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Lambrenedetto XVI

Un po’ di tempo fa ho conosciuto Lambrenedetto XVI, che spesso parla di problemi italiani e confronta l’Italia con altri Stati. Ho visto filmati di Lambrenedetto XVI su Youtube, ma Lambrenedetto XVI è presente anche in altri siti Internet.

Fotografia di Lambrenedetto XVI
Fotografia di Lambrenedetto XVI presente nel sito sui viaggi in Germania

Ho visto un filmato relativo alla monnezza presente sulle strade della Lombardia, alla faccia di chi dice che la monnezza sta solo a Napoli.

Ho visto un filmato sulla mancanza di manutenzione, che spesso porta a problemi come allagamenti.

Ho visto filmati relativi alle strade e alle stazioni ferroviarie di Cipro e del Portogallo.


Ho visto anche un filmato sul reddito di cittadinanza, presente in ogni paese civile.

L’Italia è un paese del terzo mondo; per capirlo è sufficiente fare un confronto con altri Stati d’Europa.

Mi è piaciuto molto il filmato sul menefreghismo italiano; mi ricorda una canzone degli 883 e una degli Articolo 31; secondo me, entrambe le canzoni rendono bene l’idea sull’italiano medio.



Cos’altro posso dire su Lambrenedetto XVI? Per ora so poco, ma ci sono pagine esterne che ne parlano dettagliatamente.

Sito ufficiale

Linkiesta

Portale del Ticino

FreeNovara

Incazzatodentro

Viaggio in Germania

 

Se trovo altre cose interessanti su Lambrenedetto XVI, aggiornerò l’articolo.

 

Aggiornamento del 6 febbraio 2015

Ora il mio sito Internet ospita una pagina dedicata a Lambrenedetto XVI, al secolo Lorenzo Lambrughi.

Rifiuti interurbani

Vi è mai capitato di produrre rifiuti in una città e doverli buttare in un’altra città? Io definisco questo fenomeno con il nome «rifiuti interurbani».

In varie città italiane, mancano i cassonetti dove sarebbero molto utili; la conseguenza è che tanta gente, per inciviltà o per pigrizia, lascia i rifiuti per terra.

A Cagliari viene punita l'introduzione di rifiuti interurbani nei cassonetti
Mappa di una città da sconsigliare come destinazione turistica, in quanto il comune punisce il senso civico

Per fortuna ci sono anche tanti italiani che presi dal senso civico, raccolgono i rifiuti altrui e li portano al cassonetto più vicino; li ammiro. Qual è il problema? In alcune città italiane, regolamenti comunali del cazzo vietano di introdurre nei cassonetti rifiuti provenienti da altre città; fanno eccezione i residenti, che sono autorizzati a introdurre rifiuti nei cassonetti indipendentemente dalla provenienza dei rifiuti stessi; potrei capirlo (non giustificarlo) se tale regola fosse scritta sui cassonetti, però mi risulta che sui cassonetti non c’è scritto niente. Non so neanche se a Roma vige la stessa regole sui rifiuti interurbani; questo significa che è difficile sapere certe cose.

Conoscete la storia di Ilaria Montis? Io l’ho letta in vari siti Internet. Tra l’altro, mi piacerebbe sapere se la protagonista ha dato il consenso per la comunicazione del nome per esteso, ma ora non voglio parlare di questo; ne parlerò in un altro articolo.

Ilaria Montis, dopo aver fatto un bagno in una spiaggia di Piscinas, ha raccolto un po’ di rifiuti presenti sulla spiaggia; vedendo che non c’erano cassonetti, ha portato i rifiuti a Cagliari, dove li ha introdotti in un cassonetto; per questa azione degna di una medaglia, Ilaria Montis è stata multata.

Perché i vigili non multano chi lascia i rifiuti per terra? Perché puniscono il senso civico invece di premiarlo?

Avrei ancora tante cose da dire, ma rischio di scendere nella volgarità.

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La dittatura nordcoreana

Ultimamente ho visto vari documentari sulla dittatura nordcoreana. Il governo nordcoreano fa tante porcate; cerca di nasconderle, ma qualcosa viene fuori.

bandiera della dittatura nordcoreana
Bandiera della Corea del Nord

Ho visto documentari sulle prigioni nordcoreane, in cui finiscono i cittadini che esprimono disaccordo verso il governo.

Il governo nordcoreano fa il possibile per impedire ai cittadini di uscire dal loro paese, ma alcuni nordcoreani riescono a scappare; alcuni vengono catturati dalla polizia cinese e vengono portati nella Corea del Nord, ma non si sa cosa succede dopo; alcuni nordcoreani riescono a raggiungere la Corea del Sud o altri Stati vivibili.

Tanti nordcoreani fuggitivi testimoniano, e le testimonianze sono inquietanti.

Oggi ho visto un documentario in cui vengono intervistati vari nordcoreani, tra cui un ex torturatore pentito.

I documentari che ho visto ultimamente sono in spagnolo; per ora non ho trovato niente in italiano.

Tra l’altro, cittadini di tanti Stati possono visitare la Corea del Nord come turisti, ma devono seguire i percorsi decisi dalle guide, che ovviamente eseguono gli ordini del governo.

I turisti che visitano la Corea del Nord vedono solo la parte migliore, come i musei, in alcuni dei quali viene falsificata la storia; per esempio, si parla degli Stati Uniti d’America come del nemico più pericoloso. Non voglio santificare il governo statunitense, né quello attuale, né quelli precedenti, ma il governo nordcoreano fa di peggio per quanto riguarda i diritti umani. Nella Corea del Nord, se un cittadino commette un crimine, non solo quel cittadino, ma tutta la famiglia può finire in prigione; è qualcosa di molto peggio della legge delle bande vigente in Texas.

Tra l’altro, mi danno l’amaro coloro che parlano bene della Corea del Nord dopo averla visitata come turisti; il primo esempio che mi viene in mente è Antonio Razzi, ma non è l’unico.

Vogliamo parlare di Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez? È nato in Spagna, ma oltre ad avere la cittadinanza spagnola, ha la cittadinanza nordcoreana; non so come l’ha acquisita, ma ho ascoltato alcune interviste.

Ho trovato anche un filmato che parla della Corea del Nord in modo umoristico.

Avrei ancora altre cose da dire sulla dittatura nordcoreana, ma per ora mi fermo qua. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sulla guerra di Corea e quello sui paesi divisi dai muri.

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

Informazioni turistiche

Dopo aver visitato la Comunità Valenziana, voglio parlare degli uffici informazioni turistiche; non mi sembra di averli visti in altre parti della Spagna, mentre ne ho visitati alcuni a Roma.

informazioni turistiche
Simbolo presente negli uffici informazioni turistiche della Comunità Valenziana

Secondo me, gli uffici informazioni turistiche sono molto utili, soprattutto per chi viene da fuori, ma non solo. Volete sapere dove si trova una via? Potete chiedere nel primo bar che trovate, ma non è detto che qualcuno sappia rispondere. Volete sapere dove si trovano ristoranti di un certo tipo? Tabaccherie? Cartolerie? Supermercati? Spiagge nudiste? Monumenti? Musei? Negli uffici informazioni turistiche della Comunità Valenziana, ogni volta trovavo le risposte che cercavo. Non ho mai chiesto informazioni sulle case di tolleranza, su cui penso di scrivere un articolo separato.

Ogni volta che chiedevo informazioni in un ufficio per il turismo, mi veniva data una mappa, su cui veniva segnato il luogo di cui chiedevo informazioni; se stava vicino all’ufficio, mi veniva detto dov’era e quanto ci si metteva a piedi; se stava lontano dall’ufficio, mi veniva detto quali mezzi pubblici dovevo prendere, e in certi uffici mi davano anche mappe del trasporto pubblico. In alcuni uffici, su richiesta, mi davano mappe della provincia interessata (Castellón, Valenzia, Alicante), ma anche mappe di tutta la Comunità Valenziana.

Quando chiedevo informazioni su ristoranti di un certo tipo (per esempio vegetariani o vegani), in certi uffici mi davano la guida dei ristoranti, dicendomi chiaramente che non potevano consigliarmene uno in particolare, in quanto tale consiglio sarebbe pubblicità; è ovvio che se un ristorante si trova in una via di cui conosco il nome, posso chiedere dove si trova la via, altrimenti, se non conosco il nome della via, la trovo nella guida. Negli uffici informazioni turistiche di Alicante non davano guide dei ristoranti; non so perché. Io ho ancora la guida dei ristoranti di Vinaròs; per me è un ottimo ricordo.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, Valenzia ha varie linee di metropolitana, ma non raggiungono tutti i quartieri; Alicante ha linee tranviarie, che raggiungono altre città, anche abbastanza lontane, tra cui Benidorm; tra l’altro, alcune linee tranviarie di Alicante fanno lunghi tratti sotterranei; era la prima volta che vedevo questa cosa. Castellón non ha metropolitana né tram.

Per quanto riguarda i musei, non basta un articolo per parlarne.

Perché ho scritto un articolo sugli uffici informazioni turistiche della Comunità Valenziana? Secondo me, uffici di quel tipo sono molto utili, infatti io li metterei in tutte le città; come dicevo prima, ne ho visitati alcuni a Roma, soprattutto per sapere dove trovare una stazione della metropolitana; mi veniva data una mappa e veniva segnata la stazione.

L’Isola delle Rose

L’Isola delle Rose era uno Stato, fondato da Giorgio Rosa su una piattaforma nel Mare Adriatico, poco lontano dalle acque territoriali italiane.

Giorgio Rosa ha progettato la piattaforma e ha dichiarato l’indipendenza del suo Stato, coniando una propria moneta, emettendo propri francobolli e scegliendo l’esperanto come lingua ufficiale; in più, l’Isola delle Rose aveva una propria bandiera.

Bandiera dell'Isola delle Rose
Bandiera dell’Isola delle Rose

Secondo me, Giorgio Rosa ha avuto un’idea geniale; forse il suo errore è stato costruire la piattaforma vicino alle acque territoriali di uno Stato già esistente. Da Wikipedia risulta che dove finiscono le acque territoriali, non iniziano immediatamente le acque internazionali, ma c’è una zona chiamata fascia contigua; resta da capire se era così anche ai tempi in cui era presente la piattaforma; se non era così, il governo italiano ha commesso una grave violazione.

Non spiegherò dettagliatamente la storia dell’Isola delle Rose; lo fanno già altre pagine che ho trovato in Internet. Mi limiterò a dire alcune mie opinioni.

Per come la vedo io, il governo italiano si è dato la zappa sui piedi, perché l’Isola delle Rose portava turismo, non solo all’isola stessa, ma anche all’Italia, in quanto era necessario passare per Rimini per raggiungere l’Isola delle Rose. Tanta gente è incuriosita dai piccoli Stati, e questo è uno dei motivi per cui San Marino ha i suoi lati positivi per l’Italia così come Andorra ha i suoi lati positivi per la Spagna e la Francia.

È stato fatto un film che spiega dettagliatamente la storia dell’Isola delle Rose; quel film è prevalentemente in esperanto, ma le interviste sono in lingua originale, cioè in italiano.

Se non avete la pazienza di guardare tutto il film, vi consiglio di guardare almeno il filmato di presentazione (trailer). Se invece avete tanta pazienza, vi consiglio di cercare altri articoli e altri filmati.

Tra l’altro, ho notato che è stato scritto un romanzo ispirato all’Isola delle Rose; sorvolando sull’autore, che ha la fama di non mantenere le promesse fatte, ho tanta curiosità di lèggere quel libro.