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Inferni fiscali

Spesso sento parlare di paradisi fiscali; in questo articolo parlerò di inferni fiscali.

L’Italia è un ottimo esempio di inferno fiscale; non so se è lo Stato peggiore per quanto riguarda il pagamento di tasse e imposte, ma sicuramente è tra i peggiori.

classifica dei paradisi e degli inferni fiscali
classifica dei paradisi e degli inferni fiscali (immagine presente in Metallirari)

In Italia ci sono tasse esorbitanti. In più, gli ultimi governi hanno peggiorato la situazione; non solo hanno alzato tasse e imposte, ma hanno introdotto strumenti ridicoli per accertare il pagamento dei tributi. Perché li definisco ridicoli? Non sto dicendo che non funzionano, ma tali strumenti rischiano di danneggiare persone oneste.

Se io ho un po’ di soldi in casa e non ricordo da dove vengono, potrebbe venirmi l’idea di depositarli nel mio conto corrente, allora l’Agenzia delle Entrate potrebbe fare accertamenti fiscali, chiedendomi da dove vengono quei soldi. Se l’Italia fosse un paese civile, spetterebbe all’Agenzia delle Entrate dimostrare che i soldi depositati provengono da attività illegali. Poiché l’Italia NON è un paese civile, spetta al cittadino dimostrare che i soldi provengono da attività legali e che eventuali imposte sono state pagate. Se il cittadino non ha prove convincenti, deve pagare una sanzione pecuniaria; non ho capito bene a quanto ammonta, ma probabilmente a gran parte dei soldi versati in banca. Se l’Italia fosse un paese quasi civile, l’Agenzia delle Entrate si accontenterebbe di testimonianze, e invece pretende documenti come scontrini, ricevute, eccetera. In Italia non è sufficiente la semplice testimonianza, neanche se viene scritta e firmata dai testimoni.

Volete sapere un’altra cosa scandalosa? Per i prelievi, non viene fatto alcun accertamento, almeno per quanto riguarda i cittadini NON titolari di imprese. Per i titolari di imprese, il discorso cambia. Se un imprenditore preleva almeno €1000 al giorno o €5000 al mese, deve dimostrare l’uso fatto di tali soldi, altrimenti i prelievi vengono tassati.

Nei paesi civili, vige la presunzione d’innocenza. In Italia vige la presunzione di colpevolezza, almeno per quanto riguarda il pagamento di tasse e imposte. Il passo successivo sarà estendere la presunzione di colpevolezza ai processi, dando a chiunque la possibilità di accusare gli altri senza prove.

Butac contraddice tante cose scritte in questo articolo, ma io mi fido maggiormente di «La legge per tutti».

Nel sito «La legge per tutti» sono presenti alcuni articoli sull’Italia, ma non ho trovato niente su altri inferni fiscali.

Versare soldi in nero in banca

Versamenti sul conto

Prelievi e versamenti

Altre pagine esterne in merito agli inferni fiscali

ADN Kronos —Troppi soldi in banca

Strade Online — I paradisi fiscali non esistono

Buseca — Satira sui paradisi fiscali

Forum di Termometro Politico

Formiche.net — Opinione di Vincenzo Elifani

Tasse nel mondo — Da paradisi fiscali a inferni

Guida fisco — Conto corrente imprenditori 2018

Tasse-fisco — Prelievi dai conti bancari della società

 

Eutanasia e testamento biologico

Il quarto episodio di «Life is strange» mi porta a parlare di eutanasia e testamento biologico.

eutanasia legale
immagine presa da un sito per la legalizzazione dell’eutanasia

Se ancora non avete giocato al quarto episodio di «Life is strange», vi consiglio di rinviare la lettura di questo articolo, in modo da evitare che la sorpresa venga rovinata.

Questa è almeno la seconda volta che parlo di «Life is strange» in questo blog; la prima volta avevo citato il secondo episodio, parlando del suicidio.

Nella linea temporale alternativa, Chloe è rimasta paralizzata per un incidente; non può muovere le gambe né le braccia, allora chiede l’eutanasia; la sua amica Max può scegliere se accettare o rifiutare la richiesta. Io ho accettato la richiesta di Chloe; è stato difficile, ma chiederei la stessa cosa se mi trovassi in quella situazione.

In «Life is strange», Chloe chiede l’eutanasia attiva, cioè, la somministrazione di sostanze letali, una pratica vietata in vari Stati, tra cui l’Italia. L’eutanasia passiva è la sospensione di cure che allungano la vita, spesso ritardando un’inevitabile morte dolorosa e costringendo il paziente a una «vita» tutt’altro che dignitosa.

A questo punto, mi sembra giusto parlare delle leggi sull’eutanasia nei vari Stati.

Eutanasia in Europa
Eutanasia in Europa

Le leggi italiane sono ambigue. Non è chiaro se è legale l’eutanasia passiva, ma l’eutanasia attiva viene considerata omicidio di persona consenziente, punibile con pene da 6 a 15 anni di reclusione. Il suicidio assistito viene considerato istigazione al suicidio, punibile con pene da 5 a 12 anni di reclusione. Altri Stati d’Europa sono più permissivi in merito, ma non tutti.

Se vengo eletto al parlamento italiano, proporrò di introdurre l’eutanasia e il suicidio assistito come cause di non punibilità, esattamente come la legittima difesa e lo stato di necessità.

In Italia ci sono associazioni che fanno campagna per la legalizzazione dell’eutanasia. In più, esistono associazioni che danno la possibilità di depositare il proprio testamento biologico, ma non è chiaro se tale testamento ha valore legale. È chiaro che il testamento biologico non può autorizzare l’eutanasia attiva, almeno in Italia, ma chi ha i soldi può andare all’estero per smettere di soffrire; questo è uno dei motivi per cui sostengo il reddito minimo garantito.



Pagine esterne su eutanasia e testamento biologico

Articolo di Wikipedia sull’eutanasia

Articolo di Wikipedia sul suicidio assistito

Articolo di Wikipedia sul testamento biologico

Giuramento di Ippocrate

L’Unità Persa speranza

Associazione Luca Coscioni

Pagina in cui è possibile compilare il testamento biologico

Petizione per la legalizzazione dell’eutanasia

Recensione sul quarto episodio di «Life is strange»

Nuovo sito in spagnolo

Oggi (12 giugno 2015) ho aperto un nuovo sito in spagnolo con dominio venezuelano.

nuovo sito in spagnolo
Pagina principale del nuovo sito in spagnolo di Paolo Marzano

Il mio nuovo sito è ospitato da Webnode, che ha alcune cose in comune con Altervista, anche se si notano un po’ di differenze. All’apertura del sito, mi viene chiesto quale stile grafico voglio, allora io scelgo uno degli stili disponibili, e devo dire che la grafica del nuovo sito mi soddisfa molto.

Il mio sito Altervista è graficamente scarso, ma è pieno di contenuti. Il mio sito Webnode ha bisogno di aggiornamenti; in più, devo capire come funzionano tante cose.

Oggi nel mio sito in spagnolo ho scritto un testo di presentazione, e ho scritto anche un articolo, pensando di scriverlo nel blog. Ho confuso il blog con la pagina delle notizie. Sposterò l’articolo. Penso di usare la sezione notizie per informare i visitatori su eventuali aggiornamenti in uno qualunque dei miei siti. Se in uno dei miei siti faccio un aggiornamento che ritengo importante, scriverò la notizia nella sezione notizie del sito in spagnolo, oltre a condividere l’aggiornamento nelle reti sociali come già facevo prima.

Il mio nuovo sito mi servirà per pubblicizzare meglio le mie attività in Internet, compreso il mio sito italiano. Gli ispanofoni saranno attratti dal mio sito in spagnolo, di conseguenza troveranno collegamenti al mio sito italiano. Tra i visitatori del mio sito Webnode, tanta gente visiterà il mio sito Altervista; un po’ per la mutua intelligibilità tra italiano e spagnolo, un po’ perché tanti ispanofoni conoscono l’italiano. In più, un sito graficamente buono mi aiuterà ulteriormente.

Non so se Webnode dà la possibilità di guadagnare soldi con la pubblicità come fa Altervista. In ogni caso, Webnode mi sembra ottimo. Se Webnode non pretende l’assenza di pubblicità della concorrenza, posso mettere pubblicità per fatti miei, ma probabilmente dovrò farlo secondo le leggi venezuelane. Mi piacerebbe che i miei visitatori mi aiutassero in questo. Se qualcuno conosce bene le leggi venezuelane per la pubblicità in Internet, gradirei che mi spiegasse tutto quello che devo sapere.

Cookies e privacy

Siete a conoscenza della nuova legge sui cookies all’interno dei siti Internet? Io ieri ho saputo di questa porcata. Perché dico che è una porcata? Per i seguenti motivi:

1—Per quello che so, i cookies esistono da quando esiste Internet. Perché fanno la legge solo ora?

2Le multe per inadempienza sono esorbitanti; vanno da €6000 (seimila) a €120000 (centoventimila).

3Non c’è stata informazione sufficiente in merito. Abitualmente non seguo telegiornali se non sono costretto da qualcuno, ma leggo alcuni giornali e leggo anche le notizie in Internet. Forse dovevo consultare Punto Informatico, ma una notizia così importante dovrebbe stare in tutti i giornali e in tutti i siti Internet di informazione, non solo quelli che parlano di informatica.

legge-porcata sui cookies
Immagine presente su Altrarete

Come dicevo prima, io ho saputo di questa porcata ieri, ma l’obbligo è in vigore dal 2 giugno, e la legge era stata approvata un po’ di tempo prima. Se ho capito bene, questa porcata è partita dal parlamento europeo, poi è stata approvata dai parlamenti nazionali.

Io ho regolarizzato alcune pagine del mio sito, ma non tutte. In teoria sarei passibile di multe salate; proprio io che non ho una fonte di reddito stabile. Potrei capire (non giustificare) una porcata di questo tipo se ci fosse il reddito minimo garantito, altrimenti come si può fare una multa di €6000 per mancata informazione sui cookies? Chi ha tutti quei soldi? Non io. Forse questa legge serve ai governi per impossessarsi dei beni dei cittadini, o forse per convincere gli autori di siti Internet a chiudere i propri siti; se è vera la seconda ipotesi, di fatto questa legge limita la libertà di espressione; in entrambi i casi, limita pesantemente la libertà dei cittadini.

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo sulle petizioni in Internet. Ultimamente è stata aperta una petizione contro la legge-porcata sui cookies. Mi piacerebbe sapere se le associazioni di consumatori stanno facendo qualcosa contro la legge-porcata.

Tra l’altro, un po’ mi infastidisce vedere lo stesso messaggio o quasi in tutti i siti che visito.

Ulteriori pagine relative alla legge-pocata sui cookies

International Business Times Una legge che non piace

International Business Times — Multe fino a €120000

Garante per la protezione dei dati personali — Cookies

Garante per la protezione dei dati personali — Profilazione

Garante per la protezione dei dati personali — Testo della legge-porcata

Garante per la protezione dei dati personali — Domande frequenti sulla legge-porcata

Pillole di web — Adeguamento alla normativa italiana

Terremoto dell’Aquila del 2009

Il terremoto dell’Aquila del 2009 consiste in una serie di eventi sismici, iniziati nel dicembre 2008[4] e non ancora terminati[5], con epicentri nell’intera area della città, della conca aquilana e di parte della provincia dell’Aquila. (fonte: Wikipedia)

Perché proprio oggi scrivo un articolo sul terremoto che c’è stato in Abruzzo? Un po’ perché oggi è 6 aprile (stessa data della strage causata dal terremoto); un po’ perché in 6 anni nessuno è finito in prigione per i danni del terremoto, almeno per quello che so io. Ovviamente so che i terremoti sono fenomeni naturali, ma so anche che certi fenomeni sono prevedibili. Mi risulta che prima del grande terremoto ci sono state scosse di avvertimento se possiamo chiamarle così; le autorità avevano rassicurato i cittadini dicendo che non sarebbe successo niente.

Sapete qual è la cosa che mi fa più schifo? Tanti edifici sono crollati. C’è stato un grande numero di vittime, tra cui: 309 morti, 1600 feriti e 65000 sfollati. Di chi è la responsabilità? In parte di chi ha progettato gli edifici; in parte delle autorità che hanno approvato tali progetti. Per come la vedo io, i responsabili meritano di essere frustati ogni giorno dagli abruzzesi.

In Italia tante cose funzionano al contrario, nel senso che criminali come quelli che ho citato prima restano impuniti o se la cavano con pene ridicole, mentre chi si difende dai ladri rischia pene eccessive.

Ho detto due motivi per cui scrivo questo articolo, ma ce n’è un altro. I responsabili della strage sono stati assolti, e ora le vittime devono restituire i soldi dei risarcimenti. Io invito gli abruzzesi a non restituire una lira. Cos’hanno da perdere gli abruzzesi dopo aver perso la casa in cui vivevano?

Per come la vedo io, chi ha perso la casa non solo dovrebbe ricevere un grande risarcimento, ma dovrebbe avere anche l’esonero a vita dalle tasse; come contribuente accetterei di pagare più tasse per esonerare gli abruzzesi, mentre non accetto i privilegi di ministri e parlamentari a scapito dei cittadini.

Cos’altro mi fa schifo? Tanta gente si scandalizza per le vignette di Vauro, quando invece dovrebbe scandalizzarsi per il governo che dovrebbe aiutare i cittadini e non lo fa. Come sta L’Aquila? È stata ricostruita? Mi risulta di no. Per cosa paghiamo le tasse noi cittadini?

vignetta disegnata da Vauro dopo il terremoto dell'Aquilavignetta disegnata da Vauro dopo il terremoto dell'Aquilavignetta disegnata da Vauro dopo il terremoto dell'Aquila

Per ora penso di aver detto le cose più importanti, ma non escludo di aggiornare questo articolo in futuro.

Pagine esterne sul terremoto dell’Aquila del 2009

Pagina di Wikinotizie sul terremoto in Abruzzo

Lista dei monumenti colpiti dal terremoto dell’Aquila del 2009

Pagina della Protezione Civile sul terremoto in Abruzzo

Pagina di AMRA Center

Articolo di Huffington Post

Non bastava il terremoto

Articolo di Sky TG 24

Intervista a Giampaolo Giuliani

Articolo di Giornalettismo su Giampaolo Giuliani

Articolo del Corriere della Sera su Giampaolo Giuliani

Articolo di Wikipedia su Giampaolo Giuliani

Accise sulla birra

Siete a conoscenza delle accise italiane sulle bevande alcoliche? Stando a quello che ho letto in Internet, in Italia si pagano accise sulla birra, ma non sul vino; giusto o sbagliato che sia, non capisco perché il governo italiano ha alzato le accise sulla birra, che già erano alte. Non so se l’accisa italiana è la più alta d’Europa, ma sicuramente sta tra i primi posti in classifica. Se il governo italiano aveva bisogno di soldi, poteva alzare le accise sui liquori e sui distillati, oppure poteva legalizzare alcune sostanze stupefacenti, almeno le più leggere, come la marijuana e l’hashish, fermo restando che non invito nessuno a usare tali sostanze.

Come ho saputo delle accise italiane sulla birra? L’ho saputo grazie ai cartelloni di Assobirra che ho visto a Roma; tali cartelloni sostenevano la campagna «Birra io t’adoro», ma anche la campagna per il consumo responsabile di birra.

birraiotadoro

Dopo aver visto i cartelloni, ho visitato i siti indicati, e ho trovato varie pagine interessanti, tra cui quella sulle accise. Ho trovato anche la petizione per ridurre le accise sulla birra.

Stando a quello che ho letto in Internet, l’aumento delle accise non solo porta a un minore consumo di birra, ma provoca la perdita di posti di lavoro, in quanto i produttori di birra produrranno meno e avranno bisogno di meno personale.

Campagna contro l'aumento delle accise sulla birra
Immagine presa da Salvalatuabirra

Piuttosto che alzare le accise sulla birra, perché il governo non elimina le spese inutili? Mi risulta che il governo italiano finanzia le scuole private, mentre le scuole pubbliche hanno pochi soldi; sembra una barzelletta.

Pagine esterne relative alle accise sulla birra

Repubblica (Capodanno amaro per la birra)

Il Fatto Quotidiano (Accise nascoste nel boccale)

Il Fatto Quotidiano (Nuovo aumento delle accise)

Leggo (Nel 2015 si rischia il crollo del settore)

Il Birrafondaio

Cronache di Birra

Il Sole 24 Ore

Pagina dell’Unione Europea per conoscere le accise nei vari Stati

 

Sistema giudiziario italiano

Dopo aver scritto un articolo sul sistema giudiziario indiano, ne scrivo uno sul sistema giudiziario italiano.

satira sul sistema giudiziario italiano

Come molti di voi sapranno, il sistema giudiziario italiano è il più lento d’Europa, e questo causa grossi problemi ai cittadini d’Italia; un po’ perché i cittadini non vengono tutelati nel modo giusto dal sistema giudiziario italiano; un po’ perché l’Unione Europea multa il governo italiano, costringendoci a pagare le tasse. Possibile che l’Unione Europea deve servire a pagare di più avendo di meno?

cartello di protesta contro le anomalie del sistema giudiziario italiano

Tra l’altro, la «giustizia» italiana non è uguale per tutti; per capirlo è sufficiente vedere alcuni esempi. Possiamo confrontare il caso di Francesco Schettino con quello di Fabrizio Corona, ma possiamo confrontare anche il caso dei No TAV con quello degli Hooligans che hanno devastato Roma. In più, vogliamo parlare dei criminali che hanno sequestrato un treno a Napoli? Loro mi fanno schifo, ma mi fa molto più schifo il sistema giudiziario italiano, che per quanto ne so io non ha preso provvedimenti in merito. L’Italia è forte con i deboli e debole coi forti. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sulla legittima difesa.

statua della giustizia

Tornando al discorso sul sistema giudiziario lento, a cosa è dovuto questo fenomeno? Ne ho parlato con alcuni studenti di giurisprudenza; dicono che il problema non è la mancanza di giudici o avvocati; non mi è chiaro se mancano le aule di tribunale, ma il problema maggiore è la mancanza di uffici in cui i magistrati possono conservare i documenti dei processi per averli a disposizione in caso di necessità; in questo modo, i magistrati devono portare i documenti dal tribunale a casa e viceversa, e ovviamente è inevitabile lo smarrimento di certi documenti importanti; questo, oltre a rendere lento il sistema giudiziario, rende facili gli errori giudiziari.

satira sul sistema giudiziario italiano

In questo articolo ho citato casi di «giustizia» ingiusta; su alcuni ho già scritto articoli; su altri scriverò articoli nei prossimi giorni.

Vietato pagare riscatti

Era da un po’ che volevo scrivere questo articolo, ma ultimamente avevo poca voglia di scrivere. Mi risulta che in Italia è vietato pagare riscatti; da una parte mi sembra giusto, per motivi che spiegherò in questo articolo; il problema è che a questa legge vengono fatte eccezioni a seconda di chi sono le vittime di sequestri di persona, almeno così mi risulta.

Se un cittadino italiano residente in Italia organizza una colletta per raccogliere soldi necessari per pagare un riscatto, il magistrato competente esegue il blocco dei beni, per impedire al cittadino di pagare il riscatto, almeno così dice la legge.

Cos’è successo nel caso di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo? Non è chiaro, in quanto Paolo Gentiloni ha dato una risposta ambigua.

Paolo Gentiloni dovrebbe ricordare che è vietato pagare riscatti

Vogliamo parlare dei marò? Ne parlerò in un articolo separato, perché dovrei parlare anche del sistema giudiziario indiano, che secondo me funziona in modo approssimativo.

Perché mi sembra giusto il divieto di pagare riscatti? Se qualcuno paga il riscatto, i sequestratori faranno altri sequestri di persona sapendo che qualcuno pagherà. Se qualcuno ha pagato per la liberazione di Greta e Vanessa, i sequestratori si sentiranno incentivati a prendere in ostaggio altri italiani, perché tanto il governo italiano paga. In più, i sequestratori, ricevendo il pagamento del riscatto, avranno più risorse per svolgere ulteriori attività criminali. Tra l’altro, mi risulta che non tutti i sequestratori mantengono la promessa di liberare gli ostaggi; mi risulta che alcuni ostaggi sono stati uccisi dopo il pagamento del riscatto.

paolo gentiloni willy wonkaPerché mi sembra giusto il blocco dei beni? Se qualcuno di mia conoscenza venisse preso in ostaggio, probabilmente cercherei di pagare il riscatto, come farebbe tanta gente, allora deve entrare in gioco un’istituzione, che a differenza degli esseri umani, non prova emozioni, di conseguenza può agire secondo la logica. Se ritenete ingiusto il blocco dei beni, potete spiegare le vostre ragioni; forse cambio idea.

Se deve essere vietato pagare riscatti, che sia così per tutti!
Se deve essere vietato pagare riscatti, che sia così per tutti!

Perché mi fanno schifo le eccezioni? Perché in questo modo viene data più importanza ad alcuni cittadini e meno ad altri, diversamente da come dice l’articolo 3 della costituzione italiana. Piuttosto che fare eccezioni, secondo me sarebbe meglio pagare il riscatto a tutti, e secondo me non è una soluzione, per i motivi che ho detto prima. La soluzione è organizzare meglio la liberazione degli ostaggi; mi risulta che operazioni di quel tipo sono di competenza dei servizi segreti. Non so come funzionano i servizi segreti italiani, ma è chiaro che qualcosa non va. Se è stato pagato un riscatto per Greta e Vanessa, spero che almeno non sia stato pagato con soldi pubblici, perché sarebbe molto più grave del pagamento con soldi privati.

Lista di pagine esterne sui fatti esposti in questo articolo e sui motivi per cui è vietato pagare riscatti

Articolo di Wikipedia sul sequestro di persona

Articolo di Wikipedia sul sequestro di persona a scopo di estorsione

Articolo di Repubblica sul caso di Greta e Vanessa

Articolo di Repubblica sulla legge relativa al blocco dei beni

Articolo del Corriere della Sera sulla legge relativa al blocco dei beni

Articolo del Corriere della Sera sul caso di Greta e Vanessa

Articolo di Intelligo News

Articolo di Informare

Stopeuro (Sequestrati di serie B)

Arti marziali e legittima difesa

Ci sono due regole per avere successo nelle arti marziali. Regola numero uno: non dire mai agli altri tutto ciò che sai. (Anonimo)

 

Premesso che non sono esperto di arti marziali, ho deciso di scrivere un articolo per quel poco che so, per il semplice motivo che in Internet ho trovato articoli interessanti sulle arti marziali e sulla legittima difesa; interessanti in senso negativo secondo me.

In vari siti Internet ho letto che la pratica di arti marziali viene considerata aggravante nei processi quando si è imputati per violenza, e questo mi dà l’amaro in bocca. So che tra i praticanti di arti marziali c’è gente violenta, ma non tutti sono così, anzi, molti cercano di evitare la violenza proprio perché sanno che altrimenti potrebbero fare danni gravi.

Parlando di legittima difesa, ho letto una cosa che mi schifa altamente: se qualcuno mi colpisce con un bastone e io con un altro bastone lo uccido, vengo processato per omicidio; viene riconosciuta l’attenuante della provocazione, ma difficilmente viene riconosciuta la legittima difesa. Questo fatto già mi schifa in sé, ma lo schifo sale quando penso ai delinquenti che hanno ucciso Stefano Cucchi e ai delinquenti che hanno ucciso Federico Aldrovandi; tali delinquenti lavoravano nelle forze dell’ordine, pertanto dovrebbero essere puniti più pesantemente, invece a loro sono state date pene ridicole. Se quattro cittadini avessero ucciso un poliziotto a bastonate, a quale pena sarebbero stati condannati? E soprattutto, avrebbero conservato il posto di lavoro?

Se io, all’interno della mia abitazione o del mio ambiente di lavoro, ferisco o uccido qualcuno che sta rubando, sono punibile per la legge? E soprattutto, se qualcuno mi minaccia per avere i miei beni, posso difendermi usando la violenza una volta cessata la minaccia? So che una volta era necessario il pericolo attuale; non so se ultimamente è cambiato qualcosa. Mi viene in mente il caso di Giovanni Petrali, un tabaccaio di Milano che ammiro molto, ma da anni non ne sento parlare. Vogliamo parlare del picconatore Kabobo? Mi risulta che è stato condannato a 20 anni di reclusione; secondo me è poco, perché normalmente l’omicidio volontario è punito con pene non inferiori a 21 anni di reclusione.

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Immagine presa da Facebook

Vogliamo andare avanti? Se qualcuno usa la violenza contro di me, con o senza armi, e io reagisco usando solo le mani, ferendo o uccidendo la persona che mi ha aggredito, sono punibile per la legge?

Per ora penso di aver detto le cose più importanti. Probabilmente ho deluso i lettori che si aspettavano più parole sulle arti marziali, ma è un argomento di cui so poco. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere il mio articolo sulla violenza domestica e quello sull’energia negativa, ma anche quello sulla giustizia italiana.

Aforismi su violenza, arti marziali e legittima difesa

Dove si può scegliere solo tra codardia e violenza, sceglierei la violenza. (Mohandas Gandhi)

Meglio un brutto processo che un bel funerale (Anonimo)

Quando ti alleni, devi rispettare le regole. Quando combatti, puoi scegliere di non rispettare le regole. (He Jinbao)

I genitori moderni non menano mai i propri figli se non per legittima difesa. (Jean-Luc Michel)

Pagine esterne su violenza, arti marziali e legittima difesa

Articolo di Wikipedia sulle arti marziali

Articolo di Wikipedia sulla legittima difesa

Articolo di Wikipedia sull’autodifesa

Articolo dell’enciclopedia Treccani sulla legittima difesa

Npensieri (Frasi sulle arti marziali)

Ziran Neigong Quan

Pagina dedicata a Bruce Lee

Pagina sul krav maga

Difesa marziale e difesa legale

Legittima difesa secondo il codice penale italiano

Leggi sulla difesa personale

Altra pagina di leggi sulla difesa personale

Giuncarossa (ulteriore pagina di leggi)

 

Giustizia italiana

In questo articolo parlerò della «giustizia» italiana, che come sapete, funziona in modo approssimativo.

Se ci fosse una giustizia giusta (espressione cacofonica ma efficace), alla stessa violazione corrisponderebbe la stessa pena, indipendentemente dagli autori della violazione. È chiaro che bisogna tenere conto di tanti fattori quando si giudica un crimine, ma certe pene mi sembrano ridicolmente scarse, mentre altre mi sembrano schifosamente esagerate. Il lavoro dei giudici non deve essere facile, ma troppi giudici lavorano male; lo dimostra il fatto che i criminali che hanno ucciso Stefano Cucchi sono stati assolti, mentre il tabaccaio Giovanni Petrali è stato condannato in primo grado per aver sparato contro i rapinatori, anche se fortunatamente è stato assolto in appello.

È da tanto che voglio scrivere un articolo su Stefano Cucchi; lo scriverò nei prossimi giorni; le fonti di informazioni non mi mancano. Dovrei scrivere articoli anche su altre persone uccise da agenti delle forze dell’ordine. Una volta ho scritto un articolo su Federico Aldrovandi. Nell’articolo sull’umorismo nero ho citato Giorgiana Masi. Le vittime di poliziotti disonesti sono tante, e con questo non voglio dire che tutti i poliziotti sono disonesti. Io ho conosciuto poliziotti e carabinieri che fanno bene il loro lavoro; mi dispiace per quelli che vengono feriti o uccisi mentre fanno il loro dovere. A loro vengono fatti i funerali di Stato? Oppure li fanno solo ai soldati che fanno le cosiddette «missioni di pace»?

In nome di quale popolo è amministrata la giustizia italiana?
In nome di quale popolo è amministrata la giustizia italiana?

Nell’articolo sui diritti umani, ho parlato dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Se la legge fosse uguale per tutti, non ci sarebbe bisogno di scriverlo nei tribunali, ma in ogni tribunale d’Italia vediamo quella barzelletta. In alcuni tribunali si trova un’altra frase che mi fa schifo: «La giustizia è amministrata in nome del popolo». In nome di quale popolo vengono emesse tante sentenze schifose? Mi sento chiamato in causa ogni volta che una sentenza viene emessa nel mio nome; è chiaro che nessun giudice fa esplicitamente il mio nome, ma abitualmente i giudici, quando emettono la sentenza, dicono: «In nome del popolo italiano». Spesso i giudici applicano la legge così com’è, pertanto non voglio prendere di mira solo i giudici; prendo di mira soprattutto i parlamentari che fanno certe leggi assurde; loro sono i maggiori responsabili, ma anche certi giudici ci mettono qualcosa.

Potrei fare tanti esempi, ma rischio di allungare troppo l’articolo, pertanto mi limito a pubblicare una tabella con alcuni casi italiani.

Caso Sentenza
Poliziotti che hanno ucciso Stefano Cucchi Assoluzione
Poliziotti che hanno ucciso Federico Aldrovandi 3 anni e 6 mesi di reclusione
Edifici crollati in Abruzzo Risarcimento
Strage di Viareggio Processo in corso
Comandante che abbandona la nave lasciando morire altre persone tra l’equipaggio e tra i passeggeri [informazioni insufficienti]
Vittima di tasse eccessive che attacca una sede dell’agenzia delle entrate [informazioni insufficienti]
Benzinaio che investe ladri [informazioni insufficienti]

Parlando di giustizia, mi viene in mente l’articolo relativo a «V per Vendetta».