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Ristorante Pyongyang

In questo blog non faccio recensioni di ristoranti, ma ultimamente ho saputo dell’esistenza di una catena di ristoranti chiamata Pyongyang, come la capitale della Corea del Nord. Ogni ristorante Pyongyang è di proprietà del governo nordcoreano. In più, in ogni ristorante Pyongyang ci sono camerieri che cantano e suonano canzoni propagandistiche, oltre a canzoni di altro tipo.

Perché scrivo un articolo sui ristoranti Pyongyang? Un po’ perché mi sorprende l’esistenza di tali ristoranti, anche se ovviamente non è l’unico motivo, altrimenti dovrei scrivere articoli su tante cose che esulano dall’argomento principale del mio blog.

Ho saputo dell’esistenza dei ristoranti Pyongyang grazie a un video di Youtube, che spiega 10 attività commerciali svolte dal governo nordcoreano.

Tra queste 10 attività, una è la gestione di ristoranti. Tali ristoranti hanno due obiettivi: riciclare il denaro sporco e finanziare il governo nordcoreano.

Chi lavora nei ristoranti Pyongyang? Probabilmente i cittadini più fedeli al regime norcoreano. Normalmente i nordcoreani hanno il divieto di uscire dalla Corea del Nord. Per uscire legalmente, è necessaria l’autorizzazione del governo, che viene data solo in casi particolari, infatti tanta gente esce illegalmente, o almeno ci prova.

Tra i cittadini autorizzati a uscire dalla Corea del Nord, alcuni lavorano nei ristoranti Pyongyang, in cui servono pasti che solo una minoranza di nordcoreani può consumare, mentre gli stranieri in visita nella Corea del Nord non hanno alcuna difficoltà a trovare tali pasti.

In alcuni video di Youtube, si vedono cameriere che ballano indossando abbigliamento coreano.

Se la Corea del Nord non avesse una dittatura assurda, potrei anche mangiare nei ristoranti Pyongyang ogni tanto; il problema è proprio la dittatura. Almeno quando è possibile, preferisco evitare di finanziare il governo nordcoreano, anche se tanti altri lo finanziano, per esempio la gente che dice che la Corea del Nord somiglia alla Svizzera.

Ristorante Pyongyang pagine esterne

Cosa sta cucinando la Corea del Nord in Scozia

¿Te gusta financiar a la élite de Corea del Norte?

El restaurante de Kim Jong-il ofrece en Camboya la comida con la que sólo pueden soñar los norcoreanos

Speravo di trovare altre pagine interessanti; forse le troverò nei prossimi giorni.

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

Air Force Renzi

Ricordate il mio articolo sui voli di Stato? In questo articolo parlerò del nuovo aereo di Stato, che viene soprannominato Air Force Renzi. Ovviamente tale soprannome si ispira all’Air Force One e all’Air Force Two, che trasportano rispettivamente il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti d’America.

Premesso che non mi intendo di aerei, ho letto alcune notizie interessanti sull’Air Force Renzi.

Il nuovo aereo di Stato è un A340; aereo di linea quadrimotore ad ala bassa utilizzato su rotte a lungo raggio.

Altri capi di Stato e di governo si accontentano dell’A330; aereo di linea bimotore turbofan.

Secondo Il Fatto Quotidiano, il nuovo aereo di Stato è costato €175000000 (centosettantacinque milioni), mentre il governo Renzi spende pochi soldi per cose molto più utili.

Tra l’altro, mi risulta che il nuovo aereo non è di proprietà dello Stato italiano; viene concesso allo Stato italiano in locazione finanziaria (leasing). Per come la vedo io, sarebbe molto meglio se lo Stato italiano avesse un aereo di proprietà per i voli di Stato, preferibilmente a basso costo, affinché i soldi risparmiati possano essere spesi per il bene dei cittadini.

Mi risulta che neanche l’Alitalia usa aerei come il nuovo A340 ordinato da Matteo Renzi, di conseguenza non vedo ragioni per usarlo per i voli di Stato.

Air Force RenziLa notizia sull’Air Force Renzi è un po’ vecchia. Prima di scrivere, ho preferito fare una ricerca in merito.

Air Force RenziCliccando i collegamenti alla fine dell’articolo, troverete ulteriori pagine sull’Air Force Renzi.

Air Force RenziLeasing milionario per un Airbus A340 usato costruito nel 2006

175 milioni per l’aereo di Stato, solo 10 per la diagnosi precoce delle patologie ereditarie

Il nuovo super-jet resterà a terra

Matteo Renzi non paga il motorino alla protezione civile

Critiche M5S e ironia

Matteo Renzi ordina un nuovo jet per voli di Stato a raggio ‘ultra-lungo’

Per il premier un A340: nei viaggi lunghi non avrà bisogno di fare scalo per il rifornimento

Quanto ci costa l’aereo di Matteo Renzi

Guadagnare con Youtube

Oggi voglio scrivere qualcosa di leggero. Spiegherò come guadagnare con Youtube.

I lettori abituali di questo blog sanno che qui parlo prevalentemente di politica, ma non esclusivamente. Certe volte aggiorno i visitatori su novità riguardanti altre sezioni del sito.

Ho intenzione di fare un po’ di filmati da caricare su Youtube; non so quando li farò; ovviamente avrò bisogno di una telecamera; probabilmente la comprerò dopo le vacanze invernali, oppure me la farò regalare per il compleanno.

Quando avrò fatto i filmati, attiverò la monetizzazione del mio canale, così metterò la pubblicità. All’inizio i guadagni saranno scarsi, ma cresceranno, come crescono i guadagni con Smalfiland.

Poiché parlo di tante cose nel sito, gli argomenti non mi mancheranno per il canale Youtube; l’unica differenza è il modo di comunicare.

Su Youtube ho visto filmati che spiegano come attivare la monetizzazione, mentre in un altro sito ho trovato un manuale, che per ora ho letto in parte.

Perché voglio fare filmati? Qualcuno dirà che mi interessano i soldi, e in parte è vero, ma il motivo principale è che spesso sento dire che i canali video sono più seguiti dei blog, di conseguenza possono essermi molto utili per diffondere informazioni e opinioni che abitualmente scrivo qui.

Distributori automatici

In questo articolo parlerò dei distributori automatici. Se avete letto l’articolo relativo alla carta d’identità, probabilmente avete già capito cosa dirò in questo articolo. Devo premettere che avevo la tentazione di non scrivere niente oggi, ma la mia voglia di scrivere ha vinto.

Come dicevo nell’altro articolo, il mio conoscente Evaristo ha avuto un po’ di problemi quando ha ritirato la nuova carta d’identità. Alcuni problemi sono stati causati da un distributore automatico di biglietti e dalle cabine per fototessera.

Alcune cabine per fototessera danno il resto; altre no. All’interno della cabina c’è scritto se la cabina dà resto o meno, ma certe volte la scritta viene notata dopo aver inserito i soldi. Tra l’altro, alcune cabine neanche danno la possibilità di annullare l’operazione, ma non c’è scritto all’interno né all’esterno della cabina. Al paese mio, questa si chiama truffa. C’è scritto un numero telefonico da chiamare in caso di problemi, ma tale numero risulta inesistente o non disponibile; roba da denuncia.

distributori automatici
cabina per fototessera

I distributori automatici di biglietti danno il resto, ma non oltre un certo limite; €6 se ricordo bene. Uno cerca di viaggiare con biglietto regolare, ma certe volte non può farlo. Si direbbe che l’ATAC cerca di multare il maggiore numero possibile di viaggiatori, e su questo dovrei scrivere un articolo a parte.

distributori automatici
distributore automatico di biglietti ATAC

Vogliamo parlare dei distributori automatici di bevande? Io posso dire poco, perché è da tanto che non compro bevande dai distributori automatici, ed Evaristo non mi ha detto niente in merito.

distributori automatici
distributore automatico di cibi e bevande

Se io facessi parte del parlamento italiano, introdurrei l’obbligo per tutti i distributori automatici di dare il resto, indipendentemente dalla quantità di denaro inserita. Se per motivi di forza maggiore è impossibile dare il resto, la macchina deve dare un buono da cambiare. Come si può cambiare il buono? La società responsabile della macchina potrebbe cambiare i buoni in appositi uffici, come potrebbe spedire un assegno, fare un bonifico o accreditare i soldi in una carta prepagata. I buoni potrebbero avere un codice, come le ricariche telefoniche.

Non so quando verrà introdotto l’obbligo di resto a livello nazionale. Mi piacerebbe sapere se alcuni enti locali italiani impongono ai distributori automatici di dare il resto. Se Riccardo Cecchini viene eletto sindaco, probabilmente introdurrà l’obbligo di resto a livello comunale.

Carta d’identità

La carta d’identità è il documento di riconoscimento che attesta l’identità della persona. (fonte: sito del Comune di Roma)

carta d'identitàPerché scrivo un articolo relativo alla carta d’identità? Per problemi che si sono verificati ultimamente. Non voglio rivelare chi ha avuto i problemi di cui parlerò; userò un nome fittizio: Evaristo.

Oggi Evaristo è andato alla sede del VII municipio di Roma, che prima era sede del X municipio. Evaristo aveva bisogno di una nuova carta d’identità, in quanto quella vecchia era deteriorata. Evaristo ha comprato il modulo per la richiesta della carta d’identità, in quanto tale modulo non viene dato gratuitamente; forse Evaristo poteva comprare quel modulo alcuni giorni prima, ma ha avuto problemi nei giorni precedenti. Evaristo neanche aveva le fotografie con sé, in quanto sapeva che tali fotografie dovevano essere recenti, e non sapeva se andavano bene le fotografie fatte alcuni giorni prima, allora è andato al centro commerciale Cinecittà Due, dove ha trovato una cabina per fototessera che dava problemi; ha provato a chiamare il numero telefonico indicato, ma tale numero risultava inesistente o non disponibile. Evaristo, non potendo usare tale cabina, prova la cabina che si trova nella stazione della metropolitana, ma prima inserisce una banconota da €20 in un distributore automatico di biglietti, sperando di ricevere il resto; tale banconota veniva rifiutata. Uno cerca di viaggiare con biglietto regolare, ma certe volte neanche è possibile comprare i biglietti; sembra che lo fanno apposta per multare tanta gente. Evaristo, dopo aver fallito i tentativi di comprare i biglietti ATAC e farsi dare il resto, e dopo aver ricevuto indietro il pezzo da 20 tutte le volte, inserisce il pezzo da 20 nella fessura della cabina per fototessera, e solo dopo nota la dicitura «La macchina non dà resto»; neanche era possibile annullare l’operazione, di conseguenza Evaristo ha pagato una fototessera al prezzo di quattro. Evaristo torna al VII municipio con il modulo e le fotografie, poi viene a sapere che serve una marca da bollo, in quanto la carta d’identità è stata chiesta per deterioramento della precedente. Se la macchina avesse dato il resto, Evaristo avrebbe i soldi necessari, invece allo sportello si trova senza soldi. L’impiegata è stata gentile; ha detto che avrebbe aspettato i soldi allo sportello mentre serviva altri clienti, poi avrebbe dato la carta d’identità già pronta. Evaristo va a una cassa automatica del centro commerciale, poi torna con i soldi, paga e riceve la carta d’identità e il resto. Tra l’altro, Evaristo nota che la nuova carta d’identità è fatta dello stesso materiale di quella vecchia, mentre si aspettava un materiale più resistente; l’impiegata risponde che carte d’identità di quel tipo vengono rilasciate nella sede dell’ex IX municipio, che riceve per appuntamento. Non si sa quando verranno rilasciate carte d’identità resistenti nella sede dell’ex X municipio.

numerazione dei municipi di Roma in vigore dal 2013
accorpamento dei municipi di Roma per decisione di Gianni Alemanno

Nonostante tutti questi lati negativi, Evaristo nota con piacere che la nuova carta d’identità non scade nella stessa data in cui è stata fatta, bensì nel giorno del compleanno successivo a tale data. Per esempio, se Diana Tejera ritirasse una nuova carta d’identità oggi (15 dicembre 2015), tale documento non scadrebbe il 15 dicembre 2025, bensì il 30 settembre 2026; dicono che da due anni funziona così.

Evaristo ha chiesto a me di scrivere questo articolo; non se la sentiva di raccontare questi fatti di persona, perché sapeva che altrimenti avrebbe insultato tanta gente, con rischio di querela.

Siccità a Cuba

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo sui problemi cubani; questa volta parlo di un problema in particolare. Avete saputo della siccità a Cuba? Dicono che la siccità di quest’anno (2015) è la più grave degli ultimi 115 anni.

conseguenze della siccità a Cuba
immagine presente nel sito di Cubanet

Io ho saputo della siccità a Cuba grazie a una mia amica che abita a L’Avana, altrimenti non avrei saputo niente, in quanto i giornali italiani parlano poco di Cuba.

conseguenze della siccità a Cuba
immagine presente nel sito di Radio Reloj

La siccità ha creato seri problemi per l’agricoltura, ma anche per altri settori dell’economia cubana.

La mia amica Daimi ha bisogno di soldi per andare avanti. Se raccogliamo abbastanza, Daimi potrà uscire da Cuba, altrimenti i soldi raccolti serviranno a Daimi per vivere meglio nel suo paese.

So che in Italia c’è crisi, ma Cuba sta peggio. Tra l’altro, c’è una grossa differenza tra la moneta europea e la moneta cubana. Pochi soldi per noi italiani sono tanti soldi per i cubani.

Ho parlato della siccità a Cuba anche nel mio sito venezuelano.

Ultimamente ho stampato volantini che ho distribuito nella mia università; spero che in questo modo tanta gente venga a conoscenza dei problemi di Cuba. Presto pubblicherò copie del volantino che potranno essere scaricate e stampate liberamente. Per ora potete aiutarmi con una donazione attraverso Paypal.

Per ora penso di aver scritto le cose più importanti, ma probabilmente farò aggiornamenti.

Pagine esterne sulla siccità a Cuba

Scienze Notizie

Meteoweb

Meteo Portale Italia

EcuRed

Cuba Debate

Giorgio Bongiovanni

Martí Noticias

Serie televisive catastrofiche

Dopo l’articolo sulle serie televisive ambientaliste, voglio parlare di serie televisive catastrofiche. In questi giorni avrei altri argomenti di cui parlare, ma sento il bisogno di scrivere questo articolo perché in questi giorni ho visto «Tokyo magnitude 8.0».

Conoscete altre serie televisive catastrofiche?
Immagine di «Tokyo magnitude 8.0»
Conoscete altre serie televisive catastrofiche?

Per chi non lo sapesse, «Tokyo magnitude 8.0» è una serie a cartoni animati di 11 episodi. Quella serie parla di un terremoto che devasta Tokyo. Il terremoto si verifica alla fine del primo episodio, ma le conseguenze si vedono in tutti gli episodi successivi. Il finale mi ha dato l’amaro in bocca, ma complessivamente la serie mi piace molto. La storia è inventata, ma è stata scritta dopo una lunga ricerca sui terremoti. In ogni episodio, i protagonisti seguono il telegiornale per sapere la situazione dei vari quartieri di Tokyo. Il telegiornale è condotto da Christel Takigawa. Se questo nome non vi dice niente, vi consiglio di fare una ricerca.

Come ho già detto in un altro articolo, odio l’espressione «vittime e feriti», in quanto anche i feriti sono vittime, così come i dispersi. Per quello che ricordo, l’espressione di cui sopra viene usata in vari episodi di «Tokyo magnitude 8.0»; mi piacerebbe sapere se anche la vera Christel Takigawa usa quell’espressione nei telegiornali.

Per quello che so, tutto il territorio giapponese è ad alto rischio sismico, di conseguenza penso che sia inevitabile una serie televisiva sui terremoti.

Anche il territorio italiano è a rischio sismico, ma non conosco serie italiane sui terremoti.

La cosa che mi fa schifo non è l’assenza di serie televisive italiane sui terremoti, bensì la mancanza di leggi serie sulla costruzione di edifici.

Vogliamo parlare del terremoto in Abruzzo? Vogliamo parlare dell’alluvione a Genova? Ci sarebbe da parlare di tante cose, ma voglio concentrarmi sul modo in cui vengono costruiti gli edifici in Italia.

Perché certi edifici dell’antica Roma esistono ancora oggi? Ai tempi dei romani non c’erano terremoti? Non ci credo. Credo più a chi dice che i progettisti venivano uccisi se i loro edifici crollavano. Io sono contro la pena di morte, ma darei l’ergastolo a chi progetta edifici che crollano. L’Italia è passata da un eccesso a un altro. Ora i progettisti se la cavano con risarcimenti in denaro, come se i soldi facessero tornare in vita le persone morte. Da una parte mi piacerebbe che i soldi risolvessero tutti i problemi, ma so che non è così. Neanche l’ergastolo farebbe tornare in vita gente morta per il crollo di edifici, ma almeno sarebbe un ottimo deterrente per chi volesse costruire edifici che crollano facilmente; tanta gente sarebbe portata a costruire edifici resistenti; parlo dei progettisti e anche di chi concede le autorizzazioni.

Tornando al discorso sulle serie televisive catastrofiche, mi piacerebbe sapere se conoscete altre serie di questo genere; io conosco vari film, ma non conosco serie televisive catastrofiche oltre a «Tokyo magnitude 8.0».

Limiti di velocità

Non ho niente contro i limiti di velocità sulle strade, ma ho obiezioni sul modo in cui vengono fatti i controlli in certi comuni italiani.

limiti di velocità in Italia
limiti di velocità in Italia

Per come la vedo io, è giusto che ci siano i controlli, e mi sembra giusto che esistano strumenti elettronici che controllano la velocità dei veicoli, ma certe volte si verificano abusi di tali strumenti di controllo.

Si può multare un veicolo che va a 52 km/h quando il limite massimo è 50 km/h? Non so se la legge italiana lo consente, ma la mia morale lo vieta. La mia fortuna è che non lavoro in nessun corpo di pubblica sicurezza, altrimenti dovrei fare troppe cose contro la mia morale, e con questo non voglio dire niente contro gli agenti di pubblica sicurezza, che fanno tutto il possibile per rendere sicuro il nostro paese.

Cosa ho da dire sulla violazione del limite di velocità di cui sopra? A questa domanda risponderò con due domande:

1Quanto fa 52-50?

2Quando fa 52/50?

Alla prima domanda è facile rispondere. Per quanto riguarda la seconda domanda, ho fatto il calcolo a mano e ho trovato il seguente risultato: 1,04; tale risultato viene confermato dalla mia calcolatrice.

Studiando fisica, so che gli strumenti di misura fanno errori, non perché siano fatti male, ma perché la perfezione non esiste.

Possibile che uno strumento rileva una differenza di 2 km/h e un rapporto di 1,04?

Chi ci dice che il veicolo incriminato andava a 52 km/h? Forse andava a 49 km/h; non possiamo sapere con certezza se violava il limite di velocità.

Per rispettare la privacy di chi guidava, non dirò il nome del conducente né dell’automobile, e non dirò neanche dove si è verificato il fatto.

Secondo me, i comuni si approfittano del fatto che tanta gente preferisce pagare piuttosto che fare ricorso. Non so se fare ricorso ha un costo, ma sicuramente implica passaggi burocratici tutt’altro che trascurabili.

Pagine esterne sui limiti di velocità e su come fare ricorso

Autovelox.net

Altalex

ADUC

Contestare le multe autovelox

Il Resto del Carlino

Pagina della Polizia di Stato con indicazioni su dove viene fatto il controllo della velocità

Pagina di Autostrade per l’Italia con indicazioni sulle strade soggette a controllo elettronico della velocità

Bollino SIAE obbligatorio

Dopo l’articolo su Patamù, ho fatto ulteriori ricerche sulla SIAE, scoprendo altri affari sporchi. Sapete che tutte le opere vendute in Italia hanno l’obbligo del bollino SIAE? È vero che gli autori e gli editori non hanno l’obbligo di iscriversi alla SIAE per vedere tutelate le proprie opere, ma il bollino SIAE è obbligatorio indipendentemente dall’iscrizione, anche se costa meno per i non iscritti; questo spiega perché troviamo il bollino SIAE sui dischi di Linux. Cos’è Linux? È un sistema operativo, ma di questo parlerò dettagliatamente in un altro articolo. Per quello che so, Linux viene fatto da volontari, non da grandi case con scopo di lucro; questo dovrebbe far capire perché mi schifa l’obbligo del bollino SIAE sui dischi di Linux. In più, mi risulta che il bollino è obbligatorio anche per le copie omaggio, anche se il prezzo del bollino è minore per tali copie.

bollino SIAE per copia omaggio
immagine presa da Alchimia Treviso

Di chi è la SIAE? Non mi è chiaro, però mi risulta che è privata. Perché una società privata deve avere il monopolio sui bollini? È come le società private che producono soldi, o come la RAI che pretende il pizzo chiamato canone. Questa situazione mi schifa altamente.

Tra l’altro, ho visto quanto costa l’iscrizione alla SIAE; non costa miliardi e neanche miglialia di euro all’anno, ma comunque sono soldi che un disoccupato non spende alla leggera. I giovani vengono avvantaggiati con l’iscrizione gratuita, come dicevo nell’articolo precedente, ma i disoccupati no, e neanche i lavoratori con reddito scarso. In più, se io fossi iscritto alla SIAE, dovrei pagare la SIAE per recitare pubblicamente le MIE poesie, e di quei soldi mi tornerebbe indietro una piccola parte, mentre agli artisti famosi tornerebbe indietro molto, perché le loro opere venderebbero di più. È evidente che la SIAE avvantaggia gli artisti famosi a scapito di quelli emergenti.

immagine presa da Horizons Music
immagine presa da Horizons Music

Volevo parlare del bollino SIAE, poi ho parlato di altri affari sporchi della stessa società; una mafia legalizzata, come dicono altri siti che ho trovato in Internet.

Tornando al discorso sull’obbligo del bollino, ho saputo che le forze dell’ordine sequestrano i dischi senza bollino; qualcuno dirà che bisogna rispettare la legge; il problema è che l’Unione Europea si è schierata contro l’obbligo del bollino. I ministri d’Italia rispettano le direttive europee solo per i propri comodi? Tra l’altro, mi risulta che alcuni tribunali italiani hanno emesso sentenze che esonerano le copie private dall’obbligo del bollino; questo significa che io posso fare una copia di un mio disco per uso personale, e posso anche fare un disco che raccoglie canzoni contenute in altri dischi che io possiedo legalmente. Prima di tale sentenza, ci sono stati sequestri di copie private di dischi.

Un problema italiano è che i dischi costano tanto, probabilmente grazie alla SIAE, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Pagine esterne sul bollino SIAE

Ente pubblico o associazione privata?

Illegittimi 9 anni di pagamenti

DJ italiani stritolati

Bocciatura dei bollini SIAE

Quella mafia della SIAE

Lo scandalo SIAE

SIAE: se la conosci la eviti

Patamù Tutto quello che avreste voluto sapere sul bollino SIAE e che non avete mai osato chiedere

CD Star Domande frequenti sul bollino SIAE

Specchio Magico

My CD — Moduli SIAE

Normative su bollini SIAE ed equo compenso

Unione Europea per la liberalizzazione

Discussione su Yahoo Risposte

Articolo satirico di Nonciclopedia sulla SIAE

Perché certi autobus di Roma non passano

In questo articolo spiegherò perché certi autobus di Roma non passano quando dovrebbero passare; la responsabilità non è degli autisti né dei meccanici.

Come ho già scritto in altri articoli, Roma ha un trasporto pubblico da terzo mondo. Le tariffe sono alte, ma il servizio è scadente.

Perché gli scioperi vengono fatti prevalentemente di venerdì? Pensavo che gli autisti volessero fare tre giorni liberi consecutivi, ma il problema non è rappresentato dagli autisti, bensì dal personale ATAC che non guida. Di sabato e domenica, il personale «di terra» non lavora, almeno secondo una testimonianza che ho sentito ultimamente, allora lo sciopero è il modo migliore per fare un giorno libero in più. Se lo sciopero non viene fatto di venerdì, viene fatto di lunedì, oppure in un altro giorno prima o dopo altri giorni festivi. Se lo sciopero serve per fare ponte, ancora meglio per il personale ATAC non viaggiante. Questi fatti spiegano perché ultimamente gli scioperi del trasporto pubblico sono frequenti a Roma. Tra l’altro, ultimamente a Roma gli autobus passano anche nei giorni di sciopero, non solo nelle fasce orarie garantite, anche se i tempi di attesa possono essere più lunghi, come se non lo fossero nei giorni senza sciopero.

Certi autisti dell’ATAC hanno ferie arretrate; non possono fare le ferie perché manca il personale; in più, vengono pagati poco, mentre i dirigenti ricevono stipendi esorbitanti. Secondo una testimonianza che ho sentito ultimamente, certi dirigenti dell’ATAC guadagnano più o meno gli stessi soldi del presidente degli Stati Uniti d’America.

Perché l’ATAC offre un servizio da terzo mondo a prezzi esorbitanti? La mia ipotesi è che i dirigenti applicano la seconda strategia della manipolazione: provocare un problema e offrire una soluzione. Se un servizio pubblico funziona male, tanta gente chiederà la privatizzazione, ma c’è un problema: i privati pensano al profitto, non al bene dei cittadini. Non dico che non devono esserci imprese private di trasporto; dico semplicemente che deve esserci anche un’impresa pubblica, pagata almeno in parte dai contribuenti, affinché il servizio venga fatto per tutti i cittadini. Se l’ATAC venisse privatizzata, tante linee di autobus verrebbero soppresse per il semplice motivo che hanno pochi viaggiatori. Tra l’altro, a Roma già alcune linee sono gestite da imprese private, ma certi autisti ancora stanno aspettando stipendi arretrati.

Ancora non ho parlato dei meccanici, che cercano di fare il lavoro nel migliore modo possibile, ma spesso non hanno il materiale necessario per le riparazioni, di conseguenza, certi autobus non girano mentre altri viaggiano guasti. Di chi è la colpa? Non dei viaggiatori che non pagano; loro si sentono burlati, di conseguenza penso che abbiano ragione a non pagare. La colpa è del comune di Roma che non finanzia bene i servizi pubblici. Se il comune di Roma desse più soldi all’ATAC, il trasporto pubblico migliorerebbe, allora più gente pagherebbe per viaggiare; in questo modo, forse ci sarebbero anche più soldi per il comune di Roma, perché ci sarebbe più turismo.