due programmi interessanti, sono alla stessa ora.
  2. Se ce n’è uno solo, sarà cancellato.
  3. Se hai aspettato un programma per tutta la settimana, sarà anticipato.

Un altro giorno scriverò un articolo sulla televisione italiana e uno sulle leggi di Murphy, ma ora voglio concentrarmi su V per Vendetta.

Quel film mi piace molto; secondo me, è fatto bene e rende bene l’idea di come può diventare uno Stato se i cittadini non si svegliano. Quel film si ispira alla congiura delle polveri, infatti il protagonista indossa una maschera di Guy Fawkes, ma il film è ambientato in un futuro distopico.

Maschera presente nel film «V per Vendetta»
Maschera di Guy Fawkes

Tra l’altro, mi piace molto il discorso sulla seconda strategia della manipolazione, conosciuta in Italia come metodo Cossiga. Forse dovrei scrivere un articolo su Francesco Cossiga, anche se un po’ ne ho parlato nell’articolo sull’umorismo nero.

Cos’altro posso dire? Varie scene di «V per Vendetta» meritano di stare in questo articolo, ma ho preferito concentrarmi su quelle che secondo me rendono meglio l’idea di come si può arrivare alla dittatura.

Mi dispiace non aver scritto ancora niente sul terrorismo di Stato e sulla «giustizia» italiana. Parlando di «giustizia» italiana, mi viene in mente Stefano Cucchi, che non ha avuto la giustizia che meritava; dovrei scrivere un articolo su di lui. Parlando di Stefano Cucchi, mi viene in mente Federico Aldrovandi, ucciso da criminali che lavoravano nella Polizia di Stato.

Enrico Mattei e Christophe de Margerie

Enrico Mattei (Acqualagna, 29 aprile 1906Bascapè, 27 ottobre 1962) è stato un imprenditore, politico e dirigente pubblico italiano. (fonte: Wikipedia)

Enrico_MatteiChristophe de Margerie (Mareuil-sur-Lay-Dissais, 6 agosto 1951Mosca, 20 ottobre 2014) è stato un dirigente d’azienda francese. Ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato della società petrolifera francese Total dal 13 febbraio 2007 al giorno della sua morte. Dal 21 maggio 2010 ricopriva anche la carica di presidente della stessa azienda. (fonte: Wikipedia)

Christophe de MargerieCosa avevano in comune Enrico Mattei e Christophe de Margerie? Entrambi sono morti per «incidenti» aerei; entrambi erano scomodi per certa gente, pertanto qualcuno aveva interesse a ucciderli.

Enrico Mattei era amministratore delegato dell’ENI, una compagnia petrolifera italiana; se fosse sopravvissuto, sarebbe andato in Algeria per firmare un accordo sull’estrazione di petrolio; un accordo scomodo per le cosiddette «sette sorelle».

Sono passati 52 dall’«incidente» di Enrico Mattei. Ultimamente c’è stato l’«incidente» di Christophe de Margerie, amministratore delegato della Total, una compagnia petrolifera francese. Se ho capito bene, Christophe de Margerie voleva che il dollaro non fosse l’unica moneta con cui comprare petrolio, e questo dava problemi a qualcuno.

Spero che si faccia chiarezza. Spero che qualcuno trovi i colpevoli di entrambi gli attentati. L’unica certezza è che questi «incidenti» sono stati provocati da qualcuno.

Cercando i miei vecchi articoli, noto di non aver scritto nessun articolo sugli omicidi di Stato, anche se ne ho scritto uno sui misteri d’Italia in generale. Nell’articolo sull’umorismo nero, ho parlato del terrorista Francesco Cossiga, ma ancora non ho scritto niente sul terrorismo di Stato in generale.

Ulteriori pagine su Enrico Mattei e Christophe de Margerie

La storia siamo noi

Rai Storia

Disinformazione

Misteri d’Italia (Delitto di Stato o trama internazionale?)

Yahoo Notizie

Il Sole 24 Ore (Finanza & Potere)

L’antidiplomatico (Un nuovo caso Mattei)

Dario Bonacina (Un nuovo caso Mattei)

Paperblog

Tribuno del Popolo (Cade aereo con AD della Total ostile al dollaro)

Delusi dal Bamboo

Blog di stella112

Blog di Luca Scialò

Termometro Politico

Repubblica (Muore Christophe De Margerie)

Il Fatto Quotidiano (Morto l’AD di Total)

Corriere della Sera

Firenze Post

Il Journal

L’Intellettuale Dissidente

La Vanguardia (Muere el presidente de Total)

La guerra di Corea

In questo articolo parlerò della guerra di Corea, almeno per quel poco che so. Come potete notare, ho l’abitudine di scrivere articoli per incuriosire i visitatori e invitarli a cercare ulteriori informazioni da altre fonti.

occupazione giapponese prima della guerra di Corea
Corea (evidenziata in rosso) durante il dominio giapponese (immagine presente su Wikipedia)

Molti di voi sapranno che una volta la Corea era occupata dalle forze armate giapponesi. Con la conferenza del Cairo si sperava di liberare la Corea, facendola rimanere un unico Stato libero, ma non è andata così. Dopo la conferenza del Cairo, in Corea sono arrivate forze armate dell’Unione Sovietica e degli Stati Uniti d’America, nel senso che i soldati sovietici hanno occupato la parte nord e gli statunitensi hanno occupato la parte sud. Si è raggiunto un accordo, con cui il confine tra le due Coree percorre il XXXVIII parallelo all’interno della penisola coreana.

Tutto qua? No. C’è stata una guerra tra le due Coree, che ufficialmente ancora non è finita, anche se da anni nessuno dei due Stati attacca l’altro.

Evoluzione del confine intercoreano durante la guerra di Corea
Evoluzione del confine tra le due Coree (immagine animata presente su Wikipedia)

Durante la guerra di Corea, il confine è stato modificato; ogni tanto uno dei due Stati conquistava una parte dell’altro Stato. C’è stato un periodo in cui quasi tutta la Corea era sotto il dominio di Kim Il-sung, compresa Seul, attuale capitale della Corea del Sud.

La città di Kaesong era sudcoreana prima della guerra, mentre ora è nordcoreana; in compenso, alcune città precedentemente nordcoreane ora sono sudcoreane.

Kaesong è nordcoreana dalla guerra di Corea
Posto di blocco a Kaesong (fotografia presente su Giornalettismo)

La guerra si è conclusa con un armistizio, che in teoria può essere revocato in qualunque momento dal governo di uno dei due Stati. Tra le due Coree c’è un muro come quello di Berlino, in una striscia chiamata zona demilitarizzata, anche se è piena di soldati di entrambe le Coree.

Alla fine della guerra, prigionieri di entrambe le Coree hanno percorso il ponte del non ritorno.

Ancora non conosco tutta la storia della guerra di Corea; è anche per questo che vi invito a cercare ulteriori informazioni da altre fonti.

Per ora posso dire che nella Corea del Nord vige una dittatura. Il governo nordcoreano vìola i diritti dei cittadini; i cittadini cercano di scappare dalla Corea del Nord, ma il governo fa tutto il possibile per impedire le fughe. Un altro giorno parlerò della dittatura nordcoreana e delle fughe di cittadini.

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

Paesi divisi da muri

Se io vi chiedessi di fare esempi di paesi divisi da muri, quali vi verrebbero in mente? Molti di voi ricorderanno il muro di Berlino, che fino al 1989 divideva la Germania in due Stati, ma esistono tanti altri muri che dividono gli Stati.

Schema del muro di Berlino
Schema del muro di Berlino

Come mi è venuta l’idea di scrivere un articolo sui paesi divisi dai muri? Ultimamente mi sto interessando alla Corea, un paese di cui in Italia si parla poco.

La Corea, così come la Germania, è stata divisa con la guerra fredda tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica.

La Corea è uno dei tanti paesi divisi da muri.
Confine tra le due Coree

Al confine tra le due Coree si trova la cosiddetta zona demilitarizzata, che diversamente da come suggerisce il nome, è piena di soldati di entrambe le Coree; ovviamente i soldati nordcoreani stanno nella parte nord mentre i soldati sudcoreani stanno nella parte sud. Nella zona demilitarizzata c’è una città chiamata Panmunjom, in cui si trovano vari edifici attraversati dal confine tra le due Coree. Stando a quello che ho letto in vari siti Internet, è impossibile attraversare il confine tra le due Coree senza essere feriti o uccisi dai soldati; l’unica eccezione è rappresentata dagli edifici di Panmunjom, e anche là bisogna seguire regole molto rigide per ridurre al minimo i rischi.

Edifici azzurri di Panmunjom attraversati dal confine tra le due Coree
Edifici azzurri di Panmunjom attraversati dal confine tra le due Coree

Un altro giorno parlerò dettagliatamente di Panmunjom e di come è possibile visitarla, ma ora voglio continuare il discorso sui paesi divisi dai muri in generale.

Certi muri dividono popoli che vorrebbero essere uniti, e questo mi schifa altamente. Altri muri dividono uno Stato da un altro, contrastando la migrazione di massa; questi muri possono dare l’amaro in bocca, ma li capisco di più; secondo me, hanno un senso, giusto o sbagliato che sia.

Dovrei cercare ulteriori informazioni sui paesi divisi dai muri; si accettano suggerimenti sulle fonti di tali informazioni.

Altre pagine sui paesi divisi dai muri

Pagina con fotografie di muri che dividono gli Stati

Articolo di Piergiorgio Pescali su Panmunjom

Articolo di Facebook su Panmunjom

Muro dopo muro

Articolo di El País su Panmunjom

Un mundo sin fronteras

 

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

11 settembre 1973

Quando qualcuno mi parla dell’11 settembre, io ho l’abitudine di chiedere: «Quale 11 settembre?». Ho un senso di schifo ogni volta che qualcuno mi dice: «Sono passati 13 anni dall’11 settembre», oppure: «Dall’11 settembre non si possono portare liquidi nel bagaglio a mano in aereo». Premesso che ogni anno ha il suo 11 settembre, e questo già mi sembra un buon motivo per specificare l’anno, tanta gente dà per scontato che basta dire «11 settembre» per far venire in mente il crollo delle Torri Gemelle di New York.

Se vi dicessi che c’è stato un 11 settembre più tragico?

Colpo di Stato in Cile dell'11 settembre 1973
Fotografia presente nel sito di Polisblog riguardante il colpo di Stato in Cile dell’11 settembre 1973

Vi ricordate il colpo di Stato in Cile? Io so poco su quel fatto, ma so la data: 11 settembre 1973; so anche che il colpo di Stato venne organizzato da Augusto Pinochet; non mi è chiaro se ha fatto tutto di sua iniziativa o se è stato aiutato; non mi stupirei se venissi a sapere che il governo statunitense ha aiutato Augusto Pinochet a fare questa porcata.

Le Torri Gemelle sono crollate l’11 settembre 2001; prima una torre, poi l’altra. Come sono crollate? Sono state attaccate da aerei? Oppure qualcuno ha messo esplosivi all’interno delle torri? Il governo statunitense era d’accordo? Penso di sì; probabilmente il crollo delle Torri Gemelle serviva non solo come pretesto per attaccare l’Iraq e l’Afghanistan, ma anche per far dimenticare il colpo di Stato in Cile. Probabilmente dagli Stati Uniti d’America si è diffusa la moda di dire «11 settembre» senza specificare l’anno quando si parla dell’attacco alle Torri Gemelle.

Queste sono ipotesi, ma io non sono il primo a farle.

Se mi ricordo bene, anche Mason Massy James ha fatto l’ipotesi che le Torri Gemelle sono crollate grazie al governo statunitense.

Tra l’altro, le Torri Gemelle di New York non sono le uniche a chiamarsi Torri Gemelle, ma posso capire questa antonomasia.

Collegamenti a pagine esterne sull’11 settembre 1973 e sull’11 settembre 2001

Il Post

Polisblog

Il Fatto Quotidiano

Internazionale

La storia siamo noi

Rassegna.it

Articolo di Wikipedia sul colpo di Stato in Cile

Articolo di Wikipedia sul crollo delle Torri Gemelle di New York