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Creative Commons

Anche se in questi giorni ci sarebbero argomenti più importanti di cui parlare, in questo articolo parlerò delle licenze Creative Commons, che secondo me sono utili per riservarsi alcuni diritti sulle proprie opere rendendo pubblici altri diritti.

La più restrittiva tra le licenze Creative Commons impone il divieto di lucro e il divieto di opere derivate, consentendo comunque di pubblicare l’opera originale ovunque. Tra l’altro, mi risulta che una raccolta di opere non viene considerata opera derivata dalle opere contenute, bensì collezione di opere. Questo significa che chiunque può copiare opere rilasciate con licenza CC BY-NC-ND e raccoglierle in un unico grande libro o in un unico sito Internet, senza violare alcuna legge.

la più restrittiva tra le licenze Creative Commons
—obbligo di attribuzione
—divieto di lucro
—divieto di opere derivate
Salvo diversa indicazione, la licenza CC BY-NC-ND viene applicata a tutti gli articoli passati e futuri del presente blog.

Una licenza leggermente meno restrittiva vieta il lucro, ma consente la creazione di opere derivate, a condizione che tali opere vengano rilasciate con la stessa licenza dell’opera originale. Per esempio, se una poesia viene rilasciata con licenza CC BY-NC-SA, chiunque può aggiungere versi a tale poesia senza violare alcuna legge.

Entrambe le licenze che ho citato vietano di lucrare sull’opera originale, nonché su eventuali opere derivate nei casi in cui è consentito creare tali opere.

Esistono sei (6) licenze Creative Commons.

Per creare una licenza Creative Commons, bisogna rispondere a due domande:

1Voglio concedere ad altri di lucrare sulla mia opera?

2Voglio concedere ad altri di creare opere derivate?

Alla prima domanda bisogna rispondere sì o no, mentre alla seconda domanda è possibile dare tre risposte; possiamo rispondere sì o no, ma possiamo anche concedere la creazione di opere derivate a condizione che tali opere vengano condivise con la stessa licenza dell’opera originale. Per esempio, se io creo un’opera con licenza CC BY-NC-SA, anche gli autori di opere derivate dovranno applicare la licenza CC BY-NC-SA a tali opere, mentre se io creo un’opera con licenza CC BY-SA, anche gli autori di opere derivate dovranno applicare la licenza CC BY-SA a tali opere.

La più permissiva tra le licenze impone l’obbligo di attribuzione senza altri obblighi né altri divieti; questo significa che chiunque può lucrare sull’opera nonché creare opere derivate senza restrizioni.

Non so se questo articolo è chiaro. Forse il sito ufficiale della Creative Commons spiega certe cose un po’ meglio.

Per ora posso dire che la legge tutela le opere d’arte dal momento della creazione; l’unico problema è dimostrare di chi sono tali opere. Le leggi sul diritto d’autore variano da uno Stato a un altro; per esempio, in Italia il diritto d’autore dura fino al settantesimo (LXX) anno dopo la morte dell’autore; se l’opera è di più autori, si tiene conto del decesso dell’ultimo autore. Non so quando scade il diritto d’autore in altri Stati.

Qual è la maggiore utilità delle licenze Creative Commons? Se voglio rendere pubblica una mia opera, posso farlo senza che ognuno debba chiedermi l’autorizzazione ogni volta. Un vantaggio è che ricevo meno richieste di autorizzazione, e quindi ho meno messaggi a cui rispondere. Un altro vantaggio è che posso farmi conoscere più facilmente. Se tanta gente conosce le mie opere, saprà cosa aspettarsi da me.

Se qualcuno vuole andare oltre i limiti imposti da una licenza Creative Commons, è chiaro che dovrà chiedere l’autorizzazione al titolare dei diritti. In ogni caso, se un’opera ha la licenza Creative Commons, non avrete dubbi sul fatto che potete pubblicare l’opera così com’è senza lucro, in qualunque spazio pubblico.

Mi viene in mente un articolo in cui parlavo di Patamù, un sito in cui è possibile depositare le proprie opere d’arte per tutelarle dal plagio. Quando depositate un’opera su Patamù, potete scegliere se riservarvi tutti i diritti o applicare una delle licenze Creative Commons.

Approfitto di questa occasione per parlare di un racconto che ho scritto ultimamente: «Rapisardo il trucido»; per ora ho scritto quattro versioni, e ho in mente la quinta, che penso di scrivere nei prossimi giorni. Cliccando qui potrete vedere la quarta versione HTML del racconto. Il racconto «Rapisardo il trucido» ha la licenza CC BY-NC-SA; questo significa che solo io posso lucrare su tale racconto, mentre chiunque può creare opere derivate, a condizione che tali opere vengano condivise con la stessa licenza.

Aggiornamento del 30 aprile 2016

Un po’ di tempo fa ho scritto la quinta versione di «Rapisardo il trucido», ma avevo dimenticato di scriverlo qui. In più, ultimamente sto scrivendo un altro racconto: «Nova Atlantido», di cui ho parlato anche nel mio canale Youtube.

Patamù contro SIAE

Patamù è un sito che permette di tutelare dal plagio le opere di ingegno attraverso la marcatura temporale. (fonte: Donostia)

Ho conosciuto Patamù ieri (I agosto 2015), grazie a un articolo sulla registrazione dei diritti d’autore. Prima di lèggere quell’articolo, pensavo che fosse necessario registrare le opere d’arte nel sito della SIAE; ora so che non è così.

La legge italiana tutela i diritti d’autore indipendentemente dalla registrazione delle opere; la registrazione serve solo come prova. In più, ieri ho saputo che esistono ottime alternative alla SIAE, tra cui Patamù, che tra l’altro consente di depositare le opere d’arte a prezzi molto inferiori.

Facendo una ricerca in Internet, ho visto che la SIAE è un ufficio complicazione cose semplici, mentre Patamù cerca di semplificare il deposito di opere d’arte. In più, per ogni opera è possibile specificare quali diritti sono riservati. Io sono per la condivisione gratuita e per la possibilità di creare opere derivate, a condizione che l’opera venga attribuita a me e che le opere derivate vengano pubblicate con la stessa licenza, cioè, niente lucro per chi pubblica le mie opere o crea opere derivate; io faccio così, ma altri possono concedere più o meno diritti; in più, non escludo di riservarmi tutti i diritti per eventuali opere future.

Licenza Creative Commons con cui ho registrato alcune opere su Patamù
Attribuzione
Non commerciale
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Avete letto le mie poesie? Alcuni miei conoscenti mi hanno consigliato di registrarle alla SIAE, per evitare che vengano copiate, con guadagno per i copiatori e senza guadagno per me. Sentendo questo consiglio, ho fatto una ricerca in Internet, e ho visto che l’iscrizione alla SIAE è troppo costosa. Facendo ulteriori ricerche, ho conosciuto Patamù. Devo ringraziare Adriano Bonforti e Andrea Caovini. Adriano Bonforti ha fondato Patamù, mentre Andrea Caovini ha scritto l’articolo che ho citato precedentemente.

Tra l’altro, leggendo il sito della SIAE, ho notato che i minori di 30 anni possono iscriversi gratuitamente. Perché tengono conto dell’età e non del reddito? Lo capirei se in Italia ci fosse il reddito minimo garantito.

Per ora penso di aver detto le cose più importanti. Ora collego pagine esterne su Patamù, SIAE, eccetera.

Arturo di Corinto Come gli artisti italiani possono proteggere le loro idee

Wired — Patamù protegge la tua creatività online

Articolo di Fabrizio Mondo

Articolo di Matteo Pavanello

Articolo di Simone Aliprandi

Discussione su Musimac

Circuiti Organizzati Resistenze Editoriali

Ferrara Italia — C’è chi dice no

Simone Aliprandi — Si può fare a meno della SIAE e usare servizi alternativi?

Sito ufficiale di Patamù

Sito ufficiale della SIAE

Sito ufficiale della Creative Commons

Differenze tra le licenze di copia in una pagina colombiana di Creative Commons

Intervista ad Adriano Bonforti

Petizione di Adriano Bonforti

Legge sul diritto d’autore