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Voli di Stato

I voli di Stato sono voli che vengono fatti con aerei di proprietà dello Stato, almeno così mi suggerisce la logica.

Aereo italiano per voli di Stato
Aereo italiano per voli di Stato

Avete saputo del volo di Stato di Roberta Pinotti? Io ho saputo di questa notizia grazie all’interrogazione parlamentare di Alessandro Di Battista e Luca Frusone, entrambi pentastellati. Senza tale interrogazione parlamentare, non avrei saputo niente; è questo che mi scandalizza; non mi scandalizza il volo di Stato in sé. Tra l’altro, nel sito del governo italiano c’è una pagina dedicata ai voli di Stato; tale pagina viene aggiornata periodicamente con la lista degli ultimi voli effettuati. Qualcuno ha visto il volo di Roberta Pinotti? Io non ho visto niente. Dicono che quel volo era di addestramento, e i responsabili hanno concesso a Roberta Pinotti di viaggiare in quell’aereo; io non avrei niente in contrario, o meglio, mi risulta che la legge vieta di viaggiare con i voli di addestramento; forse è il caso di modificare la legge sui voli di Stato. Se quel volo è servito a risparmiare soldi, ben venga. Il volo di addestramento sarebbe stato fatto in ogni caso, e la ministra in alternativa avrebbe viaggiato con un volo di linea insieme agli agenti di scorta. Resta da capire quanti soldi sono stati risparmiati con il volo di Stato.

Con tutti i soldi che vengono sprecati dal governo italiano, i voli di Stato sono la punta dell’iceberg; non dico che non sono importanti, ma ci sono sprechi molto più gravi.

Per come la vedo io, i ministri possono viaggiare con aerei di Stato dove vogliono, ma i voli di Stato devono essere pubblicati nel sito del governo, affinché i cittadini sappiano come vengono spesi i soldi pubblici. Io pubblicherei anche i voli di linea fatti da ministri e parlamentari, almeno quando tali voli vengono pagati con soldi pubblici.

Pagine esterne sui voli di Stato

Notizia del volo di Roberta Pinotti nel sito del Fatto Quotidiano

Articolo sui voli di Stato nel sito dell’Espresso

Voli di Stato come taxi

Disciplina del trasporto aereo di Stato nel sito di Altalex

Legge sui voli di Stato nel sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

Legge sui voli di Stato nel sito del ministero dell’interno

Lista dei voli di Stato nel sito del governo

Erasmus & Seneca

Per chi non lo sapesse, l’Erasmus e il Seneca sono due programmi di scambio studentesco. Non parlerò dettagliatamente dell’Erasmus, in quanto ne parlano già tanti altri siti Internet.

Il Seneca è un programma spagnolo di scambio studentesco nazionale; mi piacerebbe sapere perché non esiste qualcosa di analogo in Italia, o se esiste, mi piacerebbe capire perché non viene pubblicizzato. Secondo me, è molto utile partecipare a programmi di scambio studentesco; è un’ottima occasione per viaggiare per motivi diversi dal semplice turismo. Io grazie all’Erasmus ho scoperto tante cose utili sulla Spagna e sulle Isole Canarie; tante cose che probabilmente non avrei capito andando là come turista, infatti, anche se avevo già fatto altri viaggi in Spagna, non conoscevo bene la burocrazia spagnola.

Parlando di burocrazia, mi viene in mente il film «L’appartamento spagnolo», che tra l’altro spiega la burocrazia dell’Erasmus.


Un difetto dell’Erasmus è che non tutti hanno la possibilità di partecipare, un po’ perché il numero di posti disponibili è minore del numero di studenti universitari, un po’ perché il rimborso dato agli studenti è ridicolo, nel senso che è molto minore della quantità di denaro spesa dagli studenti per partecipare a tale programma.

Se in Italia ci fosse un programma di scambio studentesco nazionale, il governo avrebbe interesse a finanziarlo in modo serio, in quanto i soldi comunque resterebbero in Italia, e questo farebbe girare l’economia italiana.

Non so da quando esiste il Seneca in Spagna, né mi è chiara la differenza tra Seneca e SICUE, ma in Italia è possibile fare qualcosa di analogo; se non è possibile chiamarlo Seneca, possono chiamarlo in un altro modo; un nome si trova sempre.

So che oltre all’Erasmus esistono altri programmi di scambio studentesco, ma sono poco pubblicizzati; mi piacerebbe capire il motivo.

Tra l’altro, io istituirei qualcosa di analogo per chi decide di non frequentare l’università. Una volta c’era l’obbligo del servizio militare, che non condivido, ma forse aveva qualche lato positivo; ne parlerò dettagliatamente in un articolo separato. Trascorrere un periodo in una località diversa dalla propria per motivi diversi dal turismo mi sembra molto utile, in quanto insegna tante cose che difficilmente si imparano in altri modi.