Archivi categoria: salute

Trivellazioni in Italia

Sapete che il 17 aprile 2016 ci sarà un referendum sulle trivellazioni? (*) Non so quanto ne hanno parlato i giornali e le televisioni, perché leggo pochi giornali e raramente seguo la televisione.

Il 5 aprile 2016 è stato fatto un aggiornamento in questo articolo. Si consiglia la lettura della parte successiva ai collegamenti a pagine esterne.

Cosa chiede il referendum? Devo premettere che il referendum del 17 aprile riguarda solo le trivellazioni in mare fino a 12 miglia marine dalla costa, e solo le trivellazioni già in corso. Nella zona interessata, le nuove trivellazioni sono vietate e continueranno a essere vietate, indipendentemente dal referendum del 17 aprile. In terra, salvo zone protette, le trivellazioni continueranno a essere consentite, così come in mare oltre 12 miglia marine dalla costa. Se vince il sì, le trivellazioni dovranno cessare alla scadenza delle concessioni, e non sarà possibile prorogare le concessioni nella zona interessata. Se vince il no, le concessioni potranno essere prorogate fino all’esaurimento di gas nel giacimento.

Io ho letto vari articoli, di conseguenza conosco le ragioni di entrambi i fronti, e capisco le ragioni di entrambi i fronti, così come capisco gli indecisi.

Una volta ero per il sì, mentre ora sono per il no. Voterò perché mi sembra giusto votare, ma farò la X sul no, per motivi che spiegherò fra poco.

ragioni del no al referendum sulle trivellazioni
immagine presente nel blog «Il ventunesimo secolo»

Anche se io sono per le fonti energetiche rinnovabili, so che non si può passare da una fonte energetica a un’altra con uno schiocco di dita. Per costruire una nuova centrale ci vuole tanto tempo. Qualcuno dirà che da anni si sapevano certe cose, di conseguenza si poteva pensare prima a investire sulle fonti rinnovabili; sono d’accordo, ma i governi hanno fatto diversamente.

A causa di decisioni sbagliate di vari governi italiani, l’Italia dipende molto da fonti energetiche non rinnovabili, tra cui il gas. Se vince il sì, l’Italia dovrà importare maggiori quantità di gas, con svantaggi per l’economia italiana. In più, mi risulta che alcune compagnie petrolifere italiane hanno intenzione di trivellare il Mozambico in caso di vittoria del sì; in questo modo, l’Italia prenderebbe gas dal Mozambico mentre il Mozambico sarebbe a rischio ambientale. È facile fare i froci col culo degli altri.

Anche se io tengo molto all’ambiente, voterò no al referendum del 17 aprile.

Anche se ho deciso di votare no, voglio che tutti conoscano le ragioni di entrambi i fronti, pertanto pubblicherò collegamenti a pagine di entrambi i fronti.

Pagine esterne relative al referendum sulle trivellazioni

Il Sole 24 Ore

MeteoWeb

Radio Popolare

Greenpeace

No Triv

Il Tempo

Io Donna

Rinnovabili

Internazionale

Lifegate

Vita

Meridionews

Contropiano

4live

 

Aggiornamento del 5 aprile 2016

Ieri ho saputo un po’ di cose interessanti, e mi sento in dovere di parlarne qui.

Ho notato che nessuno ha interesse a informare i cittadini sulle conseguenze del referendum nei tre casi (vittoria del sì, vittoria del no, fallimento del referendum). Ogni schieramento dà informazioni incomplete o fuorvianti per convincere gli altri a votare in un certo modo o in un altro.

All’inizio ero per il sì, poi per il no; ora non lo so. Sicuramente voterò, perché non voglio che il referendum fallisca, qualunque sia la volontà di chi vota. Odio le campagne per l’astensionismo. Io abolirei il quorum per i referendum, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Dicono che il petrolio e il gas di produzione italiana sono una piccola parte rispetto al consumo di petrolio e gas in Italia, di conseguenza il traffico di petroliere aumenterebbe di poco nei mari italiani. In più, alla scadenza della concessioni, il petrolio e il gas nel giacimento sarebbero una piccola quantità, che non varrebbe la pena estrarre, almeno così ho letto in alcuni articoli. Se tali articoli dicono la verità, io mi schiero di nuovo con il sì.

referendum trivellazioni estrazioni
immagine presente in una pagina di Greenreport

È vero che il referendum riguarda solo la parte di mare fino a 12 miglia marine dalla costa, ma la vittoria del sì darebbe un segnale al governo italiano. Ovviamente il governo italiano potrebbe comunque concedere di trivellare il fondo marino oltre 12 miglia dalla costa, ma i cittadini possono tranquillamente raccogliere cinquecentomila (500000) firme per un referendum riguardante tutto il mare italiano, oppure tale referendum può essere chiesto dai consigli regionali, come è successo per il referendum che verrà fatto il 17 aprile.

Dicono che la vittoria del sì non farebbe perdere posti di lavoro; se è vero, mi schiero con il sì, ma gradirei sapere perché la vittoria del sì non farebbe perdere posti di lavoro. Se le piattaforme chiudono, dove va la gente che ci lavora? Troverà un altro lavoro?

Io sono a favore delle fonti rinnovabili, e spero che il governo italiano investa sempre di più su tali fonti, ma cosa facciamo mentre aspettiamo la totale indipendenza da fonti non rinnovabili?

Dicono che certe attività sul fondo del mare portano all’inabissamento di certe zone costiere, di conseguenza tali attività sono state vietate in alcune zone del Mare Adriatico, anche se non in tutte ovviamente. Se è così, mi schiero di nuovo con il sì.

Dicono che la presenza di piattaforme petrolifere danneggia il turismo; mi sembra logico, anche se tanta gente fa il bagno in mari sporchi, ma questo è un discorso che forse è meglio fare in un altro articolo. È interessante la campagna di Trivadvisor, che ovviamente si ispira a Tripadvisor.

(*)Su una cosa dò ragione al fronte del no: ho usato impropriamente il verbo trivellare. La trivella serve per scavare il buco nel terreno, poi viene messa la tubatura per estrarre il petrolio o il gas, ma la trivella non si usa più, almeno non dove stiamo estraendo.

Ulteriori pagine su trivellazioni ed estrazioni di petrolio e gas

Qualenergia

Greenreport

Scuole cattoliche

In questo articolo parlerò delle scuole cattoliche, in quanto ultimamente ho ascoltato una testimonianza del mio conoscente Evaristo, che dice di aver frequentato una scuola elementare cattolica.

Secondo la testimonianza, Evaristo ha frequentato una scuola gestita da suore, che predicavano la nonviolenza ma poi menavano gli studenti; l’apoteosi dell’ipocrisia. Le suore rendevano le loro materie tutt’altro che interessanti, ma so che questo succede anche in tante scuole laiche. Nella scuola frequentata da Evaristo, c’era l’obbligo di pregare ogni giorno prima della lezione e anche prima e dopo il pranzo. Che interesse avevano le suore a imporre la preghiera? E soprattutto, come si può predicare il rispetto se si impone la propria credenza agli altri? Evaristo mi ha riferito notizie di violenze pesanti; non solo mani che colpiscono facce di bambini innocenti, che già sarebbe gravissimo, ma anche mani che pizzicano le guance o il collo di tali bambini. C’erano anche suore buone, forse per fare il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Evaristo riferisce che c’erano anche docenti laici, ma ha chiesto di non rivelare le materie insegnate da tali docenti, in quanto teme che la sua identità possa essere svelata. Come mi aspettavo, i maestri laici non menavano nessuno. Non ho osato chiedere l’opinione di Evaristo sulla Chiesa cattolica, ma penso che sia molto negativa.

Ricordate il mio articolo sulla violenza domestica? La violenza nelle scuole è qualcosa di simile.

Spesso sento dire che dalle scuole cattoliche esce la maggiore percentuale di criminali, e penso che sia vero.

Evaristo dice che ogni tanto gli viene in mente di uccidere qualcuno, e c’è stato anche un periodo in cui spesso aveva in mente di stuprare le donne che gli capitavano davanti, almeno quelle che lo attiravano. L’autocontrollo è l’unica cosa che ha trattenuto Evaristo dal commettere tali crimini. Io ho consolato Evaristo dicendo che non è il primo ad avere idee di questo tipo, dicendo anche che lo ammiro per l’autocontrollo. Evaristo dice che quella scuola costava un po’ di soldi, anche se non sa quanti e preferisce non saperlo. Evaristo dice che alcuni suoi ex compagni di classe si sono suicidati; forse non sopportavano il ricordo di quella scuola, o forse temevano di uccidere altre persone e hanno preferito sacrificare sé stessi. Evaristo ha detto chiaramente che spera di non incontrare mai più quelle suore, altrimenti sarà lui a menarle. Evaristo mi ha ringraziato per l’intervista, dicendomi che io sono tra i pochi che lo capiscono.

Prima di chiudere, voglio collegare alcune pagine esterne sulle scuole cattoliche.

Gruppo di Facebook sui danni fatti dalle suore

Altro gruppo di Facebook sui danni fatti dalle suore

Forum con testimonianze di violenza fatta da suore

Marciapiedi scivolosi

Durante il soggiorno a Gran Canaria, ho notato una grande quantità di marciapiedi scivolosi, più o meno come a Tenerife.

marciapiedi scivolosi
area pedonale scivolosa nelle vicinanze del mare

A Tenerife e a Gran Canaria, tanti marciapiedi, invece di essere fatti di asfalto, sono fatti con mattonelle di pietra, su cui è facile scivolare. Forse tali mattonelle sono più facili da ottenere; forse usare tale materiale costa meno, ma penso che sia molto più importante la sicurezza dei cittadini e dei turisti.

marciapiedi scivolosi
marciapiede scivoloso fotografato a Vecindario
Marciapiedi come questo si trovano facilmente alle Isole Canarie.

Perché i comuni non usano materiali migliori per i marciapiedi? Perché non usano l’asfalto? Forse per motivi economici, come ho detto prima, o forse i consiglieri comunali sperano che qualcuno si faccia male; non so chi potrebbe guadagnarci e in che modo, ma sa di metodo Cossiga. Forse sperano che i marciapiedi scivolosi uccidano gli anziani, così il governo risparmia un po’ di pensioni.

Io varie volte sono scivolato sui marciapiedi di Tenerife e Gran Canaria, e varie volte ho rischiato di farmi male. A me è andata bene, ma a tanti altri sarà andata male.

Non so com’è il sistema sanitario canario né quello spagnolo, ma gradirei non avere bisogno di cure mediche, soprattutto per danni gravi, come fratture o cose simili. A dire il vero, gradirei che nessuno avesse bisogno di cure mediche per danni gravi.

Il problema dei marciapiedi scivolosi non è esclusivamente canario, ma ho parlato delle Isole Canarie perché non mi vengono in mente altri posti in cui sono presenti marciapiedi su cui si scivola facilmente.

 

Messina senza acqua

Ricordate il mio articolo sull’acqua pubblica? Ora parlerò di Messina, che è stata senza acqua per vari giorni; non so quanti giorni, ma troppi per i miei gusti, soprattutto in un paese come l’Italia.

Messina senza acqua
immagine presa dal Fatto Quotidiano

Ho saputo di questo fatto alcuni giorni fa. Ho aspettato a scrivere per gli stessi motivi per cui ho ritardato la scrittura dell’articolo sul Rio Doce inquinato. Poiché non ricevo niente, a parte i pochi soldi che Altervista mi darà quando avrò raggiunto la soglia minima, scrivo solo quando mi va.

Messina senza acqua
immagine presa dal Fatto Quotidiano

Secondo vari articoli che ho trovato in Internet, a Messina si è rotto un tubo che portava acqua ai cittadini, di conseguenza i cittadini hanno dovuto fare la fila per farsi riempire le taniche di acqua potabile.

Messina senza acqua
immagine presa da TempoStretto

Non so se le autorità competenti hanno fatto partire i lavori nei tempi giusti; forse potevano fare tutto più velocemente. Mi risulta che un intervento di Fiorello in Internet ha portato i giornali nazionali a parlare del problema idrico messinese, altrimenti solo i giornali locali ne avrebbero parlato. Se lo stesso problema si fosse verificato a Roma, i giornali nazionali ne avrebbero parlato sùbito? Il problema si sarebbe risolto velocemente? Non lo so, ma è evidente che il governo italiano è troppo lento nel risolvere i problemi dei cittadini.

Messina senza acqua
immagine presa da La Stampa

Tra l’altro, ho letto che a Messina c’erano fornitori privati che vendevano acqua potabile a caro prezzo, approfittando delle necessità dei cittadini. Non so se quei fornitori sono stati puniti, ma non avrebbero lavorato neanche un giorno se il governo italiano e il comune di Messina avessero mandato immediatamente un numero sufficiente di autobotti per fornire acqua potabile a tutti i cittadini.

Alcuni messinesi dicevano che sembrava di stare in guerra.

Secondo me, ha ragione Lambrenedetto XVI quando dice che l’Italia è un paese del terzo mondo.

Ulteriori pagine esterne sul problema idrico di Messina

Gazzetta del Sud

ANSA

Repubblica Palermo

TempoStretto

Disastro ambientale in Brasile

Ultimamente c’è stato un disastro ambientale in Brasile, ma in Italia se ne parla poco; non so perché. Si è parlato molto dell’attacco terroristico a Parigi, e anche dei mondiali di calcio in Brasile, ma si parla poco di catastrofi che si verificano in Brasile, come si è parlato poco dei problemi economici brasiliani, anche durante i mondiali di calcio, e si è parlato poco del viadotto crollato a Belo Horizonte.

Potrei fare tanti esempi di ipocrisia giornalistica italiana, ma preferisco fermarmi qui.

Quando c’è stato l’attacco a Parigi, tanta gente su Facebook ha messo la fotografia del profilo con la bandiera francese; io no, né su Facebook, né in altre reti sociali, per il semplice motivo che dovrei cambiare bandiera ogni volta che succede qualcosa. Nessuno di mia conoscenza ha messo una bandiera brasiliana come immagine del profilo.

bandiera brasiliana
bandiera brasiliana

Ora spiego in modo sintetico cosa è successo in Brasile.

Il Rio Doce è stato contaminato da sostanze altamente tossiche, che potrebbero causare gravi danni non solo al fiume stesso, ma anche al mare.

Copio e incollo dal sito di Repubblica.

Più di 60 milioni di metri cubi di fanghi tossici provenienti da una miniera di ferro hanno raggiunto l’Oceano Atlantico nello stato di Espirito Santo. Fuoriusciti il 5 novembre scorso dal cedimento delle dighe Fundao e Santarem hanno devastato il bacino del fiume Rio Doce, nella regione di Minas Gerais.

Non so cosa dicono le leggi brasiliane sul disastro ambientale, però mi risulta che ultimamente in Italia è uscita una legge che punisce pesantemente i danni ambientali, almeno quando non viene fatto niente per evitarli.

Tra l’altro, io ho saputo del disastro ambientale in Brasile con molto ritardo. Il fatto è del 5 novembre, ma io l’ho saputo alcuni giorni fa, non ricordo se a novembre o a dicembre. È vero che anch’io ho scritto questo articolo con ritardo, ma nessuno mi paga per scrivere articoli. È vero che Altervista mi paga per la pubblicità, ma sono pochi soldi, e ancora non ho visto una lira.

Ulteriori pagine sul disastro ambientale in Brasile

East Online

RSI News

TuttoGreen

GreenMe

Informare X Resistere

LifeGate

Scienze Notizie

Radio Popolare

Il Fatto Quotidiano (Ambiente & Veleni)

Il Fatto Quotidiano (articolo di Maria Rita D’Orsogna)

La Stampa

Rinnovabili.it

 

Ora solare

Ricordate l’articolo sull’ora (il)legale? Oggi (25 ottobre 2015) torna in vigore l’ora solare. Io ho cambiato l’ora ai miei orologi, fatica che avrei risparmiato se l’Italia tenesse lo stesso fuso orario tutto l’anno.

Scriverò più o meno le stesse cose che ho scritto nell’articolo sull’ora (il)legale, ma aggiungerò anche qualcosa di nuovo.

Se l’ora (il)legale servisse a qualcosa, la terrebbero tutto l’anno; mi risulta che in alcuni Stati si fa così. Una volta ho letto in Internet che la Russia per un periodo ha tenuto l’ora (il)legale tutto l’anno, ma in questo modo alcune regioni avevano l’alba alle 11 nei giorni più freddi dell’anno, e questo poteva dare problemi. Poco fa ho letto che la Russia ha abolito l’ora (il)legale; questo significa che ora tiene l’ora solare tutto l’anno; secondo me tutti gli Stati dovrebbero fare così.

Io dico anche un’altra cosa. Fino al solstizio d’inverno, le ore di luce saranno sempre di meno, con l’alba che ritarda sempre di più e il tramonto che anticipa sempre di più. Con l’ora solare, da una parte avremo la soddisfazione di alzarci con il Sole più in alto sull’orizzonte, ma da un’altra parte avremo l’insoddisfazione di avere meno luce solare nel pomeriggio. Non solo dobbiamo sopportare il tramonto anticipato per motivi naturali; ci si mette anche il governo facendoci tornare all’ora solare. Per come la vedo io, la cosa migliore è mantenere lo stesso fuso orario tutto l’anno, in modo da evitare problemi di adattamento.

Come dicevo nell’altro articolo, c’è anche il problema di chi lavora di notte. A marzo alcuni hanno lavorato un’ora in meno. Questa notte alcuni hanno lavorato un’ora in più. Il problema è che a questa differenza di ore lavorative non corrisponde una differenza di retribuzione, almeno per quello che so.

Serie televisive catastrofiche

Dopo l’articolo sulle serie televisive ambientaliste, voglio parlare di serie televisive catastrofiche. In questi giorni avrei altri argomenti di cui parlare, ma sento il bisogno di scrivere questo articolo perché in questi giorni ho visto «Tokyo magnitude 8.0».

Conoscete altre serie televisive catastrofiche?
Immagine di «Tokyo magnitude 8.0»
Conoscete altre serie televisive catastrofiche?

Per chi non lo sapesse, «Tokyo magnitude 8.0» è una serie a cartoni animati di 11 episodi. Quella serie parla di un terremoto che devasta Tokyo. Il terremoto si verifica alla fine del primo episodio, ma le conseguenze si vedono in tutti gli episodi successivi. Il finale mi ha dato l’amaro in bocca, ma complessivamente la serie mi piace molto. La storia è inventata, ma è stata scritta dopo una lunga ricerca sui terremoti. In ogni episodio, i protagonisti seguono il telegiornale per sapere la situazione dei vari quartieri di Tokyo. Il telegiornale è condotto da Christel Takigawa. Se questo nome non vi dice niente, vi consiglio di fare una ricerca.

Come ho già detto in un altro articolo, odio l’espressione «vittime e feriti», in quanto anche i feriti sono vittime, così come i dispersi. Per quello che ricordo, l’espressione di cui sopra viene usata in vari episodi di «Tokyo magnitude 8.0»; mi piacerebbe sapere se anche la vera Christel Takigawa usa quell’espressione nei telegiornali.

Per quello che so, tutto il territorio giapponese è ad alto rischio sismico, di conseguenza penso che sia inevitabile una serie televisiva sui terremoti.

Anche il territorio italiano è a rischio sismico, ma non conosco serie italiane sui terremoti.

La cosa che mi fa schifo non è l’assenza di serie televisive italiane sui terremoti, bensì la mancanza di leggi serie sulla costruzione di edifici.

Vogliamo parlare del terremoto in Abruzzo? Vogliamo parlare dell’alluvione a Genova? Ci sarebbe da parlare di tante cose, ma voglio concentrarmi sul modo in cui vengono costruiti gli edifici in Italia.

Perché certi edifici dell’antica Roma esistono ancora oggi? Ai tempi dei romani non c’erano terremoti? Non ci credo. Credo più a chi dice che i progettisti venivano uccisi se i loro edifici crollavano. Io sono contro la pena di morte, ma darei l’ergastolo a chi progetta edifici che crollano. L’Italia è passata da un eccesso a un altro. Ora i progettisti se la cavano con risarcimenti in denaro, come se i soldi facessero tornare in vita le persone morte. Da una parte mi piacerebbe che i soldi risolvessero tutti i problemi, ma so che non è così. Neanche l’ergastolo farebbe tornare in vita gente morta per il crollo di edifici, ma almeno sarebbe un ottimo deterrente per chi volesse costruire edifici che crollano facilmente; tanta gente sarebbe portata a costruire edifici resistenti; parlo dei progettisti e anche di chi concede le autorizzazioni.

Tornando al discorso sulle serie televisive catastrofiche, mi piacerebbe sapere se conoscete altre serie di questo genere; io conosco vari film, ma non conosco serie televisive catastrofiche oltre a «Tokyo magnitude 8.0».

Volkswagen (Gas Auto)

Avete saputo dello scandalo della Volkswagen?

Volkswagen (Gas Auto)Se ho capito bene, la Volkswagen ha truccato i risultati del controllo delle emissioni, in modo da vendere le proprie automobili dove altrimenti la legge lo avrebbe vietato. Per esempio, la Volkswagen voleva vendere le sue automobili negli Stati Uniti d’America, dove ci sono leggi restrittive sulla circolazione di veicoli. Dovrei fare un discorso lungo sulle contraddizioni statunitensi, ma lo farò in un articolo separato.

Da quando si è diffusa la notizia dello scandalo, vari dirigenti della Volkswagen hanno dato le dimissioni. Cosa faranno i nuovi dirigenti? Non lo so, ma secondo me faranno bene a ordinare la produzione di automobili elettriche, in modo da ridurre seriamente l’inquinamento. Mi viene in mente il mio articolo sull’efficienza energetica.

In questi giorni ho visto tanta satira sulla Volkswagen. Non so quale vignetta mi piace di più, ma non dimenticherò facilmente le minacce che vengono attribuite all’ISIS, né la vignetta sul falso controllo dell’emissione di gas inquinanti, che ora non riesco a trovare.

Minaccia satiricamente attribuita all'ISIS dopo lo scandalo Volkswagen
Minaccia satiricamente attribuita all’ISIS
Minaccia satiricamente attribuita all'ISIS dopo lo scandalo Volkswagen
Minaccia satiricamente attribuita all’ISIS

Aggiornerò questo articolo nei prossimi giorni.

Qui potete trovare pagine esterne sullo scandalo della Volkswagen

La Stampa

La Repubblica

Il Fatto Quotidiano

Huffington Post

Gazzetta dello Sport

Corriere dello Sport

Giornalettismo

Al Volante

ANSA

La Stella

Il Secolo XIX

Il Messaggero

Il Post

Il Sole 24 Ore

Quattroruote

Autoblog

Auto.it

Quotidiano.net

Libero Quotidiano

Tom’s Hardware

Fanpage Motori

 

 

Corrida (Festival della Violenza)

Dopo l’articolo sulla Tomatina, ho deciso di scriverne uno sulla corrida, una delle maggiori vergogne della Spagna e anche di altri Stati.

immagine contro la corrida
Tortura non è arte né cultura.

Come saprete, i tori vengono portati nelle plazas de toros, dove vengono torturati dai toreri e vengono uccisi in modo lento e doloroso.

Tanti spagnoli sono contro la corrida, infatti in Spagna esiste il PACMA (Partido Antitaurino Contra el Maltrato Animal). Forse il problema è che la corrida fa entare tanti soldi nelle casse del governo.

Il PACMA è un partito spagnolo che si schiera contro la corrida.
Il PACMA è un partito spagnolo che si schiera contro la corrida.

Nell’estate del 2010 ho assistito a una manifestazione del PACMA all’Escorial; ho fatto anche fotografie.

manifestazione del PACMA contro la corrida
manifestazione del PACMA all’Escorial
manifestazione del PACMA contro la corrida
manifestazione del PACMA all’Escorial

Un problema del PACMA è che raramente ne sento parlare; probabilmente riceve pochi voti, diversamente dai grandi partiti spagnoli che continuano a essere i più votati nonostante i danni che fanno.

Ancora non conosci l'unico partito che difende tutti gli animali?
Ancora non conosci l’unico partito che difende tutti gli animali?

Quando sento parlare di corrida, mi vengono in mente gli Ska-P, un gruppo spagnolo che ha fatto almeno due canzoni contro la corrida: «Abolición» e «Vergüenza»; la seconda mi piace di più, perché attacca i toreri più pesantemente.


Godo quando i toreri vengono incornati dai tori. Che nessuno dica che sono crudele! Ogni rispetto per i toreri mi sembra una mancanza di rispetto per i tori. Mi viene in mente l’articolo su vegetarianismo e veganismo, ma anche quello sull’umorismo nero.

Torero incornato da un toro durante una corrida
Torero incornato da un toro durante una corrida

Tra l’altro, anche Jil Love ha fatto manifestazioni contro la corrida; mi avrebbe sorpreso il contrario.

Devo aggiungere che i tori non sono gli unici animali che vengono torturati durante la corrida. Anche i cavalli vengono torturati.

ragionamento logico sulla corrida
Se la tauromachia è cultura, allora il cannibalismo è gastronomia e il narcotraffico è iniziativa imprenditoriale?

Vogliamo parlare della Festa di San Firmino? Si svolge a Pamplona e dura vari giorni. Uno degli eventi è la corsa dei tori, nel senso che i tori corrono mentre i partecipanti umani cercano di evitare di essere incornati. Non so cosa provano i tori a fare quella corsa, ma so che nello stesso giorno i tori vengono portati nella plaza de toros, in cui verranno torturati e uccisi dai toreri. Nel film «Zindagi Na Milegi Dobara» (citato nell’articolo sulla Tomatina), i protagonisti partecipano alla corsa dei tori di Pamplona, e questo mi ha dato l’amaro in bocca, anche se il film nel suo insieme non è stato male per i miei gusti.

Pagine esterne sulla corrida

Orrore in Spagna

Verità sulla corrida

Cosa succede in una corrida

Antitauromaquia

La tortura no es arte ni cultura

Podemos cancella la corrida

 

Eutanasia e testamento biologico

Il quarto episodio di «Life is strange» mi porta a parlare di eutanasia e testamento biologico.

eutanasia legale
immagine presa da un sito per la legalizzazione dell’eutanasia

Se ancora non avete giocato al quarto episodio di «Life is strange», vi consiglio di rinviare la lettura di questo articolo, in modo da evitare che la sorpresa venga rovinata.

Questa è almeno la seconda volta che parlo di «Life is strange» in questo blog; la prima volta avevo citato il secondo episodio, parlando del suicidio.

Nella linea temporale alternativa, Chloe è rimasta paralizzata per un incidente; non può muovere le gambe né le braccia, allora chiede l’eutanasia; la sua amica Max può scegliere se accettare o rifiutare la richiesta. Io ho accettato la richiesta di Chloe; è stato difficile, ma chiederei la stessa cosa se mi trovassi in quella situazione.

In «Life is strange», Chloe chiede l’eutanasia attiva, cioè, la somministrazione di sostanze letali, una pratica vietata in vari Stati, tra cui l’Italia. L’eutanasia passiva è la sospensione di cure che allungano la vita, spesso ritardando un’inevitabile morte dolorosa e costringendo il paziente a una «vita» tutt’altro che dignitosa.

A questo punto, mi sembra giusto parlare delle leggi sull’eutanasia nei vari Stati.

Eutanasia in Europa
Eutanasia in Europa

Le leggi italiane sono ambigue. Non è chiaro se è legale l’eutanasia passiva, ma l’eutanasia attiva viene considerata omicidio di persona consenziente, punibile con pene da 6 a 15 anni di reclusione. Il suicidio assistito viene considerato istigazione al suicidio, punibile con pene da 5 a 12 anni di reclusione. Altri Stati d’Europa sono più permissivi in merito, ma non tutti.

Se vengo eletto al parlamento italiano, proporrò di introdurre l’eutanasia e il suicidio assistito come cause di non punibilità, esattamente come la legittima difesa e lo stato di necessità.

In Italia ci sono associazioni che fanno campagna per la legalizzazione dell’eutanasia. In più, esistono associazioni che danno la possibilità di depositare il proprio testamento biologico, ma non è chiaro se tale testamento ha valore legale. È chiaro che il testamento biologico non può autorizzare l’eutanasia attiva, almeno in Italia, ma chi ha i soldi può andare all’estero per smettere di soffrire; questo è uno dei motivi per cui sostengo il reddito minimo garantito.



Pagine esterne su eutanasia e testamento biologico

Articolo di Wikipedia sull’eutanasia

Articolo di Wikipedia sul suicidio assistito

Articolo di Wikipedia sul testamento biologico

Giuramento di Ippocrate

L’Unità Persa speranza

Associazione Luca Coscioni

Pagina in cui è possibile compilare il testamento biologico

Petizione per la legalizzazione dell’eutanasia

Recensione sul quarto episodio di «Life is strange»