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Una volta facevo tanti giochi

Una volta facevo tanti giochi, poi ho smesso. Leggendo questa frase, molti di voi potrebbero pensare al gioco d’azzardo e a come evitare la dipendenza da tale attività, ma in questo articolo parlerò di tutt’altra cosa.

Conoscete il quadrato termodinamico? Se lo conoscete, saprete che la frase indicata è ottima per ricordare le lettere contenute in tale quadrato. Ogni lettera rappresenta una grandezza fisica. Ogni grandezza fisica dipende da altre grandezze fisiche.

Una volta facevo tanti giochi, poi ho smesso
quadrato termodinamico

Cosa c’entra la termodinamica con la politica? Secondo me, ogni cittadino può essere paragonato a una particella di gas, mentre il popolo nel suo insieme può essere paragonato al gas.

Il Huang (libro di meccanica statistica) dice che non ci sono mezzi né motivi per conoscere il comportamento di ogni singola particella, in quanto abbiamo un grande numero di particelle. Nonostante ciò, partendo dal comportamento di una particella in particolare possiamo conoscere l’andamento del gas nel suo insieme.

Per quanto riguarda il gas, varie particelle saranno uguali tra loro, se non tutte. Per quanto riguarda il popolo, non ho mai conosciuto due persone con lo stesso carattere o con le stesse opinioni su tutto, e questo potrebbe complicare la determinazione dell’andamento collettivo. Dall’altra parte, nel caso del gas dobbiamo fare calcoli, mentre nel caso del popolo è sufficiente un ragionamento logico.

Anche se non possiamo conoscere il carattere e le opinioni di tutti i cittadini di uno Stato o di una città, possiamo sapere cosa farebbero i cittadini se si trovassero in certe situazioni, salvo il caso in cui tali cittadini mentono, per un motivo o per un altro. Uno Stato o un Comune potrebbe distribuire questionari per sapere cosa farebbero i cittadini in certe situazioni. Se non ci sono domande imbarazzanti, i cittadini avranno interesse a dire la verità, salvo il caso in cui neanche i diretti interessati sanno cosa farebbero. Secondo me, tali questionari potrebbero essere utili per avere un’idea di come si evolveranno le città e gli Stati.

Cercando in Internet, vengo a sapere dell’esistenza della psicologia sociale; se è quello che penso io, probabilmente alcuni libri dicono almeno in parte ciò che ho scritto qui.

Secondo me, fare domande ai cittadini sarebbe un passo avanti verso la democrazia diretta. Rispondiamo a domande ogni volta che votiamo per un referendum, e anche ogni volta che partecipiamo a un sondaggio. I referendum sono utili per dare ai cittadini il potere di decidere su questioni importanti. I sondaggi sono utili per conoscere i bisogni e i desideri dei cittadini, così lo Stato o l’ente territoriale competente può regolarsi di conseguenza, accontentando la maggioranza e anche le minoranze quando è possibile.

Salutava sempre

Quando parlo con il mio conoscente Evaristo, certe volte penso a quando si verifica un crimine grave, allora i vicini di casa dell’autore del crimine dicono ai giornalisti che lui salutava sempre.

salutava sempreEvaristo sembra sempre tranquillo, nonostante l’infanzia che ha passato, ma dice che è così solo grazie all’autocontrollo, e lui stesso dice che questo autocontrollo potrebbe non durare per sempre.

Tanta gente a prima vista sembra tranquilla, grazie alla maschera che porta, in senso metaforico ovviamente. Mi viene in mente una poesia di Jennifer Crepuscolo che ho pubblicato in una pagina del mio sito: «Il carnevale».

Perché una persona apparentemente tranquilla dovrebbe commettere un crimine grave? Provo a fare ipotesi. Secondo me, l’ira repressa è come un liquido che viene versato in un vaso; a un certo punto, il vaso trabocca; la stessa cosa succede agli esseri umani quando hanno troppa ira repressa. La pazienza ha un limite. La pazienza può essere vista come il volume del vaso.

Ho notato che troppi esseri umani pensano molto a sé stessi e poco agli altri; parlo non solo di gente che sta al governo o nei consigli di amministrazione di grandi aziende, ma anche di gente comune. Ognuno di noi può fare molto per gli altri, e quindi per la propria comunità in generale e indirettamente per sé stesso. Fare cose utili per gli altri è un investimento utile per sé stessi. La legge del karma dice che ogni nostra azione torna indietro.

Cosa può fare ognuno di noi? Potrei fare tanti esempi, ma ora non mi va di farli; forse li farò in altri articoli, oppure nei commenti a questo articolo se qualcuno fa domande in merito.

Cosa possono fare i governi? Per esempio, potrebbero istituire gli psicologi di base, che in Italia ancora non ci sono, almeno a livello nazionale, anche se sono presenti in alcune regioni italiane, almeno secondo certi articoli che ho letto un po’ di tempo fa. Quanto costano gli psicologi di base? Sicuramente meno delle conseguenze della loro assenza. Quanta gente si suicida? La vita di quella gente vale meno dei soldi spesi per salvarla? Penso di no. Quanta gente uccide gli altri per un motivo o per un altro? È facile dire che quella gente salutava sempre.

Se tutti avessero una casa in cui vivere, nessuno avrebbe bisogno di dormire per strada. Tanta gente non saprebbe come dormire per strada, di conseguenza si suicida quando viene a sapere di aver perso la casa, oppure uccide altre persone sapendo di non avere niente da perdere oltre alla libertà, sempre se possiamo chiamare libertà la vita di chi dorme per strada.

Un’altra soluzione può essere il reddito minimo garantito o il reddito di cittadinanza; alcuni cittadini ci marcerebbero, ma altri userebbero tale reddito nel modo giusto. Tra l’altro, il reddito minimo garantito può essere un rimedio in una comunità in cui ogni cosa ha un prezzo, e allora potrei anche accettare l’assenza di psicologi di base e di alloggi gratuiti, così come potrei accettare di pagare per viaggiare in autobus o in altri mezzi di trasporto pubblico. Chi mi conosce sa che io pago per viaggiare in autobus, ma lo faccio con l’amaro in bocca. Ogni tanto leggo notizie di viaggiatori che menano i controllori; anche tra quella gente potrebbe esserci qualcuno che salutava sempre.

Cosa possono fare i dirigenti di imprese e aziende? Possono dare migliori condizioni di lavoro. In che modo? Non lo so, ma forse alcuni di voi possono suggerire soluzioni. Anche tra la gente che uccide i propri superiori potrebbe esserci qualcuno che salutava sempre.

Per ora penso di aver detto le cose più importanti. Concludo collegando pagine esterne su gente che salutava sempre.

Gruppo di Facebook

Altro gruppo di Facebook

Huffington Post È il miglior dipendente che abbiamo mai avuto

Ricostruzione del profilo psicologico-comportamentale del serial killer

Quale è il tuo potenziale profilo criminale?

 

Suicidio (cause e prevenzione)

Dopo aver giocato a «Life is strange», sento il bisogno di parlare di suicidi, e ovviamente di come prevenirli. Parlerò anche degli Stati con più suicidi, cercando di spiegare le maggiori cause di suicidio.

Devo premettere che ho fatto una ricerca in Internet prima di scrivere questo articolo, e ho avuto un po’ di sorprese.

Stranamente, l’Italia è tra gli Stati con meno suicidi, quasi a pari merito con la Grecia. Dopo aver letto e sentito notizie di suicidi in Italia, pensavo che l’Italia fosse tra gli Stati con più suicidi, almeno tra gli Stati d’Europa, e invece non è così.

Avevo sentito dire che la Svezia è lo Stato d’Europa con più suicidi, ma non è così, anche se la concentrazione di suicidi in Svezia è più alta che in Italia. Ho letto in Internet che la Lituania è lo Stato d’Europa con la più alta concentrazione di suicidi, ma una concentrazione più alta è presente in Groenlandia, che non è uno Stato indipendente, in quanto giuridicamente fa parte della Danimarca.

Il suicidio è più frequente in Spagna che in Italia, ma lo è di più in Francia. Tra l’altro, ho notato che i suicidi sono molto frequenti in certi Stati asiatici, tra cui il Giappone, l’India e la Corea del Sud. Non conosco la situazione della Corea del Nord, uno Stato che comunque ha tanti problemi a causa del governo.

concentrazione di suicidi nei vari Stati
concentrazione di suicidi nei vari Stati (immagine presa da Wikipedia)

Perché in Italia e in Grecia ci sono relativamente pochi suicidi? Posso solo fare ipotesi. In entrambi gli Stati c’è tanta povertà, ma forse il fatto di avere gli stessi problemi dei propri connazionali aiuta a sopportare i propri problemi. Se si vive in un paese di gente ricca, è più difficile sopportare la propria povertà. Se viviamo insieme a gente che non ha i nostri stessi problemi, avremo difficoltà a sopportare i nostri problemi.

Non conosco la Grecia, ma in Italia e in Spagna ho visto tanta gente che dorme per strada. In più, in Italia non ci sono psicologi di base, almeno non in tutte le regioni. In Italia c’è tanta violenza domestica, anche se forse tale fenomeno è più frequente in altri Stati.

Sapevo dell’esistenza del Telefono Amico, ma non sapevo come contattarlo; spero di non averne mai bisogno, ma in caso contrario saprò a chi rivolgermi. Per ora ho trovato un Telefono Amico per l’Italia e uno per la Svizzera italofona.

Tanti fattori possono portare al suicidio; non ne parlerò dettagliatamente qui, ma collegherò pagine che espongono tali fattori.

fattori che inducono al suicidio
fattori che inducono al suicidio

Ho letto in Internet che la concentrazione di suicidi non cambia solo a seconda dello Stato, ma anche a seconda del sesso e dell’età; in più, anche il metodo di suicidio cambia.

metodi di suicidio
efficacia dei metodi di suicidio

Tornando a «Life is strange», il secondo episodio mi ha lasciato il segno, soprattutto la scena in cui Kate si butta dal tetto dell’Accademia Blackwell. Maxine detta Max ha la possibilità di salvare Kate dal suicidio, ma deve scegliere le parole giuste, altrimenti Kate si butterà dal tetto. Anche se «Life is strange» mi piace molto, non ne parlerò dettagliatamente qui, perché non voglio andare fuori tema più del dovuto.


Anche nella realtà dobbiamo scegliere le parole giuste se vogliamo salvare qualcuno dal suicidio.

Mi viene in mente «Un povero ricco», un film con Renato Pozzetto; ricordo bene la scena in cui il protagonista si accoltella, si spara e si butta dalla finestra; il tutto per problemi economici. Dopo quella scena, si capisce che era tutto un sogno, ma il giorno successivo, il protagonista deve andare al funerale di un suo amico, che si è suicidato per problemi economici.

Dovrei fare un discorso lungo anche sulla gente che viene «suicidata», nel senso che viene uccisa da altre persone e poi si manipolano le prove affinché l’omicidio sembri un suicidio.

Perché ho scritto un articolo sui suicidi? Per il semplice motivo che i problemi di uno sono i problemi di tutti, di conseguenza i governi devono dare maggiore supporto ai cittadini. Se il governo non aiuta i cittadini, verrà il giorno in cui i cittadini faranno attacchi kamikaze contro il governo.

Prima di collegare le pagine esterne, voglio dire ancora alcune cose.

Quando qualcuno mi dice che vuole suicidarsi, di solito rispondo con un aforisma: «A tutto c’è rimedio tranne alla morte». Oggi in varie pagine ho trovato un aforisma simile: «Il suicidio è una soluzione definitiva a un problema temporaneo».

Forse dovrei dire ancora tante altre cose, ma penso di aver scritto abbastanza per ora.

Pagine esterne sul suicidio

Articoli di Wikihow che spiegano come prevenire il suicidio

Come prevenire pensieri suicidi

Come affrontare i pensieri suicidi

Come aiutare un amico suicida

Altri articoli sul suicidio

Il Post

Metalli Rari

Data Lamp Post

Le Scienze

Internazionale

MSD Italia

Huffington Post Suicidi di piloti

Huffington post Suicidi in Groenlandia

Ministero della Salute

ISTAT

Il tuo psicologo

Epicentro

Farmaco e cura

Faccio l’accento svedese

Violenza domestica

Quando sentite parlare di violenza domestica, cosa vi viene in mente? La violenza contro le donne? La violenza contro i bambini? In questo articolo parlerò prevalentemente del secondo caso.

C’è da dire che esistono anche casi di violenza di donne contro uomini; forse casi di quel tipo sono più rari, ma ritengo giusto parlarne.

Parlando di violenza contro i bambini, mi vengono in mente tanti «genitori» che usano la violenza contro i propri figli; tale violenza può essere fisica (percosse o lesioni) o verbale (insulti o minacce). Tanti casi restano impuniti perché le vittime non hanno il coraggio di denunciare; spesso, anche se non sempre, è già tanto se le vittime ne parlano con persone fidate. Spesso gli autori di abusi cercano di sembrare persone tranquille, e troppe volte ci riescono. Troppi casi si concludono con omicidi, che possono essere commessi dall’abusatore contro l’abusato o dall’abusato contro l’abusatore. Quando si arriva all’omicidio, spesso vengono fuori tante verità nascoste, ma a quel punto è troppo tardi.

C’è un modo per prevenire almeno i casi più gravi? Mi vengono in mente alcune soluzioni; bisognerebbe provarle per capire se sono efficaci.

Se venisse istituito il reddito minimo garantito, ogni cittadino potrebbe liberarsi della propria famiglia di origine almeno in età adulta; forse è troppo tardi, ma probabilmente i casi di violenza domestica diminuirebbero.

Se a ogni cittadino capace di intendere e di volere, ancora non maggiorenne, venisse concesso di scegliere un tutore alternativo, sarebbe un grande passo avanti.

Nelle scuole di ogni ordine e grado potrebbero mettere personale che si occupa di capire se gli studenti sono vittime di violenza domestica; in questo modo si potrebbero prendere provvedimenti in merito, in modo da evitare le conseguenze più gravi.

Vogliamo parlare della violenza nelle scuole? In troppe scuole d’Italia, i docenti fanno violenza contro gli studenti; alcuni casi vengono scoperti dalle forze dell’ordine e vengono puniti, ma altri casi restano ignoti. Per come la vedo io, il governo italiano dovrebbe fare di più.

Tra l’altro, in certe scuole italiane viene fatta propaganda; per esempio, in certe scuole elementari, quando un bambino è abbastanza intelligente da capire che una maestra è cattiva, un’altra maestra cerca di convincerlo che invece è buona.

Il discorso sulla propaganda mi ricorda certi governi, che impongono il potere con la forza ma anche con altri mezzi.

Che sia una famiglia, una scuola o uno Stato, il succo è lo stesso; si parla sempre di violenza; cambiano solo gli autori e le vittime.

Parlando di violenza domestica, mi viene in mente un video di Ivy Queen e uno delle K-Narias; chi ascolta reggaeton sa di chi parlo.


Forse ho saltato di palo in frasca; spesso non riesco a fare diversamente.

Altri articoli sulla violenza domestica

Articolo di Wikipedia sulla violenza domestica

Articolo di Wikipedia sulla violenza contro gli uomini

Violenza sugli uomini da parte delle donne

Violenze sessuali sugli uomini

Perché la violenza contro gli uomini non viene denunciata

Glenda Mancini, la donna che denuncia la violenza domestica subita dagli uomini

Violenza domestica: una legge per intervenire anche senza denuncia

Pagina dell’Arma dei Carabinieri sulla violenza domestica

Parlare chiaro sulle sculacciate

Dieci ragioni per non picchiare i vostri bambini

Articolo di Maurilio Lovatti

Pagina dell’UNICEF relativa alla violenza sui bambini

Articolo di Psicologi-Italia

 

Psicologi di base

Vi risulta che in Italia esistono gli psicologi di base? A me risulta di no, almeno non in tutte le regioni italiane.

 

psicologi di base

L’idea di scrivere questo articolo mi è venuta un po’ di tempo fa; avevo letto la proposta degli psicologi di base su Facebook, e ultimamente in altre reti sociali; devo vedere se ne parlano anche Smalfiland e GlobAllShare.

Gli psicologi di base potrebbero lavorare negli stessi studi dei medici, in modo da capire se il problema è «hardware» o «software».

Come potrebbero lavorare gli psicologi di base? In vari modi; non so come lavorano in Veneto, ma io suggerisco di dare a ogni cittadino un’ora settimanale gratuita per parlare con uno psicologo di base; se non ci sono psicologi sufficienti per tutti i cittadini, si possono fare sedute di gruppo, oppure si può fare un’ora ogni due settimane o un’ora al mese.

In alcuni siti Internet ho letto che esiste una proposta di legge che consentirebbe ai medici di fare anche il lavoro degli psicologi; non mi piace; con tutto il rispetto per i medici, molti dei quali fanno un ottimo lavoro, non penso che un medico possa fare il lavoro di uno psicologo. Ho letto che il corso di laurea in medicina comprende anche un esame di psicologia, ma secondo me non è sufficiente. L’esame di psicologia sostenuto dai medici dovrebbe servire a capire se il problema è di competenza del medico o se invece è il caso di mandare il paziente da uno psicologo; lo psicologo di base semplificherebbe molto il problema.

Secondo me, può essere utile organizzare eventi in cui i partecipanti possono parlare con gli psicologi. Sarebbe interessante organizzare la «giornata della psicologia» o qualcosa di simile. Come potrebbe essere organizzato un evento di quel tipo? In tanti modi; per esempio, si potrebbero dividere gli psicologi a seconda delle branche; per esempio, a me piace molto l’interpretazione dei sogni, ma probabilmente mi rivolgerei anche a psicologi di altro tipo per altri problemi.

Secondo me, tanta gente ha bisogno di psicologi, e non parlo necessariamente di malati mentali, per i quali forse sono più indicati gli psichiatri; parlo di gente comune; probabilmente il problema è la scarsità di soldi causata dai governi che ci sono stati ultimamente. Se ci fosse il reddito minimo garantito, probabilmente tanta gente andrebbe dagli psicologi, evitando che piccoli disagi si traducano in problemi seri.

Pagine esterne sugli psicologi di base e sulla psicologia in generale

Psicologo di base: una rivoluzione possibile

Il Veneto sperimenta lo psicologo di base

Petizione contro la legge che consentirebbe ai medici di sostituire gli psicologi

Proposta di legge per lo psicologo di base

Proposta di legge nella Regione Veneto

Psicologia di base e cure primarie

Articolo di ANSA

Articolo del Mattino di Padova

Articolo di Altrapsicologia

Giornata nazionale della salute mentale

Recensioni relative a un libro sugli psicologi di base

Articolo di Wikipedia sulla psicologia

Interpretazione dei sogni

Cosa c’entra l’interpretazione dei sogni con la politica? Non lo so, ma sentivo il bisogno di scrivere un articolo su questo argomento; in più, spesso mi càpitano sogni collegati con la politica.

Alcuni anni fa ho conosciuto Sonia Caroleo, una psicologa di Torino che su Facebook ha una pagina relativa all’interpretazione dei sogni. Ieri ho conosciuto Fiorelisa, che su Altervista ha un sito relativo allo stesso argomento.

Poiché il sito di Fiorelisa mi interessa per i contenuti e mi sembra anche fatto bene, sentivo il bisogno di pubblicizzarlo.

Approfitto di questo articolo per raccontare un mio sogno di poco tempo fa, ma prima devo raccontare alcuni fatti reali collegati al sogno stesso.

Questo sogno mi è capitato poco tempo dopo l’Erasmus.

Uno degli ultimi giorni di Erasmus, precisamente il 2 febbraio 2012, ho visitato Candelaria per la seconda volta. Nel centro commerciale Punta Larga ci sono computer collegati a Internet; per farli funzionare, bisogna inserire le monete nell’apposita gettoniera. Il problema è che ogni tanto il computer si blocca; per avere indietro i soldi, bisogna rivolgersi al personale addetto. Il computer che stavo usando si è bloccato; io ho cercato il personale del centro commerciale; ho trovato due agenti della Guardia Civil; chiedo cosa devo fare; loro mi dicono di parlare con la direzione; io cerco la direzione; trovo l’ufficio della vigilanza; là mi dicono che la direzione è chiusa, in quanto il 2 febbraio è festivo in tutta Tenerife. Poiché nei giorni successivi non ho fatto visita a Candelaria, non ho avuto indietro i miei soldi; per fortuna erano pochi.

Cosa c'entra l'interpretazione dei sogni con la politica? Questo articolo potrebbe rispondere alla domanda.
Due agenti della Guardia Civil

A questo punto penso di poter raccontare il sogno.

Una lunga notte in giro per Roma (dicono che per l’interpretazione dei sogni è importante dare un titolo ai sogni stessi)

Stavo in giro per Roma di notte. Per strada incontro due agenti della Guardia Civil, ma non ci parlo; uno di loro sventola una bandiera blu con la scritta «Guardia Civil» in bianco; era la prima volta che vedevo quella scritta con quei colori; sulle divise è gialla su fondo verde; sui veicoli è nera su fondo bianco. Dopo un po’, sento la canzone «Ya tenemos presidente», dedicata a Rafael Correa, attuale presidente dell’Ecuador.

Probabilmente gli agenti della Guardia Civil nel sogno rappresentano la gente che scarica le proprie responsabilità, mentre la canzone «Ya tenemos presidente» rappresenta la speranza in un futuro migliore.

Entro in un edificio, in cui mi viene detto che per candidarmi al Comune di Roma devo compilare l’apposito modulo; io compilo il modulo e lo firmo. Dopo la firma, continuo a girare per Roma fino all’alba.

Il sogno che ho raccontato in questo articolo non è l’unico collegato con la politica; me ne sono capitati altri dello stesso tipo.