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Fidel Castro (Líder Máximo)

Era da un po’ che volevo scrivere un articolo su Fidel Castro; finalmente lo scrivo.

Fidel Alejandro Castro Ruz (Fidel Castro audio; Birán, 13 agosto 1926[2]L’Avana, 25 novembre 2016[3]) è stato un rivoluzionario e politico cubano. (fonte: Wikipedia)

Fidel Castro
fotografia del Líder Máximo

Su Fidel Castro ho sentito dire tutto e il contrario di tutto; non voglio santificarlo, ma neanche voglio demonizzarlo. Fidel Castro era un dittatore, ma probabilmente è stato tra i migliori dittatori della storia. Sandro Pertini diceva che la peggiore democrazia è meglio della migliore dittatura, e forse non è stato il primo a dire così. Io condivido pienamente l’aforisma di Sandro Pertini, ma devo dire che Fidel Castro ha fatto anche cose buone, come sta facendo anche suo fratello Raúl.

Prima di Fidel Castro c’era Fulgencio Batista, che presiedeva un governo fantoccio che faceva l’interesse del governo statunitense. Cosa è meglio? Cosa è peggio? Resta da capire se Cuba è passata dalla padella alla brace o viceversa.

A me viene spontanea un’altra domanda. A Cuba c’è mai stata democrazia? Forse c’è stata prima della colonizzazione spagnola.

Non conosco bene la storia di Cuba, ma so che Cuba ha avuto vari governi tutt’altro che democratici. Mi viene in mente una bevanda che si chiama Cuba Libre, in onore del governo statunitense che ha «liberato» Cuba dalla colonizzazione spagnola, imponendo un governo fantoccio. È facile capire che Cuba non è libera ora e non lo era con il governo fantoccio. Tanto per fare paragoni, mi viene in mente la scritta presente nei campi di concentramento nazisti: «Arbeit macht frei».

I cubani residenti in Florida hanno festeggiato la morte del Líder Máximo, e questo mi fa pensare che Fidel era odiato dai cubani. Una mia amica cubana residente a L’Avana dice che la morte di Fidel Castro è una grande perdita per Cuba; resta da capire se parla sinceramente o se dice così perché il governo cubano glielo impone, ma non potrò saperlo finché la mia amica non uscirà da Cuba. Per rendere più scorrevole l’articolo, chiamerò Yamisel la mia amica cubana, anche se il suo vero nome è un altro. Yamisel ha accesso a Internet, ma probabilmente la sua posta elettronica viene controllata dal governo cubano. Probabilmente Yamisel non può dire tutto, però mi ha fatto capire che a Cuba c’è tanta povertà. A cosa sono dovuti i problemi cubani? In parte all’embargo statunitense; in parte a certe decisioni della famiglia Castro.

Ho sentito dire che la famiglia reale cubana vive nel lusso alla faccia dei cubani, più o meno come Kim Jong-Un alla faccia dei coreani del nord.

Cuba è cambiata con Raúl Castro? Non lo so. Forse Raúl sta facendo cose che Fidel aveva in programma da un po’, allora Fidel ha delegato Raúl per non assumersi la responsabilità. Tra l’altro, mi risulta che Raúl ha intenzione di restare in carica altri due anni, poi abdicherà, almeno così ha annunciato. Resta da capire chi sarà il prossimo re di Cuba, anche se io spero che Cuba diventi una repubblica degna di quel nome.

Muhammad Alì

Era da un po’ che volevo scrivere un articolo su Muhammad Alì; ne parlo oggi (28 giugno 2016). Dovrei scrivere articoli su tanta gente. Il motivo per cui scrivo un articolo su Muhammad Alì è che lo ammiro per ciò che faceva al di fuori del pugilato. Non ho niente contro il pugilato, ma qui voglio parlare prevalentemente di politica, di conseguenza parlerò di Muhammad Alì come attivista più che di Muhammad Alì come pugile.

Muhammad Alì

Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942Scottsdale, 3 giugno 2016[3]), è stato un pugile statunitense, tra i maggiori e più apprezzati sportivi della storia. (fonte: Wikipedia)

Come molti di voi sapranno, Muhammad Alì ha rifiutato di partecipare alla guerra in Vietnam, pertanto è finito in galera, e questo ha avuto conseguenze negative sulla sua carriera di pugile. Quanti farebbero la stessa cosa? Un giorno scriverò un articolo sul servizio militare obbligatorio, che secondo me dovrebbe essere abolito in tutti gli Stati.

Da anni sapevo della conversione all’islam; prima di tale conversione, Muhammad Alì si chiamava Cassius Clay. Perché proprio l’islam? Non lo so, ma so che l’islam è molto diverso da come vuole farci credere certa gente. L’islam non è ISIS o Al Qaeda. L’islam è pace, infatti i musulmani seri rispettano i non musulmani.

Tra l’altro, mi risulta che negli Stati Uniti d’America c’è un forte razzismo contro i musulmani, di conseguenza la conversione all’islam sembra quasi un atto di autolesionismo, o forse una scelta coraggiosa per dare un messaggio al popolo statunitense e anche ad altri popoli. Il messaggio potrebbe essere che le credenze diverse non ci dividono.

Oggi ho saputo che una volta Muhammad Alì ha salvato un ragazzo dal suicidio. Il ragazzo, di cui non conosco il nome, voleva buttarsi da un grattacielo; Muhammad Alì l’ha convinto a non lanciarsi.

Come saprete, Muhammad Alì è morto all’età di 74 anni; aveva il morbo di Parkinson, probabilmente dovuto a incontri di pugilato andati male. Anche se il pugilato ha regole restrittive, certi colpi ammessi possono dare problemi a lungo termine.

Pagine esterne su Muhammad Alì

Blasting News

America24

Informazione Consapevole

Eurosport

Misteri & Controinformazione

Frasi celebri

Il Post — Otto storie

Il Post Il pugile più famoso

Gazzetta dello Sport

Democrazia esportabile

Quando sentite parlare di democrazia esportabile, cosa vi viene in mente? La storia ci insegna che la democrazia non è esportabile, almeno non nel modo applicato da George Walker Bush o da altri presidenti degli Stati Uniti d’America.

Poco tempo fa, ho saputo che il concetto di democrazia esportabile è antico, nel senso che anche nell’antica Grecia c’erano governi che cercavano di portare la democrazia facendo la guerra. Stando a ciò che ho letto in Internet, l’antica Atene attaccava altre città-Stato allo scopo di portare la democrazia. L’antica Atene aveva la democrazia diretta, ma non si può pretendere di portare la democrazia con la forza. La democrazia non può essere imposta.

Mi piacerebbe che i capi di governo conoscessero bene la storia; in questo modo eviterebbero di fare gli stessi errori fatti da altri capi di governo.

Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla. (George Santayana)

Cosa ci insegna la storia recente? Avete visto cosa è successo in Iraq, Afghanistan, Libia eccetera da quando i soldati statunitensi hanno «portato la democrazia»? Neanche voglio incolpare i soldati; probabilmente hanno scelto quel lavoro perché non hanno trovato niente di meglio. Per come la vedo io, George Walker Bush è responsabile insieme a chi ha appoggiato la sua campagna. I petrolieri avevano bisogno di petrolio straniero da vendere nel territorio statunitense, mentre i fabbricanti di armi avevano bisogno di vendere le armi, e la guerra era un’ottima occasione, mentre la democrazia era un ottimo pretesto.

Mi risulta che la situazione è peggiorata negli Stati che hanno ricevuto la «democrazia» statunitense, ma voglio dire anche un’altra cosa: ammesso che sia giusto portare la democrazia usando le armi, perché il governo statunitense non ha ordinato di attaccare la Corea del Nord? Per caso là non c’è petrolio? Oppure il governo statunitense teme le reazioni dei governi di Cina e Russia? Se è vera la seconda ipotesi, è chiaro che la guerra fredda ancora non è finita, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Pagine esterne sulla democrazia esportabile

Registrazione video in cui dico più o meno le stesse cose che ho scritto qua

Huffington Post

JimMomo

Il Mattino di Padova

Lettera Internazionale

Treccani

Crociera statunitense a Cuba dopo 50 anni

Dopo 50 anni senza relazioni diplomatiche, Cuba ha ripreso i contatti con gli Stati Uniti d’America, grazie ai governi di entrambi gli Stati. Quest’anno si è svolta una crociera statunitense che ha avuto Cuba tra le sue destinazioni. Secondo me, Barack Obama e Raúl Castro hanno fatto un ottimo lavoro; spero che sia solo l’inizio.

Spesso la mia amica Daimi mi parla dei problemi di Cuba; una volta mi ha parlato della siccità, che ha causato problemi all’agricoltura e anche ad altri settori dell’economia cubana.

Un altro problema è che per i cubani è difficile uscire da Cuba; spero che ora sia più facile. Per come la vedo io, sarebbe ottimo se il governo statunitense revocasse l’embargo contro Cuba.

Non so cosa ha portato il governo cubano e il governo statunitense a raggiungere l’accordo, ma per me è una soddisfazione.

Oggi ho registrato un filmato in cui parlo di questo fatto storico.

Voci non confermate dicono che Fidel Castro è morto, ma ho saputo che la stessa voce girava anni fa e poi è stata smentita. Oggi ho saputo della morte di Ramón Castro; prima neanche sapevo della sua esistenza.

Forse ci sono altre cose da dire, ma ora non mi vengono in mente, anche se non escludo di aggiornare l’articolo in futuro.

Pagine esterne sulla crociera statunitense a Cuba e su altri fatti collegati

Il Fatto Quotidiano

Gazzetta del Sud

La Stampa

La Repubblica

Nostramerica

Il Secolo XIX

ANSA

Disastro ambientale in Brasile

Ultimamente c’è stato un disastro ambientale in Brasile, ma in Italia se ne parla poco; non so perché. Si è parlato molto dell’attacco terroristico a Parigi, e anche dei mondiali di calcio in Brasile, ma si parla poco di catastrofi che si verificano in Brasile, come si è parlato poco dei problemi economici brasiliani, anche durante i mondiali di calcio, e si è parlato poco del viadotto crollato a Belo Horizonte.

Potrei fare tanti esempi di ipocrisia giornalistica italiana, ma preferisco fermarmi qui.

Quando c’è stato l’attacco a Parigi, tanta gente su Facebook ha messo la fotografia del profilo con la bandiera francese; io no, né su Facebook, né in altre reti sociali, per il semplice motivo che dovrei cambiare bandiera ogni volta che succede qualcosa. Nessuno di mia conoscenza ha messo una bandiera brasiliana come immagine del profilo.

bandiera brasiliana
bandiera brasiliana

Ora spiego in modo sintetico cosa è successo in Brasile.

Il Rio Doce è stato contaminato da sostanze altamente tossiche, che potrebbero causare gravi danni non solo al fiume stesso, ma anche al mare.

Copio e incollo dal sito di Repubblica.

Più di 60 milioni di metri cubi di fanghi tossici provenienti da una miniera di ferro hanno raggiunto l’Oceano Atlantico nello stato di Espirito Santo. Fuoriusciti il 5 novembre scorso dal cedimento delle dighe Fundao e Santarem hanno devastato il bacino del fiume Rio Doce, nella regione di Minas Gerais.

Non so cosa dicono le leggi brasiliane sul disastro ambientale, però mi risulta che ultimamente in Italia è uscita una legge che punisce pesantemente i danni ambientali, almeno quando non viene fatto niente per evitarli.

Tra l’altro, io ho saputo del disastro ambientale in Brasile con molto ritardo. Il fatto è del 5 novembre, ma io l’ho saputo alcuni giorni fa, non ricordo se a novembre o a dicembre. È vero che anch’io ho scritto questo articolo con ritardo, ma nessuno mi paga per scrivere articoli. È vero che Altervista mi paga per la pubblicità, ma sono pochi soldi, e ancora non ho visto una lira.

Ulteriori pagine sul disastro ambientale in Brasile

East Online

RSI News

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Il Fatto Quotidiano (articolo di Maria Rita D’Orsogna)

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