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Diwali 2016

Speravo di festeggiare Diwali 2016; per me sarebbe stato il primo Diwali.

Diwali, chiamata anche Dipavali o Deepawali (in sanscrito: दीपावली, in telugu:దీపావళి, in tamil: தீபாவளி in kannada: ದೀಪಾವಳಿ in sinhala: ද්‍ර්‍පවාලි) è una delle più importanti feste indiane e si festeggia nel mese di ottobre o novembre. Simboleggia la vittoria del bene sul male ed è chiamata “festa delle luci”, durante la festa si usa infatti accendere delle luci (candele o lampade tradizionali chiamate diya). In molte aree dell’India i festeggiamenti prevedono spettacoli pirotecnici. (fonte: Wikipedia)

Era da un po’ che sentivo parlare del Diwali, grazie ai film indiani; mi era venuta curiosità.

In India accendono candele e le mettono sulla supercifie del Gange. A Roma abbiamo il Tevere.

Cosa mi ha impedito di partecipare a tale evento? In parte l’ATAC; in parte gli stessi organizzatori dell’evento.

L’evento di oggi si svolge su un galleggiante della Società Romana di Nuoto. Ho visto l’indirizzo di posta elettronica, ma non ho trovato nessun numero telefonico, pertanto non sapevo come ottenere ulteriori informazioni dopo aver raggiunto il Lungotevere in Augusta. Poiché ero scocciato grazie all’ATAC, non riuscivo a ragionare bene, di conseguenza non mi era venuto in mente di tirare fuori il foglio del programma e di cercare il galleggiante indicato nel foglio. Non so che colori ha il galleggiante, ma so il nome.

Cosa ha fatto l’ATAC? Ha chiuso la metropolitana per le verifiche postsismiche; mi sembra giusto, ma doveva mandare autobus sostitutivi in numero sufficiente, in modo da portare tutti i viaggiatori che altrimenti avrebbero preso la metropolitana.

Alla stazione Arco di Travertino, vengo a sapere che il 590 ha tempi di attesa di 90 minuti tra un autobus e un altro. Quando vedo arrivare l’autobus sostitutivo, lo vedo pieno, allora vado a piedi fino a Colli Albani, dove vedo pochi autobus ordinari e pochi autobus sostitutivi. Nessuno degli autobus ordinari mi porta dove devo andare. Non riesco a prendere nessuno dei primi autobus sostitutivi, in quanto tali autobus sono pieni.

Tra l’altro, a Colli Albani vedo tre taxi, ma senza autista; questa cosa mi ha fatto rosicare molto, anche se da una parte ho avuto il vantaggio di risparmiare soldi. Ci sarebbe da fare un discorso lungo sui taxi; per ora mi limito a dire che a Roma ci sono pochi taxi, pertanto nessuno dovrebbe lamentarsi degli autisti abusivi.

Quando vedo un autobus abbastanza vuoto, lo prendo, ma so già che non posso arrivare in tempo.

All’arrivo a Flaminio, cerco indicazioni, ma ci sono pochi cartelli; è un problema presente in tutta Roma per quello che so. A causa dell’assenza di indicazioni, attraverso il Tevere, poi, guardando lo stradario, capisco che dovevo restare sull’altro lato, allora torno indietro.

Percorro il Lungotevere in Augusta senza sapere che sto là, e senza sapere come è fatto il galleggiante che mi interessa.

A un certo punto, decido di tornare a casa, in quanto sono troppo scocciato per continuare la ricerca.

A Piazzale Flaminio, prendo l’autobus sostitutivo, poi un treno delle Ferrovie dello Stato. Il personale ferroviario ha controllato i biglietti; per me non è un problema, perché ho la tessera, ma le FS avrebbero fatto una bella figura facendo viaggiare la gente gratis almeno oggi.

L’Italia è un paese del terzo mondo.

Scriverò all’ATAC, e anche a Virginia Raggi, sperando che non faccia come Ignazio Marino.

Incidente ferroviario in Puglia

Come molti di voi sapranno, il 12 luglio 2016 c’è stato un incidente ferroviario in Puglia. Due treni si sono scontrati tra loro, in quanto viaggiavano sullo stesso binario in versi opposti.

incidente ferroviario in PugliaSi poteva evitare lo scontro? Ovviamente sì. In che modo? Anche se capisco poco di ferrovie, so che in vari modi era possibile evitare l’incidente.

Mi risulta che nella zona interessata c’era un unico binario, di conseguenza i treni dovevano viaggiare a senso unico alternato, mentre qualcuno ha deciso di mandare due treni sullo stesso binario, in sensi di marcia opposti, e questo ha portato allo scontro.

Perché un unico binario? Non potevano costruirne due? Certo che sì, e per quello che so neanche mancavano i soldi, ma le autorità competenti hanno deciso di non costruire il secondo binario.

In più, in attesa del secondo binario, i dirigenti delle ferrovie potevano installare un apposito sistema di sicurezza, che avrebbe bloccato il treno in partenza fino all’arrivo dell’altro treno.

Ora la società che gestisce le ferrovie dovrà risarcire il danno. Quanti soldi? Spero più di quanto sarebbero costati i lavori per il secondo binario; non servirà a portare in vita le persone morte nell’incidente, ma servirà di lezione per altri dirigenti, così capiranno che investire sulla sicurezza costa meno che risarcire i danni.

Mi risulta che è stato fatto un funerale di Stato per la gente morta nell’incidente ferroviario; mi sembra giusto, come mi sembra giusta la presenza del presidente della Repubblica.

Parlando di funerali di Stato, mi viene in mente il terremoto del 2009 in Abruzzo; da un po’ non mi sono arrivate notizie in merito. Per caso L’Aquila è tornata a funzionare nel modo giusto? Spero di sì, ma qualcosa mi dice che i lavori di ricostruzione non sono stati portati a termine.

Pagine esterne sull’incidente ferroviario in Puglia

Repubblica Intervista all’assessore ai trasporti

Repubblica I quattro errori dietro la strage

Repubblica 27 morti e 50 feriti

Il Fatto Quotidiano — Sarebbero bastati meno di €400000 per azzerare i rischi

RaiNews — Possibile falso per coprire errore

ANSA — Scontro treni in Puglia

Assistenti ferroviari improvvisati

Era da un po’ che non scrivevo articoli, e nonostante ciò ho ricevuto un grande numero di visite. Ringrazio i miei visitatori per la pazienza. Avrei tante cose da dire. Dovrei parlare degli sprechi alimentari, ma ne parlerò un altro giorno. Dovrei parlare dell’incidente che c’è stato ultimamente nella metropolitana di Roma, più grave dell’incidente di cui ho già parlato. In questo articolo parlerò degli assistenti ferroviari improvvisati, cioè, della gente che alle stazioni ferroviarie offre spontaneamente il proprio aiuto a chi sta comprando biglietti ai distributori automatici, sperando di ricevere qualche lira.

Cosa ho contro gli assistenti ferroviari improvvisati? Un po’ danno fastidio; quando ne allontano uno, ne arriva un altro; meglio loro che gli accattoni, ma non si può andare avanti così. Oggi ho comprato un biglietto a un distributore automatico della stazione di Roma Termini; sullo schermo c’era scritto chiaramente di rivolgersi esclusivamente al personale in divisa per informazioni e segnalazioni, di conseguenza rifiutavo l’aiuto offerto da persone senza divisa. Certa gente si mette vicino ai distributori automatici di biglietti, poi offre spontaneamente il proprio aiuto ai viaggiatori; verrebbe da dire che bisogna ringraziare quella gente; il problema è che poi quella gente chiede soldi; è vero che possiamo non darglieli, ma gli assistenti ferroviari improvvisati potrebbero insistere, costringendoci alla scelta tra pagare e chiamare la polizia, di conseguenza ho preferito rifiutare l’aiuto di tali «assistenti».

Io vorrei capire perché vicino ai distributori automatici non ci sono veri assistenti ferroviari. Costano troppo? Oppure al governo fa comodo questa situazione? Ho parlato con la polizia, ma la polizia non può intervenire in assenza di reato. Ogni tanto le forze dell’ordine allontanano gli assistenti ferroviari improvvisati, ma poi quegli «assistenti» tornano, e le forze dell’ordine non possono passare tutto il giorno a occuparsi di loro, in quanto hanno cose più importanti da fare. Capisco che gli assistenti ferroviari improvvisati non commettono reato, in quanto nessuna legge vieta di esercitare tale lavoro, e quella gente non ruba né fa altre cose illegali, ma perché ho visto quella gente solo in Italia? Perché in Spagna no? Parlo della Spagna perché conosco bene quello Stato, ma penso che valga lo stesso discorso in tanti altri Stati.

Ci vorrebbe tanta gente come Lambrenedetto XVI; solo così l’Italia può migliorare.

Nuovo Trasporto Viaggiatori

Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV) è un’impresa ferroviaria italiana che opera nel campo dei trasporti ferroviari ad alta velocità.

Per l’espletamento dei suoi servizi utilizza un treno ad alta velocità classificato ETR 575, commissionato dalla NTV alla Alstom nel 2008; commercialmente il servizio è promosso come “.italo“. (fonte: Wikipedia)

Italo (Nuovo Trasporto Viaggiatori)

Devo premettere che almeno per ora non ho preso nessun treno Italo, ma è stato sufficiente consultare alcuni siti Internet per vedere i vantaggi di Italo rispetto a Trenitalia.


Ho viaggiato su vari treni delle Ferrovie dello Stato, di conseguenza so cosa significa viaggiare su quei treni. I treni regionali hanno prezzi ragionevoli ma sono sporchi, e certe volte sono affollati. Non conosco bene i treni Intercity, ma ne ho sentito parlare male. Le Frecce sono ottime, ma hanno prezzi esorbitanti.

Lambrenedetto XVI ha fatto filmati in cui confrontava i treni italiani con quelli di altri Stati. So per esperienza che i treni spagnoli sono meglio di quelli italiani, almeno per quanto riguarda i treni in cui ho viaggiato.

Una domanda mi viene spontanea. Perché viaggiare con una compagnia privata costa meno che viaggiare con una compagnia dello Stato? Ci sono di mezzo bustarelle? Qualcuno dovrebbe fare chiarezza.

L’Italia ha un pessimo trasporto ferroviario, e anche certe compagnie di autobus sono pessime. L’Italia è un paese del terzo mondo.

Cosa ci guadagna il governo italiano a rendere difficili gli spostamenti all’interno dell’Italia? Secondo me ci perde, anche se forse ci guadagnano alcuni ministri e alcuni parlamentari, alcuni assessori e alcuni consiglieri comunali.

Lambrenedetto XVI

Un po’ di tempo fa ho conosciuto Lambrenedetto XVI, che spesso parla di problemi italiani e confronta l’Italia con altri Stati. Ho visto filmati di Lambrenedetto XVI su Youtube, ma Lambrenedetto XVI è presente anche in altri siti Internet.

Fotografia di Lambrenedetto XVI
Fotografia di Lambrenedetto XVI presente nel sito sui viaggi in Germania

Ho visto un filmato relativo alla monnezza presente sulle strade della Lombardia, alla faccia di chi dice che la monnezza sta solo a Napoli.

Ho visto un filmato sulla mancanza di manutenzione, che spesso porta a problemi come allagamenti.

Ho visto filmati relativi alle strade e alle stazioni ferroviarie di Cipro e del Portogallo.


Ho visto anche un filmato sul reddito di cittadinanza, presente in ogni paese civile.

L’Italia è un paese del terzo mondo; per capirlo è sufficiente fare un confronto con altri Stati d’Europa.

Mi è piaciuto molto il filmato sul menefreghismo italiano; mi ricorda una canzone degli 883 e una degli Articolo 31; secondo me, entrambe le canzoni rendono bene l’idea sull’italiano medio.



Cos’altro posso dire su Lambrenedetto XVI? Per ora so poco, ma ci sono pagine esterne che ne parlano dettagliatamente.

Sito ufficiale

Linkiesta

Portale del Ticino

FreeNovara

Incazzatodentro

Viaggio in Germania

 

Se trovo altre cose interessanti su Lambrenedetto XVI, aggiornerò l’articolo.

 

Aggiornamento del 6 febbraio 2015

Ora il mio sito Internet ospita una pagina dedicata a Lambrenedetto XVI, al secolo Lorenzo Lambrughi.

Stazioni ferroviarie inutilizzate

In questo articolo parlerò delle stazioni ferroviarie inutilizzate.

Roma Casilina è una delle tante stazioni ferroviarie inutilizzate, o almeno insufficientemente utilizzate
Stazione Roma Casilina (immagine presa da Wikipedia)

In Italia, tante stazioni sono abbandonate, nel senso che nessuno ci lavora; in alcune stazioni neanche si fermano i treni; in altre sì, ma è impossibile comprare biglietti; poteva andare bene quando i biglietti si potevano comprare all’interno dei treni; ora non si può fare, salvo casi particolari.

Tra le stazioni ferroviarie abbandonate, voglio ricordare Roma Casilina, dove non ho visto fermare nessun treno. Voglio ricordare anche Roma Capannelle, dove fermano un po’ di treni, ma non ho mai trovato personale che ci lavora; tale problema è presente anche alla stazione Fiera di Roma.

Per come la vedo io, ogni stazione dovrebbe avere una biglietteria aperta 24 ore al giorno; in più, dovrebbero esserci distributori automatici di biglietti, con personale che previene gli atti di vandalismo, che può essere composto di agenti delle forze dell’ordine o di vigilanti privati. Un altro giorno vorrei scrivere un articolo sulla vigilanza privata.

Tra l’altro, mettendo personale nelle stazioni ferroviarie, si ridurrebbe il problema della disoccupazione.

Per quanto riguarda le stazioni in cui non ferma nessun treno, ho pensato che tale problema può essere aggirato con i treni-tram, nel senso che con appositi accorgimenti tecnologici è possibile la circolazione di tram su linee ferroviarie. Io sarei per l’aumento della frequenza dei treni, ma se le Ferrovie dello Stato non vogliono risolvere il problema delle attese eccessive o quello del mancato utilizzo di certe stazioni, le compagnie di trasporto pubblico locale possono aggirare tali problemi. So che le FS danno in concessione le stazioni abbandonate, ma vorrei capire bene la procedura per ottenere la concessione.

Ulteriori pagine sulle stazioni ferroviarie inutilizzate

Il database delle ferrovie non più utilizzate

Stazioni in comodato d’uso gratuito per valorizzare il territorio

Ferrovie dello Stato danno in concessione gratuita vecchie stazioni

Stazioni impresenziate

Nuova vita per tre stazioni ferroviarie inutilizzate

Tram alicantini

In questo articolo parlerò dei tram alicantini, ma anche dei tram-treni in generale.

Simbolo della società che gestisce i tram alicantiniSo che ci sono argomenti più importanti di cui parlare in questi giorni, ma ultimamente sono fissato con i trasporti, un argomento che comunque ha la sua importanza.

Cos’è un tram-treno? Wikipedia lo spiega bene; ora faccio copia e incolla.

Il tram-treno è un sistema di trasporto pubblico effettuato con veicoli tranviari i quali percorrono anche i percorsi ferroviari locali (grazie ad accorgimenti tecnologici) per ottenere maggiore flessibilità e convenienza adattando la velocità al tipo di percorso.

Conoscete la compagnia TRAM? È una compagnia di trasporto pubblico che gestisce linee tranviarie in provincia di Alicante.

I tram alicantini percorrono varie linee, alcune delle quali fanno capolinea a Luceros, una stazione sotterranea all’interno di Alicante. Alcune fermate sono sotterranee, altre si trovano in superficie. Quando prendevo il tram da Luceros, mi sembrava di prendere la metropolitana. Ad Alicante non c’è una metropolitana propriamente detta; il tram è sufficiente, e ha il vantaggio che porta anche fuori da Alicante; mi ricorda il tram che prendevo a Tenerife.

Stazione LucerosQuasi tutti i tram alicantini sono elettrici, ma almeno una linea funziona a gasolio; è la linea 9; collega Benidorm con Denia. Non so perché non hanno fatto tutti i tram a trazione elettrica, ma un po’ mi incuriosisce l’idea di prendere un tram a gasolio; questo è uno dei motivi per cui mi piacerebbe tornare ad Alicante.

Un po’ mi schifa la soppressione della linea 4L; quella linea poteva essere utile, anche se aveva poche fermate; una volta ho aspettato inutilmente un tram di quella linea, perché non c’erano avvisi alla fermata.

A Roma non ho visto tram-treni, ma secondo me ci starebbero bene; alcuni siti Internet dicono che Genova ha linee ferroviarie percorse da tram.

Cos’altro posso dire? Un giorno vorrei scrivere un articolo relativo agli autobus su rotaia, mezzi che non ho visto in nessuna città.

Pagine del diario valenziano in cui parlo dei tram alicantini

MUBAG (19 agosto 2014)

Terra Mítica (23 agosto 2014)

Pagine esterne sui tram alicantini e sui tram-treni in generale

Articolo di Wikipedia sui tram-treni

Articolo di Wikipedia sulla compagnia TRAM

Sito ufficiale della compagnia TRAM

Ansaldo Breda (Tram-treno a Genova)

City Railways (Progetto tram-treno)

Metrotram (Sito che confronta varie città per quanto riguarda il trasporto pubblico)

La Gazzetta di Firenze (La rivoluzione del tram-treno)

L’idea progettuale del tram-treno di Karlsruhe

Il nuovo tram-treno a Nantes

Legambiente (Tram-treno della Piana)

Urbanistica Informazioni

Città di Manfredonia

Il Centro di Chieti

Scioperi di venerdì

In questo articolo parlerò prevalentemente degli scioperi del trasporto pubblico, che a Roma vengono fatti quasi sempre di venerdì, e probabilmente anche in altre città italiane.

Questo articolo non piacerà ai lavoratori del trasporto pubblico; tali lavoratori sono pregati di non lèggere questo articolo, e se proprio decidono di farlo, sono pregati di astenersi dal fare commenti stupidi.

Scioperi di venerdìPerché gli scioperi del trasporto pubblico vengono fatti abitualmente di venerdì? Io dico che fanno così per fare tre giorni liberi consecutivi; è vero che gli autobus girano anche di sabato e domenica, ma sono meno frequenti; questo significa che di sabato e domenica lavora meno gente, anche nel trasporto pubblico.

Se gli scioperi venissero fatti ogni volta in un giorno diverso della settimana, potrei anche credere a chi dice che ci sono motivi seri per scioperare, ma finché sarà così abituale il venerdì come giorno di sciopero, avrò la convinzione che i lavoratori del trasporto pubblico fanno sciopero perché non hanno voglia di lavorare.

A cosa serve scegliere lo stesso giorno della settimana tutte le volte (o quasi)? Ricordo alcuni scioperi fatti di lunedì, ma ci sono sempre tre giorni liberi consecutivi, per il motivo che ho detto prima.

Lo sciopero del trasporto pubblico non fa l’interesse degli utenti; forse fa l’interesse dei lavoratori, che non riceveranno lo stipendio per il giorno di sciopero, ma faranno un giorno libero in più. Lo sciopero potrebbe fare l’interesse della compagnia di trasporto pubblico, che in questo modo dovrà dare meno soldi ai dipendenti e spenderà meno soldi per il carburante.

Se ci fosse concorrenza nel trasporto pubblico, uno potrebbe prendere mezzi pubblici di altre compagnie quando una compagnia fa sciopero, mentre i lavoratori potrebbero scegliere la compagnia che offre le migliori condizioni di lavoro.

Se tutte le strade fossero munite di piste ciclabili e percorsi pedonali, uno potrebbe «approfittare» dello sciopero del trasporto pubblico per andare a piedi o in bicicletta, in modo da migliorare la propria salute. Non so come funziona in altre città, ma a Roma ci sono poche piste ciclabili, e non tutte le strade sono munite di marciapiedi, pertanto è troppo rischioso andare a piedi o in bicicletta; questo contribuisce ad aumentare il traffico nei giorni di sciopero del trasporto pubblico, in quanto tanta gente deve usare il proprio mezzo privato; chi non ha mezzi privati deve prendere un taxi. Una volta ho visto una fila molto lunga in una stazione di taxi; dicono che è così ogni volta che mancano gli autobus.

Cosa posso aggiungere? Per ora penso di aver detto le cose più importanti. In più, oltre a parlare di problemi, ho suggerito alcune soluzioni.

Aggiornamento del 2 ottobre 2015

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo che spiega perché certi autobus di Roma non passano. Gli autisti almeno in parte sono innocenti. Il problema è il personale ATAC non viaggiante, che di sabato e domenica non lavora. Quale migliore occasione per fare tre giorni liberi consecutivi?

Articoli interni collegati direttamente o indirettamente con gli scioperi e con la viabilità

Il trasporto pubblico di Roma (prima parte)

Il trasporto pubblico di Roma (seconda parte)

Passaggi in automobile

Ferrovie italiane

Bicing & Valenbisi

Pagine esterne sugli scioperi di venerdì

Yahoo Risposte

Virgilio Genio

L’intraprendente

BSNews

Corriere della Sera

Eco di Torino

Eco di Bergamo

Provincia di Lecco

Estense (Quotidiano di informazione ferrarese)

Blog che confronta Roma con Mosca

Blitz Quotidiano

Urban Post

Roma Today

Elettrodotti, treni e telecomunicazioni

Vi ricordate l’articolo sui Talgo e quello sulle ferrovie italiane? Ora voglio scriverne uno sugli elettrodotti.

Come dice il nome, gli elettrodotti sono cavi che trasportano corrente elettrica, che a sua volta serve per alimentare dispositivi di vari tipi, che usiamo ogni giorno.

Elettrodotti
Cavi aerei per trasporto di corrente elettrica (immagine presa da Okpedia)

Non avrei niente contro gli elettrodotti in generale, ma ho l’amaro in bocca per i cavi aerei, soprattutto se si trovano nelle vicinanze di case o di altri edifici abitati.

I campi elettromagnetici ad alta intensità sono sospettati di essere cancerogeni. Se dipendesse da me, farei interrare tutti gli elettrodotti e li farei mettere a distanza di sicurezza dalla superficie.

Tra l’altro, i cavi aerei sono pericolosi per chi ci finisce accidentalmente. Non ho mai visto nessuno arrampicarsi su un traliccio, ma so di gente che va in deltaplano o in parapendio, che può finire contro un cavo aereo, con gravi rischi per sé e per la rete elettrica.

Cos’altro posso dire? Ci sarebbero da dire tante cose, ma un articolo non basta. So che gli elettrodotti possono essere usati non solo per il trasporto di corrente elettrica, ma anche per le telecomunicazioni; l’importante è che la frequenza dei segnali di comunicazione sia diversa da quella usata per l’alimentazione dei dispositivi elettrici; in più, c’è bisogno di appositi filtri, che a seconda delle esigenze fanno passare un segnale e non altri. Negli articoli sulle ferrovie non ho parlato dei cavi di alimentazione dei treni; anche tali cavi possono essere usati per le telecomunicazioni; ovviamente vale lo stesso discorso, cioè, frequenze diverse e filtri. Tra l’altro, mi piacerebbe sapere se lo stesso cavo può essere usato come elettrodotto e come linea di alimentazione di treni e tram.

Approfitto di questa occasione per dire la mia opinione su una parola che mi dà l’amaro in bocca: elettrosmog. Mi risulta che la parola «smog» deriva dall’unione delle parole inglesi «smoke» (fumo) e «fog» (nebbia). Cosa c’entrano il fumo e la nebbia con l’elettricità?

Approfitto di questa occasione per fare una domanda ai lettori, soprattutto agli esperti di elettricità. È meglio la corrente continua o quella alternata? So che negli elettrodotti scorre corrente alternata, e so anche che tanti dispositivi usati in Italia funzionano con corrente alternata a 50 Hz (cinquanta hertz), ma non so se i treni e i tram funzionano con corrente continua o corrente alternata.

Nikola Tesla sosteneva la corrente alternata, mentre Thomas Edison sosteneva la corrente continua; un altro giorno scriverò un articolo su entrambi, ma prima devo capire bene le loro ragioni.

Ulteriori pagine relative agli elettrodotti

Articolo di Wikipedia sull’elettrodotto

Articolo di Wikipedia sul cavidotto

Articolo di Wikipedia sui cavi elettrici interrati

Repubblica (Due elettrodotti eliminati in Valle di Susa)

Cantieri in sicurezza

Il Mattino di Padova

Rete Civica dell’Alto Adige

Regione Umbria

Regione Toscana

Provincia di Lecce

Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure

Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana

Piano Settoriale Elettrodotti

Ferrovie italiane

Dopo l’articolo sui Talgo, voglio parlare delle ferrovie italiane.
Mappa delle ferrovie italiane
Mappa della rete ferroviaria italiana

L’autobus che prendo di solito si è fermato, perché la strada era bloccata da un camion fermo, allora ho preso un treno da Capannelle a Termini; il problema è che il treno è partito in ritardo per problemi sanitari.

Se ci fosse una stazione ferroviaria allo Statuario, avrei preso il treno da là. Cosa aspettano a costruire la stazione ferroviaria dello Statuario? Evitate di dire che mancano i soldi, perché non ci credo. Un problema italiano è che i soldi pubblici vengono spesi male. Mi viene in mente un aforisma di Ezra Pound: «Dire che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri».

Se gli autobus avessero tempi di attesa non troppo lunghi, avrei preso l’autobus per Cinecittà.

Dopo questa lunga parentesi, voglio concentrarmi sulle ferrovie italiane.

Avete mai preso treni regionali o Intercity? Entrambe le categorie hanno la fama che i treni sono sporchi e arrivano in ritardo. In più, sento dire che i treni Intercity hanno la fama di essere frequentati da gente poco raccomandabile. Mi viene in mente la scandalosa notizia dei teppisti che hanno viaggiato gratis a scapito dei viaggiatori onesti; penso di scriverci un articolo separato nei prossimi giorni.

In Italia, le Frecce sono gli unici treni decenti, ma i prezzi dei biglietti sono esorbitanti, e neanche quei treni arrivano sempre all’orario previto. In più, per tutte le categorie di treni, il rimborso è previsto solo per ritardi grandi (in questo momento non so dare un valore numerico) e solo se il ritardo è dovuto direttamente alla società che gestisce le ferrovie; questo significa che che se il ritardo è dovuto a fattori esterni, le Ferrovie dello Stato se ne fregano altamente dei ritardi dei passeggeri.

Vari siti Internet dicono che in Giappone i viaggi in treno vengono rimborsati anche per 1 minuto di ritardo; non so se viene rimborsato l’intero prezzo o solo una parte, ma in Italia niente. In più, in Giappone, i responsabili (capitreno o capistazione) firmano la giustificazione da presentare ai datori di lavoro.

Un altro giorno vorrei scrivere un articolo relativo ai siti Internet per cercare e offrire passaggi in automobile.

Pagine esterne sulle ferrovie italiane e di altri Stati

Articolo di Wikipedia sulle ferrovie italiane

Articolo di Wikipedia sulla società Ferrovie dello Stato

Articolo di Wikipedia sui trasporti in Giappone

Sette motivi per cui i treni giapponesi sono differenti

Pagina di Movimento Consumatori sulle ferrovie italiane

Sito ufficiale delle Ferrovie dello Stato

Sito ufficiale di Italo Treno