Archivi tag: prigione

24 agosto 2016 (terremoto)

Oggi (24 agosto 2016) c’è stato un terremoto che ha distrutto varie città italiane.

Ci sono state varie scosse; la più forte ha avuto epicentro vicino Rieti.

terremoti del 24 agosto 2016
mappa degli epicentri dei terremoti
(Il Sole 24 Ore)

Secondo le informazioni a mia disposizione, Amatrice è stata distrutta, nel senso che tanti edifici sono crollati e tanti altri sono inagibili.

Dicono che il terremoto di oggi è paragonabile a quello del 6 aprile 2009 in Abruzzo.

Mi risulta che anche i nuovi edifici a L’Aquila sono crollati; parlo degli edifici costruiti dopo il terremoto di sette anni fa.

Perché non costruiscono case antisismiche? Forse perché i costruttori di edifici crollati se la cavano con ridicoli risarcimenti in denaro. Non so a quanto ammonta il risarcimento, ma vedo che quei criminali hanno sempre soldi sufficienti per pagare. Mi piacerebbe che i costruttori di case crollate venissero condannati all’ergastolo da scontare in prigioni di massima sicurezza. Io sono contro la pena di morte per il semplice motivo che troppi innocenti vengono uccisi e poi non si può rimediare. Con l’ergastolo, almeno in parte si può riparare l’errore fatto, infatti non condivido le campagne contro l’ergastolo, anche se le capisco.

Per i miei gusti, sarebbe ottimo se i costruttori di case crollate venissero obbligati a costruire una prigione e a viverci dentro. Ovviamente tale prigione deve essere costruita in modo da crollare in caso di terremoto forte.

Mi dispiace non conoscere i nomi dei criminali che hanno ordinato la costruzione degli edifici crollati, altrimenti li scriverei qui.

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo sulle serie televisive catastrofiche. Oggi ho fatto un video in cui parlo dei criminali che progettano case che crollano.

Pagine esterne sul terremoto del 24 agosto 2016

Repubblica Le scosse non si fermano

Sussidiario Come a ‘Aquila nel 2009

ANSA — Terremoto ad Amatrice

Il Fatto Quotidiano — Case implose

Eco di Bergamo — Bergamo scende in campo

Today — Morti e feriti sotto le macerie

Corretta Informazione — Aggiornamenti in tempo reale

Tiscali News — Norcia non è crollata

Centro Meteo Italiano

Petizione su Avaaz

Serie televisive catastrofiche

Dopo l’articolo sulle serie televisive ambientaliste, voglio parlare di serie televisive catastrofiche. In questi giorni avrei altri argomenti di cui parlare, ma sento il bisogno di scrivere questo articolo perché in questi giorni ho visto «Tokyo magnitude 8.0».

Conoscete altre serie televisive catastrofiche?
Immagine di «Tokyo magnitude 8.0»
Conoscete altre serie televisive catastrofiche?

Per chi non lo sapesse, «Tokyo magnitude 8.0» è una serie a cartoni animati di 11 episodi. Quella serie parla di un terremoto che devasta Tokyo. Il terremoto si verifica alla fine del primo episodio, ma le conseguenze si vedono in tutti gli episodi successivi. Il finale mi ha dato l’amaro in bocca, ma complessivamente la serie mi piace molto. La storia è inventata, ma è stata scritta dopo una lunga ricerca sui terremoti. In ogni episodio, i protagonisti seguono il telegiornale per sapere la situazione dei vari quartieri di Tokyo. Il telegiornale è condotto da Christel Takigawa. Se questo nome non vi dice niente, vi consiglio di fare una ricerca.

Come ho già detto in un altro articolo, odio l’espressione «vittime e feriti», in quanto anche i feriti sono vittime, così come i dispersi. Per quello che ricordo, l’espressione di cui sopra viene usata in vari episodi di «Tokyo magnitude 8.0»; mi piacerebbe sapere se anche la vera Christel Takigawa usa quell’espressione nei telegiornali.

Per quello che so, tutto il territorio giapponese è ad alto rischio sismico, di conseguenza penso che sia inevitabile una serie televisiva sui terremoti.

Anche il territorio italiano è a rischio sismico, ma non conosco serie italiane sui terremoti.

La cosa che mi fa schifo non è l’assenza di serie televisive italiane sui terremoti, bensì la mancanza di leggi serie sulla costruzione di edifici.

Vogliamo parlare del terremoto in Abruzzo? Vogliamo parlare dell’alluvione a Genova? Ci sarebbe da parlare di tante cose, ma voglio concentrarmi sul modo in cui vengono costruiti gli edifici in Italia.

Perché certi edifici dell’antica Roma esistono ancora oggi? Ai tempi dei romani non c’erano terremoti? Non ci credo. Credo più a chi dice che i progettisti venivano uccisi se i loro edifici crollavano. Io sono contro la pena di morte, ma darei l’ergastolo a chi progetta edifici che crollano. L’Italia è passata da un eccesso a un altro. Ora i progettisti se la cavano con risarcimenti in denaro, come se i soldi facessero tornare in vita le persone morte. Da una parte mi piacerebbe che i soldi risolvessero tutti i problemi, ma so che non è così. Neanche l’ergastolo farebbe tornare in vita gente morta per il crollo di edifici, ma almeno sarebbe un ottimo deterrente per chi volesse costruire edifici che crollano facilmente; tanta gente sarebbe portata a costruire edifici resistenti; parlo dei progettisti e anche di chi concede le autorizzazioni.

Tornando al discorso sulle serie televisive catastrofiche, mi piacerebbe sapere se conoscete altre serie di questo genere; io conosco vari film, ma non conosco serie televisive catastrofiche oltre a «Tokyo magnitude 8.0».

Terremoto dell’Aquila del 2009

Il terremoto dell’Aquila del 2009 consiste in una serie di eventi sismici, iniziati nel dicembre 2008[4] e non ancora terminati[5], con epicentri nell’intera area della città, della conca aquilana e di parte della provincia dell’Aquila. (fonte: Wikipedia)

Perché proprio oggi scrivo un articolo sul terremoto che c’è stato in Abruzzo? Un po’ perché oggi è 6 aprile (stessa data della strage causata dal terremoto); un po’ perché in 6 anni nessuno è finito in prigione per i danni del terremoto, almeno per quello che so io. Ovviamente so che i terremoti sono fenomeni naturali, ma so anche che certi fenomeni sono prevedibili. Mi risulta che prima del grande terremoto ci sono state scosse di avvertimento se possiamo chiamarle così; le autorità avevano rassicurato i cittadini dicendo che non sarebbe successo niente.

Sapete qual è la cosa che mi fa più schifo? Tanti edifici sono crollati. C’è stato un grande numero di vittime, tra cui: 309 morti, 1600 feriti e 65000 sfollati. Di chi è la responsabilità? In parte di chi ha progettato gli edifici; in parte delle autorità che hanno approvato tali progetti. Per come la vedo io, i responsabili meritano di essere frustati ogni giorno dagli abruzzesi.

In Italia tante cose funzionano al contrario, nel senso che criminali come quelli che ho citato prima restano impuniti o se la cavano con pene ridicole, mentre chi si difende dai ladri rischia pene eccessive.

Ho detto due motivi per cui scrivo questo articolo, ma ce n’è un altro. I responsabili della strage sono stati assolti, e ora le vittime devono restituire i soldi dei risarcimenti. Io invito gli abruzzesi a non restituire una lira. Cos’hanno da perdere gli abruzzesi dopo aver perso la casa in cui vivevano?

Per come la vedo io, chi ha perso la casa non solo dovrebbe ricevere un grande risarcimento, ma dovrebbe avere anche l’esonero a vita dalle tasse; come contribuente accetterei di pagare più tasse per esonerare gli abruzzesi, mentre non accetto i privilegi di ministri e parlamentari a scapito dei cittadini.

Cos’altro mi fa schifo? Tanta gente si scandalizza per le vignette di Vauro, quando invece dovrebbe scandalizzarsi per il governo che dovrebbe aiutare i cittadini e non lo fa. Come sta L’Aquila? È stata ricostruita? Mi risulta di no. Per cosa paghiamo le tasse noi cittadini?

vignetta disegnata da Vauro dopo il terremoto dell'Aquilavignetta disegnata da Vauro dopo il terremoto dell'Aquilavignetta disegnata da Vauro dopo il terremoto dell'Aquila

Per ora penso di aver detto le cose più importanti, ma non escludo di aggiornare questo articolo in futuro.

Pagine esterne sul terremoto dell’Aquila del 2009

Pagina di Wikinotizie sul terremoto in Abruzzo

Lista dei monumenti colpiti dal terremoto dell’Aquila del 2009

Pagina della Protezione Civile sul terremoto in Abruzzo

Pagina di AMRA Center

Articolo di Huffington Post

Non bastava il terremoto

Articolo di Sky TG 24

Intervista a Giampaolo Giuliani

Articolo di Giornalettismo su Giampaolo Giuliani

Articolo del Corriere della Sera su Giampaolo Giuliani

Articolo di Wikipedia su Giampaolo Giuliani

Sistema giudiziario indiano

Vi ricordate l’articolo sui diritti umani? Ora ne scrivo uno sul sistema giudiziario indiano, che apparentemente è peggio di quello italiano.

Ho già parlato abbondantemente della «giustizia» italiana, citando i casi di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, uccisi da chi doveva garantire la loro sicurezza. Ho citato anche il caso di Francesco Schettino, facendo un paragone con Fabrizio Corona.

Perché ora parlo dell’India? Un po’ per i marò; un po’ perché oggi ho visto un film ispirato alle prigioni indiane; quel film è una storia inventata; c’è scritto che ogni riferimento a persone realmente esistite è puramente casuale, ma alla fine del film c’è scritto che in India tanta gente trascorre anni in prigione in attesa di processo. In più, è facile risultare colpevoli anche se si è innocenti. Nel film di cui parlo, il protagonista finisce in prigione per due crimini commessi da un suo compagno di alloggio; in primo grado, viene condannato per entrambi i crimini; in appello, viene condannato per un crimine e assolto per l’altro; in cassazione viene assolto per entrambi i crimini.

film sul sistema giudiziario indiano

Ora voglio parlare dei marò, che sarebbero i fucilieri del I Reggimento “San Marco”. Ovviamente i marò di cui parlo sono Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, entrambi accusati di omicidio; per quello che so, entrambi sono stati condannati in primo grado; spero che entrambi vengano assolti nei successivi gradi di giudizio, ma il problema maggiore è che le autorità indiane hanno dato una versione dei fatti che contraddice la logica. Tra l’altro, non so se è legittimo il giudizio da parte delle autorità indiane, in quanto il fatto è avvenuto in acque internazionali.

Premesso che abitualmente evito i telegiornali della Mediaset, il TG5 ha fatto un servizio interessante.

Mi è piaciuto molto l’intervento di Alessandro Di Battista, così come quello di Giorgia Meloni.


Tra l’altro, Giorgia Meloni fa notare che l’Unione Europea non deve servire solo per fare i comodi del governo tedesco, mentre Alessandro Di Battista fa notare che il governo italiano ha mandato i marò in uno Stato in cui rischiavano una condanna a morte, che fortunatamente non è stata emessa in nessun grado di giudizio contro tali imputati.

Dovrei citare altri casi di italiani prigionieri in India. Penso di aggiornare questo articolo nei prossimi giorni.

Aggiornamento del 16 ottobre 2015

Msimone mi fa notare che i marò ancora non sono stati processati. Cercando in Internet, ho visto che Msimone dice la verità. La disinformazione fa scherzi strani.

Ora collego alcuni articoli che confermano la versione di Msimone.

Quello che i media italiani non dicono

Il salto di Rodi Il caso marò

12 punti contro le bombe al panzanio del caso marò

Pena ridicola per Francesco Schettino

Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni di prigione, che secondo me è una pena ridicola; l’accusa aveva chiesto 26 anni, che secondo me è poco, ma i giudici hanno ridotto una pena che secondo me era già scarsa. In ogni paese civile, criminali come Francesco Schettino vengono condannati all’ergastolo da scontare in carceri di massima sicurezza.

Pena ridicola per Francesco SchettinoSapete qual è una cosa ridicola secondo me? Il delinquente Francesco Schettino è stato condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ma solo a cinque anni di interdizione dal comando di nave; io avrei fatto al contrario, nel senso che avrei dato cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e interdizione permanente dal comando di nave. Forse io avrei fatto ancora meglio, nel senso che avrei condannato Francesco Schettino ai lavori forzati in mare.

Un’altra cosa ridicola è che il tribunale di Grosseto ha respinto la richiesta di arresto immediato con la scusa che «non c’è rischio di fuga». Ci stanno prendendo per il culo? Stiamo parlando di una «persona» che ha abbandonato una nave quando invece doveva salvare i passeggeri e possibilmente anche l’equipaggio. Se il criminale ha abbandonato la nave per paura di morire, la logica mi suggerisce che lo stesso delinquente cercherà di abbandonare l’Italia per paura di finire in galera.

L’ergastolo non farebbe tornare in vita le persone uccise dall’inadempienza di Francesco Schettino, ma ogni pena inferiore sarebbe un insulto verso tali persone. La cosa che mi fa più schifo è che gente più onesta di Francesco Schettino ha ricevuto pene più pesanti. Tanto per fare un esempio, mi risulta che Fabrizio Corona è stato condannato a 15 anni di prigione senza aver ucciso nessuno. Un altro giorno scriverò un articolo su Fabrizio Corona e sulla pena eccessiva a cui è stato condannato, ma ora voglio concentrarmi su Francesco Schettino.

La società Costa pagherà i danni? Spero di sì, fino all’ultima lira. Francesco Schettino non è l’unico colpevole; sono colpevoli anche quelli della capitaneria di porto che autorizzavano manovre pericolose; non potevano non sapere di tali manovre; sono colpevoli i dirigenti della Costa, in quanto sono responsabili delle manovre fatte dalle loro navi. Non so se Francesco Schettino eseguiva ordini quando faceva i cosiddetti inchini; voglio sperare che non sia così stupido da fare manovre pericolose di propria iniziativa; il suo crimine più grave è stato abbandonare la nave, quando è risaputo che il comandante dovrebbe essere l’ultimo a uscire dalla nave.

Vi ricordate la telefonata di Gregorio De Falco? Potete ascoltarla qui.

Parlando di danni, c’è gente che ha speso tanti soldi per sedute con psicologi, e questo succede perché mancano gli psicologi di base, di cui l’Italia ha bisogno. Manca anche il reddito di cittadinanza, che in parte aggirerebbe il problema della mancanza di psicologi di base.

Avevo già scritto un articolo su Francesco Schettino; spero che il prossimo sia per comunicare la sua condanna all’ergastolo.

Probabilmente avete notato la pubblicità della Costa nel mio sito; non piace neanche a me, ma non sono io a scegliere la pubblicità; potrei eliminarla, ma in questo modo non riceverei soldi da Altervista, né riceverei altercent, la valuta con cui compro i miglioramenti per il sito.

Altre pagine sulla pena ridicola per Francesco Schettino

Niente pericolo di fuga (la battuta del secolo)

Non ho lasciato la nave (altra battuta)

Francesco Schettino non va in carcere