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Fermate inutili

A Roma ci sono fermate inutili, nel senso che certe fermate dell’autobus si trovano vicino al capolinea di arrivo. Un esempio è la fermata del 664 di Via del Calice, che una volta si trovava davanti al bar «In & Out», mentre ora si trova davanti alla scuola elementare di Via del Calice, a 30 m dal capolinea di arrivo. A cosa può servire quella fermata? Se proprio c’era bisogno di una fermata davanti alla scuola elementare, potevano metterla senza eliminare la fermata davanti al bar. Dopo spiegherò i motivi (futili) per cui l’autobus non ferma più davanti al bar, ma prima voglio rivelare il paradosso. Quando il 664 parte da Largo Cosoleto, non c’è una fermata a trenta metri, che sarebbe utile per chi perde l’autobus al capolinea e potrebbe prenderlo facendo una corsa.

fermate inutili
vecchia fermata di Via del Calice (Roma Today)

Per come la vedo io, la nuova fermata di Via del Calice è la fermata più inutile della storia del trasporto pubblico. Mi piacerebbe sapere se ci sono fermate inutili in altri quartieri o in altre città.

Un problema di Via del Calice è la mancanza di marciapiedi, almeno in alcuni tratti.

Un po’ di tempo fa, c’è stata una discussione nel gruppo Facebook del CdQ Capannelle-Statuario, proprio in merito alla fermata inutile di Via del Calice. Se ho capito bene, alcuni condòmini si sono lamentati del fatto che la fermata stava proprio davanti al loro condominio, lo stesso condominio che ospita il bar «In & Out» e altri locali.

Sia chiaro, a Roma ci sono tanti problemi. La linea 664 non è l’unica linea di autobus ad avere problemi, però ci tenevo a parlare della fermata inutile di Via del Calice.

Perché il Comune di Roma non espropria i terreni necessari per costruire marciapiedi? In questo modo, l’ATAC potrebbe mettere la fermata dove serve di più.

Spero che il comitato di quartiere faccia tutto il possibile, e spero anche che il Comune di Roma e il VII municipio ascoltino le proposte e le portino avanti.

All’ultima elezione comunale ho votato per Virginia Raggi; spero di aver fatto la cosa giusta.

Diwali 2016

Speravo di festeggiare Diwali 2016; per me sarebbe stato il primo Diwali.

Diwali, chiamata anche Dipavali o Deepawali (in sanscrito: दीपावली, in telugu:దీపావళి, in tamil: தீபாவளி in kannada: ದೀಪಾವಳಿ in sinhala: ද්‍ර්‍පවාලි) è una delle più importanti feste indiane e si festeggia nel mese di ottobre o novembre. Simboleggia la vittoria del bene sul male ed è chiamata “festa delle luci”, durante la festa si usa infatti accendere delle luci (candele o lampade tradizionali chiamate diya). In molte aree dell’India i festeggiamenti prevedono spettacoli pirotecnici. (fonte: Wikipedia)

Era da un po’ che sentivo parlare del Diwali, grazie ai film indiani; mi era venuta curiosità.

In India accendono candele e le mettono sulla supercifie del Gange. A Roma abbiamo il Tevere.

Cosa mi ha impedito di partecipare a tale evento? In parte l’ATAC; in parte gli stessi organizzatori dell’evento.

L’evento di oggi si svolge su un galleggiante della Società Romana di Nuoto. Ho visto l’indirizzo di posta elettronica, ma non ho trovato nessun numero telefonico, pertanto non sapevo come ottenere ulteriori informazioni dopo aver raggiunto il Lungotevere in Augusta. Poiché ero scocciato grazie all’ATAC, non riuscivo a ragionare bene, di conseguenza non mi era venuto in mente di tirare fuori il foglio del programma e di cercare il galleggiante indicato nel foglio. Non so che colori ha il galleggiante, ma so il nome.

Cosa ha fatto l’ATAC? Ha chiuso la metropolitana per le verifiche postsismiche; mi sembra giusto, ma doveva mandare autobus sostitutivi in numero sufficiente, in modo da portare tutti i viaggiatori che altrimenti avrebbero preso la metropolitana.

Alla stazione Arco di Travertino, vengo a sapere che il 590 ha tempi di attesa di 90 minuti tra un autobus e un altro. Quando vedo arrivare l’autobus sostitutivo, lo vedo pieno, allora vado a piedi fino a Colli Albani, dove vedo pochi autobus ordinari e pochi autobus sostitutivi. Nessuno degli autobus ordinari mi porta dove devo andare. Non riesco a prendere nessuno dei primi autobus sostitutivi, in quanto tali autobus sono pieni.

Tra l’altro, a Colli Albani vedo tre taxi, ma senza autista; questa cosa mi ha fatto rosicare molto, anche se da una parte ho avuto il vantaggio di risparmiare soldi. Ci sarebbe da fare un discorso lungo sui taxi; per ora mi limito a dire che a Roma ci sono pochi taxi, pertanto nessuno dovrebbe lamentarsi degli autisti abusivi.

Quando vedo un autobus abbastanza vuoto, lo prendo, ma so già che non posso arrivare in tempo.

All’arrivo a Flaminio, cerco indicazioni, ma ci sono pochi cartelli; è un problema presente in tutta Roma per quello che so. A causa dell’assenza di indicazioni, attraverso il Tevere, poi, guardando lo stradario, capisco che dovevo restare sull’altro lato, allora torno indietro.

Percorro il Lungotevere in Augusta senza sapere che sto là, e senza sapere come è fatto il galleggiante che mi interessa.

A un certo punto, decido di tornare a casa, in quanto sono troppo scocciato per continuare la ricerca.

A Piazzale Flaminio, prendo l’autobus sostitutivo, poi un treno delle Ferrovie dello Stato. Il personale ferroviario ha controllato i biglietti; per me non è un problema, perché ho la tessera, ma le FS avrebbero fatto una bella figura facendo viaggiare la gente gratis almeno oggi.

L’Italia è un paese del terzo mondo.

Scriverò all’ATAC, e anche a Virginia Raggi, sperando che non faccia come Ignazio Marino.

Virginia Raggi

Virginia Raggi è candidata a sindaco di Roma; se non fa errori prima del 5 giugno, la voterò, e ovviamente voterò per il Movimento 5 Stelle al consiglio comunale; forse metterò anche la preferenza, ma ancora non so chi votare in particolare tra i pentastellati.

Virginia Raggi in una foto presa dalla sezione del blog di Beppe Grillo dedicata alle Comunarie per la scelta del candidato sindaco del Movimento a Roma. 18 febbraio 2016. ANSA/ BLOG BEPPE GRILLO +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++
Virginia Raggi in una fotografia presente su Huffington Post

Ho letto vari articoli su Virginia Raggi, tutti interessanti. Ho visto anche filmati in cui Virginia Raggi espone le sue proposte. Condivido quasi tutto. Per quanto riguarda il mancato pagamento dei biglietti autobus, c’è da dire che il trasporto pubblico è approssimativo; prima bisogna migliorare il servizio, e solo dopo si può pretendere il pagamento. Tra l’altro, a Roma neanche è possibile comprare i biglietti all’interno dell’aubobus; secondo me, l’ATAC lo fa apposta per fare più multe. Condivido la parte relativa ai debiti del Comune di Roma. Chi ha creato il debito deve pagarlo.

Ci sarebbe da parlare anche dei municipi di Roma. Io abito nel VII municipio; anche là voterò per il Movimento 5 Stelle, ma ancora non so quale preferenza esprimere.

Ancora so poco, pertanto ho poco da dire, anche se con molto piacere collego articoli esterni su Virginia Raggi. In più, non escludo aggiornamenti per i prossimi giorni.

Sito ufficiale del Movimento 5 Stelle

Huffington Post

Il Post

Il Fatto Quotidiano

 

Poco tempo fa, ho fatto filmati in cui parlo dei candidati a sindaco di quest’anno, soprattutto di Virginia Raggi.

filmato del 24 aprile

filmato del 2 maggio

 

 

Rap metropolitano

Anche se in questi giorni ci sarebbero ben altre cose di cui parlare, ho deciso di scrivere un articolo su uno spettacolo di rap metropolitano che ho visto oggi dal vivo.

rap metropolitano
immagine presente nel sito ADN Kronos

Sulla musica in metropolitana ho già scritto un articolo. Devo dire che in generale non mi piace la gente che suona in metropolitana, per il semplice motivo che quella gente non rispetta i gusti musicali di tutti i presenti, ma questa mancanza di rispetto viene fatta anche dall’ATAC, in quanto gli altoparlanti delle stazioni riproducono musica. Tra l’altro, una volta ho segnalato la presenza di suonatori ai soldati, che a loro volta mi hanno detto che non possono fare niente; dicono che il loro lavoro è contrastare il terrorismo, allora resta da capire perché è vietato fotografare. Come è possibile paragonare i fotografi ai terroristi? La gente che fa quel paragone non deve scandalizzarsi quando io paragono i controllori ai mafiosi, altrimenti fa come il bue che dice cornuto all’asino. Devo dire che il problema non è rappresentato dai soldati, bensì da chi li comanda. I soldati dicono di non poter intervenire neanche quando qualcuno butta rifiuti per terra; solo le forze dell’ordine e il personale ATAC possono intervenire. Per quanto riguarda le violazioni del regolamento comunale, neanche poliziotti e carabinieri possono intervenire; solo i vigili urbani possono intervenire, almeno così hanno detto i soldati; questa è la cosa che mi fa rosicare di più quando penso al divieto di fotografare.

Tornando all’argomento di cui volevo parlare, oggi in metropolitana ho visto un gruppo che faceva rap cantando una canzone improvvisata. I componenti del gruppo chiedevano agli altri viaggiatori di suggerire un argomento; qualcuno ha suggerito Bob Marley, allora i cantanti hanno improvvisato una canzone su Bob Marley. Mi sarebbe piaciuto seguire tutto lo spettacolo, ma dovevo scendere. Prima di scendere, ho dato un biglietto da visita ai cantanti, che a loro volta, nella canzone, hanno detto: «Cosa ci dai? Un biglietto da visita?», poi dicono il mio nome per esteso, con una cosa che fa rima, forse «rap metropolitano». Anche se abitualmente non dò una lira ai suonatori in metropolitana, questa volta ho dato una moneta, perché ammiro quel gruppo, a cui auguro un grande successo.

Cosa c’entra la politica con lo spettacolo di rap metropolitano che ho visto oggi? Non lo so, ma sentivo il bisogno di pubblicizzare il gruppo. Un collegamento potrebbe essere che noi viaggiatori possiamo parlare dei nostri problemi, di conseguenza i cantanti potrebbero fare una canzone in merito.

Distributori automatici

In questo articolo parlerò dei distributori automatici. Se avete letto l’articolo relativo alla carta d’identità, probabilmente avete già capito cosa dirò in questo articolo. Devo premettere che avevo la tentazione di non scrivere niente oggi, ma la mia voglia di scrivere ha vinto.

Come dicevo nell’altro articolo, il mio conoscente Evaristo ha avuto un po’ di problemi quando ha ritirato la nuova carta d’identità. Alcuni problemi sono stati causati da un distributore automatico di biglietti e dalle cabine per fototessera.

Alcune cabine per fototessera danno il resto; altre no. All’interno della cabina c’è scritto se la cabina dà resto o meno, ma certe volte la scritta viene notata dopo aver inserito i soldi. Tra l’altro, alcune cabine neanche danno la possibilità di annullare l’operazione, ma non c’è scritto all’interno né all’esterno della cabina. Al paese mio, questa si chiama truffa. C’è scritto un numero telefonico da chiamare in caso di problemi, ma tale numero risulta inesistente o non disponibile; roba da denuncia.

distributori automatici
cabina per fototessera

I distributori automatici di biglietti danno il resto, ma non oltre un certo limite; €6 se ricordo bene. Uno cerca di viaggiare con biglietto regolare, ma certe volte non può farlo. Si direbbe che l’ATAC cerca di multare il maggiore numero possibile di viaggiatori, e su questo dovrei scrivere un articolo a parte.

distributori automatici
distributore automatico di biglietti ATAC

Vogliamo parlare dei distributori automatici di bevande? Io posso dire poco, perché è da tanto che non compro bevande dai distributori automatici, ed Evaristo non mi ha detto niente in merito.

distributori automatici
distributore automatico di cibi e bevande

Se io facessi parte del parlamento italiano, introdurrei l’obbligo per tutti i distributori automatici di dare il resto, indipendentemente dalla quantità di denaro inserita. Se per motivi di forza maggiore è impossibile dare il resto, la macchina deve dare un buono da cambiare. Come si può cambiare il buono? La società responsabile della macchina potrebbe cambiare i buoni in appositi uffici, come potrebbe spedire un assegno, fare un bonifico o accreditare i soldi in una carta prepagata. I buoni potrebbero avere un codice, come le ricariche telefoniche.

Non so quando verrà introdotto l’obbligo di resto a livello nazionale. Mi piacerebbe sapere se alcuni enti locali italiani impongono ai distributori automatici di dare il resto. Se Riccardo Cecchini viene eletto sindaco, probabilmente introdurrà l’obbligo di resto a livello comunale.

Vietato fotografare nella metropolitana

Sapete che è vietato fotografare nella metropolitana di Roma? Alcuni diranno che è così anche nelle metropolitane di altre città, nonché negli aeroporti. Altri saranno d’accordo con me nel dire che tale divieto è inutile e repressivo.

vietato fotografare

Che danno può fare una fotografia? Per caso ci sono informazioni riservate? Non mi risulta. Le informazioni riservate saranno custodite in sale inaccessibili al pubblico.

vietato fotografare
Sono un fotografo, non un terrorista.
(immagine presa da Clickblog)

Oggi in una stazione della metropolitana ho visto una pubblicità interessante, non per le cose che venivano pubblicizzate, bensì per una parola scritta due volte consecutive; c’era scritto «tua tua», anche se ora non ricordo il resto. Vedendo la pubblicità, prendo il telefono e lo uso per fotografare. A quel punto, i soldati mi dicono che è vietato fotografare, poi mi chiedono di cancellare la fotografia; io eseguo, ma poi spiego le mie ragioni. Quando io chiedo da quando è vietato fotografare, loro mi dicono che da tanto tempo è così, poi mi invitano a consultare il regolamento, che è presente in tutte le stazioni. A quel punto, io faccio notare che la stazione è piena di telecamere, di conseguenza il divieto di fotografare sembra qualcosa del tipo «io sì e voi no»; loro rispondono che le telecamere si trovano nella stazione per motivi di sicurezza. Tale risposta mi sembra illogica. Anche le riprese fatte dai viaggiatori possono essere utili per la sicurezza. Se si verifica un crimine all’interno di una stazione, i viaggiatori potrebbero facilitare le indagini fotografando o riprendendo il crimine. Parlando di sicurezza, faccio notare che i soldati portano armi lunghe, e certe volte è inevitabile passare davanti alla canna, come ho scritto in un altro articolo. I soldati rispondono che le armi sono puntate verso il basso; in quel momento era così, ma non sempre è così. Quei soldati puntavano le armi verso il basso, ma altre volte ho visto soldati che volontariamente o involontariamente puntavano armi verso i passanti, di conseguenza può capitare di colpire qualcuno accidentalmente. È chiaro che la storiella della sicurezza è una bufala, ma so che i soldati eseguono gli ordini, infatti un po’ mi fanno pena.

A un certo punto del discorso, non ricordo se prima o dopo aver fatto notare il problema delle armi, dico chiaramente che ho intenzione di candidarmi per la prossima elezione comunale, in modo da modificare il regolamento dell’ATAC; parlo anche di Riccardo Cecchini, che ha intenzione di candidarsi a sindaco di Roma.

Ora che so che il regolamento dell’ATAC vieta le fotografie in metropolitana, è chiaro che non metterò la mia pubblicità nella metropolitana di Roma. La pubblicità serve per farsi conoscere, ma come può essere utile se la gente ha il divieto di fotografare i cartelloni?

Mi risulta che è possibile chiedere l’autorizzazione all’ATAC per fotografie e riprese, ma qual è la procedura? In ogni caso, ogni volta che avrò bisogno di pubblicizzare una mia attività, sceglierò esclusivamente luoghi in cui sia consentito fotografare e riprendere.

Facendo una ricerca in Internet, ho notato che non sono il primo a parlare dell’anomalo divieto di fotografare.

Tessera annuale ATAC

Cosa dire sulla tessera annuale ATAC? Prima di tutto devo parlare della tessera elettronica chiamata Metrebus Card, poi parlerò della ricarica annuale.

Per chi non lo sapesse, la Metrebus Card è una tessera elettronica ricaricabile; mi piacerebbe che fosse ricaricabile come i biglietti che usavo a Tenerife, o come le tessere che usavo a Valenzia e Alicante, invece la ricarica della Metrebus Card è un po’ diversa.

A Valenzia e Alicante ci sono tessere che possono essere caricate ogni volta con un certo numero di viaggi disponibili; dieci se ricordo bene.

Quando io stavo a Tenerife, c’era un biglietto da €12 che veniva scalato a ogni viaggio, più o meno come una carta prepagata; ne ho parlato anche nel programma che avevo nel 2013 per il Comune di Roma. Secondo il sito della TITSA e quello di MetroTenerife, ci sono state modifiche nei prezzi, ma il resto è rimasto invariato per quello che so.

A Roma, non solo è impossibile comprare biglietti all’interno degli autobus, ma è impossibile comprare tessere ricaricabili per giorni o per numero di viaggi. Provo a spiegarmi meglio. A Roma non esistono tessere che possiamo caricare con 10 viaggi, né tessere che possiamo usare per 30 giorni. Le tessere mensili durano dal primo giorno del mese all’ultimo giorno del mese, indipendentemente dalla durata del mese. Quando io stavo a Tenerife, potevo comprare una tessera valida 30 giorni dal primo timbro.

Cosa dire sulla tessera annuale ATAC? Oggi ho caricato la mia Metrebus Card, di conseguenza potrò usarla per tutto l’anno 2016; fin qui tutto bene.

tessera annuale ATAC 2016
scontrino per ricarica Metrebus 2016

Alcuni giorni fa, allo sportello della stazione Anagnina, mi hanno detto che potevo scegliere il primo giorno di validità, poi la ricarica sarebbe stata valida un anno; oggi ho saputo che non è esattamente così. Poiché la mia Metrebus Card ha la ricarica annuale valida fino al 31 dicembre 2015, non posso caricarla dall’11 gennaio 2016 come volevo fare; ho dovuto caricarla dal I gennaio; l’ho fatto con l’amaro in bocca. Capisco che la ricarica annuale costa meno di €1 al giorno, ma non capisco perché devo caricare per forza dal primo giorno successivo alla validità della ricarica fatta precedentemente. È vero che potevo aspettare la scadenza della ricarica, ma temevo di dimenticare di fare la ricarica successiva, e so che le ricariche precedenti non vengono considerate attenuanti in caso di multa per mancanza di titolo di viaggio; lo so non per esperienza diretta, ma grazie a testimonianze di amici e conoscenti. Mi piacerebbe che venissero considerate le attenuanti. Se vengo eletto al Comune di Roma, proporrò di riconoscere l’attenuante dei precedenti titoli di viaggio.

Dovrei parlare anche dei distributori automatici che si trovano nelle stazioni della metropolitana, ma ne parlerò in un articolo separato.

Carta d’identità

La carta d’identità è il documento di riconoscimento che attesta l’identità della persona. (fonte: sito del Comune di Roma)

carta d'identitàPerché scrivo un articolo relativo alla carta d’identità? Per problemi che si sono verificati ultimamente. Non voglio rivelare chi ha avuto i problemi di cui parlerò; userò un nome fittizio: Evaristo.

Oggi Evaristo è andato alla sede del VII municipio di Roma, che prima era sede del X municipio. Evaristo aveva bisogno di una nuova carta d’identità, in quanto quella vecchia era deteriorata. Evaristo ha comprato il modulo per la richiesta della carta d’identità, in quanto tale modulo non viene dato gratuitamente; forse Evaristo poteva comprare quel modulo alcuni giorni prima, ma ha avuto problemi nei giorni precedenti. Evaristo neanche aveva le fotografie con sé, in quanto sapeva che tali fotografie dovevano essere recenti, e non sapeva se andavano bene le fotografie fatte alcuni giorni prima, allora è andato al centro commerciale Cinecittà Due, dove ha trovato una cabina per fototessera che dava problemi; ha provato a chiamare il numero telefonico indicato, ma tale numero risultava inesistente o non disponibile. Evaristo, non potendo usare tale cabina, prova la cabina che si trova nella stazione della metropolitana, ma prima inserisce una banconota da €20 in un distributore automatico di biglietti, sperando di ricevere il resto; tale banconota veniva rifiutata. Uno cerca di viaggiare con biglietto regolare, ma certe volte neanche è possibile comprare i biglietti; sembra che lo fanno apposta per multare tanta gente. Evaristo, dopo aver fallito i tentativi di comprare i biglietti ATAC e farsi dare il resto, e dopo aver ricevuto indietro il pezzo da 20 tutte le volte, inserisce il pezzo da 20 nella fessura della cabina per fototessera, e solo dopo nota la dicitura «La macchina non dà resto»; neanche era possibile annullare l’operazione, di conseguenza Evaristo ha pagato una fototessera al prezzo di quattro. Evaristo torna al VII municipio con il modulo e le fotografie, poi viene a sapere che serve una marca da bollo, in quanto la carta d’identità è stata chiesta per deterioramento della precedente. Se la macchina avesse dato il resto, Evaristo avrebbe i soldi necessari, invece allo sportello si trova senza soldi. L’impiegata è stata gentile; ha detto che avrebbe aspettato i soldi allo sportello mentre serviva altri clienti, poi avrebbe dato la carta d’identità già pronta. Evaristo va a una cassa automatica del centro commerciale, poi torna con i soldi, paga e riceve la carta d’identità e il resto. Tra l’altro, Evaristo nota che la nuova carta d’identità è fatta dello stesso materiale di quella vecchia, mentre si aspettava un materiale più resistente; l’impiegata risponde che carte d’identità di quel tipo vengono rilasciate nella sede dell’ex IX municipio, che riceve per appuntamento. Non si sa quando verranno rilasciate carte d’identità resistenti nella sede dell’ex X municipio.

numerazione dei municipi di Roma in vigore dal 2013
accorpamento dei municipi di Roma per decisione di Gianni Alemanno

Nonostante tutti questi lati negativi, Evaristo nota con piacere che la nuova carta d’identità non scade nella stessa data in cui è stata fatta, bensì nel giorno del compleanno successivo a tale data. Per esempio, se Diana Tejera ritirasse una nuova carta d’identità oggi (15 dicembre 2015), tale documento non scadrebbe il 15 dicembre 2025, bensì il 30 settembre 2026; dicono che da due anni funziona così.

Evaristo ha chiesto a me di scrivere questo articolo; non se la sentiva di raccontare questi fatti di persona, perché sapeva che altrimenti avrebbe insultato tanta gente, con rischio di querela.

Controllo biglietti al capolinea

Oggi sul 500 per Anagnina ho trovato i controllori. Dove? Alla stazione Anagnina, che sarebbe il capolinea. Cosa ho contro il controllo biglietti al capolinea? Lo spiegherò in questo articolo, spiegando anche le altre anomalie che ho visto oggi.

Già mi fa schifo l’ATAC per il servizio approssimativo che offre. Per come la vedo io, un servizio così approssimativo dovrebbe essere gratuito. Le tariffe dell’ATAC mi fanno leggermente meno schifo del pizzo chiamato canone, ma sono comunque inaccettabili.

Perché i viaggiatori non possono comprare biglietti all’interno degli autobus? Probabilmente perché in questo modo gli onesti regolarizzerebbero il proprio viaggio e darebbero meno soldi alla compagnia di trasporto pubblico. Servono soldi per i dirigenti, vero? Troppi viaggiatori onesti vengono multati per impossibilità di comprare il biglietto.

Oggi al capolinea di arrivo ho visto controllori assistiti da carabinieri e soldati. Per caso l’ATAC temeva la giusta vendetta da parte di gente stanca della truffa del trasporto pubblico indecente? Tra l’altro, si poteva scendere solo dalla porta anteriore, e solo dopo il controllo del biglietto; probabilmente l’autista aveva l’ordine di aprire la porta anteriore e tenere chiuse le altre. Io avevo la tessera annuale, ma altri probabilmente non avevano biglietto né tessera e neanche potevano sfuggire all’ingiusto controllo del pagamento. Ricordo un carabiniere che dopo aver visto la mia tessera mi chiede di scendere. Cosa c’entrano i carabinieri? Ora anche loro controllano i biglietti sugli autobus? Perché le forze dell’ordine possono controllare i biglietti mentre non hanno competenza per altri problemi del trasporto pubblico? Una volta a Cinecittà c’era un problema nella stazione della metropolitana; se ricordo bene, un lettore di tessere elettroniche non funzionava. Poiché alla stazione Cinecittà non c’era personale, ho segnalato il problema alla polizia; la risposta è stata che la polizia non ha competenza su tale problema. Non voglio prendere di mira gli agenti di pubblica sicurezza; so che fanno il loro lavoro ed eseguono ordini. Io prendo di mira chi fa leggi e regolamenti. Tra l’altro, non capisco perché fanno multe ai viaggiatori senza biglietto e non le fanno ai viaggiatori accattoni.

Musica in metropolitana

In questo articolo parlerò della musica in metropolitana.

Se avete preso la metropolitana a Roma, saprete che in certe stazioni si sente musica; lo apprezzerei se ci fossero sale divise a seconda del genere, invece tutti devono sentire la stessa musica. Se la radio della stazione diffonde una canzone, tutti devono sentirla; mi sembra mancanza di rispetto per chi non vuole sentire quella canzone. Può capitare a tutti di non voler sentire una canzone in particolare, per un motivo o per un altro. Può non piacere il genere. Può non piacere l’autore o il cantante. Certe canzoni fanno venire in mente ricordi tutt’altro che piacevoli.

Per come la vedo io, l’ATAC ha due possibilità:

1Smettere di diffondere musica in metropolitana, usando gli altoparlanti solo per le comunicazioni relative al trasporto pubblico

2Dividere ogni stazione della metropolitana in zone in cui è possibile sentire generi musicali diversi, o almeno canzoni diverse, lasciando comunque una zona senza musica

Per come la vedo io, la musica in metropolitana non è del tutto sbagliata; chiedo solo che vengano rispettati i gusti musicali di tutti i viaggiatori.

Tra l’altro, sarebbe interessante organizzare concerti di cantanti emergenti nelle stazioni della metropolitana; non solo concerti, ma anche eventi di altro tipo.

Mi viene in mente l’articolo sull’interpretazione dei sogni.

Una volta ho sognato un concerto dei Rimini Project che si svolgeva nella stazione Arco di Travertino. I cantanti stavano sui binari, mentre noi spettatori stavamo sulle banchine. Quel sogno mi è capitato dopo l’incidente di Valentina Giovagnini, infatti potrebbe significare che temo la morte dei miei cantanti preferiti.

Ovviamente non propongo esibizioni sui binari. I cantanti e gli altri artisti potrebbero esibirsi sulle banchine, o comunque in aree dove non fanno danni a nessuno né rischiano di subire danni, fermo restando che non tutti devono essere costretti a sentire lo spettacolo.

Sto pensando di scrivere a Ignazio Marino, ma so già che non mi arriverà alcuna risposta.