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Distributori automatici

In questo articolo parlerò dei distributori automatici. Se avete letto l’articolo relativo alla carta d’identità, probabilmente avete già capito cosa dirò in questo articolo. Devo premettere che avevo la tentazione di non scrivere niente oggi, ma la mia voglia di scrivere ha vinto.

Come dicevo nell’altro articolo, il mio conoscente Evaristo ha avuto un po’ di problemi quando ha ritirato la nuova carta d’identità. Alcuni problemi sono stati causati da un distributore automatico di biglietti e dalle cabine per fototessera.

Alcune cabine per fototessera danno il resto; altre no. All’interno della cabina c’è scritto se la cabina dà resto o meno, ma certe volte la scritta viene notata dopo aver inserito i soldi. Tra l’altro, alcune cabine neanche danno la possibilità di annullare l’operazione, ma non c’è scritto all’interno né all’esterno della cabina. Al paese mio, questa si chiama truffa. C’è scritto un numero telefonico da chiamare in caso di problemi, ma tale numero risulta inesistente o non disponibile; roba da denuncia.

distributori automatici
cabina per fototessera

I distributori automatici di biglietti danno il resto, ma non oltre un certo limite; €6 se ricordo bene. Uno cerca di viaggiare con biglietto regolare, ma certe volte non può farlo. Si direbbe che l’ATAC cerca di multare il maggiore numero possibile di viaggiatori, e su questo dovrei scrivere un articolo a parte.

distributori automatici
distributore automatico di biglietti ATAC

Vogliamo parlare dei distributori automatici di bevande? Io posso dire poco, perché è da tanto che non compro bevande dai distributori automatici, ed Evaristo non mi ha detto niente in merito.

distributori automatici
distributore automatico di cibi e bevande

Se io facessi parte del parlamento italiano, introdurrei l’obbligo per tutti i distributori automatici di dare il resto, indipendentemente dalla quantità di denaro inserita. Se per motivi di forza maggiore è impossibile dare il resto, la macchina deve dare un buono da cambiare. Come si può cambiare il buono? La società responsabile della macchina potrebbe cambiare i buoni in appositi uffici, come potrebbe spedire un assegno, fare un bonifico o accreditare i soldi in una carta prepagata. I buoni potrebbero avere un codice, come le ricariche telefoniche.

Non so quando verrà introdotto l’obbligo di resto a livello nazionale. Mi piacerebbe sapere se alcuni enti locali italiani impongono ai distributori automatici di dare il resto. Se Riccardo Cecchini viene eletto sindaco, probabilmente introdurrà l’obbligo di resto a livello comunale.

Vietato fotografare nella metropolitana

Sapete che è vietato fotografare nella metropolitana di Roma? Alcuni diranno che è così anche nelle metropolitane di altre città, nonché negli aeroporti. Altri saranno d’accordo con me nel dire che tale divieto è inutile e repressivo.

vietato fotografare

Che danno può fare una fotografia? Per caso ci sono informazioni riservate? Non mi risulta. Le informazioni riservate saranno custodite in sale inaccessibili al pubblico.

vietato fotografare
Sono un fotografo, non un terrorista.
(immagine presa da Clickblog)

Oggi in una stazione della metropolitana ho visto una pubblicità interessante, non per le cose che venivano pubblicizzate, bensì per una parola scritta due volte consecutive; c’era scritto «tua tua», anche se ora non ricordo il resto. Vedendo la pubblicità, prendo il telefono e lo uso per fotografare. A quel punto, i soldati mi dicono che è vietato fotografare, poi mi chiedono di cancellare la fotografia; io eseguo, ma poi spiego le mie ragioni. Quando io chiedo da quando è vietato fotografare, loro mi dicono che da tanto tempo è così, poi mi invitano a consultare il regolamento, che è presente in tutte le stazioni. A quel punto, io faccio notare che la stazione è piena di telecamere, di conseguenza il divieto di fotografare sembra qualcosa del tipo «io sì e voi no»; loro rispondono che le telecamere si trovano nella stazione per motivi di sicurezza. Tale risposta mi sembra illogica. Anche le riprese fatte dai viaggiatori possono essere utili per la sicurezza. Se si verifica un crimine all’interno di una stazione, i viaggiatori potrebbero facilitare le indagini fotografando o riprendendo il crimine. Parlando di sicurezza, faccio notare che i soldati portano armi lunghe, e certe volte è inevitabile passare davanti alla canna, come ho scritto in un altro articolo. I soldati rispondono che le armi sono puntate verso il basso; in quel momento era così, ma non sempre è così. Quei soldati puntavano le armi verso il basso, ma altre volte ho visto soldati che volontariamente o involontariamente puntavano armi verso i passanti, di conseguenza può capitare di colpire qualcuno accidentalmente. È chiaro che la storiella della sicurezza è una bufala, ma so che i soldati eseguono gli ordini, infatti un po’ mi fanno pena.

A un certo punto del discorso, non ricordo se prima o dopo aver fatto notare il problema delle armi, dico chiaramente che ho intenzione di candidarmi per la prossima elezione comunale, in modo da modificare il regolamento dell’ATAC; parlo anche di Riccardo Cecchini, che ha intenzione di candidarsi a sindaco di Roma.

Ora che so che il regolamento dell’ATAC vieta le fotografie in metropolitana, è chiaro che non metterò la mia pubblicità nella metropolitana di Roma. La pubblicità serve per farsi conoscere, ma come può essere utile se la gente ha il divieto di fotografare i cartelloni?

Mi risulta che è possibile chiedere l’autorizzazione all’ATAC per fotografie e riprese, ma qual è la procedura? In ogni caso, ogni volta che avrò bisogno di pubblicizzare una mia attività, sceglierò esclusivamente luoghi in cui sia consentito fotografare e riprendere.

Facendo una ricerca in Internet, ho notato che non sono il primo a parlare dell’anomalo divieto di fotografare.

Tessera annuale ATAC

Cosa dire sulla tessera annuale ATAC? Prima di tutto devo parlare della tessera elettronica chiamata Metrebus Card, poi parlerò della ricarica annuale.

Per chi non lo sapesse, la Metrebus Card è una tessera elettronica ricaricabile; mi piacerebbe che fosse ricaricabile come i biglietti che usavo a Tenerife, o come le tessere che usavo a Valenzia e Alicante, invece la ricarica della Metrebus Card è un po’ diversa.

A Valenzia e Alicante ci sono tessere che possono essere caricate ogni volta con un certo numero di viaggi disponibili; dieci se ricordo bene.

Quando io stavo a Tenerife, c’era un biglietto da €12 che veniva scalato a ogni viaggio, più o meno come una carta prepagata; ne ho parlato anche nel programma che avevo nel 2013 per il Comune di Roma. Secondo il sito della TITSA e quello di MetroTenerife, ci sono state modifiche nei prezzi, ma il resto è rimasto invariato per quello che so.

A Roma, non solo è impossibile comprare biglietti all’interno degli autobus, ma è impossibile comprare tessere ricaricabili per giorni o per numero di viaggi. Provo a spiegarmi meglio. A Roma non esistono tessere che possiamo caricare con 10 viaggi, né tessere che possiamo usare per 30 giorni. Le tessere mensili durano dal primo giorno del mese all’ultimo giorno del mese, indipendentemente dalla durata del mese. Quando io stavo a Tenerife, potevo comprare una tessera valida 30 giorni dal primo timbro.

Cosa dire sulla tessera annuale ATAC? Oggi ho caricato la mia Metrebus Card, di conseguenza potrò usarla per tutto l’anno 2016; fin qui tutto bene.

tessera annuale ATAC 2016
scontrino per ricarica Metrebus 2016

Alcuni giorni fa, allo sportello della stazione Anagnina, mi hanno detto che potevo scegliere il primo giorno di validità, poi la ricarica sarebbe stata valida un anno; oggi ho saputo che non è esattamente così. Poiché la mia Metrebus Card ha la ricarica annuale valida fino al 31 dicembre 2015, non posso caricarla dall’11 gennaio 2016 come volevo fare; ho dovuto caricarla dal I gennaio; l’ho fatto con l’amaro in bocca. Capisco che la ricarica annuale costa meno di €1 al giorno, ma non capisco perché devo caricare per forza dal primo giorno successivo alla validità della ricarica fatta precedentemente. È vero che potevo aspettare la scadenza della ricarica, ma temevo di dimenticare di fare la ricarica successiva, e so che le ricariche precedenti non vengono considerate attenuanti in caso di multa per mancanza di titolo di viaggio; lo so non per esperienza diretta, ma grazie a testimonianze di amici e conoscenti. Mi piacerebbe che venissero considerate le attenuanti. Se vengo eletto al Comune di Roma, proporrò di riconoscere l’attenuante dei precedenti titoli di viaggio.

Dovrei parlare anche dei distributori automatici che si trovano nelle stazioni della metropolitana, ma ne parlerò in un articolo separato.

Carta d’identità

La carta d’identità è il documento di riconoscimento che attesta l’identità della persona. (fonte: sito del Comune di Roma)

carta d'identitàPerché scrivo un articolo relativo alla carta d’identità? Per problemi che si sono verificati ultimamente. Non voglio rivelare chi ha avuto i problemi di cui parlerò; userò un nome fittizio: Evaristo.

Oggi Evaristo è andato alla sede del VII municipio di Roma, che prima era sede del X municipio. Evaristo aveva bisogno di una nuova carta d’identità, in quanto quella vecchia era deteriorata. Evaristo ha comprato il modulo per la richiesta della carta d’identità, in quanto tale modulo non viene dato gratuitamente; forse Evaristo poteva comprare quel modulo alcuni giorni prima, ma ha avuto problemi nei giorni precedenti. Evaristo neanche aveva le fotografie con sé, in quanto sapeva che tali fotografie dovevano essere recenti, e non sapeva se andavano bene le fotografie fatte alcuni giorni prima, allora è andato al centro commerciale Cinecittà Due, dove ha trovato una cabina per fototessera che dava problemi; ha provato a chiamare il numero telefonico indicato, ma tale numero risultava inesistente o non disponibile. Evaristo, non potendo usare tale cabina, prova la cabina che si trova nella stazione della metropolitana, ma prima inserisce una banconota da €20 in un distributore automatico di biglietti, sperando di ricevere il resto; tale banconota veniva rifiutata. Uno cerca di viaggiare con biglietto regolare, ma certe volte neanche è possibile comprare i biglietti; sembra che lo fanno apposta per multare tanta gente. Evaristo, dopo aver fallito i tentativi di comprare i biglietti ATAC e farsi dare il resto, e dopo aver ricevuto indietro il pezzo da 20 tutte le volte, inserisce il pezzo da 20 nella fessura della cabina per fototessera, e solo dopo nota la dicitura «La macchina non dà resto»; neanche era possibile annullare l’operazione, di conseguenza Evaristo ha pagato una fototessera al prezzo di quattro. Evaristo torna al VII municipio con il modulo e le fotografie, poi viene a sapere che serve una marca da bollo, in quanto la carta d’identità è stata chiesta per deterioramento della precedente. Se la macchina avesse dato il resto, Evaristo avrebbe i soldi necessari, invece allo sportello si trova senza soldi. L’impiegata è stata gentile; ha detto che avrebbe aspettato i soldi allo sportello mentre serviva altri clienti, poi avrebbe dato la carta d’identità già pronta. Evaristo va a una cassa automatica del centro commerciale, poi torna con i soldi, paga e riceve la carta d’identità e il resto. Tra l’altro, Evaristo nota che la nuova carta d’identità è fatta dello stesso materiale di quella vecchia, mentre si aspettava un materiale più resistente; l’impiegata risponde che carte d’identità di quel tipo vengono rilasciate nella sede dell’ex IX municipio, che riceve per appuntamento. Non si sa quando verranno rilasciate carte d’identità resistenti nella sede dell’ex X municipio.

numerazione dei municipi di Roma in vigore dal 2013
accorpamento dei municipi di Roma per decisione di Gianni Alemanno

Nonostante tutti questi lati negativi, Evaristo nota con piacere che la nuova carta d’identità non scade nella stessa data in cui è stata fatta, bensì nel giorno del compleanno successivo a tale data. Per esempio, se Diana Tejera ritirasse una nuova carta d’identità oggi (15 dicembre 2015), tale documento non scadrebbe il 15 dicembre 2025, bensì il 30 settembre 2026; dicono che da due anni funziona così.

Evaristo ha chiesto a me di scrivere questo articolo; non se la sentiva di raccontare questi fatti di persona, perché sapeva che altrimenti avrebbe insultato tanta gente, con rischio di querela.

Messina senza acqua

Ricordate il mio articolo sull’acqua pubblica? Ora parlerò di Messina, che è stata senza acqua per vari giorni; non so quanti giorni, ma troppi per i miei gusti, soprattutto in un paese come l’Italia.

Messina senza acqua
immagine presa dal Fatto Quotidiano

Ho saputo di questo fatto alcuni giorni fa. Ho aspettato a scrivere per gli stessi motivi per cui ho ritardato la scrittura dell’articolo sul Rio Doce inquinato. Poiché non ricevo niente, a parte i pochi soldi che Altervista mi darà quando avrò raggiunto la soglia minima, scrivo solo quando mi va.

Messina senza acqua
immagine presa dal Fatto Quotidiano

Secondo vari articoli che ho trovato in Internet, a Messina si è rotto un tubo che portava acqua ai cittadini, di conseguenza i cittadini hanno dovuto fare la fila per farsi riempire le taniche di acqua potabile.

Messina senza acqua
immagine presa da TempoStretto

Non so se le autorità competenti hanno fatto partire i lavori nei tempi giusti; forse potevano fare tutto più velocemente. Mi risulta che un intervento di Fiorello in Internet ha portato i giornali nazionali a parlare del problema idrico messinese, altrimenti solo i giornali locali ne avrebbero parlato. Se lo stesso problema si fosse verificato a Roma, i giornali nazionali ne avrebbero parlato sùbito? Il problema si sarebbe risolto velocemente? Non lo so, ma è evidente che il governo italiano è troppo lento nel risolvere i problemi dei cittadini.

Messina senza acqua
immagine presa da La Stampa

Tra l’altro, ho letto che a Messina c’erano fornitori privati che vendevano acqua potabile a caro prezzo, approfittando delle necessità dei cittadini. Non so se quei fornitori sono stati puniti, ma non avrebbero lavorato neanche un giorno se il governo italiano e il comune di Messina avessero mandato immediatamente un numero sufficiente di autobotti per fornire acqua potabile a tutti i cittadini.

Alcuni messinesi dicevano che sembrava di stare in guerra.

Secondo me, ha ragione Lambrenedetto XVI quando dice che l’Italia è un paese del terzo mondo.

Ulteriori pagine esterne sul problema idrico di Messina

Gazzetta del Sud

ANSA

Repubblica Palermo

TempoStretto

Disastro ambientale in Brasile

Ultimamente c’è stato un disastro ambientale in Brasile, ma in Italia se ne parla poco; non so perché. Si è parlato molto dell’attacco terroristico a Parigi, e anche dei mondiali di calcio in Brasile, ma si parla poco di catastrofi che si verificano in Brasile, come si è parlato poco dei problemi economici brasiliani, anche durante i mondiali di calcio, e si è parlato poco del viadotto crollato a Belo Horizonte.

Potrei fare tanti esempi di ipocrisia giornalistica italiana, ma preferisco fermarmi qui.

Quando c’è stato l’attacco a Parigi, tanta gente su Facebook ha messo la fotografia del profilo con la bandiera francese; io no, né su Facebook, né in altre reti sociali, per il semplice motivo che dovrei cambiare bandiera ogni volta che succede qualcosa. Nessuno di mia conoscenza ha messo una bandiera brasiliana come immagine del profilo.

bandiera brasiliana
bandiera brasiliana

Ora spiego in modo sintetico cosa è successo in Brasile.

Il Rio Doce è stato contaminato da sostanze altamente tossiche, che potrebbero causare gravi danni non solo al fiume stesso, ma anche al mare.

Copio e incollo dal sito di Repubblica.

Più di 60 milioni di metri cubi di fanghi tossici provenienti da una miniera di ferro hanno raggiunto l’Oceano Atlantico nello stato di Espirito Santo. Fuoriusciti il 5 novembre scorso dal cedimento delle dighe Fundao e Santarem hanno devastato il bacino del fiume Rio Doce, nella regione di Minas Gerais.

Non so cosa dicono le leggi brasiliane sul disastro ambientale, però mi risulta che ultimamente in Italia è uscita una legge che punisce pesantemente i danni ambientali, almeno quando non viene fatto niente per evitarli.

Tra l’altro, io ho saputo del disastro ambientale in Brasile con molto ritardo. Il fatto è del 5 novembre, ma io l’ho saputo alcuni giorni fa, non ricordo se a novembre o a dicembre. È vero che anch’io ho scritto questo articolo con ritardo, ma nessuno mi paga per scrivere articoli. È vero che Altervista mi paga per la pubblicità, ma sono pochi soldi, e ancora non ho visto una lira.

Ulteriori pagine sul disastro ambientale in Brasile

East Online

RSI News

TuttoGreen

GreenMe

Informare X Resistere

LifeGate

Scienze Notizie

Radio Popolare

Il Fatto Quotidiano (Ambiente & Veleni)

Il Fatto Quotidiano (articolo di Maria Rita D’Orsogna)

La Stampa

Rinnovabili.it

 

Fuori dalla Chiesa cattolica

Dal 29 ottobre 2015 sono ufficialmente fuori dalla Chiesa cattolica, anche se di fatto avevo già abbandonato il cattolicesimo tanto tempo fa, se mai ho aderito a tale credenza.

Fuori dalla Chiesa cattolicaPartiamo dall’inizio!

Il 13 ottobre ho spedito una raccomandata con ricevuta di ritorno. Tale raccomandata era rivolta alla parrocchia in cui si è svolto il mio battesimo. Come potete immaginare, tale evento si è svolto quando io ero incapace di intendere e di volere. Tra l’altro, battezzare un bambino non mi sembra molto diverso dall’iscriverlo a un partito. Per come la vedo io, i bambini sono troppo giovani per aderire a un qualunque movimento politico o religioso. Secondo me, va bene parlare di politica e religione con i bambini, ma non va bene iscriverli ad associazioni politiche o religiose. La busta della raccomandata conteneva un modulo che ho stampato e compilato, dopo averlo scaricato dal sito dell’UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti). Al modulo ho allegato una fotocopia della mia carta d’identità. La raccomandata è arrivata a destinazione il 15 ottobre; alcuni giorni dopo mi è arrivata la ricevuta di ritorno.

Oggi ho ritirato una raccomandata che mi è stata spedita dalla diocesi suburbicaria di Albano. La lettera contenuta nella busta dice che è stata annotata la mia volontà di non essere considerato aderente alla confessione religiosa denominata «Chiesa Cattolica Apostolica Romana». La raccomandata mi è stata spedita il 30 ottobre da Albano Laziale.

Fuori dalla Chiesa cattolica
Lettera spedita dalla diocesi suburbicaria di Albano
Ho cancellato le informazioni riservate, tra cui il mio indirizzo di residenza e il nome dell’autore della lettera.
Alcuni diritti riservati
È consentito pubblicare questa immagine, ma è vietato modificarla nonché lucrare su tale opera senza il consenso di Paolo Marzano.

È una soddisfazione; un po’ fatico a crederci. Alcuni anni fa avevo spedito una raccomandata per lo stesso motivo, ma alla parrocchia sbagliata, di conseguenza non è stato possibile esaudire la mia richiesta. Questa volta ho spedito la raccomandata alla parrocchia giusta.

Con l’annotazione della volontà di non essere considerati cattolici, vengono cancellati gli effetti civili del battesimo; secondo me, tale conseguenza è molto positiva, per motivi che non spiegherò qui ma che potete trovare nel sito dell’UAAR e anche in altri siti Internet. È chiaro che non posso più sposarmi in chiesa, salvo procedure particolari che neanche voglio conoscere; preferisco così. Se mai mi sposerò, farò il matrimonio civile, o comunque seguirò una procedura non cristiana.

Mi piacerebbe che tutti gli italiani non cattolici facessero come ho fatto io, almeno coloro che hanno avuto la sfortuna di subire il battesimo quando non potevano opporsi.

Controllo biglietti al capolinea

Oggi sul 500 per Anagnina ho trovato i controllori. Dove? Alla stazione Anagnina, che sarebbe il capolinea. Cosa ho contro il controllo biglietti al capolinea? Lo spiegherò in questo articolo, spiegando anche le altre anomalie che ho visto oggi.

Già mi fa schifo l’ATAC per il servizio approssimativo che offre. Per come la vedo io, un servizio così approssimativo dovrebbe essere gratuito. Le tariffe dell’ATAC mi fanno leggermente meno schifo del pizzo chiamato canone, ma sono comunque inaccettabili.

Perché i viaggiatori non possono comprare biglietti all’interno degli autobus? Probabilmente perché in questo modo gli onesti regolarizzerebbero il proprio viaggio e darebbero meno soldi alla compagnia di trasporto pubblico. Servono soldi per i dirigenti, vero? Troppi viaggiatori onesti vengono multati per impossibilità di comprare il biglietto.

Oggi al capolinea di arrivo ho visto controllori assistiti da carabinieri e soldati. Per caso l’ATAC temeva la giusta vendetta da parte di gente stanca della truffa del trasporto pubblico indecente? Tra l’altro, si poteva scendere solo dalla porta anteriore, e solo dopo il controllo del biglietto; probabilmente l’autista aveva l’ordine di aprire la porta anteriore e tenere chiuse le altre. Io avevo la tessera annuale, ma altri probabilmente non avevano biglietto né tessera e neanche potevano sfuggire all’ingiusto controllo del pagamento. Ricordo un carabiniere che dopo aver visto la mia tessera mi chiede di scendere. Cosa c’entrano i carabinieri? Ora anche loro controllano i biglietti sugli autobus? Perché le forze dell’ordine possono controllare i biglietti mentre non hanno competenza per altri problemi del trasporto pubblico? Una volta a Cinecittà c’era un problema nella stazione della metropolitana; se ricordo bene, un lettore di tessere elettroniche non funzionava. Poiché alla stazione Cinecittà non c’era personale, ho segnalato il problema alla polizia; la risposta è stata che la polizia non ha competenza su tale problema. Non voglio prendere di mira gli agenti di pubblica sicurezza; so che fanno il loro lavoro ed eseguono ordini. Io prendo di mira chi fa leggi e regolamenti. Tra l’altro, non capisco perché fanno multe ai viaggiatori senza biglietto e non le fanno ai viaggiatori accattoni.

Ora solare

Ricordate l’articolo sull’ora (il)legale? Oggi (25 ottobre 2015) torna in vigore l’ora solare. Io ho cambiato l’ora ai miei orologi, fatica che avrei risparmiato se l’Italia tenesse lo stesso fuso orario tutto l’anno.

Scriverò più o meno le stesse cose che ho scritto nell’articolo sull’ora (il)legale, ma aggiungerò anche qualcosa di nuovo.

Se l’ora (il)legale servisse a qualcosa, la terrebbero tutto l’anno; mi risulta che in alcuni Stati si fa così. Una volta ho letto in Internet che la Russia per un periodo ha tenuto l’ora (il)legale tutto l’anno, ma in questo modo alcune regioni avevano l’alba alle 11 nei giorni più freddi dell’anno, e questo poteva dare problemi. Poco fa ho letto che la Russia ha abolito l’ora (il)legale; questo significa che ora tiene l’ora solare tutto l’anno; secondo me tutti gli Stati dovrebbero fare così.

Io dico anche un’altra cosa. Fino al solstizio d’inverno, le ore di luce saranno sempre di meno, con l’alba che ritarda sempre di più e il tramonto che anticipa sempre di più. Con l’ora solare, da una parte avremo la soddisfazione di alzarci con il Sole più in alto sull’orizzonte, ma da un’altra parte avremo l’insoddisfazione di avere meno luce solare nel pomeriggio. Non solo dobbiamo sopportare il tramonto anticipato per motivi naturali; ci si mette anche il governo facendoci tornare all’ora solare. Per come la vedo io, la cosa migliore è mantenere lo stesso fuso orario tutto l’anno, in modo da evitare problemi di adattamento.

Come dicevo nell’altro articolo, c’è anche il problema di chi lavora di notte. A marzo alcuni hanno lavorato un’ora in meno. Questa notte alcuni hanno lavorato un’ora in più. Il problema è che a questa differenza di ore lavorative non corrisponde una differenza di retribuzione, almeno per quello che so.

Serie televisive catastrofiche

Dopo l’articolo sulle serie televisive ambientaliste, voglio parlare di serie televisive catastrofiche. In questi giorni avrei altri argomenti di cui parlare, ma sento il bisogno di scrivere questo articolo perché in questi giorni ho visto «Tokyo magnitude 8.0».

Conoscete altre serie televisive catastrofiche?
Immagine di «Tokyo magnitude 8.0»
Conoscete altre serie televisive catastrofiche?

Per chi non lo sapesse, «Tokyo magnitude 8.0» è una serie a cartoni animati di 11 episodi. Quella serie parla di un terremoto che devasta Tokyo. Il terremoto si verifica alla fine del primo episodio, ma le conseguenze si vedono in tutti gli episodi successivi. Il finale mi ha dato l’amaro in bocca, ma complessivamente la serie mi piace molto. La storia è inventata, ma è stata scritta dopo una lunga ricerca sui terremoti. In ogni episodio, i protagonisti seguono il telegiornale per sapere la situazione dei vari quartieri di Tokyo. Il telegiornale è condotto da Christel Takigawa. Se questo nome non vi dice niente, vi consiglio di fare una ricerca.

Come ho già detto in un altro articolo, odio l’espressione «vittime e feriti», in quanto anche i feriti sono vittime, così come i dispersi. Per quello che ricordo, l’espressione di cui sopra viene usata in vari episodi di «Tokyo magnitude 8.0»; mi piacerebbe sapere se anche la vera Christel Takigawa usa quell’espressione nei telegiornali.

Per quello che so, tutto il territorio giapponese è ad alto rischio sismico, di conseguenza penso che sia inevitabile una serie televisiva sui terremoti.

Anche il territorio italiano è a rischio sismico, ma non conosco serie italiane sui terremoti.

La cosa che mi fa schifo non è l’assenza di serie televisive italiane sui terremoti, bensì la mancanza di leggi serie sulla costruzione di edifici.

Vogliamo parlare del terremoto in Abruzzo? Vogliamo parlare dell’alluvione a Genova? Ci sarebbe da parlare di tante cose, ma voglio concentrarmi sul modo in cui vengono costruiti gli edifici in Italia.

Perché certi edifici dell’antica Roma esistono ancora oggi? Ai tempi dei romani non c’erano terremoti? Non ci credo. Credo più a chi dice che i progettisti venivano uccisi se i loro edifici crollavano. Io sono contro la pena di morte, ma darei l’ergastolo a chi progetta edifici che crollano. L’Italia è passata da un eccesso a un altro. Ora i progettisti se la cavano con risarcimenti in denaro, come se i soldi facessero tornare in vita le persone morte. Da una parte mi piacerebbe che i soldi risolvessero tutti i problemi, ma so che non è così. Neanche l’ergastolo farebbe tornare in vita gente morta per il crollo di edifici, ma almeno sarebbe un ottimo deterrente per chi volesse costruire edifici che crollano facilmente; tanta gente sarebbe portata a costruire edifici resistenti; parlo dei progettisti e anche di chi concede le autorizzazioni.

Tornando al discorso sulle serie televisive catastrofiche, mi piacerebbe sapere se conoscete altre serie di questo genere; io conosco vari film, ma non conosco serie televisive catastrofiche oltre a «Tokyo magnitude 8.0».