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Messina senza acqua

Ricordate il mio articolo sull’acqua pubblica? Ora parlerò di Messina, che è stata senza acqua per vari giorni; non so quanti giorni, ma troppi per i miei gusti, soprattutto in un paese come l’Italia.

Messina senza acqua
immagine presa dal Fatto Quotidiano

Ho saputo di questo fatto alcuni giorni fa. Ho aspettato a scrivere per gli stessi motivi per cui ho ritardato la scrittura dell’articolo sul Rio Doce inquinato. Poiché non ricevo niente, a parte i pochi soldi che Altervista mi darà quando avrò raggiunto la soglia minima, scrivo solo quando mi va.

Messina senza acqua
immagine presa dal Fatto Quotidiano

Secondo vari articoli che ho trovato in Internet, a Messina si è rotto un tubo che portava acqua ai cittadini, di conseguenza i cittadini hanno dovuto fare la fila per farsi riempire le taniche di acqua potabile.

Messina senza acqua
immagine presa da TempoStretto

Non so se le autorità competenti hanno fatto partire i lavori nei tempi giusti; forse potevano fare tutto più velocemente. Mi risulta che un intervento di Fiorello in Internet ha portato i giornali nazionali a parlare del problema idrico messinese, altrimenti solo i giornali locali ne avrebbero parlato. Se lo stesso problema si fosse verificato a Roma, i giornali nazionali ne avrebbero parlato sùbito? Il problema si sarebbe risolto velocemente? Non lo so, ma è evidente che il governo italiano è troppo lento nel risolvere i problemi dei cittadini.

Messina senza acqua
immagine presa da La Stampa

Tra l’altro, ho letto che a Messina c’erano fornitori privati che vendevano acqua potabile a caro prezzo, approfittando delle necessità dei cittadini. Non so se quei fornitori sono stati puniti, ma non avrebbero lavorato neanche un giorno se il governo italiano e il comune di Messina avessero mandato immediatamente un numero sufficiente di autobotti per fornire acqua potabile a tutti i cittadini.

Alcuni messinesi dicevano che sembrava di stare in guerra.

Secondo me, ha ragione Lambrenedetto XVI quando dice che l’Italia è un paese del terzo mondo.

Ulteriori pagine esterne sul problema idrico di Messina

Gazzetta del Sud

ANSA

Repubblica Palermo

TempoStretto

Arance marocchine

Questa volta voglio parlare delle arance marocchine che vengono importate in Europa alla faccia della sicurezza alimentare propagandata dall’Unione Europea.

Le arance marocchine danneggiano l'agricoltura italiana

In vari siti Internet ho letto che l’Unione Europea ha fatto un accordo con il governo marocchino per l’importazione di arance; in questo modo, le arance marocchine costeranno meno delle arance siciliane, anche nei mercati italiani. Come immaginerete, l’accordo UE-Marocco danneggerà seriamente l’agricoltura italiana, in quanto gli italiani compreranno prevalentemente arance marocchine, che sono di qualità discutibile e vengono coltivate con metodi discutibili.

Se si continua con questo accordo, tanti agricoltori italiani falliranno, e questo provocherà perdita di posti di lavoro, di conseguenza denneggerà notevolmente l’economia italiana.

Sono altamente schifato per le decisioni del parlamento europeo. Tra l’altro, tra i voti a favore dell’accordo UE-Marocco, ci sono voti di parlamentari del cosiddetto «Partito Democratico», ma devo dire che tre di loro hanno votato contro; tra i parlamentari contrari, c’è anche Rosario Crocetta, che ho criticato duramente in un articolo precedente. Questa volta Rosario Crocetta mi è piaciuto molto.

A cosa serve l’Unione Europea? Qualcuno vuole spiegarmelo? Io pensavo che l’Unione Europea servisse a difendere i prodotti europei, però mi risulta diversamente.

Ulteriori pagine sull’accordo per l’importazione di arance marocchine in Europa

Piovegovernoladro

Repubblica Palermo

Tempostretto

Informare X Resistere

Respiriamo Verde

Controcopertina

Fronte di Liberazione dai Banchieri

Indipendenza Nuova

Elzeviro.eu

Chatta.it

Gek60

Petrolio siciliano

Dopo aver scritto un articolo sul petrolio canario, ne scrivo uno sul petrolio siciliano.

Mappa dell'estrazione di petrolio siciliano
Mappa dell’estrazione di petrolio siciliano

Oggi ho saputo che la Regione Sicilia, presieduta da Rosario Crocetta, ha autorizzato la costruzione di una piattaforma petrolifera nelle acque territoriali siciliane; come saprete, questa decisione mi schifa altamente.

Sorvolando sul fatto che il consumo di petrolio e derivati è una fonte di inquinamento non trascurabile, vogliamo parlare dell’estrazione del petrolio? Mi ricordo di aver già scritto un articolo in merito, ma quella volta ho parlato delle Isole Canarie; questa volta parlo della Sicilia, che si trova nel Mare Mediterraneo, come molti di voi sapranno. Se si verifica una fuoriuscita di petrolio, il Mare Mediterraneo resterà inquinato per tanto tempo, molto più di quanto impiegherebbero le acque territoriali canarie a pulirsi, in quanto il Mare Mediterraneo è un mare chiuso. Con questo non voglio giustificare l’estrazione di petrolio da nessuna parte, né in mari chiusi, né in oceani. Potrei capire l’estrazione di petrolio se non esistessero le fonti rinnovabili, ma è risaputo che le fonti rinnovabili sono le più sicure e le più economiche. Perché pagare di più per una fonte di energia inquinante? Chi ci guadagna?

Tra l’altro, mi risulta che la Sicilia è zona sismica, pertanto il rischio di rottura dei tubi è molto alto. Mi sembra quasi di scrivere un doppione dell’articolo sul petrolio canario; anche là ho esposto il rischio sismico.

Per ora penso di aver detto le cose più importanti.

Altre pagine sull’estrazione di petrolio siciliano

Accordo su gas e petrolio in Sicilia

Petrolio, attivisti di Greenpeace a Mondello

Sicilia, petrolio: attivisti di Greenpeace sulle spiagge di Mondello contro le trivellazioni

No trivelle nel Canale di Sicilia

No alle trivelle, sì al Parco di Pantelleria

Le zone sismiche in Italia: Sicilia