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Diwali 2016

Speravo di festeggiare Diwali 2016; per me sarebbe stato il primo Diwali.

Diwali, chiamata anche Dipavali o Deepawali (in sanscrito: दीपावली, in telugu:దీపావళి, in tamil: தீபாவளி in kannada: ದೀಪಾವಳಿ in sinhala: ද්‍ර්‍පවාලි) è una delle più importanti feste indiane e si festeggia nel mese di ottobre o novembre. Simboleggia la vittoria del bene sul male ed è chiamata “festa delle luci”, durante la festa si usa infatti accendere delle luci (candele o lampade tradizionali chiamate diya). In molte aree dell’India i festeggiamenti prevedono spettacoli pirotecnici. (fonte: Wikipedia)

Era da un po’ che sentivo parlare del Diwali, grazie ai film indiani; mi era venuta curiosità.

In India accendono candele e le mettono sulla supercifie del Gange. A Roma abbiamo il Tevere.

Cosa mi ha impedito di partecipare a tale evento? In parte l’ATAC; in parte gli stessi organizzatori dell’evento.

L’evento di oggi si svolge su un galleggiante della Società Romana di Nuoto. Ho visto l’indirizzo di posta elettronica, ma non ho trovato nessun numero telefonico, pertanto non sapevo come ottenere ulteriori informazioni dopo aver raggiunto il Lungotevere in Augusta. Poiché ero scocciato grazie all’ATAC, non riuscivo a ragionare bene, di conseguenza non mi era venuto in mente di tirare fuori il foglio del programma e di cercare il galleggiante indicato nel foglio. Non so che colori ha il galleggiante, ma so il nome.

Cosa ha fatto l’ATAC? Ha chiuso la metropolitana per le verifiche postsismiche; mi sembra giusto, ma doveva mandare autobus sostitutivi in numero sufficiente, in modo da portare tutti i viaggiatori che altrimenti avrebbero preso la metropolitana.

Alla stazione Arco di Travertino, vengo a sapere che il 590 ha tempi di attesa di 90 minuti tra un autobus e un altro. Quando vedo arrivare l’autobus sostitutivo, lo vedo pieno, allora vado a piedi fino a Colli Albani, dove vedo pochi autobus ordinari e pochi autobus sostitutivi. Nessuno degli autobus ordinari mi porta dove devo andare. Non riesco a prendere nessuno dei primi autobus sostitutivi, in quanto tali autobus sono pieni.

Tra l’altro, a Colli Albani vedo tre taxi, ma senza autista; questa cosa mi ha fatto rosicare molto, anche se da una parte ho avuto il vantaggio di risparmiare soldi. Ci sarebbe da fare un discorso lungo sui taxi; per ora mi limito a dire che a Roma ci sono pochi taxi, pertanto nessuno dovrebbe lamentarsi degli autisti abusivi.

Quando vedo un autobus abbastanza vuoto, lo prendo, ma so già che non posso arrivare in tempo.

All’arrivo a Flaminio, cerco indicazioni, ma ci sono pochi cartelli; è un problema presente in tutta Roma per quello che so. A causa dell’assenza di indicazioni, attraverso il Tevere, poi, guardando lo stradario, capisco che dovevo restare sull’altro lato, allora torno indietro.

Percorro il Lungotevere in Augusta senza sapere che sto là, e senza sapere come è fatto il galleggiante che mi interessa.

A un certo punto, decido di tornare a casa, in quanto sono troppo scocciato per continuare la ricerca.

A Piazzale Flaminio, prendo l’autobus sostitutivo, poi un treno delle Ferrovie dello Stato. Il personale ferroviario ha controllato i biglietti; per me non è un problema, perché ho la tessera, ma le FS avrebbero fatto una bella figura facendo viaggiare la gente gratis almeno oggi.

L’Italia è un paese del terzo mondo.

Scriverò all’ATAC, e anche a Virginia Raggi, sperando che non faccia come Ignazio Marino.

24 agosto 2016 (terremoto)

Oggi (24 agosto 2016) c’è stato un terremoto che ha distrutto varie città italiane.

Ci sono state varie scosse; la più forte ha avuto epicentro vicino Rieti.

terremoti del 24 agosto 2016
mappa degli epicentri dei terremoti
(Il Sole 24 Ore)

Secondo le informazioni a mia disposizione, Amatrice è stata distrutta, nel senso che tanti edifici sono crollati e tanti altri sono inagibili.

Dicono che il terremoto di oggi è paragonabile a quello del 6 aprile 2009 in Abruzzo.

Mi risulta che anche i nuovi edifici a L’Aquila sono crollati; parlo degli edifici costruiti dopo il terremoto di sette anni fa.

Perché non costruiscono case antisismiche? Forse perché i costruttori di edifici crollati se la cavano con ridicoli risarcimenti in denaro. Non so a quanto ammonta il risarcimento, ma vedo che quei criminali hanno sempre soldi sufficienti per pagare. Mi piacerebbe che i costruttori di case crollate venissero condannati all’ergastolo da scontare in prigioni di massima sicurezza. Io sono contro la pena di morte per il semplice motivo che troppi innocenti vengono uccisi e poi non si può rimediare. Con l’ergastolo, almeno in parte si può riparare l’errore fatto, infatti non condivido le campagne contro l’ergastolo, anche se le capisco.

Per i miei gusti, sarebbe ottimo se i costruttori di case crollate venissero obbligati a costruire una prigione e a viverci dentro. Ovviamente tale prigione deve essere costruita in modo da crollare in caso di terremoto forte.

Mi dispiace non conoscere i nomi dei criminali che hanno ordinato la costruzione degli edifici crollati, altrimenti li scriverei qui.

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo sulle serie televisive catastrofiche. Oggi ho fatto un video in cui parlo dei criminali che progettano case che crollano.

Pagine esterne sul terremoto del 24 agosto 2016

Repubblica Le scosse non si fermano

Sussidiario Come a ‘Aquila nel 2009

ANSA — Terremoto ad Amatrice

Il Fatto Quotidiano — Case implose

Eco di Bergamo — Bergamo scende in campo

Today — Morti e feriti sotto le macerie

Corretta Informazione — Aggiornamenti in tempo reale

Tiscali News — Norcia non è crollata

Centro Meteo Italiano

Petizione su Avaaz

Viadotto Cannavino

Il Viadotto Cannavino, conosciuto anche come Ponte di Celico, collega tra loro Crotone e Cosenza.

Perché parlo del Viadotto Cannavino nel mio blog? Mi risulta che tale viadotto rischia di crollare, in quanto ha una crepa che viene trascurata dalle autorità competenti.

Viadotto Cannavino visto da sottoViadotto Cannavino visto da sopraCosa fanno l’ANAS e la Società Autostrade? Cosa fa il governo italiano? Per cosa paghiamo le tasse noi cittadini?

Certa gente dice che mancano i soldi per fare interventi di manutenzione. Scommetto che i soldi salteranno fuori quando il viadotto sarà crollato.

Sapete qual è la cosa che mi fa più schifo? Quando il viadotto sarà crollato, nella migliore delle ipotesi, i responsabili pagheranno tanti soldi di risarcimento, ma non faranno neanche un giorno di galera, più o meno come tanti altri criminali italiani. Mi viene in mente Francesco Schettino, e anche i criminali che hanno ucciso Stefano Cucchi, così come quelli che hanno ucciso Federico Aldrovandi. Dovrei parlare anche dei criminali che hanno costruito gli edifici crollati in Abruzzo, e probabilmente presto scriverò un articolo in merito. Parlando di viadotti, mi viene in mente il viadotto crollato a Belo Horizonte.

Dopo il crollo del viadotto, probabilmente ci saranno funerali di Stato, in cui ministri e parlamentari faranno vedere le loro false lacrime in stile Elsa Fornero.

Ovviamente spero che presto venga un governo serio, che faccia tutti gli interventi di manutenzione necessari. Se il viadotto dovesse crollare prima dell’insediamento del governo serio, spero che il governo serio faccia in tempo a punire i responsabili della mancata manutenzione.

Mi risulta che sono state lanciate petizioni per la manutenzione del Viadotto Cannavino. Mi piacciono molto le petizioni in Internet, mentre mi schifa la necessità di una petizione per un intervento che dovrebbe essere di ordinaria amministrazione.

Viadotto Cannavino pagine esterne

Zoom24

Qui Cosenza

Qui Calabria

Vice News

La Voce Cosentina

Gazzetta del Sud

Intelligo News

Huffington Post

Trasporto Europa

Centro Meteo Italiano

Automoto

Strill.it

Today.it

Attivo TV

CN24TV

Repubblica

Il Tempo

Il Messaggero

Incidente ferroviario in Puglia

Come molti di voi sapranno, il 12 luglio 2016 c’è stato un incidente ferroviario in Puglia. Due treni si sono scontrati tra loro, in quanto viaggiavano sullo stesso binario in versi opposti.

incidente ferroviario in PugliaSi poteva evitare lo scontro? Ovviamente sì. In che modo? Anche se capisco poco di ferrovie, so che in vari modi era possibile evitare l’incidente.

Mi risulta che nella zona interessata c’era un unico binario, di conseguenza i treni dovevano viaggiare a senso unico alternato, mentre qualcuno ha deciso di mandare due treni sullo stesso binario, in sensi di marcia opposti, e questo ha portato allo scontro.

Perché un unico binario? Non potevano costruirne due? Certo che sì, e per quello che so neanche mancavano i soldi, ma le autorità competenti hanno deciso di non costruire il secondo binario.

In più, in attesa del secondo binario, i dirigenti delle ferrovie potevano installare un apposito sistema di sicurezza, che avrebbe bloccato il treno in partenza fino all’arrivo dell’altro treno.

Ora la società che gestisce le ferrovie dovrà risarcire il danno. Quanti soldi? Spero più di quanto sarebbero costati i lavori per il secondo binario; non servirà a portare in vita le persone morte nell’incidente, ma servirà di lezione per altri dirigenti, così capiranno che investire sulla sicurezza costa meno che risarcire i danni.

Mi risulta che è stato fatto un funerale di Stato per la gente morta nell’incidente ferroviario; mi sembra giusto, come mi sembra giusta la presenza del presidente della Repubblica.

Parlando di funerali di Stato, mi viene in mente il terremoto del 2009 in Abruzzo; da un po’ non mi sono arrivate notizie in merito. Per caso L’Aquila è tornata a funzionare nel modo giusto? Spero di sì, ma qualcosa mi dice che i lavori di ricostruzione non sono stati portati a termine.

Pagine esterne sull’incidente ferroviario in Puglia

Repubblica Intervista all’assessore ai trasporti

Repubblica I quattro errori dietro la strage

Repubblica 27 morti e 50 feriti

Il Fatto Quotidiano — Sarebbero bastati meno di €400000 per azzerare i rischi

RaiNews — Possibile falso per coprire errore

ANSA — Scontro treni in Puglia

Gianluca Buonanno

Era da un po’ che volevo scrivere un articolo su Gianluca Buonanno; è lungo spiegare perché non ho scritto questo articolo un po’ prima.

Gianluca Buonanno (Borgosesia, 15 maggio 1966Gorla Maggiore, 5 giugno 2016[1]) è stato un politico italiano.(fonte: Wikipedia)

Gianluca Buonanno
Il Giorno

Come saprete, Gianluca Buonanno è morto per un incidente stradale; resta da capire se l’incidente è stato provocato da qualcuno che aveva interesse a farlo fuori.

Gianluca Buonanno è morto nello stesso giorno in cui si votava in vari Comuni italiani, e aveva ricevuto un po’ di minacce; in più, certi giornali parlavano molto di lui, mentre non hanno detto niente sull’incidente. È una coincidenza?

Gianluca Buonanno era famoso per certe uscite che faceva nel parlamento italiano e in quello europeo; si può condividere o non condividere ciò che diceva, così come il modo in cui lo diceva. Non condivido l’uscita della spigola, per motivi facilmente intuibili per chi ha letto un mio articolo vecchio.

Anche se non ho mai votato per la Lega Nord né penso di farlo in futuro, un po’ ammiro Gianluca Buonanno, anche se non condivido tante cose che diceva.

Dovrei parlare anche di Jo Cox e Jörg Haider, che avevano qualcosa in comune con Gianluca Buonanno. Mi viene in mente anche Nigel Farage, che ha avuto un incidente abbastanza grave, anche se è sopravvissuto.

Altre pagine su Gianluca Buonanno

Sito ufficiale del parlamento europeo

Aosta Sera

Huffington Post

 

Gianroberto Casaleggio

Gianroberto Casaleggio (Milano, 14 agosto 1954[1]Milano, 12 aprile 2016[2]) è stato un imprenditore e politico italiano, fondatore con Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle[3][4], di cui era definito guru[5][6][7]; fu anche socio fondatore e presidente della Casaleggio Associati s.r.l., società informatica ed editoriale che si occupa di consulenze in materia di strategie di rete e cura il blog di Beppe Grillo. (fonte: Wikipedia)

Gianroberto Casaleggio
Gianroberto Casaleggio

Come saprete, Gianroberto Casaleggio è morto ieri all’età di 61 anni; non me l’aspettavo. Solo ieri ho saputo del cancro che Gianroberto aveva da due anni.

È stata fatta un po’ di satira sulla morte prematura di Gianroberto Casaleggio; per me non è un problema, in quanto la satira mi piace molto, e certe volte faccio anche umorismo nero. Se deve esserci libertà di espressione, deve essere per tutti. Non possiamo fare satira sugli altri e vietare agli altri di fare satira su di noi. So che tanta gente si è lamentata per una vignetta di Vauro; mi piacerebbe sapere se tra quella gente c’è qualcuno che condivide immagini con su scritto «Je suis Charlie» in onore del giornale satirico Charlie Hebdo.

Parlando di satira, dovrei parlare anche di un fumetto intitolato «Quando c’era lui», ma preferisco parlarne in un altro articolo.

Secondo me, il Movimento 5 Stelle può andare avanti senza i suoi fondatori, diversamente da certi partiti di cui ora non voglio fare nomi. Anche quando morirà Beppe Grillo, il M5S avrà tanta gente pronta a prendere il suo posto. Secondo me, Alessandro Di Battista e Paola Taverna possono dirigere bene il Movimento 5 Stelle. Ho nominato i primi che mi sono venuti in mente, ma è chiaro che ci sono tanti ottimi candidati.

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a guardare un mio filmato, che è dedicato a Gianroberto Casaleggio, nonché a Virginia Raggi e Riccardo Cecchini.

Trivellazioni in Italia

Sapete che il 17 aprile 2016 ci sarà un referendum sulle trivellazioni? (*) Non so quanto ne hanno parlato i giornali e le televisioni, perché leggo pochi giornali e raramente seguo la televisione.

Il 5 aprile 2016 è stato fatto un aggiornamento in questo articolo. Si consiglia la lettura della parte successiva ai collegamenti a pagine esterne.

Cosa chiede il referendum? Devo premettere che il referendum del 17 aprile riguarda solo le trivellazioni in mare fino a 12 miglia marine dalla costa, e solo le trivellazioni già in corso. Nella zona interessata, le nuove trivellazioni sono vietate e continueranno a essere vietate, indipendentemente dal referendum del 17 aprile. In terra, salvo zone protette, le trivellazioni continueranno a essere consentite, così come in mare oltre 12 miglia marine dalla costa. Se vince il sì, le trivellazioni dovranno cessare alla scadenza delle concessioni, e non sarà possibile prorogare le concessioni nella zona interessata. Se vince il no, le concessioni potranno essere prorogate fino all’esaurimento di gas nel giacimento.

Io ho letto vari articoli, di conseguenza conosco le ragioni di entrambi i fronti, e capisco le ragioni di entrambi i fronti, così come capisco gli indecisi.

Una volta ero per il sì, mentre ora sono per il no. Voterò perché mi sembra giusto votare, ma farò la X sul no, per motivi che spiegherò fra poco.

ragioni del no al referendum sulle trivellazioni
immagine presente nel blog «Il ventunesimo secolo»

Anche se io sono per le fonti energetiche rinnovabili, so che non si può passare da una fonte energetica a un’altra con uno schiocco di dita. Per costruire una nuova centrale ci vuole tanto tempo. Qualcuno dirà che da anni si sapevano certe cose, di conseguenza si poteva pensare prima a investire sulle fonti rinnovabili; sono d’accordo, ma i governi hanno fatto diversamente.

A causa di decisioni sbagliate di vari governi italiani, l’Italia dipende molto da fonti energetiche non rinnovabili, tra cui il gas. Se vince il sì, l’Italia dovrà importare maggiori quantità di gas, con svantaggi per l’economia italiana. In più, mi risulta che alcune compagnie petrolifere italiane hanno intenzione di trivellare il Mozambico in caso di vittoria del sì; in questo modo, l’Italia prenderebbe gas dal Mozambico mentre il Mozambico sarebbe a rischio ambientale. È facile fare i froci col culo degli altri.

Anche se io tengo molto all’ambiente, voterò no al referendum del 17 aprile.

Anche se ho deciso di votare no, voglio che tutti conoscano le ragioni di entrambi i fronti, pertanto pubblicherò collegamenti a pagine di entrambi i fronti.

Pagine esterne relative al referendum sulle trivellazioni

Il Sole 24 Ore

MeteoWeb

Radio Popolare

Greenpeace

No Triv

Il Tempo

Io Donna

Rinnovabili

Internazionale

Lifegate

Vita

Meridionews

Contropiano

4live

 

Aggiornamento del 5 aprile 2016

Ieri ho saputo un po’ di cose interessanti, e mi sento in dovere di parlarne qui.

Ho notato che nessuno ha interesse a informare i cittadini sulle conseguenze del referendum nei tre casi (vittoria del sì, vittoria del no, fallimento del referendum). Ogni schieramento dà informazioni incomplete o fuorvianti per convincere gli altri a votare in un certo modo o in un altro.

All’inizio ero per il sì, poi per il no; ora non lo so. Sicuramente voterò, perché non voglio che il referendum fallisca, qualunque sia la volontà di chi vota. Odio le campagne per l’astensionismo. Io abolirei il quorum per i referendum, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Dicono che il petrolio e il gas di produzione italiana sono una piccola parte rispetto al consumo di petrolio e gas in Italia, di conseguenza il traffico di petroliere aumenterebbe di poco nei mari italiani. In più, alla scadenza della concessioni, il petrolio e il gas nel giacimento sarebbero una piccola quantità, che non varrebbe la pena estrarre, almeno così ho letto in alcuni articoli. Se tali articoli dicono la verità, io mi schiero di nuovo con il sì.

referendum trivellazioni estrazioni
immagine presente in una pagina di Greenreport

È vero che il referendum riguarda solo la parte di mare fino a 12 miglia marine dalla costa, ma la vittoria del sì darebbe un segnale al governo italiano. Ovviamente il governo italiano potrebbe comunque concedere di trivellare il fondo marino oltre 12 miglia dalla costa, ma i cittadini possono tranquillamente raccogliere cinquecentomila (500000) firme per un referendum riguardante tutto il mare italiano, oppure tale referendum può essere chiesto dai consigli regionali, come è successo per il referendum che verrà fatto il 17 aprile.

Dicono che la vittoria del sì non farebbe perdere posti di lavoro; se è vero, mi schiero con il sì, ma gradirei sapere perché la vittoria del sì non farebbe perdere posti di lavoro. Se le piattaforme chiudono, dove va la gente che ci lavora? Troverà un altro lavoro?

Io sono a favore delle fonti rinnovabili, e spero che il governo italiano investa sempre di più su tali fonti, ma cosa facciamo mentre aspettiamo la totale indipendenza da fonti non rinnovabili?

Dicono che certe attività sul fondo del mare portano all’inabissamento di certe zone costiere, di conseguenza tali attività sono state vietate in alcune zone del Mare Adriatico, anche se non in tutte ovviamente. Se è così, mi schiero di nuovo con il sì.

Dicono che la presenza di piattaforme petrolifere danneggia il turismo; mi sembra logico, anche se tanta gente fa il bagno in mari sporchi, ma questo è un discorso che forse è meglio fare in un altro articolo. È interessante la campagna di Trivadvisor, che ovviamente si ispira a Tripadvisor.

(*)Su una cosa dò ragione al fronte del no: ho usato impropriamente il verbo trivellare. La trivella serve per scavare il buco nel terreno, poi viene messa la tubatura per estrarre il petrolio o il gas, ma la trivella non si usa più, almeno non dove stiamo estraendo.

Ulteriori pagine su trivellazioni ed estrazioni di petrolio e gas

Qualenergia

Greenreport

Raccolta differenziata dei rifiuti

Oggi ho ritirato il kit per la nuova raccolta differenziata. Cosa cambia rispetto alla vecchia raccolta differenziata? Alcune cose mi piacciono, mentre altre mi irritano.

Ho notato con molto piacere che ora è possibile raccogliere i rifiuti organici separatamente dai rifiuti di altro tipo, come già si faceva in altre città; non so se si faceva in altri municipi di Roma, ma nel nuovo VII municipio (ex IX e X) non si faceva.

Mi irritano alcune cose che stanno scritte nel libretto di istruzioni. Dicono che nessun materiale deve essere lasciato fuori dai cassonetti; sarei perfettamente d’accordo se non ci fosse un «piccolo» particolare: certe volte i cassonetti sono pieni, di conseguenza è impossibile inserire altri rifiuti. Con che frequenza vengono svuotati i cassonetti?

Cos’altro mi irrita? Per quanto riguarda vetro, plastica e metalli, c’è scritto di svuotare e sciacquare i contenitori. Stiamo scherzando? Noi cittadini possiamo anche svuotare i contenitori, ma perché dobbiamo sciacquarli? Perché non lo fanno gli operatori ecologici? Per cosa paghiamo le tasse sullo smaltimento dei rifiuti? La cosa che mi fa più schifo è che lo stesso contenitore viene usato per vetro, plastica e metalli; non so se ora cambia qualcosa; forse ora il vetro viene separato, ma plastica e metalli restano insieme, almeno secondo un foglietto contenuto nel kit per la raccolta differenziata. Se gli operatori ecologici possono fare la fatica di separare la plastica dai metalli, perché non possono fare la fatica di sciacquare i contenitori?

Un’altra cosa irritante riguarda la raccolta dei farmaci scaduti. Viene consigliato di eliminare le scatole e i foglietti illustrativi prima di inserire i farmaci nel contenitore; spero che almeno non venga imposto. In ogni caso, non capisco dove sta scritto che gli operatori ecologici non possono fare questa fatica al posto dei cittadini.

So che a Roma si producono tanti rifiuti. Abitando a Roma, vedo che certe strade sono piene di rifiuti, e non solo le strade; anche prati e giardini. Secondo me, i vigili dovrebbero multare chi lascia i rifiuti per terra, salvo estrema necessità. I vigili potrebbero chiudere un occhio se i rifiuti vengono lasciati vicino ai cassonetti, ma non se vengono lasciati in un prato o in un giardino. Tra l’altro, mi fa schifo la gente che va in giro con il cane e poi non raccoglie le cacate. Per come la vedo io, quella gente dovrebbe essere multata pesantemente.

Tornando al problema della produzione di rifiuti, secondo me sarebbe utile vendere tante cose sfuse, in modo da incentivare i clienti a portare da casa il proprio contenitore; questo sì che incentiverebbe a lavare i contenitori dopo l’uso. Per esempio, se il succo di limone finisce, potrei portare il contenitore al negozio, che a sua volta mi venderebbe altro succo di limone e lo metterebbe direttamente nel contenitore; la stessa cosa si potrebbe fare per saponi, dentifrici, eccetera.

Per quanto riguarda i cassonetti, mi piacerebbe sapere perché non mettono pozzi come quelli che ho visto in alcune città spagnole. Tali pozzi non si riempirebbero, in quanto al piano di sotto ci sarebbe sempre qualcuno che controlla la quantità di rifiuti e porta via i rifiuti prima che venga raggiunto un livello troppo alto. Capisco che a Roma è difficile scavare, in quanto ci sono resti antichi, ma forse non tutti i quartieri sono così.

pozzi per la raccolta differenziata dei rifiuti a Gran Canaria
pozzi per la raccolta differenziata dei rifiuti a Gran Canaria

 

Furti negli aeroporti

In questo articolo parlerò dei furti negli aeroporti, in quanto ultimamente mi è stata rubata una cosa che si trovava in una valigia che avevo imbarcato in stiva. Ricordate il mio viaggio a Gran Canaria? Al ritorno ho fatto scalo a Barcellona; uno scalo lungo; probabilmente il personale di terra lo sapeva e ne ha approfittato per mettere le mani in una delle mie valigie.

Era il 10 gennaio. All’aeroporto di Gran Canaria, mi viene offerta la possibilità di fatturare entrambe le valigie senza costi aggiuntivi; io accetto, perché altrimenti probabilmente avrei dovuto lasciare il bagaglio a mano dopo i controlli, come mi è capitato con un altro volo della stessa compagnia. Se avessi lasciato il bagaglio a mano dopo i controlli, probabilmente l’avrei recuperato ai nastri dell’aeroporto di scalo, quindi sarebbe stato necessario passare di nuovo i controlli. Ho preferito fatturare entrambe le valigie all’aeroporto di partenza, in modo da recuperarle direttamente all’aeroporto di arrivo. Il mio errore è stato non mettere lucchetti alla valigia piccola; qualcuno ne ha approfittato e ha preso la macchina fotografica, anche se ha avuto la decenza di lasciarmi entrambe le memorie della macchina, nonché due batterie su tre. Ovviamente le memorie e le batterie stavano fuori dalla macchina, altrimenti il ladro avrebbe preso tutto.

Come so che la macchina fotografica mi è stata rubata? All’arrivo a casa ho notato l’assenza della macchina; all’inizio ho pensato di averla dimenticata in albergo, ma il giorno successivo ho chiamato l’albergo, che dice di non aver trovato nessuna macchina fotografica nella mia camera. Se il personale dell’albergo dice la verità, qualcuno ha preso la macchina fotografica dalla mia valigia.

Ho contattato la compagnia aerea, che dice che in casi come il mio non è previsto alcun risarcimento. Il risarcimento è previsto se una valigia non arriva a destinazione, ma non se manca qualcosa in una valigia che arriva a destinazione. In più, la mia valigia non era assicurata, di conseguenza non potrò ricevere alcun risarcimento. In più, sarà difficile trovare i ladri, perché io non posso averli visti, in quanto lavorano in zone inaccessibili ai viaggiatori. Probabilmente tanti ladri aeroportuali restano impuniti. Nonostante tutto, ieri ho denunciato il fatto ai carabinieri; probabilmente non mi servirà a recuperare la macchina fotografica né a trovare i colpevoli, ma le autorità competenti, ricevendo tante denunce, probabilmente renderanno più efficaci i controlli negli aeroporti, allora coglieranno qualche ladro aeroportuale sul fatto e lo puniranno pesantemente. Unum castigabis, centum emendabis.

Dicono che i furti negli aeroporti sono frequenti, ma qualche ladro viene colto sul fatto e finisce in prigione.

furti negli aeroporti
furto in un aeroporto (l’immagine originale si trova su La Prensa)

Ho sentito dire che alcune compagnie aeree chiedono di comunicare il contenuto delle valigie; questo facilita le indagini in caso di furto. Ovviamente la mia compagnia non chiede cosa c’è all’interno delle valigie, altrimenti sarebbe stato tutto più facile. La mia fortuna è che la macchina fotografica è un po’ vecchia e non è tra le più costose, di conseguenza rosico poco.

Mi piacerebbe che fosse facile trovare i ladri. Ho letto che in Italia il furto viene punito abbastanza pesantemente, soprattutto se gli oggetti rubati si trovano all’interno di bagagli di viaggiatori; spero che sia così anche in altri Stati.

Copio, incollo e modifico una parte di una pagina di StudioLegaleOnline.

L’art. 624 c.p. (Furto) prevede che chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 euro a 516 euro.

Il furto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più circostanze aggravanti.
Chiunque compie il reato di furto mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 309 euro a 1.032 euro.

Alla stessa pena soggiace chi compie il furto, sottraendo la cosa mobile a chi la detiene strappandola di mano o di dosso alla persona.

La legge prevede inoltre che, ove ricorrano le seguenti specifiche circostanze aggravanti, la pena per il reato è della reclusione da uno a sei anni e della multa da 103 euro a 1.032 euro:

  1. se il colpevole, per commettere il furto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione;
  2. se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;
  3. se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne uso;
  4. se il furto è commesso con destrezza;
  5. se il furto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;
  6. se il furto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;
  7. se il furto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;
  8. se il furto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.

 

Se il copia e incolla infastidisce gli autori della pagina, gradirei che gli autori lo comunicassero nei commenti; in alternativa possono scrivermi al seguente indirizzo: paolomarzano@altervista.org

Altre pagine interessanti si trovano su Brocardi.

Dispositivo dell’articolo 624 del codice penale

Dispositivo dell’articolo 625 del codice penale

Nel mio caso, non ci sono stati danni alla valigia, ma c’è comunque l’aggravante che il furto è stato commesso su un bagaglio in un aeroporto, di conseguenza il fatto è perseguibile d’ufficio.

Alcuni reati sono perseguibili d’ufficio, cioè, indipendentemente dalla volontà della persona offesa. Altri reati sono perseguibili a querela di parte. Per ulteriori informazioni, vi invito a consultare la pagine della Polizia di Stato che spiegano le differenze tra esposto, querela e denuncia.

Anche se un fatto è perseguibile d’ufficio, è utile denunciare; un po’ perché altrimenti le autorità competenti potrebbero non avere notizia del fatto; un po’ perché la denuncia può indurre le autorità competenti a fare controlli più efficaci. Anche se un fatto è stato commesso all’estero, è utile riferirlo alle autorità del proprio paese, in quanto tali autorità possono riferire il tutto alle autorità dello Stato in cui si è verificato il fatto, o alle autorità dello Stato in cui vengono trovati i colpevoli. Io ho denunciato il furto ai carabinieri, sperando che i carabinieri collaborino con le forze dell’ordine della Spagna. In più, se i ladri vengono identificati in Italia, possono essere arrestati dalle forze dell’ordine d’Italia. Ovviamente non penso che i ladri verranno identificati, ma almeno potrò dire di averci provato.

Pagine esterne sui furti negli aeroporti

Il Gazzettino

Nuova Venezia

Roma Today

El País

20minutos

Pagine esterne su esposto, querela e denuncia

La legge per tutti

Ministero della giustizia

Tribunale di Torino

Portale del Cittadino

Air Force Renzi

Ricordate il mio articolo sui voli di Stato? In questo articolo parlerò del nuovo aereo di Stato, che viene soprannominato Air Force Renzi. Ovviamente tale soprannome si ispira all’Air Force One e all’Air Force Two, che trasportano rispettivamente il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti d’America.

Premesso che non mi intendo di aerei, ho letto alcune notizie interessanti sull’Air Force Renzi.

Il nuovo aereo di Stato è un A340; aereo di linea quadrimotore ad ala bassa utilizzato su rotte a lungo raggio.

Altri capi di Stato e di governo si accontentano dell’A330; aereo di linea bimotore turbofan.

Secondo Il Fatto Quotidiano, il nuovo aereo di Stato è costato €175000000 (centosettantacinque milioni), mentre il governo Renzi spende pochi soldi per cose molto più utili.

Tra l’altro, mi risulta che il nuovo aereo non è di proprietà dello Stato italiano; viene concesso allo Stato italiano in locazione finanziaria (leasing). Per come la vedo io, sarebbe molto meglio se lo Stato italiano avesse un aereo di proprietà per i voli di Stato, preferibilmente a basso costo, affinché i soldi risparmiati possano essere spesi per il bene dei cittadini.

Mi risulta che neanche l’Alitalia usa aerei come il nuovo A340 ordinato da Matteo Renzi, di conseguenza non vedo ragioni per usarlo per i voli di Stato.

Air Force RenziLa notizia sull’Air Force Renzi è un po’ vecchia. Prima di scrivere, ho preferito fare una ricerca in merito.

Air Force RenziCliccando i collegamenti alla fine dell’articolo, troverete ulteriori pagine sull’Air Force Renzi.

Air Force RenziLeasing milionario per un Airbus A340 usato costruito nel 2006

175 milioni per l’aereo di Stato, solo 10 per la diagnosi precoce delle patologie ereditarie

Il nuovo super-jet resterà a terra

Matteo Renzi non paga il motorino alla protezione civile

Critiche M5S e ironia

Matteo Renzi ordina un nuovo jet per voli di Stato a raggio ‘ultra-lungo’

Per il premier un A340: nei viaggi lunghi non avrà bisogno di fare scalo per il rifornimento

Quanto ci costa l’aereo di Matteo Renzi