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Vendite e benedizioni porta a porta

In questo articolo parlerò delle vendite porta a porta, ma anche dei preti che fanno visita nelle case per le cosiddette «benedizioni».

Perché parlo di vendite porta a porta? Lo capirete leggendo le parti successive di questo articolo. Come saprete, lavoro per Amway come incaricato vendite a domicilio. Amway non mi impone di vendere porta a porta; a dire il vero, non mi impone niente, a parte il rispetto del regolamento. Se in un mese non faccio vendite, non guadagno niente, ma neanche vengo espulso da Amway. In più, la vendita porta a porta non è l’unica possibilità, anche se è una possibilità degli incaricati vendite.

Chiusa questa premessa, voglio raccontare un episodio recente.

Ho provato a vendere prodotti Amway ad amici e conoscenti, ma raramente riesco a concludere, perché la mia cerchia di amici e conoscenti è composta prevalentemente di studenti. Venderei molto se lavorassi per una società che vende prodotti di cartoleria. Il problema è che non conosco nessuna azienda multilivello che vende prodotti di cartoleria.

Ultimamente ho provato a fare vendite porta a porta, ma è difficile, per motivi che spiegherò fra poco.

immagine presa da un blog di vendite porta a porta
immagine presa da un blog di venditori porta a porta

Parlando con i portieri di vari condomini, ho saputo che in quei condomini vige un regolamento che vieta agli estranei di girare per il condominio facendo visita in tutti gli appartamenti. Come incaricato vendite, posso prendere appuntamento con uno o più condòmini e fare visita ai condòmini che hanno accettato l’appuntamento, ma non posso fare visita a condòmini con cui non ho appuntamento. Giusto o sbagliato che sia, non capisco perché i preti vengono nel mio condominio per fare le cosiddette «benedizioni». Non conosco il regolamento del mio condominio, né so se i preti fanno visita in altri condomini, ma sento che qualcosa non torna. Io capisco gli incaricati alla lettura dei contatori, che per contratto suonano a tutti gli appartamenti del condominio, ma non capisco i preti. Per caso il regolamento condominiale concede una deroga agli impiegati della Chiesa cattolica?

In parte capisco certi regolamenti condominiali, perché so per esperienza che certi venditori scocciano e altri cercano di truffare i clienti, ma i venditori porta a porta non sono tutti uguali. Le società di vendita sono diverse tra loro, e anche venditori di una stessa società possono essere diversi tra loro.

Se avete letto il mio articolo sulle associazioni di consumatori, saprete che anch’io ho subìto truffe, di conseguenza so cosa si prova.

Pagine esterne sulle vendite e sulle benedizioni porta a porta

AVEDISCO

ADUC

NGI

INPS — Venditori porta a porta

StudioConsult

RecSando

Club3Online

ClandestinoGiornale I condòmini chiamano i carabinieri

CondominioWeb

Aspetti fiscali e previdenziali dei venditori porta a porta

Tecniche di vendita vincenti

RudyBandiera

Comune di Bologna

Interstellar

Vi ricordate l’articolo su «Big Bang Theory»? Questa volta parlerò di «Interstellar».

Il film «Interstellar» mi è piaciuto poco; di solito i film di fantascienza mi piacciono molto; «Interstellar» mi ha deluso. Nonostante tutto, l’evento di oggi (I aprile 2015) deve essere stato interessante.

interstellar5

Per chi non l’avesse capito, oggi all’università di Tor Vergata si è svolta una conferenza relativa a «Interstellar»; anche questa volta c’era Amedeo Balbi, che ha disertato l’evento relativo all’eclisse solare.

Con tutto il rispetto per la fantascienza, perché Amedeo Balbi partecipa a eventi sulla fantascienza e diserta eventi relativi a scienza reale? Ovviamente anche questo evento si è svolto nell’aula magna, mentre la conferenza sull’eclisse solare si è svolta in un’aula molto più piccola, in cui non entravano tutti i partecipanti.

Tra l’altro, mi piacerebbe sapere con quali soldi è stato organizzato l’evento di oggi. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sul prezzo della cultura.

Parlando di soldi spesi male, dovrei parlare di tante cose che non funzionano all’università. Vi ho parlato dei bagni della mia facoltà? Spesso manca il sapone, tanto per fare un esempio. Oltre al problema dei bagni, ci sono altri problemi; per esempio, le serrande di certe aule non si alzano, probabilmente per problemi agli alzaserrande elettrici. In compenso, poco tempo fa gli operai hanno sistemato le luci, come se l’illuminazione fosse il problema più urgente. Mi viene in mente l’articolo sull’ora (il)legale, ma anche quello sull’efficienza energetica.

Per chi ancora non avesse capito, io ovviamente ho disertato l’evento di oggi, e spero che tanta gente abbia fatto la stessa cosa. Godrò molto se vengo a sapere che l’aula magna era quasi vuota. Se l’università funzionasse bene, avrei partecipato all’evento di oggi con molto piacere.

Sto pensando di scrivere agli oratori della conferenza di oggi; non so se è una buona idea, ma vedo che Amedeo Balbi persevera nei suoi errori.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

20 marzo 2015 (eclissi solare)

Oggi (20 marzo 2015) c’è stata un’eclisse solare, di cui ho visto una proiezione nell’aula Grassano dell’università di Tor Vergata. L’evento mi è piaciuto, ma è stato organizzato male. Sapevano che tanta gente avrebbe partecipato. Perché non hanno messo a disposizione l’aula magna per tale evento? L’evento comprendeva una conferenza. Perché gli oratori non avevano microfoni? Io ho capito poco della conferenza. A un certo punto esco dall’aula e vado fuori, dove chi ha i filtri guarda il Sole. Alcuni studenti dell’università guardavano il Sole attraverso lastre di radiografie, e mi hanno prestato tali lastre; non so se la protezione è adeguata, di conseguenza ho guardato il Sole per poco tempo; meno di dieci secondi; ho fatto in tempo a godermi lo spettacolo. Il Sole era parzialmente oscurato dalla Luna, di conseguenza illuminava meno di come fa di solito, anche se noi potevamo vedere ogni cosa senza necessità di illuminazione artificiale.

eclisse del 20 marzo 2015

Perché scrivo questo articolo? Cosa c’entra con la politica? Ve lo spiego sùbito. Perché concedono l’aula magna per eventi relativi a serie televisive come «Big Bang Theory» e non la concedono per eventi più importanti? A chi spettano le decisioni relative all’aula magna? Problemi di questo tipo possono sembrare di scarsa importanza, ma per me sono molto importanti. Qua si parla di divulgazione scientifica. Tra l’altro, all’evento di oggi non ho visto Amedeo Balbi; spero che ci siano buoni motivi per questa mancata partecipazione.

Forse prima di scrivere questo articolo dovevo scrivere in privato alle persone interessate, ma problemi di questo tipo mi sembrano pubblici, in quanto vari studenti condividono le mie opinioni in merito all’evento di oggi. Noi studenti paghiamo per fare gli esami, pertanto mi sembra giusto che l’università in cambio dia un servizio efficiente. Dovrei parlare anche di altri problemi dell’università, come i bagni per esempio, ma penso di parlarne in articoli separati.

Pagine esterne sull’eclisse del 20 marzo 2015

Meteoweb

Il Fatto Quotidiano

Corriere della Sera

Repubblica

Libero

Heyevent

Adnkronos

Romait

Pagina dell’università di Tor Vergata

Big Bang Theory

Conoscete la serie «Big Bang Theory»? Io non l’ho mai seguita, ma la conosco per sentito dire.

Cosa c’entra «Big Bang Theory» con la politica? Lo capirete presto.

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sulla divulgazione scientifica.

All’università di Tor Vergata si è svolto un evento relativo a «Big Bang Theory»; per assistere era necessario prenotare, ma non è questo il problema; avrei prenotato con molto piacere; sono altri i motivi per cui ho disertato.

Big Bang Theory
Fotografia fatta durante l’evento relativo a «Big Bang Theory»

La conferenza è stata fatta da vari oratori, tra cui Amedeo Balbi, professore di fisica di Tor Vergata, ma anche doppiatori dei protagonisti di «Big Bang Theory» e componenti della Gialappa’s Band. Mi è piaciuta molto la scelta degli oratori. Chi meglio di loro poteva parlare di una serie comica dedicata alla fisica? Sono altre le cose che non mi sono piaciute.

Perché tale evento si è svolto nell’aula magna della facoltà di scieze? Perché non concedono tale privilegio agli studenti che fanno sedute di laurea?

Con quali soldi è stato finanziato l’evento relativo a «Big Bang Theory»? Conosco modi peggiori per spendere soldi pubblici, ma quell’evento mi ha dato l’amaro in bocca, soprattutto perché gli studenti devono pagare quote esorbitanti per frequentare l’università.

Come ho già spiegato in un altro articolo, frequentare un’università può costare €1500 all’anno senza contare i libri e le altre spese necessarie. La cosa che mi fa più schifo è che un duplicato di libretto universitario costa €91, di cui 70 per il bollettino, 16 per la marca da bollo e 5 per le fotografie formato tessera. Posso capire le fotografie, ma quanto costa produrre un libretto? È fatto di una carta particolare? Tanto per fare un paragone, la carta prepagata di ING Direct costa €10 per i clienti che chiedono la carta fisica, mentre l’equivalente carta virtuale è gratuita. Perché un servizio bancario costa solo €10 mentre un servizio universitario ne costa 86 senza contare le fotografie? Potrei accettare di pagare €10 per un duplicato di libretto universitario, ma non capisco gli altri soldi. Tra l’altro, con tutti i soldi che paghiamo di tasse, dovrebbero darci gratuitamente almeno un duplicato all’anno. In più, non capisco la marca da bollo.

Se non ci fossero queste anomalie, avrei assistito con molto piacere alla conferenza su «Big Bang Theory». Cliccando qui troverete l’articolo di Wikipedia, mentre la conferenza è visibile cliccando qui.

Automuniti

Perché certi datori di lavoro cercano lavoratori automuniti?

Lavoro riservato agli automuniti
Lavoro riservato agli automuniti

Se uno non ha un mezzo di trasporto proprio, non può lavorare? Non può essere il datore di lavoro a comprare le automobili e metterle a disposizione dei propri lavoratori? I datori di lavoro sono così purciari che non vogliono mettere a rischio i propri mezzi di trasporto? Capisco che gli incidenti possono capitare a tutti. Capisco anche che è impossibile conoscere a priori i propri dipendenti, ma esistono le assicurazioni, che tra l’altro sono obbligatorie per i veicoli a motore, o meglio, non è obbligatorio assicurare il proprio veicolo contro il furto è l’incendio, ma è obbligatoria l’assicurazione sulla responsabilità civile, con relativa esposizione del tagliando sul veicolo assicurato. Non so se è obbligatorio assicurare il veicolo per i danni fatti dal conducente stesso, ma i datori di lavoro potrebbero spendere qualche lira in più per una polizza. Se dipendesse da me, vieterei gli annunci di lavoro per automuniti.

Provate a immaginare la situazione! Uno è disoccupato e non ha soldi per comprare un’automobile. Cosa deve fare? Rinunciare al lavoro? Indebitarsi per comprare un’automobile?

Se un’impresa non ha soldi sufficienti per comprare un’automobile, come può averli per assumere dipendenti?

Tra l’altro, la parola «automunito» viene usata impropriamente, e anch’io l’ho usata impropriamente in questo articolo. Come dice la parola stessa, una persona automunita è una persona munita da sé, mentre troppa gente usa quella parola per indicare una persona munita di automobile.

Esempi di annunci scandalosamente riservati ad automuniti e altre pagine correlate

Ricerca di baristi automuniti su Infojobs

Lavoratorio (In tante inserzioni leggo la parola «automuniti»)

Annunci vari su Indeed

Bilocale per studenti automuniti su Vivastreet

Annuncio su Lecceprima

Annuncio su Informagiovani

Annuncio su Jobgratis

Ricerca consulenti recupero credito

Ricerca agenti di vendita

Ricerca baristi su Jobswit

Matematica nella scuola italiana

In questo articolo parlerò dell’insegnamento della matematica nella scuola italiana.
Uno dei tanti teoremi di matematica
Teorema del confronto, conosciuto anche come teorema dei carabinieri

Quanta matematica si studia nella scuola italiana? Secondo me poca; un po’ l’ho capito all’istituto tecnico industriale, ma l’ho capito meglio al primo anno di università, in cui ho visto tante cose nuove.

Mi viene in mente quella volta che ho incontrato i miei ex compagni di classe; è venuto fuori un discorso interessante, almeno per i miei gusti.

Al primo esame di matematica già facciamo cose nuove, per esempio lo sviluppo di Taylor.
Sì, perché, il teorema dei carabinieri?

Perché racconto questa storia? Non è mia abitudine tediare i lettori, ma voglio commentare il modo in cui la matematica viene insegnata nelle scuole d’Italia.

Per come la vedo io, la scuola dovrebbe far piacere le proprie materie, e di questo ho già parlato nell’articolo sulle strategie della manipolazione.

Un altro problema è che troppo spesso si rimane indietro con il programma nelle scuole italiane, ma forse su questo problema dovrei scrivere un articolo separato.

Non voglio negare l’importanza delle altre materie, almeno non di tutte le altre materie, ma ho l’impressione che la matematica viene sottovalutata. Senza la matematica, staremmo nella preistoria. Non dico che tutti devono conoscere lo sviluppo di Taylor e il teorema dei carabinieri, ma almeno all’istituto tecnico industriale dovrebbero insegnare queste cose, almeno questa è la mia opinione. Se io fossi ministro della pubblica istruzione, metterei molta più matematica nelle scuole d’Italia, soprattutto nelle scuole superiori a indirizzo scientifico, ma non solo. Per come la vedo io, i diplomati dell’istituto tecnico industriale dovrebbero conoscere gli integrali multipli, gli integrali curvilinei e gli integrali di superficie, ma anche le funzioni di variabile complessa.

Tra l’altro, una volta si svolgeva il Festival della Matematica; non so se si svolge ancora; mi ricordo che Piergiorgio Odifreddi ha organizzato alcune edizioni, in cui ha intervistato un po’ di gente. In un altro articolo ho parlato degli eventi culturali; secondo me, il Festival della Matematica è molto utile.

Il prezzo della cultura

La cultura ha un prezzo? Secondo me non dovrebbe averlo.

La cultura costa meno dell'ignoranzaPerché il governo italiano spende poco per la cultura dei cittadini? Per il semplice motivo che un popolo ignorante è più facile da manipolare, come ci insegna Noam Chomsky.

Se io fossi presidente del Consiglio dei Ministri, darei più fondi alla cultura e meno alle forze armate e ai parlamentari.

Quanto costa frequentare una scuola? So per esperienza che frequentare un’università può costare €1500 all’anno; secondo me, è un prezzo esorbitante, così come il prezzo dei libri; potrei accettarlo se in Italia ci fosse il reddito minimo garantito; in questo modo, ogni studente potrebbe pagare i propri studi autonomamente.

Secondo vari siti Internet, i parlamentari possono usufruire di trasporto pubblico gratuito; potrei anche essere d’accordo, ma perché gli studenti no? La cultura non ha prezzo, o se ce l’ha, è molto minore del prezzo dell’ignoranza. La cultura ha un grande valore, che deve essere difeso dal governo, come dice anche l’articolo 9 della costituzione italiana.

Parlando di cultura, mi viene in mente un articolo che ho scritto un po’ di tempo fa sulla divulgazione scientifica. Mi vengono in mente le enciclopedie in Internet, come Wikipedia. Mi vengono in mente gli eventi culturali, su cui ho scritto un altro articolo. Per come la vedo io, la cultura è un diritto umano fondamentale; non sono il primo a dirlo.

Parlando di Wikipedia, mi viene in mente la raccolta fondi che si sta svolgendo ultimamente. Wikipedia cerca di essere indipendente, e per farlo, rifiuta pubblicità e finanziamenti da governi. Ho detto che la cultura non ha prezzo, ma penso che tutti possano contribuire, anche con poco; per esempio, io ho donato €5 con Paypal; se tutti lo facessero, la raccolta fondi finirebbe oggi.

Un altro giorno scriverò un articolo sulle enciclopedie in Internet.

Altri articoli sul prezzo della cultura

Nordmilano24

MonitorArti

Italia della Cultura

Libertiamo (Se pensate che la cultura costi troppo, provate con l’ignoranza)

Ipaddisti (Il ministro della Cultura e la Siae attaccano il rincaro dei prezzi di Apple)

Ambasciata dell’Angola in Italia (Ridurre prezzi libri per sviluppo cultura)

Erasmus & Seneca

Per chi non lo sapesse, l’Erasmus e il Seneca sono due programmi di scambio studentesco. Non parlerò dettagliatamente dell’Erasmus, in quanto ne parlano già tanti altri siti Internet.

Il Seneca è un programma spagnolo di scambio studentesco nazionale; mi piacerebbe sapere perché non esiste qualcosa di analogo in Italia, o se esiste, mi piacerebbe capire perché non viene pubblicizzato. Secondo me, è molto utile partecipare a programmi di scambio studentesco; è un’ottima occasione per viaggiare per motivi diversi dal semplice turismo. Io grazie all’Erasmus ho scoperto tante cose utili sulla Spagna e sulle Isole Canarie; tante cose che probabilmente non avrei capito andando là come turista, infatti, anche se avevo già fatto altri viaggi in Spagna, non conoscevo bene la burocrazia spagnola.

Parlando di burocrazia, mi viene in mente il film «L’appartamento spagnolo», che tra l’altro spiega la burocrazia dell’Erasmus.


Un difetto dell’Erasmus è che non tutti hanno la possibilità di partecipare, un po’ perché il numero di posti disponibili è minore del numero di studenti universitari, un po’ perché il rimborso dato agli studenti è ridicolo, nel senso che è molto minore della quantità di denaro spesa dagli studenti per partecipare a tale programma.

Se in Italia ci fosse un programma di scambio studentesco nazionale, il governo avrebbe interesse a finanziarlo in modo serio, in quanto i soldi comunque resterebbero in Italia, e questo farebbe girare l’economia italiana.

Non so da quando esiste il Seneca in Spagna, né mi è chiara la differenza tra Seneca e SICUE, ma in Italia è possibile fare qualcosa di analogo; se non è possibile chiamarlo Seneca, possono chiamarlo in un altro modo; un nome si trova sempre.

So che oltre all’Erasmus esistono altri programmi di scambio studentesco, ma sono poco pubblicizzati; mi piacerebbe capire il motivo.

Tra l’altro, io istituirei qualcosa di analogo per chi decide di non frequentare l’università. Una volta c’era l’obbligo del servizio militare, che non condivido, ma forse aveva qualche lato positivo; ne parlerò dettagliatamente in un articolo separato. Trascorrere un periodo in una località diversa dalla propria per motivi diversi dal turismo mi sembra molto utile, in quanto insegna tante cose che difficilmente si imparano in altri modi.