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Dimissioni di Ignazio Marino

Ieri mi è arrivata la notizia delle dimissioni di Ignazio Marino, come sarà arrivata a molti di voi.

Se avete letto certi miei articoli, saprete che ho un’opinione molto negativa su Ignazio Marino; uno dei motivi è che Ignazio Marino non ha risposto a nessuno dei miei messaggi, nonostante io fossi candidato al consiglio comunale con una lista che lo sosteneva.

Oltre alle mancate risposte di Ignazio Marino, c’è un altro motivo per cui la mia opinione su di lui è negativa: Ignazio non ha mantenuto certe promesse fatte in campagna elettorale; per esempio, non ha migliorato il trasporto pubblico, almeno per quello che ho visto.

manifestazione per le dimissioni di Ignazio MarinoNonostante tutto, non è detto che sia un bene che Ignazio Marino abbia dato le dimissioni dal comune di Roma. Mi risulta che tali dimissioni sono state chieste da Matteo Renzi. Per caso Ignazio Marino ha fatto cose che non sono piaciute al Partito Tutt’Altro Che Democratico? Tra l’altro, mi risulta che anche altri del PD si sono schierati contro Ignazio Marino. Forse Ignazio Marino è tra i più puliti del PD, anche se ha fatto cose che non mi sono piaciute.

Ieri godevo per le dimissioni di Ignazio Marino, ma oggi no, perché ho letto articoli su certe cose buone che Ignazio ha fatto per Roma.

Ho trovato petizioni in Internet; alcune a favore di Ignazio Marino, altre contro.

Ho firmato la petizione a favore di Ignazio Marino, chiedendo a Ignazio di ritirare le dimissioni. Come saprete, il sindaco può ritirare le dimissioni entro 20 giorni.

Il mio nome è visibile nella lista dei firmatari della petizione per il ritiro delle dimissioni. Come ho detto prima, Ignazio Marino non ha risposto a nessuno dei miei messaggi, ma non è detto che non li abbia letti; forse si ricorda di me.

In caso di conferma delle dimissioni, chi sarà il prossimo sindaco? Spero che non sia del PD né di Forza Italia.

Penso di candidarmi per le prossime elezioni comunali, ma ancora non so con quale partito; forse con Azione Civile, ma ancora devo decidere. Se non mi candido, non so per chi votare, ma il mio dubbio sarà tra Azione Civile e Movimento 5 Stelle.

Alessandro Di Battista ha detto che non si candida al comune di Roma; da una parte preferisco così, perché il parlamento ha bisogno di Alessandro Di Battista. Sicuramente ci saranno altri pentastellati disponibili.

Pagine esterne sulle dimissioni di Ignazio Marino

Dagospia

Il Post

Huffington Post

SkyTG24

Roma fa schifo

Il Sole 24 Ore

Il Fatto Quotidiano

Libero Quotidiano

Giornalettismo Ignazio Marino ora vuole vendetta

Repubblica — Cittadini mettano M5S alla prova

L’Unità — Dimissioni al veleno

La Stampa — Lascio ma ho 20 giorni per ripensarci

Internazionale — Le dimissioni di Ignazio Marino viste dai giornali stranieri

Il Manifesto — Lettera di dimissioni di Ignazio Marino

ANSA — Videomessaggio di dimissioni di Ignazio Marino

Il Secolo XIX — Formalizzate le dimissioni di Ignazio Marino

Musica in metropolitana

In questo articolo parlerò della musica in metropolitana.

Se avete preso la metropolitana a Roma, saprete che in certe stazioni si sente musica; lo apprezzerei se ci fossero sale divise a seconda del genere, invece tutti devono sentire la stessa musica. Se la radio della stazione diffonde una canzone, tutti devono sentirla; mi sembra mancanza di rispetto per chi non vuole sentire quella canzone. Può capitare a tutti di non voler sentire una canzone in particolare, per un motivo o per un altro. Può non piacere il genere. Può non piacere l’autore o il cantante. Certe canzoni fanno venire in mente ricordi tutt’altro che piacevoli.

Per come la vedo io, l’ATAC ha due possibilità:

1Smettere di diffondere musica in metropolitana, usando gli altoparlanti solo per le comunicazioni relative al trasporto pubblico

2Dividere ogni stazione della metropolitana in zone in cui è possibile sentire generi musicali diversi, o almeno canzoni diverse, lasciando comunque una zona senza musica

Per come la vedo io, la musica in metropolitana non è del tutto sbagliata; chiedo solo che vengano rispettati i gusti musicali di tutti i viaggiatori.

Tra l’altro, sarebbe interessante organizzare concerti di cantanti emergenti nelle stazioni della metropolitana; non solo concerti, ma anche eventi di altro tipo.

Mi viene in mente l’articolo sull’interpretazione dei sogni.

Una volta ho sognato un concerto dei Rimini Project che si svolgeva nella stazione Arco di Travertino. I cantanti stavano sui binari, mentre noi spettatori stavamo sulle banchine. Quel sogno mi è capitato dopo l’incidente di Valentina Giovagnini, infatti potrebbe significare che temo la morte dei miei cantanti preferiti.

Ovviamente non propongo esibizioni sui binari. I cantanti e gli altri artisti potrebbero esibirsi sulle banchine, o comunque in aree dove non fanno danni a nessuno né rischiano di subire danni, fermo restando che non tutti devono essere costretti a sentire lo spettacolo.

Sto pensando di scrivere a Ignazio Marino, ma so già che non mi arriverà alcuna risposta.

Viaggiatori onesti multati

In questo articolo parlerò dei viaggiatori onesti che vengono multati ingiustamente.

Il trasporto pubblico di Roma mi fa incazzare altamente; un po’ perché funziona in modo approssimativo, un po’ perché gli scioperi sono frequenti, un po’ perché i controllori fanno i fiscali quando dovrebbero essere i primi a sapere quanto fa schifo il trasporto pubblico di Roma. La cosa che mi fa più schifo è che sugli autobus è impossibile comprare i biglietti, allora la logica suggerirebbe che alle fermate dovrebbero esserci distributori automatici, e invece non ci sono; in più, le tabaccherie non sono sempre aperte, così come gli altri negozi che vendono biglietti del trasporto pubblico. In questo modo, tanti viaggiatori onesti sono costretti a viaggiare clandestinamente con il rischio della multa. Perché li definisco onesti? Per il semplice motivo che viaggerebbero con biglietto regolare se ne avessero la possibilità; lo dimostrano i discorsi che sento sugli autobus. Oggi ho trovato i controllori; per me non è un problema, perché ho la tessera annuale valida per tutto il comune di Roma, ma altri stavano senza tessera né biglietto, non per disonestà, ma perché hanno trovato la tabaccheria chiusa; altri passeggeri si erano offerti di vendere biglietti ai clandestini onesti, ma era troppo tardi; i controllori già stavano sull’autobus.

Un’altra cosa che mi fa schifo è che le multe per mancanza di biglietto sono esorbitanti: €104,90

Tra l’altro, le multe sono uguali indipendentemente dalla situazione; provo a spiegarmi meglio: il fatto che le tabaccherie sono chiuse non viene riconosciuto come attenuante.

Ho chiamato il comune di Roma, come ho già fatto per il problema degli accattoni in metropolitana; quando spiego la situazione, l’operatrice mi mette in contatto con l’ATAC, allora io spiego di nuovo la situazione; l’operatrice dell’ATAC mi dice che devo chiamare un altro numero; mi dice il numero, poi chiude. Ho chiamato l’altro numero varie volte, ma ho trovato sempre occupato. Ho provato a fare un reclamo attraverso il sito Internet dell’ATAC, ma ogni volta che premevo «invia», veniva fuori la scritta «servizio non disponibile» o qualcosa di simile.

A cosa serve il comune di Roma? A spillare i soldi ai cittadini; niente di più. Abbiamo servizi da terzo mondo; almeno potrebbero avere la decenza di darceli gratis o quasi. Non posso dare torto a chi usa mezzi privati per spostarsi, e neanche a chi mena i controllori. Mi viene in mente un aforisma di Margherita Hack: «La disobbedienza civile è necessaria quando le leggi sono contro la democrazia e la libertà». I giornali parlano poco del trasporto pubblico di Roma; probabilmente ne parlerebbero di più se i passeggeri iniziassero a menare i controllori.

I valenziani si lamentano del loro trasporto pubblico, e forse hanno ragione, anche se il trasporto pubblico di Valenzia è molto migliore di quello di Roma.

Mentre tornavo a casa, ho fatto un altro tentativo: ho parlato con un venditore di biglietti della stazione Anagnina. Quando spiego la situazione, il bigliettaio dice che non è un’inadempienza dell’ATAC; è un’inadempienza del comune di Roma, che non dovrebbe dare licenze a negozi che non sono sempre aperti. Su questo sono quasi d’accordo; la parola «quasi» è dovuta al fatto che l’ATAC dovrebbe tenere conto degli orari di apertura dei negozi, di conseguenza non dovrebbe mandare controllori quando le tabaccherie sono chiuse, oppure dovrebbe dare la possibilità di comprare biglietti all’interno degli autobus, come si fa nei paesi evoluti. Il bigliettaio mi ha irritato quando ha detto che i controllori hanno fatto semplicemente il loro lavoro; c’era da rispondere che anche i viaggiatori fanno il loro lavoro quando allontanano i controllori usando la violenza.

Scriverò a Ignazio Marino, ma so già che non risponderà; lo faccio solo per stare meglio con la coscienza.

Scriverò anche alle associazioni di consumatori e ai comitati di quartiere; forse aprirò anche una petizione in Internet.

Voglio aggiungere ancora una cosa. Come la mettiamo con la gente che non ha reddito? Se ci fosse il reddito minimo garantito, potrei capire (non giustificare) tariffe alte per biglietti, tessere e multe, ma con la situazione attuale, tali tariffe mi sembrano un crimine contro l’umanità. Come la mettiamo con chi vive con la propria famiglia? Le multe fatte agli studenti vengono pagate dai familiari degli studenti multati, almeno se non sono studenti-lavoratori. Su questo dovrei fare un discorso lungo, che forse farò in un altro articolo; per ora cito l’articolo sulla violenza domestica, giusto per dare un’idea del discorso lungo che voglio fare.

Cosa succede se una multa non viene pagata nel tempo previsto? C’è il rischio di perdere la casa? Il diritto alla casa è sacro; violarlo è un crimine contro l’umanità. In più, mi piacerebbe sapere cosa fa il comune di Roma con tutte quelle case vuote. Godo per gli stranieri che viaggiano a Roma senza pagare biglietti né multe; una volta tornati al loro paese, voglio proprio vedere come fa l’ATAC a pretendere il pagamento. Godo anche per gli italiani che una volta multati cambiano residenza e vanno a vivere all’estero. Mi dispiace per chi deve restare in Italia.

Volevo scrivere un articolo simile nel blog con dominio venezuelano, ma penso di farlo un altro giorno.

Per ora concludo con la canzone «ATAC di merda», che secondo me rende bene l’idea del trasporto pubblico di Roma.

Accattonaggio in metropolitana

Dopo l’articolo sull’incidente nella metropolitana e quello sugli autobus guasti, voglio scriverne uno sull’accattonaggio in metropolitana. Come vedete, ultimamente sono fissato con il trasporto pubblico, argomento su cui ho scritto un grande numero di articoli.

Vi càpita mai di vedere gente che chiede l’elemosina in metropolitana? Se non vi è capitato, probabilmente non vi càpita spesso di prendere la metropolitana a Roma.

Non so com’è la situazione in altre città italiane, ma la metropolitana di Roma è molto frequentata da accattoni. In Spagna non ho mai visto accattoni in metropolitana, e con questo non voglio dire che la Spagna è perfetta. Anche la Spagna ha tanti problemi.

Mi viene in mente Lambrenedetto XVI quando si lamenta dei cacacazzi in treno e in stazione.


Oggi alla stazione di Colli Albani ho incontrato accattoni; di solito stanno in treno; questa volta stavano sulla banchina per Battistini, mentre al gabbiotto della vigilanza non c’era nessuno.

Esco dalla stazione con l’amaro in bocca. In superficie trovo tecnici dell’ATAC; probabilmente stavano facendo riparazioni; a loro spiego la situazione e chiedo cosa devo fare; i tecnici si lamentano a loro volta, facendomi capire che stanno sulla mia stessa barca; mi raccontano storie che si verificano in altre stazioni di Roma, poi mi consigliano di chiamare il numero telefonico del comune di Roma (060606).

Quando sto sull’autobus, con il telefono cellulare chiamo il numero del comune di Roma; quando l’operatore risponde, spiego la situazione; l’operatore dice che inoltrerà la segnalazione.

Devo dire che ultimamente a Colli Albani non ho visto vigilanti, anche se ogni tanto li vedo ad Arco di Travertino.

La colpa non è solo degli accattoni, ma anche di chi dovrebbe mandare i vigilanti e non li manda; è soprattutto dell’ATAC e del comune di Roma. Quando ho parlato con i tecnici dell’ATAC, ho detto chiaramente che varie volte ho scritto a Ignazio Marino, ogni volta per un motivo diverso, ma senza ricevere risposte. Mi piacerebbe sapere se i comitati di quartiere fanno pressione sul comune.

Gli accattoni sono cittadini che non sanno come andare avanti, altrimenti chi glielo farebbe fare di chiedere l’elemosina? Forse alcuni lo farebbero lo stesso, ma molti meno. Secondo me, il reddito minimo garantito risolverebbe almeno in parte il problema dell’accattonaggio. Mi viene in mente l’articolo su beneficenza e truffe; forse dovrei aggiornare quell’articolo, perché su almeno un punto ho cambiato idea.

Incidente del 5 giugno 2015

Volevo scrivere questo articolo due giorni fa, ma non ero dell’umore giusto, e non lo ero neanche ieri. Volevo parlare dell’incidente che c’è stato nella linea B della metropolitana di Roma. Se in un motore di ricerca scrivete «incidente del 5 giugno 2015», quali risultati trovate? Io ho trovato la notizia dell’incidente nella linea B della metropolitana di Roma, di cui parlerò in questo articolo.

L’incidente del 5 giugno ha fatto 21 feriti, di cui alcuni gravi, anche se non a rischio di morte. Spero che le vittime ricevano il giusto risarcimento. Tra l’altro, questo non è il primo incidente alla metropolitana di Roma; un altro si è verificato nella linea A; quell’incidente ha ucciso Alessandra Lisi, ma da anni non ne sento parlare. La cosa che mi fa più schifo è che i contribuenti pagano il trasporto pubblico con le tasse, mentre noi viaggiatori paghiamo con i soldi di biglietti e tessere; questo è uno dei motivi per cui odio i controllori; so che fanno il loro lavoro, ma è un lavoro che hanno scelto. Io ho la tessera, ma solo perché mi piace rispettare le regole e voglio evitare discussioni.

Vogliamo parlare di Alessandra Lisi? Forse dovrei scriverci un articolo separato. Tra l’altro, Alessandra Lisi non è stata l’unica vittima dell’incidente del 17 ottobre 2006, anche se è stata l’unica a morire in quel modo.

Per ora posso dire che il trasporto pubblico di Roma è troppo approssimativo, come ho già scritto in altri articoli. Forse dovrei scrivere a Ignazio Marino, ma probabilmente non risponderà, come non ha risposto agli altri miei messaggi.

Articoli interni sul trasporto pubblico, anche se non sull’incidente del 5 giugno 2015

Il trasporto pubblico di Roma (prima parte)

Il trasporto pubblico di Roma (seconda parte)

Scioperi di venerdì

Stazione ferroviaria allo Statuario

Stazioni ferroviarie inutilizzate

Ferrovie italiane

Nuovo Trasporto Viaggiatori

Talgo

Tram alicantini

Elettrodotti, treni e telecomunicazioni

Lambrenedetto XVI

Articoli esterni sull’incidente del 5 giugno 2015

Il Fatto Quotidiano

ANSA

SkyTG24

Il Post

Diggita

Il Messaggero

Leggo

Roma allagata

Ieri non ho scritto niente perché non avevo voglia di aggiornare il blog. Dopo l’articolo su Genova alluvionata, ne scrivo uno su Roma allagata.

Roma allagata
Roma allagata (immagine presa dal sito dell’Agone)

Ieri (6 novembre 2014) le scuole della provincia di Roma erano chiuse per decisione della prefettura; condivido questa decisione, ma io avrei chiuso le scuole anche oggi, perché ancora c’è pioggia forte, con gravi conseguenze per la viabilità.

Oggi ho ascoltato una trasmissione radiofonica che aveva tra gli ospiti Mario Tozzi. Tra le varie cose, nella trasmissione veniva detto che bisogna pulire i fiumi, in quanto la monnezza ostacola il passaggio dell’acqua, contribuendo allo straripamento; in più, è stato detto che i tombini vicino alla metropolitana non sono abbastanza profondi, e questo provoca l’allagamento della metropolitana.

Cosa fa Ignazio Marino? Noi cittadini di Roma vogliamo risposte.

Tra l’altro, in questi giorni ho ricevuto una notizia scandalosa: il comune di Genova, che aveva prorogato i termini per pagare le tasse, ora vuole i soldi richiesti con le relative more; altri siti smentiscono la notizia, e spero che abbiano ragione. Per come la vedo io, in queste situazioni dovrebbe essere il comune a dare soldi ai cittadini, per risarcirli dei danni subìti. I comuni (così come le province, le regioni e lo Stato) sono responsabili di ogni fenomeno naturale, in quanto pretendono soldi dai cittadini con le tasse, e le tasse dovrebbero servire per migliorare la vita dei cittadini. Se una città si allaga, è perché le istituzioni non hanno fatto bene il loro lavoro. Qualcuno dirà che non si può prevedere tutto; è vero, ma quando succede qualcosa di imprevedibile, le istituzioni sono comunque responsabili, pertanto devono risarcire il danno ai cittadini. Se le istituzioni fanno male il loro lavoro, posso solo dare ragione ai cittadini onesti che smettono di pagare le tasse.

Pagine esterne su Roma allagata

Repubblica (Venerdì scuole aperte)

Virgilio (Roma allagata)

RaiNews24

Repubblica (Mezza capitale finisce sott’acqua)

Ignazio Marino non risponde

Perché Ignazio Marino non risponde ai messaggi dei cittadini? Non so quanti di voi hanno scritto a Ignazio Marino, né quanti hanno ricevuto risposte, ma io varie volte ho scritto a Ignazio Marino per lamentarmi di problemi di Roma.

Ignazio Marino non risponde
Ignazio Marino, il sindaco di Roma che non risponde ai messaggi dei cittadini del suo comune

Avete saputo dell’aumento delle tariffe del trasporto pubblico? Non parlo dell’aumento deciso dalla giunta Alemanno; parlo dell’aumento deciso dalla giunta Marino, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio del 2015; a partire da quella data, le tessere del trasporto pubblico di Roma costeranno €38 al mese, almeno quelle ordinarie; non mi è chiaro quanto vengono a costare le tessere ridotte. I biglietti da timbrare avranno gli stessi prezzi di prima. Ignazio Marino, invece di risolvere i problemi creati da Gianni Alemanno, crea ulteriori problemi.

Io varie volte ho scritto a Ignazio Marino, ogni volta per un motivo diverso, anche se alcune volte scrivevo per sollecitare una risposta ai messaggi precedenti.

Ignazio Marino non risponde ai miei messaggi; potrei capirlo (non accettarlo) se io fossi una persona «qualunque», ma io ero candidato al consiglio comunale di Roma con una lista che sosteneva Ignazio Marino. Non so per chi voterò alle prossime elezioni comunali, ma Ignazio Marino può scordarsi il mio voto.

L’ultima volta che ho scritto a Ignazio Marino, ho spedito una copia per conoscenza a Guido Improta e una al comitato di quartiere Capannelle-Statuario. Per chi non lo sapesse, Guido Improta è assessore ai trasporti del comune di Roma.

Sono altamente schifato per questa situazione. Mi pento di aver votato per Ignazio Marino; al primo turno dovevo votare per il pentastellato Marcello De Vito. Mi pento soprattutto di essermi candidato con il Partito Socialista; ho scelto quel partito perché conosco alcune persone che ne fanno parte, ma ora capisco che il PSI è un partito di menefreghisti; è leggermente meglio del PD, ma penso di meritare qualcosa di molto meglio; sicuramente anche Roma merita qualcosa di molto meglio.

Ora collego alcune pagine esterne sull’aumento delle tariffe e sulla riduzione dei servizi. Qualcuno dovrebbe spiegare perché Ignazio Marino non risponde ai cittadini di Roma.

 

In vista rincaro abbonamenti

Messaggero (Tagli alle linee e aumento del 10% per gli abbonamenti)

ADOC chiede intervento urgente di regione e governo

Il Tempo (Da gennaio 25% di linee in meno)

Barriere architettoniche

Vogliamo parlare delle barriere architettoniche? Viene definita barriera architettonica qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi (specialmente per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale). (fonte: Wikipedia)

cartello che avvisa della presenza di barriere architettoniche

Avendo la fortuna di non avere alcuna disabilità, raramente mi accorgo delle barriere architettoniche. Salgo e scendo le scale senza problemi, almeno quando non porto valigie pesanti. Attraverso porte strette e corridoi stretti, almeno quando non porto valigie ingombranti. Le scale e le porte strette sono esempi di barriere architettoniche, ma esistono barriere architettoniche di altri tipi.

Perché scrivo un articolo sulle barriere architettoniche? Penso che questo problema sia di tutti i cittadini. Non lo auguro a nessuno, fatta eccezione per certe persone che odio, ma penso che a chiunque possa capitare di perdere capacità motorie o sensoriali.

Un motivo per cui scrivo questo articolo è che Ignazio Marino aveva detto chiaramente che voleva eliminare le barriere architettoniche a Roma. Avete visto qualche cambiamento in merito? Io non ho visto niente.

Posso capire che per eliminare le barriere architettoniche c’è bisogno di tempo e soldi, in quanto cambiamenti così grandi non si fanno in un giorno né con poche risorse, ma un po’ per volta si dovrebbero fare tutti i cambiamenti necessari. Posso capire che la legge sulle barriere architettoniche è uscita quando già esistevano tanti edifici, ma almeno gli edifici nuovi dovrebbero essere privi di barriere architettoniche. Io ho visto case costruite in questi ultimi anni; tali case hanno scale per andare da un piano a un altro; non è presente un montascale né uno scivolo per disabili, e questa cosa mi schifa altamente; per questa cosa, io metterei in galera chi ha progettato quelle case.

Mi piacerebbe sapere se le associazioni dei consumatori e i comitati di quartiere stanno facendo pressione sui Comuni; in particolare, a me interessa il Comune di Roma, ma probabilmente il problema delle barriere architettoniche è presente in tante città italiane, su cui mi piacerebbe avere maggiori informazioni. In più, mi piacerebbe sapere se qualcuno ha lanciato una petizione per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Cito l’articolo 3 della costituzione italiana.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Collegamenti a pagine esterne sulle barriere architettoniche e sulle promesse di Ignazio Marino

Articolo di Wikipedia sulle barriere architettoniche

Disabili.com

Contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Detrazione per le spese di eliminazione delle barriere architettoniche

Barriere architettoniche ad Aversa

Pagina della Regione Lombardia sulle barriere architettoniche

Programma di Ignazio Marino in formato PDF

Pagina del cosiddetto «Partito Democratico» da cui è possibile scaricare il programma di Ignazio Marino

Il centro civico di Via Amantea

Chi abita a Roma, probabilmente conosce il centro civico di Via Amantea, che viene chiamato «Uscita 23» in onore dell’uscita del GRA che porta a Capannelle. Il centro civico si trova allo Statuario, un quartiere facilmente raggiungibile da Capannelle, e secondo me è utile per gli abitanti di entrambi i quartieri. Varie volte ho fatto visita al centro civico di Via Amantea; là vengono organizzati eventi interessanti; per esempio, mi ricordo la seduta di tecniche di rilassamento, ma anche la festa d’estate; oltre a questi eventi, se ne svolgono tanti altri.

Esterno del centro civico di Via Amantea
Esterno del centro civico di Via Amantea

Perché scrivo un articolo sul centro civico di Via Amantea? Un po’ di tempo fa c’è stato un incendio; se ho capito bene, ancora non è stato trovato un colpevole. L’attuale sindaco Ignazio Marino e l’ex sindaco Gianni Alemanno dovrebbero organizzare un’indagine, insieme alla presidente del nuovo VII municipio Susi Fantino e al presidente del vecchio X municipio Sandro Medici. Cosa hanno fatto le persone di cui sopra? Non lo so, perché certi fatti difficilmente si vengono a sapere. Potrei scrivere un messaggio di posta elettronica a tali persone, ma so per esperienza che non rispondono ai messaggi dei cittadini. Varie volte ho scritto a Ignazio Marino per lamentarmi di problemi che riguardano Roma; tutte le volte i miei messaggi sono rimasti senza risposta; una volta ho spedito una copia per conoscenza a Susi Fantino, ma anche quella volta non c’è stata alcuna risposta. Spero che almeno il CdQ Statuario-Capannelle possa fare qualcosa per rendere agibile il centro civico in ogni sua parte e per evitare che in futuro si ripetano fatti di quel tipo.

Centro civico di Via Amantea dopo l'incendio
Centro civico di Via Amantea dopo l’incendio

Collegamenti a pagine esterne sul centro civico di Via Amantea

Il centro civico di Via Amantea compie un anno

Un 2013 pieno di attività

Notizia dell’incendio nel sito ufficiale del centro civico

Pagina ufficiale del centro civico su Facebook

Notizia dell’incendio su Facebook

Il trasporto pubblico di Roma (seconda parte)

Oggi (24 aprile 2014) volevo scrivere ulteriori articoli sulla democrazia, ma prima preferisco parlare di alcuni problemi di Roma.

Poco tempo fa ho parlato del trasporto pubblico, che costa tanto e funziona male.

Ora parlerò di nuovo del trasporto pubblico di Roma, in particolare di alcuni problemi che si sono verificati oggi.

A una fermata dell’autobus vicino alla Romanina, io e altri vediamo passare un autobus della COTRAL; alziamo la mano per chiedere all’autista di fermare l’autobus, ma l’autista non solo non ferma l’autobus, ma sorpassa altri veicoli presenti, come se la fermata non esistesse.

Interno di un treno della metropolitana di Roma. Il trasporto pubblico di Roma costa tanto e funziona male.
Metropolitana di Roma

Quando prendo la metropolitana, gli schermi e gli altoparlanti dicono il nome della stazione, come dovrebbero fare; il problema è che ogni volta indicavano una stazione sbagliata. Quando scendo a Colli Albani, non trovo nessuno del personale del trasporto pubblico; incontro un’addetta alle pulizie, che mi consiglia di fare un reclamo attraverso il sito dell’ATAC; ho provato a fare il reclamo, ma non è stato possibile; ogni volta appare un messaggio che dice «errore interno del server».

Una domanda mi viene spontanea: per cosa paghiamo biglietti e tessere del trasporto pubblico?

Quando vedo episodi di questo tipo, non riesco a dare torto a chi reagisce male con i controllori. Capisco che i controllori fanno il loro lavoro, ma è un lavoro sporco. Se il trasporto pubblico funzionasse bene, probabilmente tutti lo pagherebbero con molto piacere; forse anche in quel caso ci sarebbero disonesti, ma probabilmente molti meno.

Gianni Alemanno ha peggiorato Roma, ma Ignazio Marino non sta facendo molto per migliorarla. I prezzi di biglietti e tessere sono aumentati durante la giunta Alemanno. La giunta Marino, se proprio non voleva migliorare il trasporto pubblico, poteva almeno abbassare i prezzi; secondo me, avrebbe fatto un’ottima figura.