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Vietato fotografare nella metropolitana

Sapete che è vietato fotografare nella metropolitana di Roma? Alcuni diranno che è così anche nelle metropolitane di altre città, nonché negli aeroporti. Altri saranno d’accordo con me nel dire che tale divieto è inutile e repressivo.

vietato fotografare

Che danno può fare una fotografia? Per caso ci sono informazioni riservate? Non mi risulta. Le informazioni riservate saranno custodite in sale inaccessibili al pubblico.

vietato fotografare
Sono un fotografo, non un terrorista.
(immagine presa da Clickblog)

Oggi in una stazione della metropolitana ho visto una pubblicità interessante, non per le cose che venivano pubblicizzate, bensì per una parola scritta due volte consecutive; c’era scritto «tua tua», anche se ora non ricordo il resto. Vedendo la pubblicità, prendo il telefono e lo uso per fotografare. A quel punto, i soldati mi dicono che è vietato fotografare, poi mi chiedono di cancellare la fotografia; io eseguo, ma poi spiego le mie ragioni. Quando io chiedo da quando è vietato fotografare, loro mi dicono che da tanto tempo è così, poi mi invitano a consultare il regolamento, che è presente in tutte le stazioni. A quel punto, io faccio notare che la stazione è piena di telecamere, di conseguenza il divieto di fotografare sembra qualcosa del tipo «io sì e voi no»; loro rispondono che le telecamere si trovano nella stazione per motivi di sicurezza. Tale risposta mi sembra illogica. Anche le riprese fatte dai viaggiatori possono essere utili per la sicurezza. Se si verifica un crimine all’interno di una stazione, i viaggiatori potrebbero facilitare le indagini fotografando o riprendendo il crimine. Parlando di sicurezza, faccio notare che i soldati portano armi lunghe, e certe volte è inevitabile passare davanti alla canna, come ho scritto in un altro articolo. I soldati rispondono che le armi sono puntate verso il basso; in quel momento era così, ma non sempre è così. Quei soldati puntavano le armi verso il basso, ma altre volte ho visto soldati che volontariamente o involontariamente puntavano armi verso i passanti, di conseguenza può capitare di colpire qualcuno accidentalmente. È chiaro che la storiella della sicurezza è una bufala, ma so che i soldati eseguono gli ordini, infatti un po’ mi fanno pena.

A un certo punto del discorso, non ricordo se prima o dopo aver fatto notare il problema delle armi, dico chiaramente che ho intenzione di candidarmi per la prossima elezione comunale, in modo da modificare il regolamento dell’ATAC; parlo anche di Riccardo Cecchini, che ha intenzione di candidarsi a sindaco di Roma.

Ora che so che il regolamento dell’ATAC vieta le fotografie in metropolitana, è chiaro che non metterò la mia pubblicità nella metropolitana di Roma. La pubblicità serve per farsi conoscere, ma come può essere utile se la gente ha il divieto di fotografare i cartelloni?

Mi risulta che è possibile chiedere l’autorizzazione all’ATAC per fotografie e riprese, ma qual è la procedura? In ogni caso, ogni volta che avrò bisogno di pubblicizzare una mia attività, sceglierò esclusivamente luoghi in cui sia consentito fotografare e riprendere.

Facendo una ricerca in Internet, ho notato che non sono il primo a parlare dell’anomalo divieto di fotografare.

Stato biscazziere

L’Italia è uno Stato biscazziere, nel senso che il governo italiano guadagna tanti soldi grazie al gioco d’azzardo; fin qui non avrei niente in contrario, anche se capisco la gente che si schiera contro il gioco d’azzardo in generale.

Stato biscazziereIn questo articolo spiegherò gli errori che secondo me vengono fatti dal governo italiano.

La gente vuole giocare d’azzardo? Va bene! Se non può farlo legalmente, lo farà illegalmente, pertanto mi sembra giusto che il gioco d’azzardo sia legale, ma c’è un limite a tutto. Ho notato che in certi bar sono presenti macchine per giochi d’azzardo, tra cui slot machine; per come la vedo io, macchine di quel tipo dovrebbero trovarsi solo in locali con ingresso vietato ai minori di 18 anni; in più, metterei anche l’obbligo di esibire un certificato di indipendenza da gioco d’azzardo.

AzzardopatiaIl gioco d’azzardo provoca dipendenza, come le droghe e come tante altre cose. Mi fanno incazzare certe pubblicità che vedo in televisione e sui giornali. Se hanno vietato la pubblicità alle sigarette, perché non vietano la pubblicità al gioco d’azzardo? Quelle pubblicità mi schifano soprattutto quando dicono «gioca senza esagerare», che sarebbe come dire «drògati senza esagerare». Perché non legalizzano le droghe? Perché non legalizzano le case di tolleranza? In parte ne ho parlato nell’altro blog, ma penso di parlarne dettagliatamente nei prossimi giorni.

Chi guadagna dal gioco d’azzardo? Chi ha interesse a mantenere questa situazione?

Tornando al discorso sulla pubblicità alle sigarette, ci sarebbe da fare un discorso lungo, che farò in un articolo separato; per ora mi limito a dire che mi càpita di vedere pubblicità di sigarette quando vedo gare di formula uno, e questo mi schifa altamente.

Quanto guadagna lo Stato italiano con il gioco d’azzardo? Quanto spende lo Stato italiano per curare i cittadini con dipendenza da gioco d’azzardo?

Altre pagine relative allo Stato biscazziere e al gioco d’azzardo in generale

Definizione di biscazziere secondo il Corriere della Sera

Definizione di biscazziere secondo Wordreference

Articolo di Wikipedia sull’azzardopatia

Pagina in spagnolo sull’azzardopatia, detta impropriamente ludopatia

Il Fatto Quotidiano (Chiamiamola ‘azzardopatia’ e non ‘ludopatia’)

Il Fatto Quotidiano (I calcoli sbagliati dello Stato biscazziere)

Il Fatto Quotidiano (Governo schizofrenico)

Il Fatto Quotidiano (L’ipocrisia dei giochi di Stato)

Il Sole 24 Ore (Stato biscazziere contro Stato dottore)

QN (I paradossi dello Stato biscazziere)

Città Nuova (Stato biscazziere e perdente)

100 Passi (Stato attento alla salute dei cittadini o Stato biscazziere)

Pagina di «Sentire» con collegamenti a vari articoli sullo Stato biscazziere

Fondazione Umberto Veronesi

Sicurezza alimentare

Dopo l’articolo sulle associazioni di consumatori e quello sull’efficienza energetica, ne scrivo uno sulla sicurezza alimentare; anche questo è ispirato a una pubblicità ingannevole pagata con il pizzo chiamato canone.

Dicono che il cibo italiano è più sicuro di quello di altri paesi, ma di chi è il merito? La pubblicità della RAI dice che il merito è dell’Unione Europea, ma qualcosa mi dice che non è così. Mi risulta che il cibo italiano era sicuro anche prima dell’Unione Europea, e forse lo era di più; me lo suggerisce il fatto che l’Unione Europea fa leggi assurde e non interviene sulle cose serie.

Vogliamo parlare dello zucchero bianco? Ho sentito dire tutto e il contrario di tutto. Alcuni dicono che lo zucchero bianco è nocivo per la salute umana; altri dicono di no. Perché l’Unione Europea non organizza un’indagine?

Vogliamo parlare della Coca-Cola? Già il discorso sui diritti umani sarebbe un buon motivo per vietarne l’importazione, almeno per i miei gusti, ma ultimamente ho letto un’altra notizia interessante. Sapete che la Coca-Cola e la Pepsi sono vietate in California a causa di un ingrediente sospettato di essere cancerogeno? Perché in California sì e in Europa no? Gli Stati Uniti d’America hanno tante contraddizioni; su tante cose stanno indietro, ma su altre stanno avanti. Non darei una lira per abitare negli Stati Uniti d’America, neanche in California, ma devo dire che il governo californiano mi è piaciuto molto questa volta.



Finché l’Unione Europea non vieta la Coca-Cola e la Pepsi, non crederò a chi dice che il cibo è sicuro grazie ai regolamenti europei.

Tra l’altro, ho trovato una vignetta interessante sui grassi idrogenati, sui cui ci sarebbe da fare un discorso lungo; probabilmente ne parlerò in un articolo separato.

Vignetta sulla sicurezza alimentare

Ulteriori pagine sulla sicurezza alimentare

Articolo di Wikipedia sulla sicurezza alimentare

Pagina di Consumerismo

Articolo di Wikipedia sulla produzione dello zucchero

Zucchero bianco, un veleno di uso quotidiano

Zucchero bianco, un nemico invisibile

Lo zucchero raffinato e i suoi pericoli

Articolo di Focus secondo cui lo zucchero bianco non fa male

Coca-Cola cancerogena in California ma non in Europa

Coca-Cola e Pepsi: stop al caramello

La Pepsi contiene un colorante cancerogeno

California: Pepsi e Malta Goya «illegali»

Muore sul nascere l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare

Il mio nuovo sito Internet

Oggi (11 giugno 2014) ho aperto un nuovo sito Internet; è presente in due indirizzi, ma probabilmente solo uno verrà conservato.

Gli indirizzi del mio nuovo sito sono i seguenti:

http://paolomarzano.org/

http://paolomarzano.simply-website.it/

Il mio nuovo sito è in costruzione, pertanto devo fare tante modifiche, ma già ora la grafica è ottima secondo me; sicuramente meglio del sito ospitato da Altervista.

A differenza del sito ospitato da Altervista, il nuovo sito ha un costo annuale, pertanto avrò bisogno di sponsor per recuperare le spese.

Per ogni cosa, scrivetemi! Ancora non so qual è il mio nuovo indirizzo di posta elettronica; per ora potete scrivermi all’indirizzo vecchio: paolomarzano@altervista.org

Almeno per ora ho intenzione di conservare il vecchio sito; non si sa mai.

Tra l’altro, devo capire se nel nuovo sito posso aprire un blog, e in caso affermativo, dovrò capire se posso copiare o trasferire gli articoli dal vecchio blog a quello nuovo; in caso negativo, continuerò a scrivere in questo blog.