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Colpo di Stato fallito in Turchia

Oggi (17 luglio 2016) mi è arrivata la notizia del colpo di Stato fallito in Turchia.

Secondo le informazioni che ho trovato in Internet, l’evento si è verificato nella notte tra il 15 e il 16 luglio.

Ancora non conosco le ragioni del colpo di Stato, ma ho letto le reazioni del governo, che mi inquietano.

colpo di Stato fallito in Turchia
immagine presa da Satiraptus

Mi risulta che Recep Tayyip Erdoğan ha ordinato l’arresto degli autori del colpo di Stato, e fin qui niente di strano, però mi risulta che tra gli arrestati ci sono vari giudici. Cosa c’entra la magistratura con il colpo di Stato? Per caso i magistrati hanno aiutato le forze armate a prendere il potere? In caso affermativo, come hanno fatto?

Tra l’altro, mi risulta che il parlamento turco ha intenzione di introdurre la pena di morte, che è stata abolita alcuni anni fa per agevolare l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Per quello che so, la Turchia non ha mai fatto parte dell’Unione Europea, in quanto la pena di morte era solo uno dei tanti problemi.

Mi risulta che il governo turco vìola i diritti umani, in quanto limita la libertà di stampa e non concede processi giusti agli imputati.

Spero di sbagliare, ma ho l’impressione che il presidente della Turchia ha trovato un pretesto per creare una dittatura. Probabilmente i cittadini appoggeranno il presidente, in quanto mi risulta che Recep Tayyip Erdoğan è stato eletto dai cittadini con una regolare elezione democratica. Quando il presidente avrà fatto la dittatura, sarà troppo tardi per opporsi. La mia è solo un’ipotesi, e spero che non corrisponda alla realtà.

Ho anche un’altra ipotesi. Probabilmente i precedenti governi turchi speravano che la Turchia potesse entrare nell’Unione Europea, e questo è il motivo principale per cui in Turchia è stata abolita la pena di morte. Probabilmente la pena di morte verrà ripristinata con la scusa che l’Unione Europea ha rifiutato la Turchia nonostante l’abolizione di tale pena.

Pagine esterne sul colpo di Stato fallito in Turchia

Repubblica

Il Fatto Quotidiano

Gazzetta dello Sport

La Stampa

Il Post

Il Tempo

Controllo biglietti al capolinea

Oggi sul 500 per Anagnina ho trovato i controllori. Dove? Alla stazione Anagnina, che sarebbe il capolinea. Cosa ho contro il controllo biglietti al capolinea? Lo spiegherò in questo articolo, spiegando anche le altre anomalie che ho visto oggi.

Già mi fa schifo l’ATAC per il servizio approssimativo che offre. Per come la vedo io, un servizio così approssimativo dovrebbe essere gratuito. Le tariffe dell’ATAC mi fanno leggermente meno schifo del pizzo chiamato canone, ma sono comunque inaccettabili.

Perché i viaggiatori non possono comprare biglietti all’interno degli autobus? Probabilmente perché in questo modo gli onesti regolarizzerebbero il proprio viaggio e darebbero meno soldi alla compagnia di trasporto pubblico. Servono soldi per i dirigenti, vero? Troppi viaggiatori onesti vengono multati per impossibilità di comprare il biglietto.

Oggi al capolinea di arrivo ho visto controllori assistiti da carabinieri e soldati. Per caso l’ATAC temeva la giusta vendetta da parte di gente stanca della truffa del trasporto pubblico indecente? Tra l’altro, si poteva scendere solo dalla porta anteriore, e solo dopo il controllo del biglietto; probabilmente l’autista aveva l’ordine di aprire la porta anteriore e tenere chiuse le altre. Io avevo la tessera annuale, ma altri probabilmente non avevano biglietto né tessera e neanche potevano sfuggire all’ingiusto controllo del pagamento. Ricordo un carabiniere che dopo aver visto la mia tessera mi chiede di scendere. Cosa c’entrano i carabinieri? Ora anche loro controllano i biglietti sugli autobus? Perché le forze dell’ordine possono controllare i biglietti mentre non hanno competenza per altri problemi del trasporto pubblico? Una volta a Cinecittà c’era un problema nella stazione della metropolitana; se ricordo bene, un lettore di tessere elettroniche non funzionava. Poiché alla stazione Cinecittà non c’era personale, ho segnalato il problema alla polizia; la risposta è stata che la polizia non ha competenza su tale problema. Non voglio prendere di mira gli agenti di pubblica sicurezza; so che fanno il loro lavoro ed eseguono ordini. Io prendo di mira chi fa leggi e regolamenti. Tra l’altro, non capisco perché fanno multe ai viaggiatori senza biglietto e non le fanno ai viaggiatori accattoni.

Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez

Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez è nato in Spagna, e precisamente a Reus, in provincia di Tarragona, ma possiede la cittadinanza nordcoreana oltre a quella spagnola.

Alejandro Cao in piedi vicino a una bandiera nordcoreana
Alejandro Cao in piedi vicino a una bandiera nordcoreana

Non ho capito come ha fatto Alejandro Cao ad acquisire la cittadinanza nordcoreana, ma so che lui si occupa di diffondere una versione della storia che piace al governo nordcoreano.

Come potete immaginare, gente come Alejandro Cao è molto utile per il governo nordcoreano. Non so cosa ci guadagna Alejandro Cao ad alimentare la propaganda nordcoreana; probabilmente a lui vengono concessi privilegi che normalmente non vengono concessi ai cittadini nordcoreani per nascita.

Se cercate in Internet, troverete tante pagine su Alejandro Cao de Benós, compresi vari filmati. C’è da dire che Alejandro Cao concede tante interviste; alle domande risponde con la sua versione della storia; uno così può solo piacere a Kim Jong-un.

Cos’altro posso dire? Tanti spagnoli si vergognano di Alejandro Cao, e anch’io sono schifato, anche se ho poco di spagnolo; probabilmente anche i dissidenti nordcoreani sono schifati; coloro che sono usciti possono testimoniare, e molti di loro hanno smentito la propaganda del governo nordcoreano. Alejandro Cao dice che tanti nordcoreani sono tornati nella Corea del Nord di loro iniziativa, e vari siti Internet lo confermano; probabilmente è vero, ma non perché la Corea del Nord sia vivibile, bensì perché è difficile adattarsi a uno Stato diverso da quello di origine; a me è bastato l’Erasmus per capirlo, anche se la Spagna non è molto diversa dall’Italia. Provate a immaginare le enormi differenze tra le due Coree! Sono bastati 50 anni di divisione per ottenere due Stati molto diversi tra loro.

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere gli altri articoli sulla Corea.

Probabilmente nei prossimi giorni riprenderò a parlare di problemi italiani.

Altre pagine su Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez

Articolo di Wikipedia su Alejandro Cao de Benós

Blog di Alejandro Cao de Benós

Intervista ad Alejandro Cao su Periodista Digital

 

 

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