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Ahmadreza Djalali (ricercatore iraniano)

Ahmadreza Djalali è un ricercatore iraniano, detenuto ingiustamente in una prigione di Teheran. Il ricercatore rischia la pena di morte con l’accusa di collaborazione con stati nemici.

Ahmadreza Djalali
Ahmadreza Djalali (immagine presente su VUB Today)

Ahmadreza Djalali non è una spia e non è un terrorista; anche se lo fosse, io sono contro la pena di morte.

Ahmadreza Djalali ha lavorato nell’Università del Piemonte Orientale; forse per quel motivo non piace al governo iraniano. Forse il governo iraniano ha qualcosa contro l’Italia, o forse stava cercando un pretesto per uccidere il ricercatore.

Noi navigatori di Internet possiamo fare pressione sulle autorità iraniane affinché revochino la condanna a morte contro Ahmadreza Djalali. Possiamo firmare le petizioni che si trovano in Internet, come abbiamo fatto per Raif Badawi.

Poiché so poco su Ahmadreza Djalali, non ho tante cose da dire. Può essere utile consultare articoli di altri autori.

Aggiornamento del 10 febbraio 2017

Se tutto va bene, oggi la petizione raggiungerà duecentomila (200000) firme, poi verrà consegnata alle autorità iraniane.

Aggiornamento dell’11 febbraio 2017

Ultimamente nel mio canale Youtube ho caricato un video in cui spiego la situazione del ricercatore iraniano condannato a morte.

 

Pagine esterne su Ahmadreza Djalali

Blitz Quotidiano

Gaia Italia

La Stampa

Giornalettismo

Rai News

Corriere della Sera

Globonoticias24

Radio Conectividad

Infobae

Science

Change.org

Amnesty International

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24 agosto 2016 (terremoto)

Oggi (24 agosto 2016) c’è stato un terremoto che ha distrutto varie città italiane.

Ci sono state varie scosse; la più forte ha avuto epicentro vicino Rieti.

terremoti del 24 agosto 2016
mappa degli epicentri dei terremoti
(Il Sole 24 Ore)

Secondo le informazioni a mia disposizione, Amatrice è stata distrutta, nel senso che tanti edifici sono crollati e tanti altri sono inagibili.

Dicono che il terremoto di oggi è paragonabile a quello del 6 aprile 2009 in Abruzzo.

Mi risulta che anche i nuovi edifici a L’Aquila sono crollati; parlo degli edifici costruiti dopo il terremoto di sette anni fa.

Perché non costruiscono case antisismiche? Forse perché i costruttori di edifici crollati se la cavano con ridicoli risarcimenti in denaro. Non so a quanto ammonta il risarcimento, ma vedo che quei criminali hanno sempre soldi sufficienti per pagare. Mi piacerebbe che i costruttori di case crollate venissero condannati all’ergastolo da scontare in prigioni di massima sicurezza. Io sono contro la pena di morte per il semplice motivo che troppi innocenti vengono uccisi e poi non si può rimediare. Con l’ergastolo, almeno in parte si può riparare l’errore fatto, infatti non condivido le campagne contro l’ergastolo, anche se le capisco.

Per i miei gusti, sarebbe ottimo se i costruttori di case crollate venissero obbligati a costruire una prigione e a viverci dentro. Ovviamente tale prigione deve essere costruita in modo da crollare in caso di terremoto forte.

Mi dispiace non conoscere i nomi dei criminali che hanno ordinato la costruzione degli edifici crollati, altrimenti li scriverei qui.

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo sulle serie televisive catastrofiche. Oggi ho fatto un video in cui parlo dei criminali che progettano case che crollano.

Pagine esterne sul terremoto del 24 agosto 2016

Repubblica Le scosse non si fermano

Sussidiario Come a ‘Aquila nel 2009

ANSA — Terremoto ad Amatrice

Il Fatto Quotidiano — Case implose

Eco di Bergamo — Bergamo scende in campo

Today — Morti e feriti sotto le macerie

Corretta Informazione — Aggiornamenti in tempo reale

Tiscali News — Norcia non è crollata

Centro Meteo Italiano

Petizione su Avaaz

Viadotto Cannavino

Il Viadotto Cannavino, conosciuto anche come Ponte di Celico, collega tra loro Crotone e Cosenza.

Perché parlo del Viadotto Cannavino nel mio blog? Mi risulta che tale viadotto rischia di crollare, in quanto ha una crepa che viene trascurata dalle autorità competenti.

Viadotto Cannavino visto da sottoViadotto Cannavino visto da sopraCosa fanno l’ANAS e la Società Autostrade? Cosa fa il governo italiano? Per cosa paghiamo le tasse noi cittadini?

Certa gente dice che mancano i soldi per fare interventi di manutenzione. Scommetto che i soldi salteranno fuori quando il viadotto sarà crollato.

Sapete qual è la cosa che mi fa più schifo? Quando il viadotto sarà crollato, nella migliore delle ipotesi, i responsabili pagheranno tanti soldi di risarcimento, ma non faranno neanche un giorno di galera, più o meno come tanti altri criminali italiani. Mi viene in mente Francesco Schettino, e anche i criminali che hanno ucciso Stefano Cucchi, così come quelli che hanno ucciso Federico Aldrovandi. Dovrei parlare anche dei criminali che hanno costruito gli edifici crollati in Abruzzo, e probabilmente presto scriverò un articolo in merito. Parlando di viadotti, mi viene in mente il viadotto crollato a Belo Horizonte.

Dopo il crollo del viadotto, probabilmente ci saranno funerali di Stato, in cui ministri e parlamentari faranno vedere le loro false lacrime in stile Elsa Fornero.

Ovviamente spero che presto venga un governo serio, che faccia tutti gli interventi di manutenzione necessari. Se il viadotto dovesse crollare prima dell’insediamento del governo serio, spero che il governo serio faccia in tempo a punire i responsabili della mancata manutenzione.

Mi risulta che sono state lanciate petizioni per la manutenzione del Viadotto Cannavino. Mi piacciono molto le petizioni in Internet, mentre mi schifa la necessità di una petizione per un intervento che dovrebbe essere di ordinaria amministrazione.

Viadotto Cannavino pagine esterne

Zoom24

Qui Cosenza

Qui Calabria

Vice News

La Voce Cosentina

Gazzetta del Sud

Intelligo News

Huffington Post

Trasporto Europa

Centro Meteo Italiano

Automoto

Strill.it

Today.it

Attivo TV

CN24TV

Repubblica

Il Tempo

Il Messaggero

Colpo di Stato fallito in Turchia

Oggi (17 luglio 2016) mi è arrivata la notizia del colpo di Stato fallito in Turchia.

Secondo le informazioni che ho trovato in Internet, l’evento si è verificato nella notte tra il 15 e il 16 luglio.

Ancora non conosco le ragioni del colpo di Stato, ma ho letto le reazioni del governo, che mi inquietano.

colpo di Stato fallito in Turchia
immagine presa da Satiraptus

Mi risulta che Recep Tayyip Erdoğan ha ordinato l’arresto degli autori del colpo di Stato, e fin qui niente di strano, però mi risulta che tra gli arrestati ci sono vari giudici. Cosa c’entra la magistratura con il colpo di Stato? Per caso i magistrati hanno aiutato le forze armate a prendere il potere? In caso affermativo, come hanno fatto?

Tra l’altro, mi risulta che il parlamento turco ha intenzione di introdurre la pena di morte, che è stata abolita alcuni anni fa per agevolare l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Per quello che so, la Turchia non ha mai fatto parte dell’Unione Europea, in quanto la pena di morte era solo uno dei tanti problemi.

Mi risulta che il governo turco vìola i diritti umani, in quanto limita la libertà di stampa e non concede processi giusti agli imputati.

Spero di sbagliare, ma ho l’impressione che il presidente della Turchia ha trovato un pretesto per creare una dittatura. Probabilmente i cittadini appoggeranno il presidente, in quanto mi risulta che Recep Tayyip Erdoğan è stato eletto dai cittadini con una regolare elezione democratica. Quando il presidente avrà fatto la dittatura, sarà troppo tardi per opporsi. La mia è solo un’ipotesi, e spero che non corrisponda alla realtà.

Ho anche un’altra ipotesi. Probabilmente i precedenti governi turchi speravano che la Turchia potesse entrare nell’Unione Europea, e questo è il motivo principale per cui in Turchia è stata abolita la pena di morte. Probabilmente la pena di morte verrà ripristinata con la scusa che l’Unione Europea ha rifiutato la Turchia nonostante l’abolizione di tale pena.

Pagine esterne sul colpo di Stato fallito in Turchia

Repubblica

Il Fatto Quotidiano

Gazzetta dello Sport

La Stampa

Il Post

Il Tempo

Incidente ferroviario in Puglia

Come molti di voi sapranno, il 12 luglio 2016 c’è stato un incidente ferroviario in Puglia. Due treni si sono scontrati tra loro, in quanto viaggiavano sullo stesso binario in versi opposti.

incidente ferroviario in PugliaSi poteva evitare lo scontro? Ovviamente sì. In che modo? Anche se capisco poco di ferrovie, so che in vari modi era possibile evitare l’incidente.

Mi risulta che nella zona interessata c’era un unico binario, di conseguenza i treni dovevano viaggiare a senso unico alternato, mentre qualcuno ha deciso di mandare due treni sullo stesso binario, in sensi di marcia opposti, e questo ha portato allo scontro.

Perché un unico binario? Non potevano costruirne due? Certo che sì, e per quello che so neanche mancavano i soldi, ma le autorità competenti hanno deciso di non costruire il secondo binario.

In più, in attesa del secondo binario, i dirigenti delle ferrovie potevano installare un apposito sistema di sicurezza, che avrebbe bloccato il treno in partenza fino all’arrivo dell’altro treno.

Ora la società che gestisce le ferrovie dovrà risarcire il danno. Quanti soldi? Spero più di quanto sarebbero costati i lavori per il secondo binario; non servirà a portare in vita le persone morte nell’incidente, ma servirà di lezione per altri dirigenti, così capiranno che investire sulla sicurezza costa meno che risarcire i danni.

Mi risulta che è stato fatto un funerale di Stato per la gente morta nell’incidente ferroviario; mi sembra giusto, come mi sembra giusta la presenza del presidente della Repubblica.

Parlando di funerali di Stato, mi viene in mente il terremoto del 2009 in Abruzzo; da un po’ non mi sono arrivate notizie in merito. Per caso L’Aquila è tornata a funzionare nel modo giusto? Spero di sì, ma qualcosa mi dice che i lavori di ricostruzione non sono stati portati a termine.

Pagine esterne sull’incidente ferroviario in Puglia

Repubblica Intervista all’assessore ai trasporti

Repubblica I quattro errori dietro la strage

Repubblica 27 morti e 50 feriti

Il Fatto Quotidiano — Sarebbero bastati meno di €400000 per azzerare i rischi

RaiNews — Possibile falso per coprire errore

ANSA — Scontro treni in Puglia

Crociera statunitense a Cuba dopo 50 anni

Dopo 50 anni senza relazioni diplomatiche, Cuba ha ripreso i contatti con gli Stati Uniti d’America, grazie ai governi di entrambi gli Stati. Quest’anno si è svolta una crociera statunitense che ha avuto Cuba tra le sue destinazioni. Secondo me, Barack Obama e Raúl Castro hanno fatto un ottimo lavoro; spero che sia solo l’inizio.

Spesso la mia amica Daimi mi parla dei problemi di Cuba; una volta mi ha parlato della siccità, che ha causato problemi all’agricoltura e anche ad altri settori dell’economia cubana.

Un altro problema è che per i cubani è difficile uscire da Cuba; spero che ora sia più facile. Per come la vedo io, sarebbe ottimo se il governo statunitense revocasse l’embargo contro Cuba.

Non so cosa ha portato il governo cubano e il governo statunitense a raggiungere l’accordo, ma per me è una soddisfazione.

Oggi ho registrato un filmato in cui parlo di questo fatto storico.

Voci non confermate dicono che Fidel Castro è morto, ma ho saputo che la stessa voce girava anni fa e poi è stata smentita. Oggi ho saputo della morte di Ramón Castro; prima neanche sapevo della sua esistenza.

Forse ci sono altre cose da dire, ma ora non mi vengono in mente, anche se non escludo di aggiornare l’articolo in futuro.

Pagine esterne sulla crociera statunitense a Cuba e su altri fatti collegati

Il Fatto Quotidiano

Gazzetta del Sud

La Stampa

La Repubblica

Nostramerica

Il Secolo XIX

ANSA

Trivellazioni in Italia

Sapete che il 17 aprile 2016 ci sarà un referendum sulle trivellazioni? (*) Non so quanto ne hanno parlato i giornali e le televisioni, perché leggo pochi giornali e raramente seguo la televisione.

Il 5 aprile 2016 è stato fatto un aggiornamento in questo articolo. Si consiglia la lettura della parte successiva ai collegamenti a pagine esterne.

Cosa chiede il referendum? Devo premettere che il referendum del 17 aprile riguarda solo le trivellazioni in mare fino a 12 miglia marine dalla costa, e solo le trivellazioni già in corso. Nella zona interessata, le nuove trivellazioni sono vietate e continueranno a essere vietate, indipendentemente dal referendum del 17 aprile. In terra, salvo zone protette, le trivellazioni continueranno a essere consentite, così come in mare oltre 12 miglia marine dalla costa. Se vince il sì, le trivellazioni dovranno cessare alla scadenza delle concessioni, e non sarà possibile prorogare le concessioni nella zona interessata. Se vince il no, le concessioni potranno essere prorogate fino all’esaurimento di gas nel giacimento.

Io ho letto vari articoli, di conseguenza conosco le ragioni di entrambi i fronti, e capisco le ragioni di entrambi i fronti, così come capisco gli indecisi.

Una volta ero per il sì, mentre ora sono per il no. Voterò perché mi sembra giusto votare, ma farò la X sul no, per motivi che spiegherò fra poco.

ragioni del no al referendum sulle trivellazioni
immagine presente nel blog «Il ventunesimo secolo»

Anche se io sono per le fonti energetiche rinnovabili, so che non si può passare da una fonte energetica a un’altra con uno schiocco di dita. Per costruire una nuova centrale ci vuole tanto tempo. Qualcuno dirà che da anni si sapevano certe cose, di conseguenza si poteva pensare prima a investire sulle fonti rinnovabili; sono d’accordo, ma i governi hanno fatto diversamente.

A causa di decisioni sbagliate di vari governi italiani, l’Italia dipende molto da fonti energetiche non rinnovabili, tra cui il gas. Se vince il sì, l’Italia dovrà importare maggiori quantità di gas, con svantaggi per l’economia italiana. In più, mi risulta che alcune compagnie petrolifere italiane hanno intenzione di trivellare il Mozambico in caso di vittoria del sì; in questo modo, l’Italia prenderebbe gas dal Mozambico mentre il Mozambico sarebbe a rischio ambientale. È facile fare i froci col culo degli altri.

Anche se io tengo molto all’ambiente, voterò no al referendum del 17 aprile.

Anche se ho deciso di votare no, voglio che tutti conoscano le ragioni di entrambi i fronti, pertanto pubblicherò collegamenti a pagine di entrambi i fronti.

Pagine esterne relative al referendum sulle trivellazioni

Il Sole 24 Ore

MeteoWeb

Radio Popolare

Greenpeace

No Triv

Il Tempo

Io Donna

Rinnovabili

Internazionale

Lifegate

Vita

Meridionews

Contropiano

4live

 

Aggiornamento del 5 aprile 2016

Ieri ho saputo un po’ di cose interessanti, e mi sento in dovere di parlarne qui.

Ho notato che nessuno ha interesse a informare i cittadini sulle conseguenze del referendum nei tre casi (vittoria del sì, vittoria del no, fallimento del referendum). Ogni schieramento dà informazioni incomplete o fuorvianti per convincere gli altri a votare in un certo modo o in un altro.

All’inizio ero per il sì, poi per il no; ora non lo so. Sicuramente voterò, perché non voglio che il referendum fallisca, qualunque sia la volontà di chi vota. Odio le campagne per l’astensionismo. Io abolirei il quorum per i referendum, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Dicono che il petrolio e il gas di produzione italiana sono una piccola parte rispetto al consumo di petrolio e gas in Italia, di conseguenza il traffico di petroliere aumenterebbe di poco nei mari italiani. In più, alla scadenza della concessioni, il petrolio e il gas nel giacimento sarebbero una piccola quantità, che non varrebbe la pena estrarre, almeno così ho letto in alcuni articoli. Se tali articoli dicono la verità, io mi schiero di nuovo con il sì.

referendum trivellazioni estrazioni
immagine presente in una pagina di Greenreport

È vero che il referendum riguarda solo la parte di mare fino a 12 miglia marine dalla costa, ma la vittoria del sì darebbe un segnale al governo italiano. Ovviamente il governo italiano potrebbe comunque concedere di trivellare il fondo marino oltre 12 miglia dalla costa, ma i cittadini possono tranquillamente raccogliere cinquecentomila (500000) firme per un referendum riguardante tutto il mare italiano, oppure tale referendum può essere chiesto dai consigli regionali, come è successo per il referendum che verrà fatto il 17 aprile.

Dicono che la vittoria del sì non farebbe perdere posti di lavoro; se è vero, mi schiero con il sì, ma gradirei sapere perché la vittoria del sì non farebbe perdere posti di lavoro. Se le piattaforme chiudono, dove va la gente che ci lavora? Troverà un altro lavoro?

Io sono a favore delle fonti rinnovabili, e spero che il governo italiano investa sempre di più su tali fonti, ma cosa facciamo mentre aspettiamo la totale indipendenza da fonti non rinnovabili?

Dicono che certe attività sul fondo del mare portano all’inabissamento di certe zone costiere, di conseguenza tali attività sono state vietate in alcune zone del Mare Adriatico, anche se non in tutte ovviamente. Se è così, mi schiero di nuovo con il sì.

Dicono che la presenza di piattaforme petrolifere danneggia il turismo; mi sembra logico, anche se tanta gente fa il bagno in mari sporchi, ma questo è un discorso che forse è meglio fare in un altro articolo. È interessante la campagna di Trivadvisor, che ovviamente si ispira a Tripadvisor.

(*)Su una cosa dò ragione al fronte del no: ho usato impropriamente il verbo trivellare. La trivella serve per scavare il buco nel terreno, poi viene messa la tubatura per estrarre il petrolio o il gas, ma la trivella non si usa più, almeno non dove stiamo estraendo.

Ulteriori pagine su trivellazioni ed estrazioni di petrolio e gas

Qualenergia

Greenreport

Creative Commons

Anche se in questi giorni ci sarebbero argomenti più importanti di cui parlare, in questo articolo parlerò delle licenze Creative Commons, che secondo me sono utili per riservarsi alcuni diritti sulle proprie opere rendendo pubblici altri diritti.

La più restrittiva tra le licenze Creative Commons impone il divieto di lucro e il divieto di opere derivate, consentendo comunque di pubblicare l’opera originale ovunque. Tra l’altro, mi risulta che una raccolta di opere non viene considerata opera derivata dalle opere contenute, bensì collezione di opere. Questo significa che chiunque può copiare opere rilasciate con licenza CC BY-NC-ND e raccoglierle in un unico grande libro o in un unico sito Internet, senza violare alcuna legge.

la più restrittiva tra le licenze Creative Commons
—obbligo di attribuzione
—divieto di lucro
—divieto di opere derivate
Salvo diversa indicazione, la licenza CC BY-NC-ND viene applicata a tutti gli articoli passati e futuri del presente blog.

Una licenza leggermente meno restrittiva vieta il lucro, ma consente la creazione di opere derivate, a condizione che tali opere vengano rilasciate con la stessa licenza dell’opera originale. Per esempio, se una poesia viene rilasciata con licenza CC BY-NC-SA, chiunque può aggiungere versi a tale poesia senza violare alcuna legge.

Entrambe le licenze che ho citato vietano di lucrare sull’opera originale, nonché su eventuali opere derivate nei casi in cui è consentito creare tali opere.

Esistono sei (6) licenze Creative Commons.

Per creare una licenza Creative Commons, bisogna rispondere a due domande:

1Voglio concedere ad altri di lucrare sulla mia opera?

2Voglio concedere ad altri di creare opere derivate?

Alla prima domanda bisogna rispondere sì o no, mentre alla seconda domanda è possibile dare tre risposte; possiamo rispondere sì o no, ma possiamo anche concedere la creazione di opere derivate a condizione che tali opere vengano condivise con la stessa licenza dell’opera originale. Per esempio, se io creo un’opera con licenza CC BY-NC-SA, anche gli autori di opere derivate dovranno applicare la licenza CC BY-NC-SA a tali opere, mentre se io creo un’opera con licenza CC BY-SA, anche gli autori di opere derivate dovranno applicare la licenza CC BY-SA a tali opere.

La più permissiva tra le licenze impone l’obbligo di attribuzione senza altri obblighi né altri divieti; questo significa che chiunque può lucrare sull’opera nonché creare opere derivate senza restrizioni.

Non so se questo articolo è chiaro. Forse il sito ufficiale della Creative Commons spiega certe cose un po’ meglio.

Per ora posso dire che la legge tutela le opere d’arte dal momento della creazione; l’unico problema è dimostrare di chi sono tali opere. Le leggi sul diritto d’autore variano da uno Stato a un altro; per esempio, in Italia il diritto d’autore dura fino al settantesimo (LXX) anno dopo la morte dell’autore; se l’opera è di più autori, si tiene conto del decesso dell’ultimo autore. Non so quando scade il diritto d’autore in altri Stati.

Qual è la maggiore utilità delle licenze Creative Commons? Se voglio rendere pubblica una mia opera, posso farlo senza che ognuno debba chiedermi l’autorizzazione ogni volta. Un vantaggio è che ricevo meno richieste di autorizzazione, e quindi ho meno messaggi a cui rispondere. Un altro vantaggio è che posso farmi conoscere più facilmente. Se tanta gente conosce le mie opere, saprà cosa aspettarsi da me.

Se qualcuno vuole andare oltre i limiti imposti da una licenza Creative Commons, è chiaro che dovrà chiedere l’autorizzazione al titolare dei diritti. In ogni caso, se un’opera ha la licenza Creative Commons, non avrete dubbi sul fatto che potete pubblicare l’opera così com’è senza lucro, in qualunque spazio pubblico.

Mi viene in mente un articolo in cui parlavo di Patamù, un sito in cui è possibile depositare le proprie opere d’arte per tutelarle dal plagio. Quando depositate un’opera su Patamù, potete scegliere se riservarvi tutti i diritti o applicare una delle licenze Creative Commons.

Approfitto di questa occasione per parlare di un racconto che ho scritto ultimamente: «Rapisardo il trucido»; per ora ho scritto quattro versioni, e ho in mente la quinta, che penso di scrivere nei prossimi giorni. Cliccando qui potrete vedere la quarta versione HTML del racconto. Il racconto «Rapisardo il trucido» ha la licenza CC BY-NC-SA; questo significa che solo io posso lucrare su tale racconto, mentre chiunque può creare opere derivate, a condizione che tali opere vengano condivise con la stessa licenza.

Aggiornamento del 30 aprile 2016

Un po’ di tempo fa ho scritto la quinta versione di «Rapisardo il trucido», ma avevo dimenticato di scriverlo qui. In più, ultimamente sto scrivendo un altro racconto: «Nova Atlantido», di cui ho parlato anche nel mio canale Youtube.

Scuole cattoliche

In questo articolo parlerò delle scuole cattoliche, in quanto ultimamente ho ascoltato una testimonianza del mio conoscente Evaristo, che dice di aver frequentato una scuola elementare cattolica.

Secondo la testimonianza, Evaristo ha frequentato una scuola gestita da suore, che predicavano la nonviolenza ma poi menavano gli studenti; l’apoteosi dell’ipocrisia. Le suore rendevano le loro materie tutt’altro che interessanti, ma so che questo succede anche in tante scuole laiche. Nella scuola frequentata da Evaristo, c’era l’obbligo di pregare ogni giorno prima della lezione e anche prima e dopo il pranzo. Che interesse avevano le suore a imporre la preghiera? E soprattutto, come si può predicare il rispetto se si impone la propria credenza agli altri? Evaristo mi ha riferito notizie di violenze pesanti; non solo mani che colpiscono facce di bambini innocenti, che già sarebbe gravissimo, ma anche mani che pizzicano le guance o il collo di tali bambini. C’erano anche suore buone, forse per fare il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Evaristo riferisce che c’erano anche docenti laici, ma ha chiesto di non rivelare le materie insegnate da tali docenti, in quanto teme che la sua identità possa essere svelata. Come mi aspettavo, i maestri laici non menavano nessuno. Non ho osato chiedere l’opinione di Evaristo sulla Chiesa cattolica, ma penso che sia molto negativa.

Ricordate il mio articolo sulla violenza domestica? La violenza nelle scuole è qualcosa di simile.

Spesso sento dire che dalle scuole cattoliche esce la maggiore percentuale di criminali, e penso che sia vero.

Evaristo dice che ogni tanto gli viene in mente di uccidere qualcuno, e c’è stato anche un periodo in cui spesso aveva in mente di stuprare le donne che gli capitavano davanti, almeno quelle che lo attiravano. L’autocontrollo è l’unica cosa che ha trattenuto Evaristo dal commettere tali crimini. Io ho consolato Evaristo dicendo che non è il primo ad avere idee di questo tipo, dicendo anche che lo ammiro per l’autocontrollo. Evaristo dice che quella scuola costava un po’ di soldi, anche se non sa quanti e preferisce non saperlo. Evaristo dice che alcuni suoi ex compagni di classe si sono suicidati; forse non sopportavano il ricordo di quella scuola, o forse temevano di uccidere altre persone e hanno preferito sacrificare sé stessi. Evaristo ha detto chiaramente che spera di non incontrare mai più quelle suore, altrimenti sarà lui a menarle. Evaristo mi ha ringraziato per l’intervista, dicendomi che io sono tra i pochi che lo capiscono.

Prima di chiudere, voglio collegare alcune pagine esterne sulle scuole cattoliche.

Gruppo di Facebook sui danni fatti dalle suore

Altro gruppo di Facebook sui danni fatti dalle suore

Forum con testimonianze di violenza fatta da suore

Furti negli aeroporti

In questo articolo parlerò dei furti negli aeroporti, in quanto ultimamente mi è stata rubata una cosa che si trovava in una valigia che avevo imbarcato in stiva. Ricordate il mio viaggio a Gran Canaria? Al ritorno ho fatto scalo a Barcellona; uno scalo lungo; probabilmente il personale di terra lo sapeva e ne ha approfittato per mettere le mani in una delle mie valigie.

Era il 10 gennaio. All’aeroporto di Gran Canaria, mi viene offerta la possibilità di fatturare entrambe le valigie senza costi aggiuntivi; io accetto, perché altrimenti probabilmente avrei dovuto lasciare il bagaglio a mano dopo i controlli, come mi è capitato con un altro volo della stessa compagnia. Se avessi lasciato il bagaglio a mano dopo i controlli, probabilmente l’avrei recuperato ai nastri dell’aeroporto di scalo, quindi sarebbe stato necessario passare di nuovo i controlli. Ho preferito fatturare entrambe le valigie all’aeroporto di partenza, in modo da recuperarle direttamente all’aeroporto di arrivo. Il mio errore è stato non mettere lucchetti alla valigia piccola; qualcuno ne ha approfittato e ha preso la macchina fotografica, anche se ha avuto la decenza di lasciarmi entrambe le memorie della macchina, nonché due batterie su tre. Ovviamente le memorie e le batterie stavano fuori dalla macchina, altrimenti il ladro avrebbe preso tutto.

Come so che la macchina fotografica mi è stata rubata? All’arrivo a casa ho notato l’assenza della macchina; all’inizio ho pensato di averla dimenticata in albergo, ma il giorno successivo ho chiamato l’albergo, che dice di non aver trovato nessuna macchina fotografica nella mia camera. Se il personale dell’albergo dice la verità, qualcuno ha preso la macchina fotografica dalla mia valigia.

Ho contattato la compagnia aerea, che dice che in casi come il mio non è previsto alcun risarcimento. Il risarcimento è previsto se una valigia non arriva a destinazione, ma non se manca qualcosa in una valigia che arriva a destinazione. In più, la mia valigia non era assicurata, di conseguenza non potrò ricevere alcun risarcimento. In più, sarà difficile trovare i ladri, perché io non posso averli visti, in quanto lavorano in zone inaccessibili ai viaggiatori. Probabilmente tanti ladri aeroportuali restano impuniti. Nonostante tutto, ieri ho denunciato il fatto ai carabinieri; probabilmente non mi servirà a recuperare la macchina fotografica né a trovare i colpevoli, ma le autorità competenti, ricevendo tante denunce, probabilmente renderanno più efficaci i controlli negli aeroporti, allora coglieranno qualche ladro aeroportuale sul fatto e lo puniranno pesantemente. Unum castigabis, centum emendabis.

Dicono che i furti negli aeroporti sono frequenti, ma qualche ladro viene colto sul fatto e finisce in prigione.

furti negli aeroporti
furto in un aeroporto (l’immagine originale si trova su La Prensa)

Ho sentito dire che alcune compagnie aeree chiedono di comunicare il contenuto delle valigie; questo facilita le indagini in caso di furto. Ovviamente la mia compagnia non chiede cosa c’è all’interno delle valigie, altrimenti sarebbe stato tutto più facile. La mia fortuna è che la macchina fotografica è un po’ vecchia e non è tra le più costose, di conseguenza rosico poco.

Mi piacerebbe che fosse facile trovare i ladri. Ho letto che in Italia il furto viene punito abbastanza pesantemente, soprattutto se gli oggetti rubati si trovano all’interno di bagagli di viaggiatori; spero che sia così anche in altri Stati.

Copio, incollo e modifico una parte di una pagina di StudioLegaleOnline.

L’art. 624 c.p. (Furto) prevede che chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 euro a 516 euro.

Il furto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più circostanze aggravanti.
Chiunque compie il reato di furto mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 309 euro a 1.032 euro.

Alla stessa pena soggiace chi compie il furto, sottraendo la cosa mobile a chi la detiene strappandola di mano o di dosso alla persona.

La legge prevede inoltre che, ove ricorrano le seguenti specifiche circostanze aggravanti, la pena per il reato è della reclusione da uno a sei anni e della multa da 103 euro a 1.032 euro:

  1. se il colpevole, per commettere il furto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione;
  2. se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;
  3. se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne uso;
  4. se il furto è commesso con destrezza;
  5. se il furto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;
  6. se il furto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;
  7. se il furto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;
  8. se il furto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.

 

Se il copia e incolla infastidisce gli autori della pagina, gradirei che gli autori lo comunicassero nei commenti; in alternativa possono scrivermi al seguente indirizzo: paolomarzano@altervista.org

Altre pagine interessanti si trovano su Brocardi.

Dispositivo dell’articolo 624 del codice penale

Dispositivo dell’articolo 625 del codice penale

Nel mio caso, non ci sono stati danni alla valigia, ma c’è comunque l’aggravante che il furto è stato commesso su un bagaglio in un aeroporto, di conseguenza il fatto è perseguibile d’ufficio.

Alcuni reati sono perseguibili d’ufficio, cioè, indipendentemente dalla volontà della persona offesa. Altri reati sono perseguibili a querela di parte. Per ulteriori informazioni, vi invito a consultare la pagine della Polizia di Stato che spiegano le differenze tra esposto, querela e denuncia.

Anche se un fatto è perseguibile d’ufficio, è utile denunciare; un po’ perché altrimenti le autorità competenti potrebbero non avere notizia del fatto; un po’ perché la denuncia può indurre le autorità competenti a fare controlli più efficaci. Anche se un fatto è stato commesso all’estero, è utile riferirlo alle autorità del proprio paese, in quanto tali autorità possono riferire il tutto alle autorità dello Stato in cui si è verificato il fatto, o alle autorità dello Stato in cui vengono trovati i colpevoli. Io ho denunciato il furto ai carabinieri, sperando che i carabinieri collaborino con le forze dell’ordine della Spagna. In più, se i ladri vengono identificati in Italia, possono essere arrestati dalle forze dell’ordine d’Italia. Ovviamente non penso che i ladri verranno identificati, ma almeno potrò dire di averci provato.

Pagine esterne sui furti negli aeroporti

Il Gazzettino

Nuova Venezia

Roma Today

El País

20minutos

Pagine esterne su esposto, querela e denuncia

La legge per tutti

Ministero della giustizia

Tribunale di Torino

Portale del Cittadino