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Viaggiatori onesti multati

In questo articolo parlerò dei viaggiatori onesti che vengono multati ingiustamente.

Il trasporto pubblico di Roma mi fa incazzare altamente; un po’ perché funziona in modo approssimativo, un po’ perché gli scioperi sono frequenti, un po’ perché i controllori fanno i fiscali quando dovrebbero essere i primi a sapere quanto fa schifo il trasporto pubblico di Roma. La cosa che mi fa più schifo è che sugli autobus è impossibile comprare i biglietti, allora la logica suggerirebbe che alle fermate dovrebbero esserci distributori automatici, e invece non ci sono; in più, le tabaccherie non sono sempre aperte, così come gli altri negozi che vendono biglietti del trasporto pubblico. In questo modo, tanti viaggiatori onesti sono costretti a viaggiare clandestinamente con il rischio della multa. Perché li definisco onesti? Per il semplice motivo che viaggerebbero con biglietto regolare se ne avessero la possibilità; lo dimostrano i discorsi che sento sugli autobus. Oggi ho trovato i controllori; per me non è un problema, perché ho la tessera annuale valida per tutto il comune di Roma, ma altri stavano senza tessera né biglietto, non per disonestà, ma perché hanno trovato la tabaccheria chiusa; altri passeggeri si erano offerti di vendere biglietti ai clandestini onesti, ma era troppo tardi; i controllori già stavano sull’autobus.

Un’altra cosa che mi fa schifo è che le multe per mancanza di biglietto sono esorbitanti: €104,90

Tra l’altro, le multe sono uguali indipendentemente dalla situazione; provo a spiegarmi meglio: il fatto che le tabaccherie sono chiuse non viene riconosciuto come attenuante.

Ho chiamato il comune di Roma, come ho già fatto per il problema degli accattoni in metropolitana; quando spiego la situazione, l’operatrice mi mette in contatto con l’ATAC, allora io spiego di nuovo la situazione; l’operatrice dell’ATAC mi dice che devo chiamare un altro numero; mi dice il numero, poi chiude. Ho chiamato l’altro numero varie volte, ma ho trovato sempre occupato. Ho provato a fare un reclamo attraverso il sito Internet dell’ATAC, ma ogni volta che premevo «invia», veniva fuori la scritta «servizio non disponibile» o qualcosa di simile.

A cosa serve il comune di Roma? A spillare i soldi ai cittadini; niente di più. Abbiamo servizi da terzo mondo; almeno potrebbero avere la decenza di darceli gratis o quasi. Non posso dare torto a chi usa mezzi privati per spostarsi, e neanche a chi mena i controllori. Mi viene in mente un aforisma di Margherita Hack: «La disobbedienza civile è necessaria quando le leggi sono contro la democrazia e la libertà». I giornali parlano poco del trasporto pubblico di Roma; probabilmente ne parlerebbero di più se i passeggeri iniziassero a menare i controllori.

I valenziani si lamentano del loro trasporto pubblico, e forse hanno ragione, anche se il trasporto pubblico di Valenzia è molto migliore di quello di Roma.

Mentre tornavo a casa, ho fatto un altro tentativo: ho parlato con un venditore di biglietti della stazione Anagnina. Quando spiego la situazione, il bigliettaio dice che non è un’inadempienza dell’ATAC; è un’inadempienza del comune di Roma, che non dovrebbe dare licenze a negozi che non sono sempre aperti. Su questo sono quasi d’accordo; la parola «quasi» è dovuta al fatto che l’ATAC dovrebbe tenere conto degli orari di apertura dei negozi, di conseguenza non dovrebbe mandare controllori quando le tabaccherie sono chiuse, oppure dovrebbe dare la possibilità di comprare biglietti all’interno degli autobus, come si fa nei paesi evoluti. Il bigliettaio mi ha irritato quando ha detto che i controllori hanno fatto semplicemente il loro lavoro; c’era da rispondere che anche i viaggiatori fanno il loro lavoro quando allontanano i controllori usando la violenza.

Scriverò a Ignazio Marino, ma so già che non risponderà; lo faccio solo per stare meglio con la coscienza.

Scriverò anche alle associazioni di consumatori e ai comitati di quartiere; forse aprirò anche una petizione in Internet.

Voglio aggiungere ancora una cosa. Come la mettiamo con la gente che non ha reddito? Se ci fosse il reddito minimo garantito, potrei capire (non giustificare) tariffe alte per biglietti, tessere e multe, ma con la situazione attuale, tali tariffe mi sembrano un crimine contro l’umanità. Come la mettiamo con chi vive con la propria famiglia? Le multe fatte agli studenti vengono pagate dai familiari degli studenti multati, almeno se non sono studenti-lavoratori. Su questo dovrei fare un discorso lungo, che forse farò in un altro articolo; per ora cito l’articolo sulla violenza domestica, giusto per dare un’idea del discorso lungo che voglio fare.

Cosa succede se una multa non viene pagata nel tempo previsto? C’è il rischio di perdere la casa? Il diritto alla casa è sacro; violarlo è un crimine contro l’umanità. In più, mi piacerebbe sapere cosa fa il comune di Roma con tutte quelle case vuote. Godo per gli stranieri che viaggiano a Roma senza pagare biglietti né multe; una volta tornati al loro paese, voglio proprio vedere come fa l’ATAC a pretendere il pagamento. Godo anche per gli italiani che una volta multati cambiano residenza e vanno a vivere all’estero. Mi dispiace per chi deve restare in Italia.

Volevo scrivere un articolo simile nel blog con dominio venezuelano, ma penso di farlo un altro giorno.

Per ora concludo con la canzone «ATAC di merda», che secondo me rende bene l’idea del trasporto pubblico di Roma.

Cookies e privacy

Siete a conoscenza della nuova legge sui cookies all’interno dei siti Internet? Io ieri ho saputo di questa porcata. Perché dico che è una porcata? Per i seguenti motivi:

1—Per quello che so, i cookies esistono da quando esiste Internet. Perché fanno la legge solo ora?

2Le multe per inadempienza sono esorbitanti; vanno da €6000 (seimila) a €120000 (centoventimila).

3Non c’è stata informazione sufficiente in merito. Abitualmente non seguo telegiornali se non sono costretto da qualcuno, ma leggo alcuni giornali e leggo anche le notizie in Internet. Forse dovevo consultare Punto Informatico, ma una notizia così importante dovrebbe stare in tutti i giornali e in tutti i siti Internet di informazione, non solo quelli che parlano di informatica.

legge-porcata sui cookies
Immagine presente su Altrarete

Come dicevo prima, io ho saputo di questa porcata ieri, ma l’obbligo è in vigore dal 2 giugno, e la legge era stata approvata un po’ di tempo prima. Se ho capito bene, questa porcata è partita dal parlamento europeo, poi è stata approvata dai parlamenti nazionali.

Io ho regolarizzato alcune pagine del mio sito, ma non tutte. In teoria sarei passibile di multe salate; proprio io che non ho una fonte di reddito stabile. Potrei capire (non giustificare) una porcata di questo tipo se ci fosse il reddito minimo garantito, altrimenti come si può fare una multa di €6000 per mancata informazione sui cookies? Chi ha tutti quei soldi? Non io. Forse questa legge serve ai governi per impossessarsi dei beni dei cittadini, o forse per convincere gli autori di siti Internet a chiudere i propri siti; se è vera la seconda ipotesi, di fatto questa legge limita la libertà di espressione; in entrambi i casi, limita pesantemente la libertà dei cittadini.

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo sulle petizioni in Internet. Ultimamente è stata aperta una petizione contro la legge-porcata sui cookies. Mi piacerebbe sapere se le associazioni di consumatori stanno facendo qualcosa contro la legge-porcata.

Tra l’altro, un po’ mi infastidisce vedere lo stesso messaggio o quasi in tutti i siti che visito.

Ulteriori pagine relative alla legge-pocata sui cookies

International Business Times Una legge che non piace

International Business Times — Multe fino a €120000

Garante per la protezione dei dati personali — Cookies

Garante per la protezione dei dati personali — Profilazione

Garante per la protezione dei dati personali — Testo della legge-porcata

Garante per la protezione dei dati personali — Domande frequenti sulla legge-porcata

Pillole di web — Adeguamento alla normativa italiana

Vegetarianismo e veganismo

Il vegetarianismo (da vegetariano, adattamento dell’inglese vegetarian[1][2][3]), o vegetarismo, nell’ambito della nutrizione umana, designa un insieme di diverse pratiche alimentari accomunate dalla rigorosa esclusione delle carni di qualsiasi animale[4][5]. (fonte: Wikipedia)

Il veganismo è un movimento filosofico basato su uno stile di vita fondato sul rifiuto – nei limiti del possibile e praticabile – di ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo).[1][2][3][4][5]  (fonte: Wikipedia)

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Dopo l’articolo sull’Expo di Milano, ho deciso di scriverne uno su vegetarianismo e veganismo, argomenti importanti secondo me, in quanto riguardano il futuro dell’umanità e della Terra.

L'Expo poteva essere una campagna per il vegetarianismo e il veganismo, e invece è una farsa.
L’Expo poteva essere una campagna per il vegetarianismo e il veganismo, e invece è una farsa.

Allevare animali è dannoso non solo per gli animali stessi, ma anche per chi li mangia e per l’umanità in generale; in più, danneggia il nostro pianeta, per motivi che spiegherò fra poco.



Sapete come vengono allevati gli animali? Se fate una ricerca in Internet, lo saprete facilmente. Per ora cito un aforisma: «Se i macelli avessero pareti di vetro, saremmo tutti vegetariani». Non so di chi è l’aforisma che ho citato qui; alcuni lo attribuiscono a Lev Tolstoj; altri lo attribuiscono a Paul McCartney.

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Vogliamo parlare del danno all’uomo? Mi risulta che chi mangia animali si ammala più facilmente; non lo dico io; lo dicono medici e biologi, almeno quelli che non vengono pagati dagli allevatori, salvo il caso in cui la malattia rappresenta una fonte di guadagno per i medici.

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Immagine presente nell’articolo «Etica medica» di Sonia Raimondi

Per quanto riguarda il danno all’umanità, è risaputo che certi alimenti vegetali vengono dati agli animali da allevamento quando invece potrebbero essere usati direttamente per alimentare essseri umani. Quanto consumano gli animali allevati dall’uomo? Molto più di quanto consumerebbe l’uomo mangiando dirttamente vegetali. Senza gli allevamenti, si risolverebbe il problema della fame nel mondo, o almeno si attenuerebbe notevolmente.

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Vogliamo parlare del danno ambientale? Ho parlato dei mangimi per gli animali, ma ogni cosa che entra deve uscire; questo significa che gli animali allevati inquinano molto il nostro pianeta. Cosa significa questo? Dovrebbero estinguersi tutti gli animali, compreso l’uomo? No, ma certe specie si estinguerebbero se non venissero allevate. Mi sembra illogico allevare animali per poi ucciderli; mi sembra molto più logico non farli nascere per niente.

confronto tra onnivorismo, vegetarianismo e veganismo
Immagine presente in «Earth Riot»

Se volete continuare a mangiare animali, va bene, ma evitate di dire che non potete fare niente per cambiare questa situazione. Ogni volta che compriamo qualcosa, è come se andassimo a votare, perché i nostri acquisti influiscono sulla produzione.

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Io anni fa ho smesso di mangiare animali; ancora mangio alcuni loro derivati, sapendo di fare la cosa sbagliata; è come se stessi cercando di smettere di fumare e qualcuno mi offrisse una sigaretta. Nonostante tutto, in Spagna facevo colazioni vegane, anche durante l’Erasmus; avevo l’imbarazzo della scelta tra latte di soia e latte d’avena; non sono le uniche possibilità di latte vegetale, ma sono le più facili da trovare in negozi e supermercati.

Collegamenti a pagine esterne su vegetarianismo e veganismo

Allevamenti intensivi e danni ambientali

Danni ambientali causati dall’allevamento

Cosa caratterizza l’allevamento intensivo

Articolo di Scienzavegetariana

Associazione Vegetariana Italiana

Dire «Mangio carne perché mi piace» è come dire «Violento perché mi rilassa» (articolo di Sonia Raimondi)

Dire «Mangio carne perché mi piace» è come dire «Violento perché mi rilassa» (articolo dell’Associazione Vegetariana Animalista)

Vegetarianismo come scelta economica

Vegani contro la crisi (articolo di MorAsta)

Latte vegetale: i migliori cinque

Benidorm in tempo

Benidorm è un comune spagnolo situato nella comunità autonoma Valenziana, in provincia di Alicante. È nota per essere stata ribattezzata “la New York del Mediterraneo”. (fonte: Wikipedia)

Benidorm
Benidorm fotografata da Terra Mítica

 

Perché parlo di Benidorm? Avrei tante cose da dire su quella città, che io ho conosciuto durante l’ultima estate (2014); ne ho parlato anche nel diario valenziano.

Perché in questo blog scrivo un articolo su Benidorm? Avete sentito nominare l’edificio In Tempo? Ha 52 piani; non mi è chiaro se tra questi 52 piani sono compresi i tre piani sotterranei o se invece sono 52 piani sopra il piano terra e 3 sotto il piano terra. Non voglio tediarvi con una descrizione dettagliata dell’edificio; mi limiterò a dire le cose che considero più importanti per questo articolo.

Secondo alcuni articoli che ho letto in Internet, nel progetto dell’edificio manca un ascensore; sembra una barzelletta(*). Come si può dimenticare un ascensore in un edificio di 52 piani? Premesso che io mi occupo di tutt’altra cosa, se dovessi progettare un edificio, tra le prime cose penserei agli ascensori. Maggiore è il numero di piani, maggiore deve essere il numero di ascensori, fermo restando che tutti i piani devono essere raggiunti dagli ascensori; almeno questa è la mia opinione, e penso che sia condivisa da tanta gente. Posso capire la mancanza di ascensori in edifici antichi, ma In Tempo è un edificio moderno; era in costruzione quando io stavo a Benidorm.

Vi ricordate il mio articolo sulle barriere architettoniche? Come si può progettare un edificio trascurando le esigenze di chi deve entrarci? Capisco che i disabili sono una minoranza, ma tra poco e niente c’è differenza. Mi piacerebbe sapere chi ha progettato In Tempo, ma anche chi ne ha autorizzato la costruzione. Mi viene in mente l’articolo sui diritti umani.

Tra l’altro, ho saputo che l’edificio In Tempo non è destinato agli uffici, bensì alle abitazioni; se ho capito bene, è l’edificio abitativo più alto d’Europa. Mi risulta che all’inizio erano previsti 20 piani, ma qualcuno ha pensato di aggiungerne altri per guadagnare di più; non avrei niente in contrario se tale decisione non danneggiasse nessuno.

Benidorm è raggiungibile con il tram, e precisamente con la linea 1 da Alicante o con la linea 9 da Denia.

(*)Aggiornamento del 24 gennaio 2016

Secondo alcune pagine che ho trovato ultimamente, la storiella degli ascensori è una bufala. Alcuni articoli dicono chiaramente che l’edificio In Tempo è munito di ascensori che raggiungono tutti i piani o quasi.

Pagine esterne su Benidorm e sull’edificio In Tempo

Ingegneri.info

EpochTimes

YOU-NG

Fanpage

Lateatnight

Corriere della Sera

 

Beneficenza e truffe

Con beneficenza si intende un aiuto economico a persone o comunità bisognose. (fonte: Wikipedia)

urna per beneficenza

Come avrete capito, in questo articolo parlerò della beneficenza, delle relative organizzazioni e di eventuali truffe praticate da alcune di tali organizzazioni.

Quando qualcuno vi chiede soldi per conto di un’organizzazione, vi càpita mai di chiedere come vengono spesi quei soldi? Forse non ci avete pensato, e vi capisco, perché anch’io varie volte ho dato soldi con la certezza che tali soldi sarebbero arrivati a chi ne ha bisogno. Non voglio generalizzare. Esistono anche organizzazioni serie; per esempio, io ultimamente ho fatto una piccola donazione per la Fondazione Wikimedia; mi sentivo in dovere di farlo, perché spesso consulto Wikipedia, come molti di voi sapranno. Tra l’altro, Wikipedia è solo uno dei tanti progetti della Fondazione Wikimedia, ma ce ne sono molti altri. Mi viene in mente il mio articolo sul prezzo della cultura.

Volete aiutare qualcuno? Perché non partite da persone di vostra conoscenza? Non parlo della gente che chiede soldi per strada; sicuramente molti di loro sono persone bisognose, ma ci sono anche persone che ci marciano, sapendo che qualcuno abbocca. Mi viene in mente un libro di Muhammad Yunus: «Il banchiere dei poveri»; tra le varie cose, quel libro spiega i lati negativi dell’elemosina; per esempio, chi riceve l’elemosina sarà portato a dipendere dagli altri piuttosto che a cercare altre fonti di reddito. Sono d’accordo con chi dice che chiedere l’elemosina è sempre meglio che truffare o rubare, ma penso che sia molto meglio svolgere un’attività utile per la gente. Secondo me, il reddito minimo garantito risolverebbe almeno in parte il problema dell’accattonaggio, mentre una scuola migliore porterebbe la gente ad apprendere il necessario per svolgere lavori utili. Ovviemente la scuola non deve servire solo per il lavoro, ma anche per cultura personale; non mi ricordo se ne ho parlato in altri articoli; se non l’ho fatto, scriverò un altro articolo in merito.

Se volete fare beneficenza, vi consiglio le seguenti possibilità:

1Avete visto gli altri siti amministrati da me? In uno di tali siti, è presente un rettangolo per fare una donazione attraverso Paypal. Non ho urgente bisogno di soldi, ma qualche lira in più fa sempre comodo. In più, mantenere siti Internet ha un costo.

2Vi ho parlato della situazione cubana? Una mia amica abita a L’Avana; se noi la aiutiamo con donazioni, potrebbe uscire da Cuba. Se volete, in privato posso dirvi il nome della mia amica, così la troverete facilmente. Se invece conoscete qualcun altro che ha bisogno di aiuto, va bene così.

Tornando al discorso delle truffe sulla beneficenza, collego alcuni articoli che ho trovato poco fa:

L’Espresso — ONLUS che truffa

Blog di Giulia Corsini

Orticalab

Roma Today — La truffa della falsa beneficenza

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista (Roma, 4 agosto 1978) è un politico italiano, deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana con il Movimento 5 Stelle. (fonte: Wikipedia)

Alessandro Di Battista
Fotografia presente nel blog di Alessandro Di Battista

Avevo già scritto articoli sul Movimento 5 Stelle, ma questa volta voglio parlare di Alessandro Di Battista; ho ascoltato vari suoi interventi alla Camera dei Deputati. Mi è piaciuto molto l’intervento sul terrorismo. Premesso che non voglio giustificare le attività terroristiche, capisco certi terroristi. Bisogna prevenire le cause del terrorismo; c’erano tutti i mezzi per evitare di arrivare a certe situazioni.

Alessandro Di Battista si professa cristiano, ed è tra i pochi cristiani che mi stanno simpatici.

Alessandro Di Battista mi è piaciuto molto quando ha parlato dei marò prigionieri in India, ma anche altri interventi mi sono piaciuti molto. Uno dei miei interventi preferiti è quando Alessandro Di Battista dice: «Puniteci! Sanzionateci se ce lo meritiamo, ma prima sbattete fuori i ladri!».


Dodici parlamentari pentastellati erano saliti sul tetto di Montecitorio per difendere la Costituzione italiana; se loro meritano una punizione, i parlamentari disonesti meritano di peggio.

Tra l’altro, Alessandro Di Battista sostiene il reddito di cittadinanza, che secondo me risolverebbe tanti problemi. Tra l’altro, mi risulta che è l’Unione Europea a chiedere al governo italiano di istituire il reddito di cittadinanza. Si direbbe che anche l’Unione Europea ogni tanto fa qualcosa di utile.

In Internet ho trovato un filmato in cui Alessandro Di Battista incontra il Dalai Lama, ma non riesco a vedere tale filmato; non so perché.

In un filmato recente si vede Alessandro Di Battista che fa una conferenza interessante.

Alessandro Di Battista mi è piaciuto molto quando ha parlato della repubblica del bon ton.

Ho l’impressione di aver dimenticato qualcosa, ma posso sempre aggiornare questo articolo.

Probabilmente nel mio sito Internet aprirò una pagina dedicata ad Alessandro Di Battista, come ho già fatto con Lambrenedetto XVI e come farò con altri.

Nei prossimi giorni scriverò un articolo su Paola Taverna, che tra l’altro ha scritto una poesia che potete trovare in una delle mie pagine.

Sistema giudiziario italiano

Dopo aver scritto un articolo sul sistema giudiziario indiano, ne scrivo uno sul sistema giudiziario italiano.

satira sul sistema giudiziario italiano

Come molti di voi sapranno, il sistema giudiziario italiano è il più lento d’Europa, e questo causa grossi problemi ai cittadini d’Italia; un po’ perché i cittadini non vengono tutelati nel modo giusto dal sistema giudiziario italiano; un po’ perché l’Unione Europea multa il governo italiano, costringendoci a pagare le tasse. Possibile che l’Unione Europea deve servire a pagare di più avendo di meno?

cartello di protesta contro le anomalie del sistema giudiziario italiano

Tra l’altro, la «giustizia» italiana non è uguale per tutti; per capirlo è sufficiente vedere alcuni esempi. Possiamo confrontare il caso di Francesco Schettino con quello di Fabrizio Corona, ma possiamo confrontare anche il caso dei No TAV con quello degli Hooligans che hanno devastato Roma. In più, vogliamo parlare dei criminali che hanno sequestrato un treno a Napoli? Loro mi fanno schifo, ma mi fa molto più schifo il sistema giudiziario italiano, che per quanto ne so io non ha preso provvedimenti in merito. L’Italia è forte con i deboli e debole coi forti. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sulla legittima difesa.

statua della giustizia

Tornando al discorso sul sistema giudiziario lento, a cosa è dovuto questo fenomeno? Ne ho parlato con alcuni studenti di giurisprudenza; dicono che il problema non è la mancanza di giudici o avvocati; non mi è chiaro se mancano le aule di tribunale, ma il problema maggiore è la mancanza di uffici in cui i magistrati possono conservare i documenti dei processi per averli a disposizione in caso di necessità; in questo modo, i magistrati devono portare i documenti dal tribunale a casa e viceversa, e ovviamente è inevitabile lo smarrimento di certi documenti importanti; questo, oltre a rendere lento il sistema giudiziario, rende facili gli errori giudiziari.

satira sul sistema giudiziario italiano

In questo articolo ho citato casi di «giustizia» ingiusta; su alcuni ho già scritto articoli; su altri scriverò articoli nei prossimi giorni.

Big Bang Theory

Conoscete la serie «Big Bang Theory»? Io non l’ho mai seguita, ma la conosco per sentito dire.

Cosa c’entra «Big Bang Theory» con la politica? Lo capirete presto.

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sulla divulgazione scientifica.

All’università di Tor Vergata si è svolto un evento relativo a «Big Bang Theory»; per assistere era necessario prenotare, ma non è questo il problema; avrei prenotato con molto piacere; sono altri i motivi per cui ho disertato.

Big Bang Theory
Fotografia fatta durante l’evento relativo a «Big Bang Theory»

La conferenza è stata fatta da vari oratori, tra cui Amedeo Balbi, professore di fisica di Tor Vergata, ma anche doppiatori dei protagonisti di «Big Bang Theory» e componenti della Gialappa’s Band. Mi è piaciuta molto la scelta degli oratori. Chi meglio di loro poteva parlare di una serie comica dedicata alla fisica? Sono altre le cose che non mi sono piaciute.

Perché tale evento si è svolto nell’aula magna della facoltà di scieze? Perché non concedono tale privilegio agli studenti che fanno sedute di laurea?

Con quali soldi è stato finanziato l’evento relativo a «Big Bang Theory»? Conosco modi peggiori per spendere soldi pubblici, ma quell’evento mi ha dato l’amaro in bocca, soprattutto perché gli studenti devono pagare quote esorbitanti per frequentare l’università.

Come ho già spiegato in un altro articolo, frequentare un’università può costare €1500 all’anno senza contare i libri e le altre spese necessarie. La cosa che mi fa più schifo è che un duplicato di libretto universitario costa €91, di cui 70 per il bollettino, 16 per la marca da bollo e 5 per le fotografie formato tessera. Posso capire le fotografie, ma quanto costa produrre un libretto? È fatto di una carta particolare? Tanto per fare un paragone, la carta prepagata di ING Direct costa €10 per i clienti che chiedono la carta fisica, mentre l’equivalente carta virtuale è gratuita. Perché un servizio bancario costa solo €10 mentre un servizio universitario ne costa 86 senza contare le fotografie? Potrei accettare di pagare €10 per un duplicato di libretto universitario, ma non capisco gli altri soldi. Tra l’altro, con tutti i soldi che paghiamo di tasse, dovrebbero darci gratuitamente almeno un duplicato all’anno. In più, non capisco la marca da bollo.

Se non ci fossero queste anomalie, avrei assistito con molto piacere alla conferenza su «Big Bang Theory». Cliccando qui troverete l’articolo di Wikipedia, mentre la conferenza è visibile cliccando qui.

Botti di Capodanno

Voglio parlare dei botti di Capodanno, cioè, dei fuochi artificiali che ogni anno vengono sparati nella notte tra il 31 dicembre e il I gennaio. Per come la vedo io, tali botti sono indice di inciviltà, per motivi che spiegherò fra poco.

Il suono dei fuochi artificiali è simile a quello delle bombe; l’ho sentito dire da gente che ha vissuto la guerra.

I fuochi artificiali spaventano gli animali, che in questo modo fanno azioni rischiose. Ho saputo di cani e gatti che si sono lanciati dai balconi, ma anche di uccelli che hanno volato alla cieca schiantandosi contro muri e lampioni.

Tra l’altro, i fuochi artificiali possono essere pericolosi per chi li usa. Ho saputo di gente che ha perso parti del corpo grazie ai fuochi artificiali; questo succede quando si usano fuochi artificiali illegali, ma anche quando i fuochi artificiali vengono usati male.

I fuochi artificiali sono anche una minaccia per l’ambiente, in quanto sono responsabili di una quantità non trascurabile delle polveri fini presenti nell’aria.

Pagine esterne sui botti di Capodanno

La Stampa (251 feriti)

Repubblica (251 feriti per i botti)

Corriere della Sera (Bambino in prognosi riservata)

Leggo (Almeno 251 feriti)

Rai News (Bollettino di guerra: decine di feriti)

Firmiamo.it (petizione contro i botti di Capodanno)

Change.org (legge nazionale contro i botti di Capodanno)

Animal Republic (no ai botti di Capodanno)

Green Me

Bergamo News

Cronaca Milano

Immagini relative ai botti di Capodanno

Campagna contro i botti di Capodanno
Campagna contro i botti di Capodanno

 

I cani hanno paura dei botti di Capodanno
I cani hanno paura dei botti
Campagna del Coniglio Nano contro i botti di Capodanno
Campagna del Coniglio Nano
Botti? No, grazie!
Botti? No, grazie!

 

Cane spaventato dai botti di Capodanno viene infilzato mentre cerca di saltare un cancello
Cane infilzato dalle punte di un cancello
Immagine forte sulle conseguenze dei botti di Capodanno
Perdita di una mano a causa dei botti di Capodanno (immagine presa da Road TV Italia)
Umorismo sui botti di Capodanno
Umorismo sui fuochi artificiali

Lambrenedetto XVI

Un po’ di tempo fa ho conosciuto Lambrenedetto XVI, che spesso parla di problemi italiani e confronta l’Italia con altri Stati. Ho visto filmati di Lambrenedetto XVI su Youtube, ma Lambrenedetto XVI è presente anche in altri siti Internet.

Fotografia di Lambrenedetto XVI
Fotografia di Lambrenedetto XVI presente nel sito sui viaggi in Germania

Ho visto un filmato relativo alla monnezza presente sulle strade della Lombardia, alla faccia di chi dice che la monnezza sta solo a Napoli.

Ho visto un filmato sulla mancanza di manutenzione, che spesso porta a problemi come allagamenti.

Ho visto filmati relativi alle strade e alle stazioni ferroviarie di Cipro e del Portogallo.


Ho visto anche un filmato sul reddito di cittadinanza, presente in ogni paese civile.

L’Italia è un paese del terzo mondo; per capirlo è sufficiente fare un confronto con altri Stati d’Europa.

Mi è piaciuto molto il filmato sul menefreghismo italiano; mi ricorda una canzone degli 883 e una degli Articolo 31; secondo me, entrambe le canzoni rendono bene l’idea sull’italiano medio.



Cos’altro posso dire su Lambrenedetto XVI? Per ora so poco, ma ci sono pagine esterne che ne parlano dettagliatamente.

Sito ufficiale

Linkiesta

Portale del Ticino

FreeNovara

Incazzatodentro

Viaggio in Germania

 

Se trovo altre cose interessanti su Lambrenedetto XVI, aggiornerò l’articolo.

 

Aggiornamento del 6 febbraio 2015

Ora il mio sito Internet ospita una pagina dedicata a Lambrenedetto XVI, al secolo Lorenzo Lambrughi.