Controllo biglietti al capolinea

Oggi sul 500 per Anagnina ho trovato i controllori. Dove? Alla stazione Anagnina, che sarebbe il capolinea. Cosa ho contro il controllo biglietti al capolinea? Lo spiegherò in questo articolo, spiegando anche le altre anomalie che ho visto oggi.

Già mi fa schifo l’ATAC per il servizio approssimativo che offre. Per come la vedo io, un servizio così approssimativo dovrebbe essere gratuito. Le tariffe dell’ATAC mi fanno leggermente meno schifo del pizzo chiamato canone, ma sono comunque inaccettabili.

Perché i viaggiatori non possono comprare biglietti all’interno degli autobus? Probabilmente perché in questo modo gli onesti regolarizzerebbero il proprio viaggio e darebbero meno soldi alla compagnia di trasporto pubblico. Servono soldi per i dirigenti, vero? Troppi viaggiatori onesti vengono multati per impossibilità di comprare il biglietto.

Oggi al capolinea di arrivo ho visto controllori assistiti da carabinieri e soldati. Per caso l’ATAC temeva la giusta vendetta da parte di gente stanca della truffa del trasporto pubblico indecente? Tra l’altro, si poteva scendere solo dalla porta anteriore, e solo dopo il controllo del biglietto; probabilmente l’autista aveva l’ordine di aprire la porta anteriore e tenere chiuse le altre. Io avevo la tessera annuale, ma altri probabilmente non avevano biglietto né tessera e neanche potevano sfuggire all’ingiusto controllo del pagamento. Ricordo un carabiniere che dopo aver visto la mia tessera mi chiede di scendere. Cosa c’entrano i carabinieri? Ora anche loro controllano i biglietti sugli autobus? Perché le forze dell’ordine possono controllare i biglietti mentre non hanno competenza per altri problemi del trasporto pubblico? Una volta a Cinecittà c’era un problema nella stazione della metropolitana; se ricordo bene, un lettore di tessere elettroniche non funzionava. Poiché alla stazione Cinecittà non c’era personale, ho segnalato il problema alla polizia; la risposta è stata che la polizia non ha competenza su tale problema. Non voglio prendere di mira gli agenti di pubblica sicurezza; so che fanno il loro lavoro ed eseguono ordini. Io prendo di mira chi fa leggi e regolamenti. Tra l’altro, non capisco perché fanno multe ai viaggiatori senza biglietto e non le fanno ai viaggiatori accattoni.

4 pensieri su “Controllo biglietti al capolinea

  1. I biglietti non vengono venduti sui mezzi perché o li vende l’autista, rallentando così il viaggio facendo centinaia di biglietti al giorno, o li vende un bigliettaio, e ce ne vorrebbe uno su ogni bus e i bilanci dell’atac, come può vedere chiunque, non lo permettono, o li vende una macchinetta installata sui mezzi. In tal caso tutti li comprerebbero solo vedendo il controllore in procinto di salire. In tal caso l’azienda perderebbe soldi che dovrebbero essere posti a carico della comunità, o dovrebbe chiudere eliminando il servizio.
    Il concetto dovrebbe essere che il servizio va pagato da chi ne usufruisce e non pagato dagli altri.

    1. Se i biglietti vengono venduti dall’autista, il viaggio viene rallentato; è vero, ma allora dovresti spiegarmi perché in Spagna si fa così, almeno nelle città che ho visitato. Tra l’altro, basterebbe che i biglietti comprati sull’autobus costassero leggermente più dei biglietti comprati fuori, e allora tanta gente sarebbe portata a comprare i biglietti prima di salire sull’autobus, almeno se ne ha la possibilità.
      Il problema del bilancio dell’ATAC può e deve essere risolto. Mi risulta che alcuni dirigenti dell’ATAC guadagnano più o meno lo stesso stipendio del presidente degli Stati Uniti d’America. Perché non riducono lo stipendio dei dirigenti? Se lo fanno, potrò credere a chi parla di problemi di bilancio. Tra l’altro, assumendo bigliettai, verrebbe ridotto il problema della disoccupazione.
      Se mettessero distributori automatici in tutti gli autobus (come già si fa nei tram di Alicante), forse tanta gente comprerebbe il biglietto solo all’arrivo dei controllori, ma non tutti farebbero in tempo a comprare e timbrare il biglietto. È vero che alcuni viaggiatori, approfittando della quasi coincidenza tra l’ora del timbro e quella del verbale, possono fare ricorso, ma è sempre una scocciatura in confronto all’essere lasciati in pace per aver viaggiato con biglietto regolare.
      Io odio gli scrocconi, ma certa gente scrocca per impossibilità di fare diversamente.
      Se vuoi commentare gli altri problemi di cui ho parlato nell’articolo, per me sarà un piacere.

  2. Se in un bus di linea linea atac salgono, diciamo, cinquecento persone nel corso di tutta la tratta, l’autista che dovesse fare cinquecento biglietti, anche mettendoci quindici secondi per ciascuno tra biglietto pagamenti e resto, ci metterebbe due ore e cinque minuti complessivi. Se anche solo la metà delle persone utilizzasse questa possibilità, il viaggio durerebbe comunque oltre un’ora di più, diventando incompatibile con il servizio da offrire.
    Le linee dove l’autista fa il biglietto a bordo sono sempre quindi in città piccole, o su tratte molto poco frequentate, o con un bus ogni pochi minuti, che non è il caso di Roma.
    I dirigenti dell’atac sono sessantatre. Guadagnano complessivamente sette milioni di euro, che sono moltissimi. Però l’atac perde duecento milioni di euro all’anno, che vengono pagati dal Comune, quindi da tutti. Anche da coloro che non usano i bus. È chiaro quindi che non è per gli stipendi dei dirigenti che l’atac non sta in piedi.
    Certamente con le macchinette a bordo non tutti farebbero in tempo a fare il biglietto, ma certo tutti ci proverebbero e gli “scrocconi” aumenterebbero. E così la perdita di bilancio e i soldi messi ogni anno dal comune.
    E io mi sono stancato del fatto di pagare per i soliti furbi.

    1. Il maggiore problema di bilancio non è rappresentato dai dirigenti? OK, ci credo, ma i dirigenti, riducendosi lo stipendio, farebbero capire che da parte loro c’è buona volontà per risolvere i problemi. Mi piacerebbe che i dirigenti ricevessero lo stesso stipendio degli autisti, almeno finché non vengono risolti i problemi di bilancio.
      Parli di città piccole. Vogliamo parlare di Madrid? Secondo Wikipedia, Madrid ha più abitanti di Roma, però là è possibile comprare biglietti sugli autobus, allo stesso prezzo del biglietto comprato fuori; almeno era così quando io stavo là.
      Un autobus ogni pochi minuti? Le compagnie serie fanno così. Una città come Roma dovrebbe avere tempi di attesa non superiori a 5 minuti tra un autobus e un altro; in questo modo, probabilmente tanta gente smetterebbe di usare l’automobile.
      Ti sei stancato degli scrocconi? Io mi sono stancato dei truffatori. L’ATAC truffa i viaggiatori dando servizi approssimativi a prezzi esorbitanti. A Madrid si paga meno che a Roma. Cinque anni fa a Madrid si pagava €1 per un biglietto dell’autobus. Quando vedo i controllori, mi viene voglia di menarli; l’autocontrollo è l’unica cosa che mi trattiene.
      Le perdite dell’ATAC vengono pagate dal comune di Roma? Da una parte mi sembra giusto, perché l’ATAC offre un servizio pubblico. Anche la sanità viene pagata da tutti; non solo da chi ne usufruisce.

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