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Definizione di terrorismo

Sapete dare una definizione di terrorismo? Dicono che non esiste una definizione universalmente accettata, di conseguenza ognuno ha la propria definizione. Secondo certe definizioni, il 90% degli esseri umani sono terroristi.

Qui copio la definizione di terrorismo secondo il dizionario del Corriere della Sera.

Modalità di lotta politica basata su atti di violenza indiscriminati (attentati, sabotaggi ecc.)

La parola «eccetera» è un po’ ambigua. Per come la vedo io, anche gli esperimenti nucleari fanno parte di quell’«eccetera», in quanto rappresentano un atto violento, anche quando non ci vanno di mezzo esseri umani, di conseguenza, anche fare esperimenti nucleari in un’isola deserta può essere un atto di terrorismo.

Francesco Cossiga usava la violenza come deterrente alle manifestazioni in piazza, di conseguenza può essere considerato terrorista.

Un giorno Silvio Berlusconi ha detto che avrebbe mandato le forze dell’ordine nelle scuole occupate, anche se il giorno successivo dice di non averlo mai detto.

Parlando di terrorismo, mi vengono in mente due fatti che si sono verificati l’11 settembre di due anni diversi; uno in Cile e uno negli Stati Uniti d’America. A cosa serviva il colpo di Stato in Cile? Probabilmente a imporre un governo fantoccio. A cosa serviva l’attacco alle Torri Gemelle? Probabilmente a imporre vari divieti eccessivi, tra cui quello di portare liquidi nel bagaglio a mano in aereo. I regolamenti entrati in vigore dopo l’attacco alle Torri Gemelle mi ricordano la seconda strategia della manipolazione secondo Noam Chomsky; tale strategia consiste nel creare un problema e offrire una soluzione che altrimenti non verrebbe accettata; tale strategia è conosciuta in Italia come metodo Cossiga.

Mi viene in mente anche il governo italiano che manda le forze dell’ordine contro i No TAV, cittadini onesti che non vogliono i treni ad alta velocità.

definizione di terrorismo

Se dovessi citare tutti gli atti di terrorismo, dovrei scrivere un libro, perché un articolo non è sufficiente.

Concludo con collegamenti a pagine esterne, ognuna delle quali dà una definizione di terrorismo.

Enciclopedia Treccani

Dizionario Garzanti

Articolo di Alessandro Zijno

Gnosis

Sapere.it

Repubblica.it

Terroristi contro turisti

Come saprete, ultimamente c’è stato un attacco terroristico a Tunisi; terroristi sparavano contro turisti innocenti. Tra le vittime della sparatoria, ci sono turisti arrivati in Tunisia con navi da crociera; almeno due compagnie sono coinvolte: MSC e Costa Crociere; se ho capito bene, entrambe le compagnie hanno deciso di non fare più scali in Tunisia; io avrei fatto la stessa cosa, anche se so che il governo tunisino sta facendo il possibile per contrastare il terrorismo. Mi risulta che alcuni poliziotti tunisini hanno sparato contro i terroristi per difendere i turisti, e mi risulta che altri terroristi sono stati arrestati; mi fa piacere.

Polizia contro terroristi
Agenti tunisini vicino al Museo del Bardo (fotografia presa da La Stampa)

Mi piacerebbe capire cosa porta i terroristi ad attaccare gente innocente; spero di sbagliare, ma una mia ipotesi è che il governo tunisino sta applicando il metodo Cossiga.

Tra l’altro, non mi è chiaro il numero di vittime; so solo che quattro italiani sono morti.

Un po’ mi fanno schifo certi giornalisti; non sanno esprimersi in italiano; usano la parola «vittime» solo per i morti, ma anche i feriti sono vittime; non voglio generalizzare; ci sono anche giornalisti che si esprimono bene.

Il terrorismo è un problema di tanti paesi, ma i governi possono e devono contrastarlo, senza limitare eccessivamente la libertà dei cittadini.

Il terrorismo potrebbe essere giustificato se fosse contro un governo oppressivo, ma qui stiamo parlando di gente che ha attaccato turisti innocenti; a quella gente dò torto marcio.

Ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma penso di aver detto le cose più importanti.

Pagine esterne sui terroristi che hanno attaccato i turisti a Tunisi

Il Fatto Quotidiano

ANSA

Huffington Post

Repubblica

Repubblica (Cancellati gli scali a Tunisi)

Avviso di Viaggiare Sicuri del 18 marzo 2015

Avviso di Viaggiare Sicuri del 19 marzo 2015

 

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista (Roma, 4 agosto 1978) è un politico italiano, deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana con il Movimento 5 Stelle. (fonte: Wikipedia)

Alessandro Di Battista
Fotografia presente nel blog di Alessandro Di Battista

Avevo già scritto articoli sul Movimento 5 Stelle, ma questa volta voglio parlare di Alessandro Di Battista; ho ascoltato vari suoi interventi alla Camera dei Deputati. Mi è piaciuto molto l’intervento sul terrorismo. Premesso che non voglio giustificare le attività terroristiche, capisco certi terroristi. Bisogna prevenire le cause del terrorismo; c’erano tutti i mezzi per evitare di arrivare a certe situazioni.

Alessandro Di Battista si professa cristiano, ed è tra i pochi cristiani che mi stanno simpatici.

Alessandro Di Battista mi è piaciuto molto quando ha parlato dei marò prigionieri in India, ma anche altri interventi mi sono piaciuti molto. Uno dei miei interventi preferiti è quando Alessandro Di Battista dice: «Puniteci! Sanzionateci se ce lo meritiamo, ma prima sbattete fuori i ladri!».


Dodici parlamentari pentastellati erano saliti sul tetto di Montecitorio per difendere la Costituzione italiana; se loro meritano una punizione, i parlamentari disonesti meritano di peggio.

Tra l’altro, Alessandro Di Battista sostiene il reddito di cittadinanza, che secondo me risolverebbe tanti problemi. Tra l’altro, mi risulta che è l’Unione Europea a chiedere al governo italiano di istituire il reddito di cittadinanza. Si direbbe che anche l’Unione Europea ogni tanto fa qualcosa di utile.

In Internet ho trovato un filmato in cui Alessandro Di Battista incontra il Dalai Lama, ma non riesco a vedere tale filmato; non so perché.

In un filmato recente si vede Alessandro Di Battista che fa una conferenza interessante.

Alessandro Di Battista mi è piaciuto molto quando ha parlato della repubblica del bon ton.

Ho l’impressione di aver dimenticato qualcosa, ma posso sempre aggiornare questo articolo.

Probabilmente nel mio sito Internet aprirò una pagina dedicata ad Alessandro Di Battista, come ho già fatto con Lambrenedetto XVI e come farò con altri.

Nei prossimi giorni scriverò un articolo su Paola Taverna, che tra l’altro ha scritto una poesia che potete trovare in una delle mie pagine.

Charlie Hebdo

Charlie Hebdo è un periodico settimanale satirico francese dallo spirito caustico e irriverente.

L’azione di critica è rivolta in primis alla difesa delle libertà individuali, civili e collettive, com’è difeso il diritto alla libertà d’espressione a partire dal proprio interno: non è infatti raro che i differenti redattori si siano trovati in disaccordo su temi più o meno importanti, per esempio in occasione del Referendum sulla Costituzione Europea. (fonte: Wikipedia)

Io sono Charlie Hebdo
Io sono Charlie Hebdo

Come molti di voi sapranno, ieri (7 gennaio 2015) c’è stato un attacco terroristico alla sede parigina di Charlie Hebdo. Secondo gli articoli che ho letto ieri e oggi, l’attacco è stato fatto da estremisti musulmani; apparentemente, il motivo è la pubblicazione di vignette che facevano satira sull’islam; un motivo futile per i miei gusti.

L’attacco alla sede di Charlie Hebdo, oltre a essere un atto criminale, mi sembra un atto di stupidità. Io solo ieri ho saputo dell’esistenza di quel giornale; senza l’attacco terroristico, non avrei saputo niente.

Se io conoscessi il francese, farei l’abbonamento a Charlie Hebdo, per il semplice motivo che mi piace molto la satira. Quando leggo Charlie Hebdo, mi sembra di lèggere il Vernacoliere; sarebbe interessante un incontro tra i direttori dei due giornali. Parlando di satira, mi viene in mente Luis Quiles, su cui scriverò un articolo separato, e mi viene in mente anche il mio articolo sull’umorismo nero.

Probabilmente nei prossimi giorni emergeranno ulteriori dettagli sull’attacco alla sede di Charlie Hebdo.

Pagine esterne su Charlie Hebdo e sul relativo attacco terroristico

Sito ufficiale

Corriere della Sera (Strage in redazione)

Corriere della Sera (La premonizione del direttore)

Repubblica (Assalto al giornale Charlie Hebdo)

La Stampa (Quella satira «cattiva» che disturbava i perbenisti)

Il Messaggero (Spari al giornale Charlie Hebdo)

Il Fatto Quotidiano (Identificati gli attentatori)

Il Fatto Quotidiano (Mitra contro vignette)

Il Fatto Quotidiano (A chi serve questa guerra?)

Il Fatto Quotidiano (Lutto nazionale)

Il Fatto Quotidiano (Solidarietà in Europa)

Il Fatto Quotidiano (Perché i conti non tornano)

 

Vignette pubblicate su Charlie Hebdo

Charlie HebdoCharlie HebdoCharlie HebdoCharlie HebdoCharlie Hebdo

Botti di Capodanno

Voglio parlare dei botti di Capodanno, cioè, dei fuochi artificiali che ogni anno vengono sparati nella notte tra il 31 dicembre e il I gennaio. Per come la vedo io, tali botti sono indice di inciviltà, per motivi che spiegherò fra poco.

Il suono dei fuochi artificiali è simile a quello delle bombe; l’ho sentito dire da gente che ha vissuto la guerra.

I fuochi artificiali spaventano gli animali, che in questo modo fanno azioni rischiose. Ho saputo di cani e gatti che si sono lanciati dai balconi, ma anche di uccelli che hanno volato alla cieca schiantandosi contro muri e lampioni.

Tra l’altro, i fuochi artificiali possono essere pericolosi per chi li usa. Ho saputo di gente che ha perso parti del corpo grazie ai fuochi artificiali; questo succede quando si usano fuochi artificiali illegali, ma anche quando i fuochi artificiali vengono usati male.

I fuochi artificiali sono anche una minaccia per l’ambiente, in quanto sono responsabili di una quantità non trascurabile delle polveri fini presenti nell’aria.

Pagine esterne sui botti di Capodanno

La Stampa (251 feriti)

Repubblica (251 feriti per i botti)

Corriere della Sera (Bambino in prognosi riservata)

Leggo (Almeno 251 feriti)

Rai News (Bollettino di guerra: decine di feriti)

Firmiamo.it (petizione contro i botti di Capodanno)

Change.org (legge nazionale contro i botti di Capodanno)

Animal Republic (no ai botti di Capodanno)

Green Me

Bergamo News

Cronaca Milano

Immagini relative ai botti di Capodanno

Campagna contro i botti di Capodanno
Campagna contro i botti di Capodanno

 

I cani hanno paura dei botti di Capodanno
I cani hanno paura dei botti
Campagna del Coniglio Nano contro i botti di Capodanno
Campagna del Coniglio Nano
Botti? No, grazie!
Botti? No, grazie!

 

Cane spaventato dai botti di Capodanno viene infilzato mentre cerca di saltare un cancello
Cane infilzato dalle punte di un cancello
Immagine forte sulle conseguenze dei botti di Capodanno
Perdita di una mano a causa dei botti di Capodanno (immagine presa da Road TV Italia)
Umorismo sui botti di Capodanno
Umorismo sui fuochi artificiali

Arti marziali e legittima difesa

Ci sono due regole per avere successo nelle arti marziali. Regola numero uno: non dire mai agli altri tutto ciò che sai. (Anonimo)

 

Premesso che non sono esperto di arti marziali, ho deciso di scrivere un articolo per quel poco che so, per il semplice motivo che in Internet ho trovato articoli interessanti sulle arti marziali e sulla legittima difesa; interessanti in senso negativo secondo me.

In vari siti Internet ho letto che la pratica di arti marziali viene considerata aggravante nei processi quando si è imputati per violenza, e questo mi dà l’amaro in bocca. So che tra i praticanti di arti marziali c’è gente violenta, ma non tutti sono così, anzi, molti cercano di evitare la violenza proprio perché sanno che altrimenti potrebbero fare danni gravi.

Parlando di legittima difesa, ho letto una cosa che mi schifa altamente: se qualcuno mi colpisce con un bastone e io con un altro bastone lo uccido, vengo processato per omicidio; viene riconosciuta l’attenuante della provocazione, ma difficilmente viene riconosciuta la legittima difesa. Questo fatto già mi schifa in sé, ma lo schifo sale quando penso ai delinquenti che hanno ucciso Stefano Cucchi e ai delinquenti che hanno ucciso Federico Aldrovandi; tali delinquenti lavoravano nelle forze dell’ordine, pertanto dovrebbero essere puniti più pesantemente, invece a loro sono state date pene ridicole. Se quattro cittadini avessero ucciso un poliziotto a bastonate, a quale pena sarebbero stati condannati? E soprattutto, avrebbero conservato il posto di lavoro?

Se io, all’interno della mia abitazione o del mio ambiente di lavoro, ferisco o uccido qualcuno che sta rubando, sono punibile per la legge? E soprattutto, se qualcuno mi minaccia per avere i miei beni, posso difendermi usando la violenza una volta cessata la minaccia? So che una volta era necessario il pericolo attuale; non so se ultimamente è cambiato qualcosa. Mi viene in mente il caso di Giovanni Petrali, un tabaccaio di Milano che ammiro molto, ma da anni non ne sento parlare. Vogliamo parlare del picconatore Kabobo? Mi risulta che è stato condannato a 20 anni di reclusione; secondo me è poco, perché normalmente l’omicidio volontario è punito con pene non inferiori a 21 anni di reclusione.

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Immagine presa da Facebook

Vogliamo andare avanti? Se qualcuno usa la violenza contro di me, con o senza armi, e io reagisco usando solo le mani, ferendo o uccidendo la persona che mi ha aggredito, sono punibile per la legge?

Per ora penso di aver detto le cose più importanti. Probabilmente ho deluso i lettori che si aspettavano più parole sulle arti marziali, ma è un argomento di cui so poco. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere il mio articolo sulla violenza domestica e quello sull’energia negativa, ma anche quello sulla giustizia italiana.

Aforismi su violenza, arti marziali e legittima difesa

Dove si può scegliere solo tra codardia e violenza, sceglierei la violenza. (Mohandas Gandhi)

Meglio un brutto processo che un bel funerale (Anonimo)

Quando ti alleni, devi rispettare le regole. Quando combatti, puoi scegliere di non rispettare le regole. (He Jinbao)

I genitori moderni non menano mai i propri figli se non per legittima difesa. (Jean-Luc Michel)

Pagine esterne su violenza, arti marziali e legittima difesa

Articolo di Wikipedia sulle arti marziali

Articolo di Wikipedia sulla legittima difesa

Articolo di Wikipedia sull’autodifesa

Articolo dell’enciclopedia Treccani sulla legittima difesa

Npensieri (Frasi sulle arti marziali)

Ziran Neigong Quan

Pagina dedicata a Bruce Lee

Pagina sul krav maga

Difesa marziale e difesa legale

Legittima difesa secondo il codice penale italiano

Leggi sulla difesa personale

Altra pagina di leggi sulla difesa personale

Giuncarossa (ulteriore pagina di leggi)

 

Energia negativa

Come possiamo espellere l’energia negativa che abbiamo dentro di noi? Qualcuno chiederà cosa c’entra con l’argomento principale del blog; chi ha pazienza lo capirà dopo aver letto tutto l’articolo. Nell’articolo precedente ho detto che volevo parlare dell’energia negativa e di come espellerla.

Energia negativa
Immagine presa da un altro sito Altervista

Per come la vedo io, esistono vari modi per liberarsi della propria energia negativa, ma citerò solo quelli che non danneggiano nessuno.

So per esperienza che è utile parlare dei propri problemi con persone fidate, per esempio con i propri amici, ma anche con psicologi. Ultimamente ho scritto un articolo sul mese del benessere psicologico.

Una volta ho letto un articolo che dice che vedere film violenti aiuta a espellere la propria energia negativa; probabilmente dipende dal film; per esempio, a me piacciono molto i film in cui i cattivi pagano caro per ciò che hanno fatto. Non riesco a trovare quell’articolo, ma ne ho trovato un altro sui film violenti.

Io spesso gioco a giochi violenti; non potendo fare certe cose nella realtà, le faccio nei giochi, liberando l’energia negativa che è dentro di me. Tra l’altro, mi risulta che l’Unione Europea finanzia la creazione di videogiochi; mi piace, ma continuo a dire che l’Unione Europea è inutile per come funziona attualmente.

È chiaro che certe cose devono essere tenute fuori dalla portata dei bambini, altrimenti c’è rischio di imitazione.

Un altro modo per espellere l’energia negativa può essere praticare un’attività faticosa, preferibilmente di combattimento; per esempio, io ho seguito un corso di capoeira, su cui ho intenzione di scrivere un articolo.

Un modo non violento può essere praticare un’attività rilassante; per esempio, quando io stavo a Tenerife per l’Erasmus, ho partecipato a sedute di sahaja yoga. (*) Esistono vari yoga, diversi tra loro, ma tutti rilassanti. Forse dovrei scrivere un articolo sullo yoga; lo scriverò quando avrò acquisito informazioni sufficienti in merito.

Per chi non avesse capito cosa c’entra l’energia negativa con la politica, cito il Dalai Lama: «Se ad ogni bambino di otto anni insegnassimo a meditare, elimineremmo la violenza dal mondo nel giro di una generazione».

Se io fossi ministro della pubblica istruzione, metterei un’ora giornaliera di meditazione in tutte le scuole d’Italia. Che tipo di meditazione? Non lo so; dovrei consultare qualche esperto.

(*)Aggiornamento del 25 dicembre 2015

Ieri ho aggiornato l’articolo sul sahaja yoga, ma avevo dimenticato di aggiornare questo articolo. È vero che il sahaja yoga mi rilassava, ma poi ho capito che non è yoga; potremmo chiamarlo yogurt, come dice Luca di «Da grande voglio fare il Buddha». Stando a quello che ho sentito, il sahaja yoga è tutt’altro che raccomandabile.

Violenza domestica

Quando sentite parlare di violenza domestica, cosa vi viene in mente? La violenza contro le donne? La violenza contro i bambini? In questo articolo parlerò prevalentemente del secondo caso.

C’è da dire che esistono anche casi di violenza di donne contro uomini; forse casi di quel tipo sono più rari, ma ritengo giusto parlarne.

Parlando di violenza contro i bambini, mi vengono in mente tanti «genitori» che usano la violenza contro i propri figli; tale violenza può essere fisica (percosse o lesioni) o verbale (insulti o minacce). Tanti casi restano impuniti perché le vittime non hanno il coraggio di denunciare; spesso, anche se non sempre, è già tanto se le vittime ne parlano con persone fidate. Spesso gli autori di abusi cercano di sembrare persone tranquille, e troppe volte ci riescono. Troppi casi si concludono con omicidi, che possono essere commessi dall’abusatore contro l’abusato o dall’abusato contro l’abusatore. Quando si arriva all’omicidio, spesso vengono fuori tante verità nascoste, ma a quel punto è troppo tardi.

C’è un modo per prevenire almeno i casi più gravi? Mi vengono in mente alcune soluzioni; bisognerebbe provarle per capire se sono efficaci.

Se venisse istituito il reddito minimo garantito, ogni cittadino potrebbe liberarsi della propria famiglia di origine almeno in età adulta; forse è troppo tardi, ma probabilmente i casi di violenza domestica diminuirebbero.

Se a ogni cittadino capace di intendere e di volere, ancora non maggiorenne, venisse concesso di scegliere un tutore alternativo, sarebbe un grande passo avanti.

Nelle scuole di ogni ordine e grado potrebbero mettere personale che si occupa di capire se gli studenti sono vittime di violenza domestica; in questo modo si potrebbero prendere provvedimenti in merito, in modo da evitare le conseguenze più gravi.

Vogliamo parlare della violenza nelle scuole? In troppe scuole d’Italia, i docenti fanno violenza contro gli studenti; alcuni casi vengono scoperti dalle forze dell’ordine e vengono puniti, ma altri casi restano ignoti. Per come la vedo io, il governo italiano dovrebbe fare di più.

Tra l’altro, in certe scuole italiane viene fatta propaganda; per esempio, in certe scuole elementari, quando un bambino è abbastanza intelligente da capire che una maestra è cattiva, un’altra maestra cerca di convincerlo che invece è buona.

Il discorso sulla propaganda mi ricorda certi governi, che impongono il potere con la forza ma anche con altri mezzi.

Che sia una famiglia, una scuola o uno Stato, il succo è lo stesso; si parla sempre di violenza; cambiano solo gli autori e le vittime.

Parlando di violenza domestica, mi viene in mente un video di Ivy Queen e uno delle K-Narias; chi ascolta reggaeton sa di chi parlo.


Forse ho saltato di palo in frasca; spesso non riesco a fare diversamente.

Altri articoli sulla violenza domestica

Articolo di Wikipedia sulla violenza domestica

Articolo di Wikipedia sulla violenza contro gli uomini

Violenza sugli uomini da parte delle donne

Violenze sessuali sugli uomini

Perché la violenza contro gli uomini non viene denunciata

Glenda Mancini, la donna che denuncia la violenza domestica subita dagli uomini

Violenza domestica: una legge per intervenire anche senza denuncia

Pagina dell’Arma dei Carabinieri sulla violenza domestica

Parlare chiaro sulle sculacciate

Dieci ragioni per non picchiare i vostri bambini

Articolo di Maurilio Lovatti

Pagina dell’UNICEF relativa alla violenza sui bambini

Articolo di Psicologi-Italia