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False attribuzioni

Questa volta parlerò delle false attribuzioni. Spesso mi càpita di lèggere frasi attribuite erroneamente a certe persone famose. Alcune frasi sono condivise da me, altre no, ma non voglio parlare di questo.

Vogliamo parlare delle false attribuzioni fatte da Ermes Maiolica?
frase che non condivido, e che forse neanche Ermes condivide

Spesso leggo frasi attribuite erroneamente a Vladimir Putin, e devo dire che mi piacerebbe che Vladimir Putin avesse detto alcune di tali frasi; il problema è che non le ha dette.

Tra le false attribuzioni che si trovano in Internet, ci sono tante frasi attribuite erroneeamente a Vladimir Putin.
Tra le false attribuzioni che si trovano in Internet, ci sono tante frasi attribuite erroneamente a Vladimir Putin.

Su Vladimir Putin non so cosa dire, perché seguo poco la sua attività, di conseguenza non posso avere un’opinione in merito, e in questo articolo neanche voglio parlarne più del dovuto.

Vogliamo parlare di Ermes Maiolica? Su di lui ci sarebbero tante cose da dire. Ermes Maiolica pubblica immagini contenenti affermazioni false o erroneamente attribuite a persone famose. Ermes Maiolica ha preso di mira tanta gente, tra cui: Enrico Letta, Angelino Alfano, Laura Boldrini, Alessandra Mussolini, Mario Balotelli e tanti altri che ora non mi vengono in mente. Parlando di affermazioni false, mi viene in mente un’immagine che confronta erroneamente un ferroviere in pensione con un tunisino che si trova illegalmente in Italia. Avete visto come si chiama il tunisino?

confronto spudoratamente falso
confronto spudoratamente falso

Come ho già scritto in un altro articolo, anch’io ho creduto a tante bufale, tra cui certe bufale diffuse da Ermes Maiolica. Una volta facevo l’errore di condividere le notizie nelle reti sociali senza verificarle; ora le verifico; in caso di dubbio, se proprio penso che sia importante pubblicarle, ci metto una didascalia del tipo «Non so se è vero», oppure «Se è vero, mi preoccupa».

Parlando di false attribuzioni, è interessante notare questa immagine
Non so se questa notizia è vera, ma è interessante.
Verificare una notizia è facile e veloce nella maggioranza dei casi. Tante volte con una semplice ricerca in Internet ho trovato pagine che smentiscono le bufale e confermano le notizie vere. Con una semplice ricerca, è facile confutare le false attribuzioni.

Trivellazioni in Italia

Sapete che il 17 aprile 2016 ci sarà un referendum sulle trivellazioni? (*) Non so quanto ne hanno parlato i giornali e le televisioni, perché leggo pochi giornali e raramente seguo la televisione.

Il 5 aprile 2016 è stato fatto un aggiornamento in questo articolo. Si consiglia la lettura della parte successiva ai collegamenti a pagine esterne.

Cosa chiede il referendum? Devo premettere che il referendum del 17 aprile riguarda solo le trivellazioni in mare fino a 12 miglia marine dalla costa, e solo le trivellazioni già in corso. Nella zona interessata, le nuove trivellazioni sono vietate e continueranno a essere vietate, indipendentemente dal referendum del 17 aprile. In terra, salvo zone protette, le trivellazioni continueranno a essere consentite, così come in mare oltre 12 miglia marine dalla costa. Se vince il sì, le trivellazioni dovranno cessare alla scadenza delle concessioni, e non sarà possibile prorogare le concessioni nella zona interessata. Se vince il no, le concessioni potranno essere prorogate fino all’esaurimento di gas nel giacimento.

Io ho letto vari articoli, di conseguenza conosco le ragioni di entrambi i fronti, e capisco le ragioni di entrambi i fronti, così come capisco gli indecisi.

Una volta ero per il sì, mentre ora sono per il no. Voterò perché mi sembra giusto votare, ma farò la X sul no, per motivi che spiegherò fra poco.

ragioni del no al referendum sulle trivellazioni
immagine presente nel blog «Il ventunesimo secolo»

Anche se io sono per le fonti energetiche rinnovabili, so che non si può passare da una fonte energetica a un’altra con uno schiocco di dita. Per costruire una nuova centrale ci vuole tanto tempo. Qualcuno dirà che da anni si sapevano certe cose, di conseguenza si poteva pensare prima a investire sulle fonti rinnovabili; sono d’accordo, ma i governi hanno fatto diversamente.

A causa di decisioni sbagliate di vari governi italiani, l’Italia dipende molto da fonti energetiche non rinnovabili, tra cui il gas. Se vince il sì, l’Italia dovrà importare maggiori quantità di gas, con svantaggi per l’economia italiana. In più, mi risulta che alcune compagnie petrolifere italiane hanno intenzione di trivellare il Mozambico in caso di vittoria del sì; in questo modo, l’Italia prenderebbe gas dal Mozambico mentre il Mozambico sarebbe a rischio ambientale. È facile fare i froci col culo degli altri.

Anche se io tengo molto all’ambiente, voterò no al referendum del 17 aprile.

Anche se ho deciso di votare no, voglio che tutti conoscano le ragioni di entrambi i fronti, pertanto pubblicherò collegamenti a pagine di entrambi i fronti.

Pagine esterne relative al referendum sulle trivellazioni

Il Sole 24 Ore

MeteoWeb

Radio Popolare

Greenpeace

No Triv

Il Tempo

Io Donna

Rinnovabili

Internazionale

Lifegate

Vita

Meridionews

Contropiano

4live

 

Aggiornamento del 5 aprile 2016

Ieri ho saputo un po’ di cose interessanti, e mi sento in dovere di parlarne qui.

Ho notato che nessuno ha interesse a informare i cittadini sulle conseguenze del referendum nei tre casi (vittoria del sì, vittoria del no, fallimento del referendum). Ogni schieramento dà informazioni incomplete o fuorvianti per convincere gli altri a votare in un certo modo o in un altro.

All’inizio ero per il sì, poi per il no; ora non lo so. Sicuramente voterò, perché non voglio che il referendum fallisca, qualunque sia la volontà di chi vota. Odio le campagne per l’astensionismo. Io abolirei il quorum per i referendum, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Dicono che il petrolio e il gas di produzione italiana sono una piccola parte rispetto al consumo di petrolio e gas in Italia, di conseguenza il traffico di petroliere aumenterebbe di poco nei mari italiani. In più, alla scadenza della concessioni, il petrolio e il gas nel giacimento sarebbero una piccola quantità, che non varrebbe la pena estrarre, almeno così ho letto in alcuni articoli. Se tali articoli dicono la verità, io mi schiero di nuovo con il sì.

referendum trivellazioni estrazioni
immagine presente in una pagina di Greenreport

È vero che il referendum riguarda solo la parte di mare fino a 12 miglia marine dalla costa, ma la vittoria del sì darebbe un segnale al governo italiano. Ovviamente il governo italiano potrebbe comunque concedere di trivellare il fondo marino oltre 12 miglia dalla costa, ma i cittadini possono tranquillamente raccogliere cinquecentomila (500000) firme per un referendum riguardante tutto il mare italiano, oppure tale referendum può essere chiesto dai consigli regionali, come è successo per il referendum che verrà fatto il 17 aprile.

Dicono che la vittoria del sì non farebbe perdere posti di lavoro; se è vero, mi schiero con il sì, ma gradirei sapere perché la vittoria del sì non farebbe perdere posti di lavoro. Se le piattaforme chiudono, dove va la gente che ci lavora? Troverà un altro lavoro?

Io sono a favore delle fonti rinnovabili, e spero che il governo italiano investa sempre di più su tali fonti, ma cosa facciamo mentre aspettiamo la totale indipendenza da fonti non rinnovabili?

Dicono che certe attività sul fondo del mare portano all’inabissamento di certe zone costiere, di conseguenza tali attività sono state vietate in alcune zone del Mare Adriatico, anche se non in tutte ovviamente. Se è così, mi schiero di nuovo con il sì.

Dicono che la presenza di piattaforme petrolifere danneggia il turismo; mi sembra logico, anche se tanta gente fa il bagno in mari sporchi, ma questo è un discorso che forse è meglio fare in un altro articolo. È interessante la campagna di Trivadvisor, che ovviamente si ispira a Tripadvisor.

(*)Su una cosa dò ragione al fronte del no: ho usato impropriamente il verbo trivellare. La trivella serve per scavare il buco nel terreno, poi viene messa la tubatura per estrarre il petrolio o il gas, ma la trivella non si usa più, almeno non dove stiamo estraendo.

Ulteriori pagine su trivellazioni ed estrazioni di petrolio e gas

Qualenergia

Greenreport