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Christian Rosso (autista dell’ATAC)

Christian Rosso è un autista dell’ATAC; guida gli autobus di Roma, o almeno li guidava prima della sospensione.

Christian Rosso
Christian Rosso (immagine presa da Giornalettismo)

Perché scrivo un articolo su Christian Rosso? In parte ne ho parlato nell’articolo precedente, in cui spiegavo perché certi autobus di Roma non passano.

Se usufruite del trasporto pubblico di Roma, saprete che Roma ha un trasporto pubblico da terzo mondo, come ho già spiegato in altri articoli.

Cosa ha fatto Christian Rosso? Ha spiegato la situazione del trasporto pubblico in un filmato, che poi ha pubblicato in Internet; per questo motivo ha ricevuto la sospensione. Si direbbe che il codice etico dell’ATAC vieta ai dipendenti di dire la verità. Perché i dirigenti non migliorano il servizio invece di vietare ai dipendenti di spiegare la situazione ai viaggiatori?

Per come la vedo io, Christian Rosso ha fatto la cosa migliore che poteva fare; tutti i dipendenti dovrebbero fare così, ma voglio spiegare cosa ha spinto Christian a fare quel filmato. Christian Rosso aveva chiesto un giorno libero; quel giorno libero gli è stato negato, allora lui è andato al lavoro, ma non c’erano autobus funzionanti; gli autobus presenti erano guasti, pertanto Christian non ha potuto lavorare; per lui è stato come ricevere due pugnalate. La colpa non è neanche dei meccanici; loro fanno il possibile, ma certe volte manca il materiale necessario per le riparazioni. In un articolo precedente ho attaccato i meccanici, ma si direbbe che il problema è rappresentato dai dirigenti; probabilmente loro obbligano i meccanici a mandare in giro tutti gli autobus in grado di viaggiare, anche se sono guasti.

Un problema dell’ATAC è la scarsità di autisti; gli autisti sono meno di metà del totale del personale della società, diversamente da come ci si aspetta da un’impresa di trasporto pubblico. Tanti autisti hanno ferie arretrate.

Resta da capire se i dirigenti dell’ATAC fanno porcate di loro iniziativa o se invece dipende dal comune di Roma. Forse il comune di Roma riduce i finanziamenti, così i viaggiatori si incazzano e il comune ha una scusa per privatizzare la società. Quando la società viene privatizzata, alcune linee miglioreranno, mentre altre verranno soppresse per scarsità di viaggiatori. Questa è la seconda strategia della manipolazione secondo Noam Chomsky: creare un problema e offrire una soluzione. I privati pensano al profitto, mentre il comune almeno in teoria dovrebbe pensare all’interesse collettivo. Chi ha interesse a privatizzare l’ATAC? Gli assessori e i consiglieri hanno amici interessati a comprare la società di trasporto pubblico di Roma? A Roma già è presente una società privata di trasporto pubblico: la Roma TPL, che gestisce alcune linee di autobus di Roma. Gli autobus della Roma TPL sono puliti ed efficienti, ma percorrono le linee più frequentate, proprio perché i privati cercano il profitto. Se i privati si appropriano di tutte le linee di Roma, sarà un grosso problema per la gente; un po’ per i viaggiatori, un po’ per gli autisti, che devono fare turni massacranti per pochi soldi.

Mi è piaciuta molto la manifestazione che c’è stata a Roma il 29 luglio per Christian Rosso; io avrei partecipato con molto piacere, ma avevo altre cose da fare. Tra l’altro, ho notato con piacere che in alcune reti sociali ci sono gruppi che sostengono Christian Rosso.

Manifestazione in onore di Christian Rosso
Manifestazione in onore di Christian Rosso (immagine presa da Roma Capitale News)

Approfitto di questo articolo per parlare dell’incidente del 10 luglio 2015 nella stazione Furio Camillo. Probabilmente anche quell’incidente è dovuto alla scarsità di finanziamenti da parte del comune di Roma.

A Furio Camillo, un bambino è morto cadendo nella tromba di un ascensore. Spero che il comune di Roma abbia pagato tutti i danni, ma spero anche che qualcuno finisca in galera per questo incidente, soprattutto i dirigenti dell’ATAC, e possibilmente anche il sindaco di Roma e altri assessori responsabili della scarsità di finanziamenti al trasporto pubblico.

Aggiornamento del 4 agosto 2015

Ho scritto un articolo su Christian Rosso nel mio blog venezuelano, affinché tutti, in Italia e fuori, conoscano la situazione scandalosa del trasporto pubblico di Roma. Tra l’altro, ho collegato la pagina per fare donazioni a Christian Rosso attraverso Paypal.

Pagine esterne su Christian Rosso e sull’incidente alla stazione Furio Camillo

Christian Rosso

Byoblu — #IoStoConChristianRosso

Roma Today — Sospeso l’autista

Roma Today — L’assessore Esposito incontra Christian Rosso

Huffington Post — In Campidoglio proteste e solidarietà

Repubblica — Non ho commesso un crimine da ergastolo

Repubblica — Christian Rosso pubblica un filmato

Fanpage

Furio Camillo

Il Fatto Quotidiano — Errore umano

Giornalettismo — Ricostruzione dell’incidente

ANSA — Roma si ferma per Marco

Repubblica Tre indagati per omicidio colposo

Il Messaggero — Lutto cittadino per il 13 luglio

Leggo — Ascensore bloccato

Sussidiario

Il Secolo XIX

RAI News

Definizione di terrorismo

Sapete dare una definizione di terrorismo? Dicono che non esiste una definizione universalmente accettata, di conseguenza ognuno ha la propria definizione. Secondo certe definizioni, il 90% degli esseri umani sono terroristi.

Qui copio la definizione di terrorismo secondo il dizionario del Corriere della Sera.

Modalità di lotta politica basata su atti di violenza indiscriminati (attentati, sabotaggi ecc.)

La parola «eccetera» è un po’ ambigua. Per come la vedo io, anche gli esperimenti nucleari fanno parte di quell’«eccetera», in quanto rappresentano un atto violento, anche quando non ci vanno di mezzo esseri umani, di conseguenza, anche fare esperimenti nucleari in un’isola deserta può essere un atto di terrorismo.

Francesco Cossiga usava la violenza come deterrente alle manifestazioni in piazza, di conseguenza può essere considerato terrorista.

Un giorno Silvio Berlusconi ha detto che avrebbe mandato le forze dell’ordine nelle scuole occupate, anche se il giorno successivo dice di non averlo mai detto.

Parlando di terrorismo, mi vengono in mente due fatti che si sono verificati l’11 settembre di due anni diversi; uno in Cile e uno negli Stati Uniti d’America. A cosa serviva il colpo di Stato in Cile? Probabilmente a imporre un governo fantoccio. A cosa serviva l’attacco alle Torri Gemelle? Probabilmente a imporre vari divieti eccessivi, tra cui quello di portare liquidi nel bagaglio a mano in aereo. I regolamenti entrati in vigore dopo l’attacco alle Torri Gemelle mi ricordano la seconda strategia della manipolazione secondo Noam Chomsky; tale strategia consiste nel creare un problema e offrire una soluzione che altrimenti non verrebbe accettata; tale strategia è conosciuta in Italia come metodo Cossiga.

Mi viene in mente anche il governo italiano che manda le forze dell’ordine contro i No TAV, cittadini onesti che non vogliono i treni ad alta velocità.

definizione di terrorismo

Se dovessi citare tutti gli atti di terrorismo, dovrei scrivere un libro, perché un articolo non è sufficiente.

Concludo con collegamenti a pagine esterne, ognuna delle quali dà una definizione di terrorismo.

Enciclopedia Treccani

Dizionario Garzanti

Articolo di Alessandro Zijno

Gnosis

Sapere.it

Repubblica.it

Il prezzo della cultura

La cultura ha un prezzo? Secondo me non dovrebbe averlo.

La cultura costa meno dell'ignoranzaPerché il governo italiano spende poco per la cultura dei cittadini? Per il semplice motivo che un popolo ignorante è più facile da manipolare, come ci insegna Noam Chomsky.

Se io fossi presidente del Consiglio dei Ministri, darei più fondi alla cultura e meno alle forze armate e ai parlamentari.

Quanto costa frequentare una scuola? So per esperienza che frequentare un’università può costare €1500 all’anno; secondo me, è un prezzo esorbitante, così come il prezzo dei libri; potrei accettarlo se in Italia ci fosse il reddito minimo garantito; in questo modo, ogni studente potrebbe pagare i propri studi autonomamente.

Secondo vari siti Internet, i parlamentari possono usufruire di trasporto pubblico gratuito; potrei anche essere d’accordo, ma perché gli studenti no? La cultura non ha prezzo, o se ce l’ha, è molto minore del prezzo dell’ignoranza. La cultura ha un grande valore, che deve essere difeso dal governo, come dice anche l’articolo 9 della costituzione italiana.

Parlando di cultura, mi viene in mente un articolo che ho scritto un po’ di tempo fa sulla divulgazione scientifica. Mi vengono in mente le enciclopedie in Internet, come Wikipedia. Mi vengono in mente gli eventi culturali, su cui ho scritto un altro articolo. Per come la vedo io, la cultura è un diritto umano fondamentale; non sono il primo a dirlo.

Parlando di Wikipedia, mi viene in mente la raccolta fondi che si sta svolgendo ultimamente. Wikipedia cerca di essere indipendente, e per farlo, rifiuta pubblicità e finanziamenti da governi. Ho detto che la cultura non ha prezzo, ma penso che tutti possano contribuire, anche con poco; per esempio, io ho donato €5 con Paypal; se tutti lo facessero, la raccolta fondi finirebbe oggi.

Un altro giorno scriverò un articolo sulle enciclopedie in Internet.

Altri articoli sul prezzo della cultura

Nordmilano24

MonitorArti

Italia della Cultura

Libertiamo (Se pensate che la cultura costi troppo, provate con l’ignoranza)

Ipaddisti (Il ministro della Cultura e la Siae attaccano il rincaro dei prezzi di Apple)

Ambasciata dell’Angola in Italia (Ridurre prezzi libri per sviluppo cultura)

Bufale in Internet

Vogliamo parlare delle bufale in Internet? Come dicevo in un altro articolo, Internet è piena di notizie false. Da una parte c’è chi diffonde le notizie ufficiali, che di solito sono false o incomplete; da un’altra parte c’è chi diffonde notizie diverse da quelle ufficiali, ma a loro volta false o fuorvianti.

Anch’io ho fatto l’errore di prendere per oro colato certe notizie che vedevo in Internet, soprattutto nelle reti sociali, di conseguenza le pubblicavo a mia volta in bacheca. Fino a poco tempo fa, neanche ci pensavo a fare una semplice ricerca per verificare le notizie. Nella maggioranza dei casi, è sufficiente scrivere il titolo o una sua parte in un motore di ricerca. Dicono che ogni storia ha almeno due versioni, e ognuno di noi dovrebbe cercare tutte le versioni disponibili. Mi viene da dire: «Niente è reale, tutto è lecito», ma c’è rischio di interpretazione sbagliata; forse dovrei spiegare il significato di tale aforisma in un articolo separato.

Mi vengono in mente le strategie della manipolazione secondo Noam Chomsky, e mi viene in mente anche il primo film di «Matrix», in cui Morpheus cerca di spiegare la verità a Neo, facendogli capire anche che non può spiegargliela a parole.

Penso che la scena delle pasticche di Morpheus renda bene l'idea delle bufale in Internet
Fotogramma del primo film di «Matrix»

Tra l’altro, mi viene in mente un filmato di Mason Massy James, che secondo me rende bene l’idea di cosa significa condividere notizie senza verificarle, errore che ho fatto anch’io, e che ora cerco di non fare, ma non sempre ci riesco.

C’è da dire che ora pubblico molto meno nelle reti sociali, perché prima di pubblicare una notizia preferisco verificarla, ma certi errori sfuggono sempre.

Esistono siti che cercano di smontare le bufale, ma anche quelli non sono da prendere per oro colato, perché tutti possono sbagliare; nessuno ha sempre ragione.

Pagine esterne che spiegano le bufale in Internet

Bufale.net

Bufale e dintorni

Classifica delle bufale in Internet

Sito di Paolo Attivissimo

Blog di Paolo Attivissimo

Divulgazione scientifica

Ora voglio parlare della divulgazione scientifica. In Italia c’è tanta ignoranza, soprattutto in àmbito scientifico; non voglio dare la colpa agli italiani, almeno non a tutti; questo fenomeno è dovuto prevalentemente ai vari governi che ci sono stati, che applicano la settima strategia della manipolazione secondo Noam Chomsky.

Dovrei parlare della scuola italiana, ma ora non mi va; ne parlerò un altro giorno. Ora voglio concentrarmi sulla cultura extrascolastica, prevalentemente in àmbito scientifico.

Per come la vedo io, sarebbe un’ottima cosa organizzare eventi per la divulgazione di tutte le scienze; per esempio, una volta a Roma si svolgeva il Festival della Matematica. Che fine ha fatto tale evento? Cercando in Internet, vengo a sapere che il Festival della Matematica di Roma non è l’unico evento di divulgazione scientifica che viene organizzato in Italia, e questo mi fa piacere.

Tra l’altro, mi piacerebbe sapere quanti sono in Italia a conoscere siti Internet di divulgazione scientifica. È vero che in Internet girano tante notizie false, ma voglio sperare che almeno i siti di divulgazione scientifica siano fatti bene.

Parlando di divulgazione scientifica, mi viene in mente il Museo della Scienza di San Cristóbal de La Laguna; mi piacerebbe sapere se in Italia esiste qualcosa di analogo.

Questa volta ho scritto un articolo sintetico. Ero tentato a parlare della scuola italiana, ma facendo in quel modo avrei scritto un articolo lungo. Ci saranno altre occasioni.

Pagine esterne sulla divulgazione scientifica

Articolo di Wikipedia

Articolo di Piero Angela nel sito dell’enciclopedia Treccani

Articolo di Accastampato

Articolo nel sito di Cromoteca

La grande divulgazione scientifica al Castello di Santa Severa

Extramuseum

Minerva (associazione di divulgazione scientifica)

Vialattea (sito di divulgazione scientifica)

Keplero (blog di divulgazione scientifica scritto da Amedeo Balbi)

Umorismo nero

In questo momento ho tanta voglia di umorismo nero. Qualcuno potrebbe chiedere cos’è l’umorismo nero; secondo me non esiste un’unica definizione. L’umorismo nero può essere l’umorismo su fatti tragici, oppure su persone morte o in condizioni di disagio. In generale, non mi piace ridere delle disgrazie altrui, ma certa gente merita che si rida delle loro disgrazie.

Ho trovato un articolo che secondo me dà un’ottima definizione di umorismo nero.

Vi ricordate della morte di Francesco Cossiga? Io ho goduto molto quando ho saputo la notizia. Nelle reti sociali, condividevo vignette umoristiche su Francesco Cossiga, e ogni tanto qualcuno mi cancellava dalla sua lista amici. Tra l’altro, su Facebook c’era un gruppo chiamato «Quelli che non pisceranno sulla tomba di KoSSiga perchè odiano fare la fila»; io mi ero iscritto al gruppo e avevo condiviso il gruppo in bacheca.

Qualcuno dirà che bisogna rispettare i morti. La mia opinione è che il rispetto si deve guadagnare in vita. Qualcuno dirà che è facile prendere di mira i morti, in quanto non possono difendersi. Io dico che è facile santificare i criminali dopo la morte, come se la morte cancellasse tutte le proprie azioni. Dovrei scrivere un articolo sulla legge del karma; penso di scriverlo un altro giorno.

Parlando di Francesco Cossiga, voglio mettere il video del «Cossiga Jouer», che ovviamente è una cover del «Gioca Jouer».

Mi viene in mente Spinoza, un blog che fa una satira che mi piace molto. Consiglio a tutti l’articolo «Celere alla celere», dedicato proprio al terrorista Francesco Cossiga, che tra l’altro ha dato il nome, volontariamente o involontariamente, alla seconda strategia della manipolazione secondo Noam Chomsky.

Un po’ di tempo fa avevo trovato una vignetta in cui Giorgiana Masi sputa su Francesco Cossiga, ma ora non riesco a trovarla. (*)

Ovviamente ho goduto anche per la morte di Giulio Andreotti, a cui Spinoza ha dedicato l’articolo «Memento Moro» quando Giulio Andreotti ancora era vivo, ma risultava morto su Wikipedia; dopo la sua morte, è uscito l’articolo «Il coccodrillo come fa».

Anche se mi dispiace molto per la morte di Giorgio Faletti, mi piace molto una battuta fatta poco tempo fa da Debora Billi: «È morto il Giorgio sbagliato». Io avrei goduto molto per la morte di Giorgio Napolitano.

Vogliamo parlare di Michael Schumacher? Dicono che la sua morte farebbe più notizia della morte di tanti palestinesi innocenti.

Umorismo nero su Michael Schumacher

Vogliamo parlare di Fidel Castro? Ha 88 anni, però mi risulta che è in ottime condizioni di salute, mentre Hugo Chávez è morto; probabilmente qualcuno aveva interesse a farlo fuori, ma di questo parlerò in un articolo separato. Ora voglio mettere due vignette che mi piacciono molto.

 

Umorismo nero su Fidel Castro e Hugo Chávez

Umorismo nero su Fidel Castro e Hugo Chávez
—Hugo, una notizia buona e una cattiva… La buona è che festeggeremo gli 84 anni dalla nascita del Che.
—E la cattiva?
—Lo saluterai personalmente.

Per ora penso di aver finito, ma aggiornerò l’articolo se trovo altre cose interessanti in merito. Tra l’altro, speravo di trovare aforismi sull’umorismo nero.

(*)Aggiornamento del 24 aprile 2015 (con correzione del 2 maggio 2015)

Ho trovato la vignetta in cui Giorgiana Masi sputa su Francesco Cossiga.

Giorgiana sputa su Francesco (umorismo nero)

 

Avevo aggiunto una vignetta umoristica su Elsa Fornero, ma poi ho capito che non faceva abbastanza umorismo nero. Se trovo vignette abbastanza pesanti su Elsa, le aggiungerò a questo articolo. Per ora aggiungo altre vignette umoristiche.

Qui abbiamo una vignetta su Silvio Berlusconi.

umorismo nero su Silvio BerlusconiQui abbiamo una vignetta sugli incidenti negli ambienti di lavoro.

mortilavoroChi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo su lavoro e sicurezza, ma anche quello sull’Expo di Milano.

Ho aggiunto una sezione satirica nel mio sito, con una sottosezione dedicata a Vauro.

 

Ulteriori pagine sull’umorismo nero

Articolo di Wikipedia

Articolo di Nonciclopedia

Storia dell’umorismo nero con relativi esempi

Reazioni frequenti a battute di umorismo nero

Strategie della manipolazione

Conoscete le strategie della manipolazione secondo Noam Chomsky? Io le ho conosciute grazie a Internet, in quanto giornali e televisioni ne parlano poco, almeno per quello che ho visto io.

Noam Chomsky ha scritto una lista di strategie della manipolazione; tale lista porta il suo nome.
Noam Chomsky
Riassumo le strategie della manipolazione, poi le commenterò.

I—Distrazione

II—Creare problema e offrire soluzione

III—Gradualità

IV—Differire

V—Rivolgersi al pubblico come ai bambini

VI—Prevalenza dell’aspetto emotivo sulla riflessione

VII—Mantenere il pubblico nell’ignoranza

VIII—Stimolare la mediocrità

IX—Rafforzare l’autocolpevolezza

X—Conoscere i cittadini meglio di come si conoscono i cittadini stessi

La lista che ho fatto è sintetica; ci sono tutte le strategie della manipolazione secondo Noam Chomsky, ma non le ho spiegate dettagliatamente.

Per ulteriori informazioni potete consultare le pagine che collegherò da questo articolo.

Ora faccio un po’ di commenti, anche se non commenterò tutte le strategie; commenterò solo quelle che conosco meglio.

La prima strategia è molto applicata in Italia, e probabilmente anche in altri Stati, nel senso che i giornali e le televisioni parlano di certi argomenti affinché altri restino sconosciuti; un esempio è rappresentato dai mondiali di calcio in Brasile; pensavo che fossero un’occasione per parlare dei problemi del Brasile, ma si direbbe che non è così; mi era venuta questa falsa speranza grazie alle olimpiadi in Cina, che sono state utili per parlare dei problemi dei cittadini cinesi.

La seconda strategia è conosciuta in Italia come metodo Cossiga, in «onore» del terrorista che l’ha applicata quando era ministro dell’interno; lui stesso l’ha dichiarato pubblicamente suggerendo a Roberto Maroni di applicare la stessa strategia.

La terza strategia mi sembra quasi ovvia, e con questo non voglio dire che è giusto applicarla. Un cambiamento graduale si sopporta più facilmente di un cambiamento improvviso. Un esempio è l’aumento del costo del passaporto; un altro è l’aumento del prezzo del tabacco.

La quarta strategia è quella di non fare immediatamente un cambiamento impopolare, bensì annunciarlo anticipatamente, affinché i cittadini possano prepararsi. La quarta strategia può essere vista come una variante della terza; probabilmente viene applicata quando è difficile o impossibile fare cambiamenti graduali.

La settima strategia mi sembra evidente. In Italia c’è tanta ignoranza grazie al governo. La scuola italiana è fatta male; sembra fatta apposta per far passare la voglia di studiare. Quei pochi che vogliono studiare molto, devono dipendere dalle proprie famiglie, con l’eccezione degli studenti lavoratori, in quanto l’università italiana ha un costo esorbitante per gli studenti.

Anche la nona strategia mi sembra evidente. Vi ricordate quella volta che Elsa Fornero ha detto che tanti italiani sono «choosy» con il lavoro? Io rispondo con un aforisma che ho letto un po’ di tempo fa: «Non esistono lavori che gli italiani non vogliono fare; esistono stipendi che gli italiani non possono accettare». Il discorso di Elsa Fornero è solo uno dei tanti esempi.

Concludo con i collegamenti ad altre pagine sulle strategie della manipolazione.

Disinformazione.it

Informare per resistere

Cambiailmondo.org

Pensiero critico

Resistenze.org

Pino Bruno

Sopravvivere in Italia

Poco tempo fa ho conosciuto un blog che spiega come sopravvivere nelle situazioni più inaspettate, e un altro che spiega come si vive a Roma senza una casa; entrambi i blog sono molto interessanti secondo me; il primo mi sembra molto utile, ma spero di non avere mai bisogno delle informazioni contenute, almeno per quanto riguarda certi articoli; il secondo spiega la situazione di chi non ha una casa, e secondo me, dovrebbe essere letto dai sindaci e dai consiglieri comunali di tutta l’Italia.Sopravvivere in Italia è difficile ma possibile.

Si parla tanto della crisi italiana, che ovviamente è voluta dal governo. Mi vengono in mente le strategie della manipolazione secondo Noam Chomsky; una di queste è creare un problema e risolverlo con mezzi tutt’altro che piacevoli; tale strategia è conosciuta in Italia come metodo Cossiga, in «onore» di un terrorista che è stato anche presidente della Repubblica Italiana.


Non so se in Italia c’è mai stata democrazia, ma ultimamente si vive male; tanti giovani italiani stanno senza lavoro e devono vivere con le loro famiglie; dò pienamente ragione a Francesco Barbato quando dice che il governo ha rotto i coglioni ai giovani italiani.

Parlando di gente senza casa, mi viene in mente l’assurda distinzione che viene fatta tra rom e barboni, almeno stando a certi articoli che trovo con i motori di ricerca a mia disposizione.

Parlando di sopravvivenza, mi viene in mente il governo italiano che pretende i soldi dagli italiani, ma non paga i suoi debiti. Tanti italiani si suicidano per i debiti. Pietro Paganelli, prima di suicidarsi, aveva scritto un bigliettino con su scritto: «La dignità vale più della vita». Mi risulta che chi ha debiti e crediti con lo Stato, non può compensare, nel senso che lo Stato comunque pretende i soldi dovuti dai cittadini e non paga i soldi dovuti ai cittadini, almeno era così fino a poco tempo fa, poi è uscita una legge proposta da parlamentari pentastellati, che vieta al governo di pretendere soldi da chi ha crediti con lo Stato. Tra l’altro, è risaputo che Equitalia è forte con i deboli e debole coi forti.

Spero che il prossimo parlamento italiano possa risolvere questi e altri problemi.

Ho iniziato parlando di sopravvivenza, ma inevitabilmente ho parlato di tante altre cose. È chiaro che tanti argomenti sono collegati tra loro, pertanto è difficile concentrarsi su un unico argomento.

Ulteriori collegamenti ad altre pagine che spiegano come sopravvivere in situazioni inaspettate

Sopravvivenza totale

Portale sopravvivenza

Pillole di sopravvivenza

Scuola di sopravvivenza