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Fuertecoin (criptovaluta)

Probabilmente molti di voi hanno sentito parlare dei bitcoin, ma pochi conoscono i fuertecoin, almeno per ora. Il fuertecoin è una moneta virtuale di Fuerteventura. Non mi è chiaro perché non è stata fatta un’unica moneta per tutte le Isole Canarie, ma Fuerteventura è un buon inizio per i miei gusti.

fuertecoin

Grazie al progetto Fuertecoin, l’economia di Fuerteventura potrebbe migliorare notevolmente nei prossimi anni. Ho notato che alcune zone di Fuerteventura sembrano abbandonate, nel senso che le strade non sono asfaltate, e non è presente connessione a Internet. Nelle vicinanze di Cofete, neanche è presente connessione telefonica, salvo per chiamate d’emergenza. Forse qualcuno collegherà Cofete al resto dell’isola e in cambio chiederà fuertecoin; non è detto, ma è possibile.

Per ora il fuertecoin viene emesso da una società privata per quello che so, ma in futuro potrebbe essere emesso dal Cabildo di Fuerteventura o dal governo canario. Non mi sorprenderei se il fuertecoin acquisisse corso legale, né se il governo canario emettesse una nuova moneta virtuale, come ha fatto il governo venezuelano con il petro.

In futuro le criptovalute potrebbero sostituire le monete fisiche.

Nel mio canale Youtube potete ascoltare le mie opinioni sul progetto Fuertecoin, mentre le informazioni più importanti si trovano nel sito ufficiale del progetto.

Da mesi volevo scrivere questo articolo; un po’ mi dispiace scriverlo solo ora, perché il fuertecoin è già salito di valore da quando il progetto è stato avviato.

Indipendentismo catalano

Era da tanto che non aggiornavo il blog. Avevo tante cose da fare, e anche in questi giorni avrei altre cose da fare, ma sento il bisogno di scrivere un articolo sull’indipendentismo catalano. Ciò che è successo ultimamente in Catalogna è vergognoso per i miei gusti.

indipendentismo catalano
immagine satirica di Mariano Rajoy che manganella gli indipendentisti catalani

Posso capire che la Spagna è una e indivisibile, come l’Italia. Se la costituzione dice così, mi sembra giusto negare l’indipendenza alla Catalogna, aspettando eventuali modifiche alla costituzione. Ricordate il mio articolo su Alternativa Nazionalista Canaria? È chiaro che con la costituzione attuale è difficile ottenere l’indipendenza delle Isole Canarie, e lo stesso discorso vale per la Catalogna, così come per certe parti d’Italia.

Posso capire che il referendum non ha valore legale, infatti potrei capire la nullità del referendum per decisione del tribunale costituzionale di Spagna, mentre NON capisco la decisione del governo spagnolo di mandare i poliziotti intorno alle sedi elettorali per impedire ai cittadini di votare. Votare è un diritto, poi è chiaro che il referendum sarà nullo e la Catalogna resterà parte della Spagna indipendentemente dalla percentuale di voti favorevoli. Forse il governo spagnolo ha fatto così perché non vuole che si sappia quanti catalani vogliono l’indipendenza. Mi ricorda certi Stati in cui certe notizie vengono nascoste, come l’Italia ai tempi del fascio, la Germania nazista e la Corea del Nord.

Mi risulta che agenti della Polizia Nazionale e della Guardia Civil hanno manganellato coloro che cercavano di superare i blocchi per accedere ai seggi; è una vergogna; un crimine contro l’umanità. Probabilmente nessuno di quegli agenti è catalano. Probabilmente qualunque poliziotto catalano avrebbe disobbedito, anche a costo di perdere il lavoro, infatti mi risulta che i Mossos d’Esquadra si sono schierati a favore dei catalani che volevano votare.

Tra l’altro, mi risulta che tra i feriti ci sono anche alcuni pompieri; non mi è chiaro se erano in servizio.

Mi è piaciuta molto Ada Colau, sindaca di Barcellona, quando ha espresso indignazione per le azioni di Mariano Rajoy.


Se la Catalogna dovesse ottenere l’indipendenza, spero solo che continui ad avere due lingue ufficiali. Il catalano mi piace come lingua, ma è nell’interesse dei catalani continuare a parlare castigliano, allo scopo di attirare un maggiore numero di turisti.

Pagine esterne sull’indipendentismo catalano e sulle azioni vergognose del governo spagnolo

Pagine in italiano

Catalogna, violenza sul voto per l’indipendenza

Violenza sul voto in Catalogna: oltre 800 feriti. Rajoy: “Il referendum una messa in scena”

Referendum Catalogna, Guardia civil blocca il centro raccolta voti. Barcellona: “Voteremo lo stesso”

Referendum Catalogna, scontri e feriti. Rajoy: “La maggioranza ha ignorato la sceneggiata”

Pagine in spagnolo

Bomberos secesionistas se ofrecen para proteger manifestaciones

Al menos 893 heridos, entre ellos más de 30 agentes, en los disturbios del 1-O

Referéndum en Cataluña Ascienden a 893 los heridos durante el 1-O e Interior cifra en 431 los agentes heridos

Colau llama “cobarde” a Rajoy por inundar la ciudad de policía para impedir el 1-O

Ahmadreza Djalali (ricercatore iraniano)

Ahmadreza Djalali è un ricercatore iraniano, detenuto ingiustamente in una prigione di Teheran. Il ricercatore rischia la pena di morte con l’accusa di collaborazione con stati nemici.

Ahmadreza Djalali
Ahmadreza Djalali (immagine presente su VUB Today)

Ahmadreza Djalali non è una spia e non è un terrorista; anche se lo fosse, io sono contro la pena di morte.

Ahmadreza Djalali ha lavorato nell’Università del Piemonte Orientale; forse per quel motivo non piace al governo iraniano. Forse il governo iraniano ha qualcosa contro l’Italia, o forse stava cercando un pretesto per uccidere il ricercatore.

Noi navigatori di Internet possiamo fare pressione sulle autorità iraniane affinché revochino la condanna a morte contro Ahmadreza Djalali. Possiamo firmare le petizioni che si trovano in Internet, come abbiamo fatto per Raif Badawi.

Poiché so poco su Ahmadreza Djalali, non ho tante cose da dire. Può essere utile consultare articoli di altri autori.

Aggiornamento del 10 febbraio 2017

Se tutto va bene, oggi la petizione raggiungerà duecentomila (200000) firme, poi verrà consegnata alle autorità iraniane.

Aggiornamento dell’11 febbraio 2017

Ultimamente nel mio canale Youtube ho caricato un video in cui spiego la situazione del ricercatore iraniano condannato a morte.

 

Pagine esterne su Ahmadreza Djalali

Blitz Quotidiano

Gaia Italia

La Stampa

Giornalettismo

Rai News

Corriere della Sera

Globonoticias24

Radio Conectividad

Infobae

Science

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Fidel Castro (Líder Máximo)

Era da un po’ che volevo scrivere un articolo su Fidel Castro; finalmente lo scrivo.

Fidel Alejandro Castro Ruz (Fidel Castro audio; Birán, 13 agosto 1926[2]L’Avana, 25 novembre 2016[3]) è stato un rivoluzionario e politico cubano. (fonte: Wikipedia)

Fidel Castro
fotografia del Líder Máximo

Su Fidel Castro ho sentito dire tutto e il contrario di tutto; non voglio santificarlo, ma neanche voglio demonizzarlo. Fidel Castro era un dittatore, ma probabilmente è stato tra i migliori dittatori della storia. Sandro Pertini diceva che la peggiore democrazia è meglio della migliore dittatura, e forse non è stato il primo a dire così. Io condivido pienamente l’aforisma di Sandro Pertini, ma devo dire che Fidel Castro ha fatto anche cose buone, come sta facendo anche suo fratello Raúl.

Prima di Fidel Castro c’era Fulgencio Batista, che presiedeva un governo fantoccio che faceva l’interesse del governo statunitense. Cosa è meglio? Cosa è peggio? Resta da capire se Cuba è passata dalla padella alla brace o viceversa.

A me viene spontanea un’altra domanda. A Cuba c’è mai stata democrazia? Forse c’è stata prima della colonizzazione spagnola.

Non conosco bene la storia di Cuba, ma so che Cuba ha avuto vari governi tutt’altro che democratici. Mi viene in mente una bevanda che si chiama Cuba Libre, in onore del governo statunitense che ha «liberato» Cuba dalla colonizzazione spagnola, imponendo un governo fantoccio. È facile capire che Cuba non è libera ora e non lo era con il governo fantoccio. Tanto per fare paragoni, mi viene in mente la scritta presente nei campi di concentramento nazisti: «Arbeit macht frei».

I cubani residenti in Florida hanno festeggiato la morte del Líder Máximo, e questo mi fa pensare che Fidel era odiato dai cubani. Una mia amica cubana residente a L’Avana dice che la morte di Fidel Castro è una grande perdita per Cuba; resta da capire se parla sinceramente o se dice così perché il governo cubano glielo impone, ma non potrò saperlo finché la mia amica non uscirà da Cuba. Per rendere più scorrevole l’articolo, chiamerò Yamisel la mia amica cubana, anche se il suo vero nome è un altro. Yamisel ha accesso a Internet, ma probabilmente la sua posta elettronica viene controllata dal governo cubano. Probabilmente Yamisel non può dire tutto, però mi ha fatto capire che a Cuba c’è tanta povertà. A cosa sono dovuti i problemi cubani? In parte all’embargo statunitense; in parte a certe decisioni della famiglia Castro.

Ho sentito dire che la famiglia reale cubana vive nel lusso alla faccia dei cubani, più o meno come Kim Jong-Un alla faccia dei coreani del nord.

Cuba è cambiata con Raúl Castro? Non lo so. Forse Raúl sta facendo cose che Fidel aveva in programma da un po’, allora Fidel ha delegato Raúl per non assumersi la responsabilità. Tra l’altro, mi risulta che Raúl ha intenzione di restare in carica altri due anni, poi abdicherà, almeno così ha annunciato. Resta da capire chi sarà il prossimo re di Cuba, anche se io spero che Cuba diventi una repubblica degna di quel nome.

Ristorante Pyongyang

In questo blog non faccio recensioni di ristoranti, ma ultimamente ho saputo dell’esistenza di una catena di ristoranti chiamata Pyongyang, come la capitale della Corea del Nord. Ogni ristorante Pyongyang è di proprietà del governo nordcoreano. In più, in ogni ristorante Pyongyang ci sono camerieri che cantano e suonano canzoni propagandistiche, oltre a canzoni di altro tipo.

Perché scrivo un articolo sui ristoranti Pyongyang? Un po’ perché mi sorprende l’esistenza di tali ristoranti, anche se ovviamente non è l’unico motivo, altrimenti dovrei scrivere articoli su tante cose che esulano dall’argomento principale del mio blog.

Ho saputo dell’esistenza dei ristoranti Pyongyang grazie a un video di Youtube, che spiega 10 attività commerciali svolte dal governo nordcoreano.

Tra queste 10 attività, una è la gestione di ristoranti. Tali ristoranti hanno due obiettivi: riciclare il denaro sporco e finanziare il governo nordcoreano.

Chi lavora nei ristoranti Pyongyang? Probabilmente i cittadini più fedeli al regime nordcoreano. Normalmente i nordcoreani hanno il divieto di uscire dalla Corea del Nord. Per uscire legalmente, è necessaria l’autorizzazione del governo, che viene data solo in casi particolari, infatti tanta gente esce illegalmente, o almeno ci prova.

Tra i cittadini autorizzati a uscire dalla Corea del Nord, alcuni lavorano nei ristoranti Pyongyang, in cui servono pasti che solo una minoranza di nordcoreani può consumare, mentre gli stranieri in visita nella Corea del Nord non hanno alcuna difficoltà a trovare tali pasti.

In alcuni video di Youtube, si vedono cameriere che ballano indossando abbigliamento coreano.

Se la Corea del Nord non avesse una dittatura assurda, potrei anche mangiare nei ristoranti Pyongyang ogni tanto; il problema è proprio la dittatura. Almeno quando è possibile, preferisco evitare di finanziare il governo nordcoreano, anche se tanti altri lo finanziano, per esempio la gente che dice che la Corea del Nord somiglia alla Svizzera.

Ristorante Pyongyang pagine esterne

Cosa sta cucinando la Corea del Nord in Scozia

¿Te gusta financiar a la élite de Corea del Norte?

El restaurante de Kim Jong-il ofrece en Camboya la comida con la que sólo pueden soñar los norcoreanos

Speravo di trovare altre pagine interessanti; forse le troverò nei prossimi giorni.

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

Regno Unito fuori dall’Unione Europea

Come saprete, nel Regno Unito c’è stato un referendum, con cui veniva chiesto se uscire o restare nell’Unione Europea; l’uscita ha vinto.

risultato del referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea
risultato del referendum per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (immagine presa da Wikipedia)

Non mi aspettavo questo risultato. Tra l’altro, l’uscita ha vinto per pochi voti, nel senso che il 51,9% dei cittadini ha votato per l’uscita, mentre il 48,1% ha votato per la permanenza.

Mi risulta che l’uscita ha vinto in Inghilterra, ma non a Londra, nel senso che la maggioranza dei londinesi ha votato per la permanenza, così come la maggioranza degli scozzesi e degli irlandesi del nord.

Per quello che so, il referendum non è vincolante; è consultivo, ma nel Regno Unito è consuetudine rispettare la volontà dei cittadini, diversamente da come si fa in Italia, dove non vengono rispettati neanche i risultati di referendum che in teoria dovrebbero essere vincolanti.

A causa del risultato del referendum, David Cameron ha dato le dimissioni; ora è Theresa May ad amministrare il Regno Unito.

Cosa succederà ora? Ho sentito dire che la sterlina è scesa di valore. Probabilmente i viaggi dal Regno Unito all’Unione Europea e viceversa costeranno di più, in quanto vengono meno certi accordi.

Mi risulta che una legge europea consente alle compagnie aeree di fare voli in tutto il territorio UE, infatti la Vueling, che è spagnola, fa anche voli nazionali all’interno dell’Italia, oltre a fare voli internazionali che non passano per la Spagna. Le compagnie aeree del Regno Unito perderanno tale possibilità o la conserveranno?

Quali altre conseguenze ci saranno?

Probabilmente l’inglese non sarà più lingua ufficiale dell’Unione Europea.

Mi risulta che il Regno Unito non aderisce al trattato di Schengen, diversamente da Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein, che a loro volta non fanno parte dell’Unione Europea.

Il Regno Unito aderirà al trattato di Schengen? Oppure farà un accordo a parte per consentire ai cittadini UE e Schengen di entrare nel Regno Unito senza passaporto?

Se ci sarà bisogno del passaporto, cosa succederà ai cittadini del Regno Unito residenti all’estero? Potranno restare nel paese di residenza? Potranno tornare nel Regno Unito quando vogliono? Ovviamente le stesse domande valgono per gli stranieri residenti nel Regno Unito.

Mi viene in mente il referendum che c’è stato in Scozia; quella volta ha vinto la permanenza nel Regno Unito, anche se per pochi voti. Cosa ha portato gli scozzesi a votare per la permanenza? Mi risulta che gli scozzesi volevano restare nell’Unione Europea; ora avranno un motivo per uscire dal Regno Unito se dovesse esserci un altro referendum in merito.

Cosa succederà nell’Irlanda del Nord? I cittadini voteranno per l’indipendenza? Una volta ottenuta l’indipendenza, voteranno per unirsi alla Repubblica Irlandese?

Pagine esterne sul Regno Unito

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Il Fatto Quotidiano

Finanza Economia Italia

Il Post

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Il Sole 24 Ore

Viaggiare Sicuri

Colpo di Stato fallito in Turchia

Oggi (17 luglio 2016) mi è arrivata la notizia del colpo di Stato fallito in Turchia.

Secondo le informazioni che ho trovato in Internet, l’evento si è verificato nella notte tra il 15 e il 16 luglio.

Ancora non conosco le ragioni del colpo di Stato, ma ho letto le reazioni del governo, che mi inquietano.

colpo di Stato fallito in Turchia
immagine presa da Satiraptus

Mi risulta che Recep Tayyip Erdoğan ha ordinato l’arresto degli autori del colpo di Stato, e fin qui niente di strano, però mi risulta che tra gli arrestati ci sono vari giudici. Cosa c’entra la magistratura con il colpo di Stato? Per caso i magistrati hanno aiutato le forze armate a prendere il potere? In caso affermativo, come hanno fatto?

Tra l’altro, mi risulta che il parlamento turco ha intenzione di introdurre la pena di morte, che è stata abolita alcuni anni fa per agevolare l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Per quello che so, la Turchia non ha mai fatto parte dell’Unione Europea, in quanto la pena di morte era solo uno dei tanti problemi.

Mi risulta che il governo turco vìola i diritti umani, in quanto limita la libertà di stampa e non concede processi giusti agli imputati.

Spero di sbagliare, ma ho l’impressione che il presidente della Turchia ha trovato un pretesto per creare una dittatura. Probabilmente i cittadini appoggeranno il presidente, in quanto mi risulta che Recep Tayyip Erdoğan è stato eletto dai cittadini con una regolare elezione democratica. Quando il presidente avrà fatto la dittatura, sarà troppo tardi per opporsi. La mia è solo un’ipotesi, e spero che non corrisponda alla realtà.

Ho anche un’altra ipotesi. Probabilmente i precedenti governi turchi speravano che la Turchia potesse entrare nell’Unione Europea, e questo è il motivo principale per cui in Turchia è stata abolita la pena di morte. Probabilmente la pena di morte verrà ripristinata con la scusa che l’Unione Europea ha rifiutato la Turchia nonostante l’abolizione di tale pena.

Pagine esterne sul colpo di Stato fallito in Turchia

Repubblica

Il Fatto Quotidiano

Gazzetta dello Sport

La Stampa

Il Post

Il Tempo

14 luglio 2016 a Nizza

Il 14 luglio è festa nazionale in Francia, in quanto si festeggia la presa della Bastiglia. Probabilmente il 14 luglio 2016 verrà ricordato per l’attacco terroristico a Nizza, che ha provocato 84 morti accertati e più di 200 feriti.

L’autore dell’attentato si chiamava Mohamed Lahouaiej Bouhlel ed era tunisino residente a Nizza; ha usato un camion per investire la gente su una strada che in teoria era chiusa al traffico.

Perché il terrorista ha avuto la possibilità di uccidere tutta quella gente innocente? Anche se la strada doveva essere chiusa al traffico, di fatto non c’erano transenne, almeno questa è la voce che mi è arrivata. Il camionista diceva che doveva consegnare gelati, e i poliziotti hanno lasciato passare il camion; in questo modo, il conducente è entrato con il camion nella zona riservata ai pedoni, ha guidato a zigzag per investire il maggiore numero possibile di pedoni, e per quello che so ha anche sparato contro alcuni passanti che hanno schivato il camion.

Cosa dicono le leggi francesi? Chiunque può entrare con un veicolo in una zona pedonale con la scusa che deve consegnare merci? Neanche servono documenti? Le forze dell’ordine devono prendere per buona la parola del conducente? O forse il governo francese applica il metodo Cossiga?

La cosa che mi fa più schifo è che ora tanta gente ha un pretesto per attaccare l’islam, come se i musulmani fossero tutti criminali. Il problema è che anche tanti musulmani sono vittime di terroristi sedicenti musulmani. Una volta venivano presi di mira gli ebrei; ora è il turno dei musulmani, ma di questo parlerò in un altro articolo, anche se in parte ne ho parlato nell’articolo su Muhammad Alì.

Pagine esterne sull’attacco terroristico del 14 luglio 2016

Il Fatto Quotidiano

ANSA

Repubblica

Corriere della Sera

Il Sole 24 Ore

Democrazia esportabile

Quando sentite parlare di democrazia esportabile, cosa vi viene in mente? La storia ci insegna che la democrazia non è esportabile, almeno non nel modo applicato da George Walker Bush o da altri presidenti degli Stati Uniti d’America.

Poco tempo fa, ho saputo che il concetto di democrazia esportabile è antico, nel senso che anche nell’antica Grecia c’erano governi che cercavano di portare la democrazia facendo la guerra. Stando a ciò che ho letto in Internet, l’antica Atene attaccava altre città-Stato allo scopo di portare la democrazia. L’antica Atene aveva la democrazia diretta, ma non si può pretendere di portare la democrazia con la forza. La democrazia non può essere imposta.

Mi piacerebbe che i capi di governo conoscessero bene la storia; in questo modo eviterebbero di fare gli stessi errori fatti da altri capi di governo.

Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla. (George Santayana)

Cosa ci insegna la storia recente? Avete visto cosa è successo in Iraq, Afghanistan, Libia eccetera da quando i soldati statunitensi hanno «portato la democrazia»? Neanche voglio incolpare i soldati; probabilmente hanno scelto quel lavoro perché non hanno trovato niente di meglio. Per come la vedo io, George Walker Bush è responsabile insieme a chi ha appoggiato la sua campagna. I petrolieri avevano bisogno di petrolio straniero da vendere nel territorio statunitense, mentre i fabbricanti di armi avevano bisogno di vendere le armi, e la guerra era un’ottima occasione, mentre la democrazia era un ottimo pretesto.

Mi risulta che la situazione è peggiorata negli Stati che hanno ricevuto la «democrazia» statunitense, ma voglio dire anche un’altra cosa: ammesso che sia giusto portare la democrazia usando le armi, perché il governo statunitense non ha ordinato di attaccare la Corea del Nord? Per caso là non c’è petrolio? Oppure il governo statunitense teme le reazioni dei governi di Cina e Russia? Se è vera la seconda ipotesi, è chiaro che la guerra fredda ancora non è finita, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Pagine esterne sulla democrazia esportabile

Registrazione video in cui dico più o meno le stesse cose che ho scritto qua

Huffington Post

JimMomo

Il Mattino di Padova

Lettera Internazionale

Treccani

Crociera statunitense a Cuba dopo 50 anni

Dopo 50 anni senza relazioni diplomatiche, Cuba ha ripreso i contatti con gli Stati Uniti d’America, grazie ai governi di entrambi gli Stati. Quest’anno si è svolta una crociera statunitense che ha avuto Cuba tra le sue destinazioni. Secondo me, Barack Obama e Raúl Castro hanno fatto un ottimo lavoro; spero che sia solo l’inizio.

Spesso la mia amica Daimi mi parla dei problemi di Cuba; una volta mi ha parlato della siccità, che ha causato problemi all’agricoltura e anche ad altri settori dell’economia cubana.

Un altro problema è che per i cubani è difficile uscire da Cuba; spero che ora sia più facile. Per come la vedo io, sarebbe ottimo se il governo statunitense revocasse l’embargo contro Cuba.

Non so cosa ha portato il governo cubano e il governo statunitense a raggiungere l’accordo, ma per me è una soddisfazione.

Oggi ho registrato un filmato in cui parlo di questo fatto storico.

Voci non confermate dicono che Fidel Castro è morto, ma ho saputo che la stessa voce girava anni fa e poi è stata smentita. Oggi ho saputo della morte di Ramón Castro; prima neanche sapevo della sua esistenza.

Forse ci sono altre cose da dire, ma ora non mi vengono in mente, anche se non escludo di aggiornare l’articolo in futuro.

Pagine esterne sulla crociera statunitense a Cuba e su altri fatti collegati

Il Fatto Quotidiano

Gazzetta del Sud

La Stampa

La Repubblica

Nostramerica

Il Secolo XIX

ANSA