Archivi del mese: settembre 2014

Parcheggi incustoditi a pagamento

In varie città italiane ci sono parcheggi incustoditi a pagamento, almeno così c’è scritto sui cartelli, ma vari siti Internet dicono che i responsabili del parcheggio hanno l’obbligo di custodire i veicoli se è previsto un pagamento per il deposito dei veicoli stessi, e in caso di danni, hanno l’obbligo di risarcimento; tale obbligo viene meno se il responsabile del veicolo firma un modulo che solleva il responsabile del parcheggio da tale responsabilità. Cosa significa questo? Se vi fanno pagare qualcosa e non vi fanno firmare niente, avete diritto al risarcimento di eventuali danni al veicolo parcheggiato, anche se i cartelli dicono diversamente. Se vi chiedono di firmare qualcosa, leggete attentamente il modulo, in modo da evitare sorprese.

Cartello contraddittorio in un parcheggio
Contraddizione in termini

Tra l’altro, oggi ho letto varie pagine interessanti; c’erano cose che sapevo, ma anche informazioni nuove per me.

Se pagate il parcheggio in anticipo e lasciate il veicolo oltre il tempo previsto, eventuali multe sono nulle, pertanto potete fare ricorso, facendovi restituire l’importo della multa e le eventuali spese sostenute per il ricorso. Il responsabile del parcheggio può chiedere la differenza rispetto al tempo pagato anticipatamente, ma non è autorizzato a fare multe; al massimo può chiedere una penale, che deve essere indicata sul biglietto, sul distributore di biglietti o all’interno del parcheggio, e comunque deve essere minore della multa.

I comuni sono tenuti a mettere a disposizione parcheggi gratuiti nelle vicinanze di parcheggi a pagamento; ci sono eccezioni a questa regola, tra cui aree pedonali e zone a traffico limitato.

Vogliamo parlare dei parcheggiatori abusivi? Mi fanno schifo tutti, ma quelli più schifosi sono quelli che lavorano nei parcheggi a pagamento, costringendo gli automobilisti a pagare due volte. La cosa che mi fa più schifo è che i comuni non fanno niente per cambiare questa situazione. Cosa dicono le leggi italiane? Uno sarebbe anche contento di pagare il parcheggio, ma deve avere la certezza di non trovare parcheggiatori abusivi o altri criminali.

Qual è la differenza tra un parcheggio a pagamento e un parcheggiatore abusivo? Nel primo caso, uno spera che i soldi vengano spesi nel modo giusto; se i soldi vanno al comune, almeno diventano soldi pubblici; è vero che certe giunte comunali spendono male i soldi, ma questo è un altro discorso. Nel secondo caso (parcheggiatori abusivi), i soldi vanno ai criminali.

Ulteriori articoli sui parcheggi d’Italia

Articolo di Wikipedia sui parcheggi a pagamento

Articolo di Wikipedia sui parcheggiatori abusivi

Articolo di Nonciclopedia sui parcheggiatori abusivi

Parcheggi a pagamento: multe nulle se in zona mancano aree di sosta gratuita

Multe non valide nelle strisce blu se vicino non c’è la sosta gratis

Parcheggi a pagamento, basta multe per chi sosta oltre l’orario sul ticket

Parcheggi a pagamento: la multa per grattino scaduto non è valida

Parcheggio a pagamento oltre l’orario? Le multe da €25 sono illecite

Parcheggi a pagamento incustodito: una sentenza stabilisce la responsabilità del gestore

La Cassazione sui parcheggi a pagamento incustoditi: “Obbligo del gestore di risarcire furto/danni al veicolo”

Obbligo del gestore di risarcire furto o danni al veicolo

Testimonianza di chi denuncia i parcheggiatori abusivi

Testimonianza di chi ha rifiutato di pagare il pizzo

Comunità del parcheggio sicuro

Francesco Schettino professore?

Come molti di voi sapranno, Francesco Schettino comandava la Costa Concordia, una nave da crociera; la nave ha urtato uno scoglio, di conseguenza è entrata una grande quantità di acqua, e vari passeggeri sono morti. Di chi è la responsabilità? Sicuramente Francesco Schettino è colpevole, perché doveva essere l’ultimo a lasciare la nave, mentre è stato il primo insieme ad altri ufficiali. In teoria, i passeggeri dovrebbero essere i primi ad abbandonare la nave, poi l’equipaggio a partire dai più bassi in grado. Anche la capitaneria di porto è colpevole, perché non poteva non sapere che certe navi facevano il cosiddetto inchino. Qualcuno ha pagato la capitaneria di porto per autorizzare l’inchino? Non lo so; le autorità competenti dovrebbero indagare.

Bugia di Francesco Schettino
Bugia di Francesco Schettino

In Internet sono venute fuori le scuse di Francesco Schettino per non salire sulla nave; alcune di queste scuse sono inventate, ma penso che sia normale fare satira su Francesco Schettino dopo quello che è successo, con tutto il rispetto per le vittime del naufragio.

Risposta satiricamente attribuita a Francesco Schettino
Risposta satiricamente attribuita a Francesco Schettino

Gregorio De Falco ha telefonato a Francesco Schettino per capire bene la situazione; Francesco Schettino ha mentito spudoratamente; tra le varie cose, ha detto di essere stato catapultato fuori dalla nave. Se fosse così, come avrebbe fatto a usare il telefono? È finito su una lancia di salvataggio? Che fortuna! Quanto è la probabilità di finire su una lancia di salvataggio quando si viene catapultati fuori da una nave?


Sapete qual è la cosa che mi fa più schifo? A questo punto neanche io lo so. Mi schifa altamente che nessuno è finito in galera, almeno non mi risulta. Spero che Francesco Schettino finisca in galera e non esca mai più, ma non solo lui; deve finirci anche chi ha autorizzato l’inchino, una manovra che le capitanerie di porto dovrebbero vietare e punire. Forse mi schifa di più che Francesco Schettino è stato invitato da un’università. Vari siti Internet dicono che Francesco Schettino ha tenuto una lezione sul panico in mare, ma altri siti dicono che non è esattamente la verità. Alcuni siti dicono che Francesco Schettino è stato invitato da un professore della Sapienza, ma solo per esporre un suo punto di vista. In ogni caso, io sono altamente schifato. Come si può invitare una persona così?

Risposta satiricamente attribuita a Francesco Schettino
Risposta satiricamente attribuita a Francesco Schettino

Altri articoli su Francesco Schettino

Comandante nega l’avaria e fugge

Seminario alla Sapienza su come gestire il panico

Schettino «docente» alla Sapienza

Lezione del prof Schettino

Schettino professore all’università

Mastronardi: Non sono pentito. Anche Lombroso portava criminali in aula

Schettino in cattedra alla Sapienza

Francesco Schettino relatore all’università

La Sapienza “processa” il prof che invitò Schettino

Schettino alla Sapienza

Non era una lectio magistralis

La lezione del comandante Schettino? Una notizia a metà

La rete tra sconcerto e indignazione

Bufala a metà

Bufala estiva

Francesco Schettino è stato invitato, ma non ha fatto il professore

Voli di Stato

I voli di Stato sono voli che vengono fatti con aerei di proprietà dello Stato, almeno così mi suggerisce la logica.

Aereo italiano per voli di Stato
Aereo italiano per voli di Stato

Avete saputo del volo di Stato di Roberta Pinotti? Io ho saputo di questa notizia grazie all’interrogazione parlamentare di Alessandro Di Battista e Luca Frusone, entrambi pentastellati. Senza tale interrogazione parlamentare, non avrei saputo niente; è questo che mi scandalizza; non mi scandalizza il volo di Stato in sé. Tra l’altro, nel sito del governo italiano c’è una pagina dedicata ai voli di Stato; tale pagina viene aggiornata periodicamente con la lista degli ultimi voli effettuati. Qualcuno ha visto il volo di Roberta Pinotti? Io non ho visto niente. Dicono che quel volo era di addestramento, e i responsabili hanno concesso a Roberta Pinotti di viaggiare in quell’aereo; io non avrei niente in contrario, o meglio, mi risulta che la legge vieta di viaggiare con i voli di addestramento; forse è il caso di modificare la legge sui voli di Stato. Se quel volo è servito a risparmiare soldi, ben venga. Il volo di addestramento sarebbe stato fatto in ogni caso, e la ministra in alternativa avrebbe viaggiato con un volo di linea insieme agli agenti di scorta. Resta da capire quanti soldi sono stati risparmiati con il volo di Stato.

Con tutti i soldi che vengono sprecati dal governo italiano, i voli di Stato sono la punta dell’iceberg; non dico che non sono importanti, ma ci sono sprechi molto più gravi.

Per come la vedo io, i ministri possono viaggiare con aerei di Stato dove vogliono, ma i voli di Stato devono essere pubblicati nel sito del governo, affinché i cittadini sappiano come vengono spesi i soldi pubblici. Io pubblicherei anche i voli di linea fatti da ministri e parlamentari, almeno quando tali voli vengono pagati con soldi pubblici.

Pagine esterne sui voli di Stato

Notizia del volo di Roberta Pinotti nel sito del Fatto Quotidiano

Articolo sui voli di Stato nel sito dell’Espresso

Voli di Stato come taxi

Disciplina del trasporto aereo di Stato nel sito di Altalex

Legge sui voli di Stato nel sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

Legge sui voli di Stato nel sito del ministero dell’interno

Lista dei voli di Stato nel sito del governo

Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez

Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez è nato in Spagna, e precisamente a Reus, in provincia di Tarragona, ma possiede la cittadinanza nordcoreana oltre a quella spagnola.

Alejandro Cao in piedi vicino a una bandiera nordcoreana
Alejandro Cao in piedi vicino a una bandiera nordcoreana

Non ho capito come ha fatto Alejandro Cao ad acquisire la cittadinanza nordcoreana, ma so che lui si occupa di diffondere una versione della storia che piace al governo nordcoreano.

Come potete immaginare, gente come Alejandro Cao è molto utile per il governo nordcoreano. Non so cosa ci guadagna Alejandro Cao ad alimentare la propaganda nordcoreana; probabilmente a lui vengono concessi privilegi che normalmente non vengono concessi ai cittadini nordcoreani per nascita.

Se cercate in Internet, troverete tante pagine su Alejandro Cao de Benós, compresi vari filmati. C’è da dire che Alejandro Cao concede tante interviste; alle domande risponde con la sua versione della storia; uno così può solo piacere a Kim Jong-un.

Cos’altro posso dire? Tanti spagnoli si vergognano di Alejandro Cao, e anch’io sono schifato, anche se ho poco di spagnolo; probabilmente anche i dissidenti nordcoreani sono schifati; coloro che sono usciti possono testimoniare, e molti di loro hanno smentito la propaganda del governo nordcoreano. Alejandro Cao dice che tanti nordcoreani sono tornati nella Corea del Nord di loro iniziativa, e vari siti Internet lo confermano; probabilmente è vero, ma non perché la Corea del Nord sia vivibile, bensì perché è difficile adattarsi a uno Stato diverso da quello di origine; a me è bastato l’Erasmus per capirlo, anche se la Spagna non è molto diversa dall’Italia. Provate a immaginare le enormi differenze tra le due Coree! Sono bastati 50 anni di divisione per ottenere due Stati molto diversi tra loro.

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere gli altri articoli sulla Corea.

Probabilmente nei prossimi giorni riprenderò a parlare di problemi italiani.

Altre pagine su Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez

Articolo di Wikipedia su Alejandro Cao de Benós

Blog di Alejandro Cao de Benós

Intervista ad Alejandro Cao su Periodista Digital

 

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

La zona demilitarizzata coreana

Come molti di voi sapranno, la zona demilitarizzata coreana si trova al confine tra le due Coree. Ovviamente il confine è una linea immaginaria; non ha spessore, ma la zona demilitarizzata è una striscia larga quattro chilometri, di cui due nella parte nord e due nella parte sud, almeno queste sono le informazioni che ho trovato in vari siti Internet.

Mappa della zona demilitarizzata coreana
Mappa della zona demilitarizzata coreana

Se avete letto i miei articoli precedenti sulla Corea, sapete anche che la zona demilitarizzata coreana è piena di soldati di entrambe le Coree, ma questo non impedisce ai turisti di visitare tale zona.

Se ho capito bene, turisti di entrambe le Coree possono visitare la zona demilitarizzata coreana, ma bisogna seguire regole rigide per ridurre al minimo i rischi; in più, a seconda del lato (nord o sud), si sentiranno versioni diverse della storia coreana.

I turisti della Corea del Sud possono visitare la zona demilitarizzata partecipando a viaggi organizzati dal governo sudcoreano; non so se bisogna prenotare, ma so che bisogna prendere un autobus da Seul, e ovviamente bisogna seguire le indicazioni del personale.

Per quanto riguarda la Corea del Nord, il discorso è lungo, in quanto la Corea del Nord è meno accessibile, e là bisogna seguire sempre le indicazioni delle guide, non solo per visitare la zona demilitarizzata. Tra l’altro, tutti i viaggi all’interno della Corea del Nord devono essere autorizzati dal governo nordcoreano. I cittadini nordcoreani hanno il divieto di spostarsi da una città a un’altra senza l’autorizzazione del governo. I turisti devono seguire le guide, che ovviamente eseguono gli ordini del governo. Se un turista non segue le indicazioni delle guide, rischia l’espulsione, un provvedimento che comunque è molto più leggero di quello che viene dato ai cittadini che si oppongono alla dittatura.

Un po’ di tempo fa, Barack Obama ha visitato la zona demilitarizzata coreana; nei seguenti filmati potete vedere alcuni dettagli della visita.


Ulteriori pagine sulla zona demilitarizzata coreana

Articolo di Wikipedia

Filmato fatto da visitatori della zona demilitarizzata coreana

Panmunjom e la zona smilitarizzata

Confine nordcoreano: viaggio nel posto peggiore sulla Terra

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

La dittatura nordcoreana

Ultimamente ho visto vari documentari sulla dittatura nordcoreana. Il governo nordcoreano fa tante porcate; cerca di nasconderle, ma qualcosa viene fuori.

bandiera della dittatura nordcoreana
Bandiera della Corea del Nord

Ho visto documentari sulle prigioni nordcoreane, in cui finiscono i cittadini che esprimono disaccordo verso il governo.

Il governo nordcoreano fa il possibile per impedire ai cittadini di uscire dal loro paese, ma alcuni nordcoreani riescono a scappare; alcuni vengono catturati dalla polizia cinese e vengono portati nella Corea del Nord, ma non si sa cosa succede dopo; alcuni nordcoreani riescono a raggiungere la Corea del Sud o altri Stati vivibili.

Tanti nordcoreani fuggitivi testimoniano, e le testimonianze sono inquietanti.

Oggi ho visto un documentario in cui vengono intervistati vari nordcoreani, tra cui un ex torturatore pentito.

I documentari che ho visto ultimamente sono in spagnolo; per ora non ho trovato niente in italiano.

Tra l’altro, cittadini di tanti Stati possono visitare la Corea del Nord come turisti, ma devono seguire i percorsi decisi dalle guide, che ovviamente eseguono gli ordini del governo.

I turisti che visitano la Corea del Nord vedono solo la parte migliore, come i musei, in alcuni dei quali viene falsificata la storia; per esempio, si parla degli Stati Uniti d’America come del nemico più pericoloso. Non voglio santificare il governo statunitense, né quello attuale, né quelli precedenti, ma il governo nordcoreano fa di peggio per quanto riguarda i diritti umani. Nella Corea del Nord, se un cittadino commette un crimine, non solo quel cittadino, ma tutta la famiglia può finire in prigione; è qualcosa di molto peggio della legge delle bande vigente in Texas.

Tra l’altro, mi danno l’amaro coloro che parlano bene della Corea del Nord dopo averla visitata come turisti; il primo esempio che mi viene in mente è Antonio Razzi, ma non è l’unico.

Vogliamo parlare di Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez? È nato in Spagna, ma oltre ad avere la cittadinanza spagnola, ha la cittadinanza nordcoreana; non so come l’ha acquisita, ma ho ascoltato alcune interviste.

Ho trovato anche un filmato che parla della Corea del Nord in modo umoristico.

Avrei ancora altre cose da dire sulla dittatura nordcoreana, ma per ora mi fermo qua. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sulla guerra di Corea e quello sui paesi divisi dai muri.

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

La guerra di Corea

In questo articolo parlerò della guerra di Corea, almeno per quel poco che so. Come potete notare, ho l’abitudine di scrivere articoli per incuriosire i visitatori e invitarli a cercare ulteriori informazioni da altre fonti.

occupazione giapponese prima della guerra di Corea
Corea (evidenziata in rosso) durante il dominio giapponese (immagine presente su Wikipedia)

Molti di voi sapranno che una volta la Corea era occupata dalle forze armate giapponesi. Con la conferenza del Cairo si sperava di liberare la Corea, facendola rimanere un unico Stato libero, ma non è andata così. Dopo la conferenza del Cairo, in Corea sono arrivate forze armate dell’Unione Sovietica e degli Stati Uniti d’America, nel senso che i soldati sovietici hanno occupato la parte nord e gli statunitensi hanno occupato la parte sud. Si è raggiunto un accordo, con cui il confine tra le due Coree percorre il XXXVIII parallelo all’interno della penisola coreana.

Tutto qua? No. C’è stata una guerra tra le due Coree, che ufficialmente ancora non è finita, anche se da anni nessuno dei due Stati attacca l’altro.

Evoluzione del confine intercoreano durante la guerra di Corea
Evoluzione del confine tra le due Coree (immagine animata presente su Wikipedia)

Durante la guerra di Corea, il confine è stato modificato; ogni tanto uno dei due Stati conquistava una parte dell’altro Stato. C’è stato un periodo in cui quasi tutta la Corea era sotto il dominio di Kim Il-sung, compresa Seul, attuale capitale della Corea del Sud.

La città di Kaesong era sudcoreana prima della guerra, mentre ora è nordcoreana; in compenso, alcune città precedentemente nordcoreane ora sono sudcoreane.

Kaesong è nordcoreana dalla guerra di Corea
Posto di blocco a Kaesong (fotografia presente su Giornalettismo)

La guerra si è conclusa con un armistizio, che in teoria può essere revocato in qualunque momento dal governo di uno dei due Stati. Tra le due Coree c’è un muro come quello di Berlino, in una striscia chiamata zona demilitarizzata, anche se è piena di soldati di entrambe le Coree.

Alla fine della guerra, prigionieri di entrambe le Coree hanno percorso il ponte del non ritorno.

Ancora non conosco tutta la storia della guerra di Corea; è anche per questo che vi invito a cercare ulteriori informazioni da altre fonti.

Per ora posso dire che nella Corea del Nord vige una dittatura. Il governo nordcoreano vìola i diritti dei cittadini; i cittadini cercano di scappare dalla Corea del Nord, ma il governo fa tutto il possibile per impedire le fughe. Un altro giorno parlerò della dittatura nordcoreana e delle fughe di cittadini.

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

Paesi divisi da muri

Se io vi chiedessi di fare esempi di paesi divisi da muri, quali vi verrebbero in mente? Molti di voi ricorderanno il muro di Berlino, che fino al 1989 divideva la Germania in due Stati, ma esistono tanti altri muri che dividono gli Stati.

Schema del muro di Berlino
Schema del muro di Berlino

Come mi è venuta l’idea di scrivere un articolo sui paesi divisi dai muri? Ultimamente mi sto interessando alla Corea, un paese di cui in Italia si parla poco.

La Corea, così come la Germania, è stata divisa con la guerra fredda tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica.

La Corea è uno dei tanti paesi divisi da muri.
Confine tra le due Coree

Al confine tra le due Coree si trova la cosiddetta zona demilitarizzata, che diversamente da come suggerisce il nome, è piena di soldati di entrambe le Coree; ovviamente i soldati nordcoreani stanno nella parte nord mentre i soldati sudcoreani stanno nella parte sud. Nella zona demilitarizzata c’è una città chiamata Panmunjom, in cui si trovano vari edifici attraversati dal confine tra le due Coree. Stando a quello che ho letto in vari siti Internet, è impossibile attraversare il confine tra le due Coree senza essere feriti o uccisi dai soldati; l’unica eccezione è rappresentata dagli edifici di Panmunjom, e anche là bisogna seguire regole molto rigide per ridurre al minimo i rischi.

Edifici azzurri di Panmunjom attraversati dal confine tra le due Coree
Edifici azzurri di Panmunjom attraversati dal confine tra le due Coree

Un altro giorno parlerò dettagliatamente di Panmunjom e di come è possibile visitarla, ma ora voglio continuare il discorso sui paesi divisi dai muri in generale.

Certi muri dividono popoli che vorrebbero essere uniti, e questo mi schifa altamente. Altri muri dividono uno Stato da un altro, contrastando la migrazione di massa; questi muri possono dare l’amaro in bocca, ma li capisco di più; secondo me, hanno un senso, giusto o sbagliato che sia.

Dovrei cercare ulteriori informazioni sui paesi divisi dai muri; si accettano suggerimenti sulle fonti di tali informazioni.

Altre pagine sui paesi divisi dai muri

Pagina con fotografie di muri che dividono gli Stati

Articolo di Piergiorgio Pescali su Panmunjom

Articolo di Facebook su Panmunjom

Muro dopo muro

Articolo di El País su Panmunjom

Un mundo sin fronteras

 

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

Visita alla Villa dei Quintili

Oggi ho partecipato a un evento organizzato dal CdQ Capannelle-Statuario: una visita alla Villa dei Quintili, seguita da una riunione di cittadini che si è svolta a Piazza Mileto.

Villa dei Quintili
Villa dei Quintili (fotografia presa da Wikipedia)

Ho partecipato alla visita guidata, ma non ho partecipato alla riunione; volevo tornare a casa.

L’evento di oggi è stato organizzato per chiedere alle autorità competenti la costruzione di una stazione ferroviaria allo Statuario. L’appuntamento era alle 15:00 a Viale Appio Claudio, vicino alla ferrovia che passa sopra una strada che a sua volta passa per il Parco degli Acquedotti.

Per questo evento, è stato noleggiato un autobus dell’ATAC, che da Viale Appio Claudio portava alla Villa dei Quintili.

Oggi si pagava €1 per la visita guidata alla Villa dei Quintili; di solito si paga di più, ma non so quanto; tra l’altro, la visita di oggi comprendeva anche Santa Maria Nova, un’area archeologica di cui so poco, ma sembra interessante.

Prima e dopo la visita guidata, ho parlato con altri partecipanti all’evento; anche durante la visita, quando stavo lontano dalle guide; abbiamo parlato prevalentemente di politica; non riesco a farne a meno; per me, parlare di politica è quasi come respirare; questo è uno dei motivi per cui mi piace partecipare agli eventi dei comitati di quartiere, ed è anche un motivo per cui mi è dispiaciuto non partecipare alla riunione di Piazza Mileto. Tra l’altro, i CdQ cercano di essere apartitici, ma non apolitici. Per fare politica, non è necessario fare parte di un partito. Un partito può essere utile, ma non è necessario; al massimo può essere necessario per candidarsi per le elezioni, ma la politica non è fatta solo di elezioni; su questo scriverò un articolo nei prossimi giorni, ma i miei lettori abituali avranno capito che la politica sta in tutte le cose.

Dopo la visita guidata, noi partecipanti all’evento andiamo a piedi a Piazza Mileto; resto là per un po’, ma non abbastanza da partecipare alla riunione. Prima della riunione, ricevo due volantini; uno sull’evento di oggi e uno sul centro civico di Via Amantea.

Ottimismo realistico

Un po’ di tempo fa ho letto un articolo sull’ottimismo realistico; è stato scritto da Paolo Travagnin, che fa parte di Democrazia Digitale, un movimento a cui mi sono iscritto quest’anno.

ottimismo realisticoIl discorso sull’ottimismo realistico mi è venuto in mente ieri, mentre comunicavo per messaggistica istantanea con un mio amico. Stavamo parlando dell’informazione, che in Italia viene fatta nel modo sbagliato, e probabilmente anche in tanti altri paesi. Siamo passati dall’epoca della non informazione all’epoca dell’informazione distorta; così ha detto il mio amico, allora io ho detto che quest’epoca è il passaggio dall’epoca della non informazione all’epoca dell’informazione corretta. Mi piace pensare positivo; mi aiuta a ragionare meglio e a trovare soluzioni per ogni problema. Mi piace immaginare un futuro migliore, ma senza perdere di vista il presente; questo è l’ottimismo realistico. Abbiamo tanti problemi, ma possiamo risolverli.

Paolo Travagnin ha scritto un articolo molto interessante; lo condivido pienamente.

Tornando al discorso sull’informazione, come ho già spiegato in un altro articolo, girano tante notizie false, che vengono diffuse da giornali, radio, televisioni e Internet. Per quanto riguarda Internet, c’è da dire che aprire un sito è più facile che aprire un giornale o una televisione, e questo porta al pluralismo dell’informazione. Ieri, io e il mio amico stavamo parlando della Corea, e di come è stata divisa; il mio ottimismo mi ha portato a dire che la Corea si unirà come la Germania. Mi piace molto lèggere libri divulgativi. Poiché ultimamente mi sto interessando alla Corea, mi piacerebbe lèggere libri in merito. Neanche i libri sono da prendere per oro colato, ma almeno espongono una versione alternativa. Anche sulla storia d’Italia ho sentito dire tutto e il contrario di tutto; per esempio, Giuseppe Garibaldi viene considerato l’eroe dei due mondi, ma alcuni dicono che era un terrorista. Chi dice la verità? Secondo me, la scuola italiana dovrebbe insegnare tutte le versioni, un po’ come Wikipedia, che cerca di avere un punto di vista neutrale. Wikipedia non sempre dice la verità, ma di solito sì.

Ho iniziato parlando dell’ottimismo realistico, e inevitabilmente ho parlato di altre cose. Raramente riesco a concentrarmi su un unico argomento.

Approfitto di questa occasione per collegare un filmato sull’ottimismo realistico.

Tra l’altro, mi viene in mente «L’ultima risposta» dei Subsonica; quella canzone contiene un aforisma che ho copiato in una pagina del mio sito.