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Bestemmia e blasfemia

La bestemmia è un’ingiuria o un epiteto offensivo riferito a una divinità e che appartiene alla sfera del turpiloquio. Nell’uso comune viene usato quasi sinonimicamente coi termini imprecazione e blasfemia. (fonte: Wikipedia)

La bestemmia o blasfemia […] è punita nelle legislazioni penali vigenti in molti paesi sia teocratici sia laici; in questi ultimi, i termini della legge sono stati estesi per tener conto delle sensibilità religiose delle popolazioni immigrate da altri paesi.
In alcuni paesi la bestemmia non è un crimine. Per esempio, negli Stati Uniti d’America essere perseguiti per questo crimine violerebbe la Costituzione secondo quanto stabilito dalla giurisprudenza nel caso Joseph Burstyn, Inc contro Wilson. Nel Regno Unito, precisamente in Inghilterra e Galles i reati di blasfemia sono stati aboliti nel 2008. In Europa, il Consiglio d’Europa ha raccomandato che i paesi membri adottino leggi a favore della libertà d’espressione. Nei paesi in cui è in vigore la sharia ed in altri paesi (come ad esempio il Pakistan), la blasfemia è un reato punibile con la pena di morte.
In luogo del reato di blasfemia, o in aggiunta ad esso, alcuni paesi vietano l’incitazione all’odio su base religiosa, il vilipendio della religione o gli “insulti religiosi”. Queste reati si configurano con la citazione in giudizio effettuata da chi si senta offeso nei confronti della propria sensibilità religiosa. (fonte: Wikipedia)

 

Perché scrivo un articolo sulla bestemmia? Per come la vedo io, vietare la bestemmia limita la libertà di espressione. Condivido il divieto di ingiuria contro esseri umani, viventi o defunti che siano, salvo casi particolari come quelli citati nell’articolo sull’umorismo nero. Non condivido il divieto di bestemmiare. Con tutto il rispetto per chi crede in una qualunque divinità, non capisco perché ci si scandalizza tanto per le bestemmie e non ci si scandalizza per guerre o altre porcate fatte in nome di una divinità.

Ho notato che le leggi sulla bestemmia variano molto da uno Stato a un altro; l’Australia è molto permissiva in merito, mentre l’Italia sta indietro. Non mi ricordo se ho scritto articoli sulla libertà di espressione. Mi viene in mente la Freedom House, che non è la Casa delle Libertà, o almeno non è la stessa Casa delle Libertà fondata da Silvio Berlusconi. Tornando al discorso sull’Australia, il Commonwealth vieta la registrazione di navi con nomi blasfemi, ma non vieta la bestemmia in generale; il discorso cambia leggermente per i singoli Stati che compongono il Commonwealth australiano.

La legge italiana sulla bestemmia è un po’ strana per i miei gusti; vieta di insultare Dio, ma non vieta di insultare la madonna o i santi; fin qui non vedo niente di strano, ma in Italia è sanzionabile l’ingiuria contro statue o altri oggetti che rappresentano la madonna o i santi. Tale distinzione già mi sembra contraddittoria in sé, ma lo è di più considerando il seguente comandamento: «Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra». La legge italiana vieta di insultare i crocifissi presenti negli edifici pubblici, e su questo dovrei scrivere un articolo separato, perché il discorso è lungo.