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Soldati in metropolitana

Era da un po’ che non scrivevo qui. Avrei tante cose da dire, ma non sempre ho voglia di aggiornare il blog. Questa volta parlerò dei soldati in metropolitana.

soldati in metropolitana
soldati in una stazione della linea B di Roma

Dopo l’attacco del 13 novembre a Parigi, il governo italiano ha deciso di mandare più soldati nei luoghi considerati a rischio, infatti ultimamente ho visto più soldati nella metropolitana di Roma, anche se già da prima ne vedevo un po’, almeno nelle stazioni più grandi.

Ho letto in Internet che l’operazione «strade sicure» è iniziata nel 2008 ed è ancora in corso. Non mi è chiaro se tale operazione doveva essere provvisoria o se invece il governo di allora aveva già deciso che sarebbe stata definitiva. Non ho niente contro i soldati che assistono poliziotti e carabinieri, o meglio, avrei in contrario una cosa che spiegherò dopo. Secondo me, i soldati in metropolitana sono utili per prevenire certi crimini, almeno in caso di scarsità di personale nelle forze dell’ordine, ma il problema della scarsità di personale può e deve essere risolto assumendo poliziotti e carabinieri nella giusta quantità. Tra l’altro, i comuni dovrebbero assumere più vigili secondo me.

Qual è il lato negativo della presenza di soldati in metropolitana? Ho visto le armi portate da certi soldati. Certe volte è inevitabile passare davanti alla canna di una di tali armi. Se un soldato spara accidentalmente mentre qualcuno si trova davanti alla canna, sono cazzi amari, un po’ per la persona colpita, un po’ per il soldato che potrebbe avere problemi con la legge.

soldato con arma in mano
soldato con arma in mano

Per quello che ricordo, prima dell’attacco a Parigi, i soldati portavano solo pistole, e secondo me era meglio così. Una pistola può essere portata nella fondina, mentre armi più lunghe devono essere tenute in mano. È proprio necessario che i soldati siano pronti a sparare in ogni momento?

26 novembre 2008

Oggi dovrei parlare dell’attacco terroristico che si è verificato ieri (13 novembre 2015) a Parigi, ma prima voglio parlare di un fatto simile, su cui oggi ho visto un film. In questo articolo parlerò di un attacco terroristico fatto il 26 novembre 2008 a Mumbai.

Devo premettere che ho saputo dell’attacco a Mumbai grazie al film che ho visto oggi, mentre questa mattina grazie a vari siti Internet ho saputo dell’attacco di ieri a Parigi.

So poco sull’attacco a Mumbai; dovrei fare una ricerca in merito, ma approfitto di questo articolo per parlare del film.

Nel film, dieci terroristi provenienti dal Pakistan vanno verso l’India con una barca; quando incontrano una barca di pescatori indiani, la catturano e si fanno portare in India, ma poi uccidono i pescatori. I terroristi, quando raggiungono Mumbai, si dividono, in modo da fare attacchi contemporanei o quasi. Gli attacchi vengono fatti contro i seguenti obiettivi: due alberghi, un ristorante, una stazione ferroviaria e un ospedale. Potrei capire attacchi contro il governo, ma i terroristi hanno attaccato gente comune; neanche i bambini venivano risparmiati, e neanche gli animali.

Nel film, i terroristi volevano che la gente avesse paura di loro. L’ospedale è stato l’ultimo obiettivo dell’attacco terroristico. Dopo gli altri attacchi, i feriti venivano portati all’ospedale, allora i terroristi hanno attaccato l’ospedale affinché la gente non si sentisse al sicuro neanche là.

Il comandante della polizia di Mumbai gestisce bene la situazione, anche se in certi momenti non sa cosa fare; penso che sia difficile saperlo.

Di quel gruppo di dieci, nove terroristi vengono uccisi per legittima difesa, mentre l’unico sopravvissuto viene arrestato e viene condannato a morte. La condanna viene eseguita per impiccagione. Io sono contro la pena di morte per vari motivi; uno dei motivi è che un criminale non soffre abbastanza se muore. Ho goduto a vedere l’impiccagione, ma avrei goduto di più a vedere il criminale mentre marciva in galera.

Nel film, i terroristi facevano stragi in nome di Allah, ma io so che l’islam non dice di fare così. Tanti musulmani dicono che fare guerre in nome di Allah è una bestemmia. Io ho conosciuto musulmani che sono tutt’altro che violenti. Quei terroristi non erano musulmani; hanno ricevuto falsi insegnamenti sull’islam. Mi è piaciuto molto il discorso che viene fatto dal comandante della polizia, più o meno alla fine del film. Il comandante, probabilmente citando il Corano, dice che la guerra santa deve essere fatta contro il male presente in ognuno di noi. Ognuno faccia la guerra contro le proprie intenzioni negative! Mi viene in mente il mio articolo sull’energia negativa.

Pagine esterne sull’attacco terroristico del 26 novembre 2008 a Mumbai

Articolo di Wikipedia

Guida India – Attacco a Mumbai

National Geographic – Il massacro di Mumbai

Repubblica – Strage a Mumbai

Giulio Di Sturco – Eroi per caso

Quotidiano Nazionale

SkyTG24

Charlie Hebdo

Charlie Hebdo è un periodico settimanale satirico francese dallo spirito caustico e irriverente.

L’azione di critica è rivolta in primis alla difesa delle libertà individuali, civili e collettive, com’è difeso il diritto alla libertà d’espressione a partire dal proprio interno: non è infatti raro che i differenti redattori si siano trovati in disaccordo su temi più o meno importanti, per esempio in occasione del Referendum sulla Costituzione Europea. (fonte: Wikipedia)

Io sono Charlie Hebdo
Io sono Charlie Hebdo

Come molti di voi sapranno, ieri (7 gennaio 2015) c’è stato un attacco terroristico alla sede parigina di Charlie Hebdo. Secondo gli articoli che ho letto ieri e oggi, l’attacco è stato fatto da estremisti musulmani; apparentemente, il motivo è la pubblicazione di vignette che facevano satira sull’islam; un motivo futile per i miei gusti.

L’attacco alla sede di Charlie Hebdo, oltre a essere un atto criminale, mi sembra un atto di stupidità. Io solo ieri ho saputo dell’esistenza di quel giornale; senza l’attacco terroristico, non avrei saputo niente.

Se io conoscessi il francese, farei l’abbonamento a Charlie Hebdo, per il semplice motivo che mi piace molto la satira. Quando leggo Charlie Hebdo, mi sembra di lèggere il Vernacoliere; sarebbe interessante un incontro tra i direttori dei due giornali. Parlando di satira, mi viene in mente Luis Quiles, su cui scriverò un articolo separato, e mi viene in mente anche il mio articolo sull’umorismo nero.

Probabilmente nei prossimi giorni emergeranno ulteriori dettagli sull’attacco alla sede di Charlie Hebdo.

Pagine esterne su Charlie Hebdo e sul relativo attacco terroristico

Sito ufficiale

Corriere della Sera (Strage in redazione)

Corriere della Sera (La premonizione del direttore)

Repubblica (Assalto al giornale Charlie Hebdo)

La Stampa (Quella satira «cattiva» che disturbava i perbenisti)

Il Messaggero (Spari al giornale Charlie Hebdo)

Il Fatto Quotidiano (Identificati gli attentatori)

Il Fatto Quotidiano (Mitra contro vignette)

Il Fatto Quotidiano (A chi serve questa guerra?)

Il Fatto Quotidiano (Lutto nazionale)

Il Fatto Quotidiano (Solidarietà in Europa)

Il Fatto Quotidiano (Perché i conti non tornano)

 

Vignette pubblicate su Charlie Hebdo

Charlie HebdoCharlie HebdoCharlie HebdoCharlie HebdoCharlie Hebdo