Un pizzo chiamato canone

In Italia si paga un pizzo chiamato canone per il semplice possesso di televisori o altri strumenti in grado di visualizzare trasmissioni televisive; tale pizzo viene pagato alla RAI, una televisione di Stato, e la legge lo impone a tutti i cittadini in possesso degli strumenti di cui sopra, anche se tali cittadini non seguono le televisioni di Stato.

Manifesto contro il pizzo chiamato canone

Potrei accettare il pagamento obbligatorio di una tassa su televisori o altri strumenti elettronici se tale tassa venisse pagata allo Stato, che a sua volta potrebbe spendere tali soldi per scopi collettivi, mentre una tassa di quel tipo per pagare una televisione di Stato mi schifa altamente; è come se una televisione privata imponesse a tutti i cittadini il pagamento di una tassa; è una rapina legalizzata.

Secondo Wikipedia, dal 1954 si paga il pizzo chiamato canone. Tra l’altro, dovrei capire cosa trasmette la RAI di così utile; non so neanche se posso giudicare, in quanto raramente seguo la televisione in generale.

Mi piacerebbe sapere se il pizzo chiamato canone è presente anche in altri Stati; una pubblicità della RAI dice di sì, ma secondo me, tale pubblicità non fa testo; mi ricorda certe autorecensioni che leggo in Internet.

Tra l’altro, ultimamente ho saputo del canone speciale, che viene imposto ai titolari di attività commerciali che hanno uno o più televisori per uso pubblico.

Se io fossi presidente del Consiglio dei Ministri, abolirei il pizzo chiamato canone, una tassa inutile e dannosa per l’Italia.

Se qualcuno conosce un modo per non pagare il pizzo chiamato canone, gradirei che lo scrivesse in un commento qui; per ora ho trovato un modo, non esattamente legale, ma molto interessante.

 

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