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26 novembre 2008

Oggi dovrei parlare dell’attacco terroristico che si è verificato ieri (13 novembre 2015) a Parigi, ma prima voglio parlare di un fatto simile, su cui oggi ho visto un film. In questo articolo parlerò di un attacco terroristico fatto il 26 novembre 2008 a Mumbai.

Devo premettere che ho saputo dell’attacco a Mumbai grazie al film che ho visto oggi, mentre questa mattina grazie a vari siti Internet ho saputo dell’attacco di ieri a Parigi.

So poco sull’attacco a Mumbai; dovrei fare una ricerca in merito, ma approfitto di questo articolo per parlare del film.

Nel film, dieci terroristi provenienti dal Pakistan vanno verso l’India con una barca; quando incontrano una barca di pescatori indiani, la catturano e si fanno portare in India, ma poi uccidono i pescatori. I terroristi, quando raggiungono Mumbai, si dividono, in modo da fare attacchi contemporanei o quasi. Gli attacchi vengono fatti contro i seguenti obiettivi: due alberghi, un ristorante, una stazione ferroviaria e un ospedale. Potrei capire attacchi contro il governo, ma i terroristi hanno attaccato gente comune; neanche i bambini venivano risparmiati, e neanche gli animali.

Nel film, i terroristi volevano che la gente avesse paura di loro. L’ospedale è stato l’ultimo obiettivo dell’attacco terroristico. Dopo gli altri attacchi, i feriti venivano portati all’ospedale, allora i terroristi hanno attaccato l’ospedale affinché la gente non si sentisse al sicuro neanche là.

Il comandante della polizia di Mumbai gestisce bene la situazione, anche se in certi momenti non sa cosa fare; penso che sia difficile saperlo.

Di quel gruppo di dieci, nove terroristi vengono uccisi per legittima difesa, mentre l’unico sopravvissuto viene arrestato e viene condannato a morte. La condanna viene eseguita per impiccagione. Io sono contro la pena di morte per vari motivi; uno dei motivi è che un criminale non soffre abbastanza se muore. Ho goduto a vedere l’impiccagione, ma avrei goduto di più a vedere il criminale mentre marciva in galera.

Nel film, i terroristi facevano stragi in nome di Allah, ma io so che l’islam non dice di fare così. Tanti musulmani dicono che fare guerre in nome di Allah è una bestemmia. Io ho conosciuto musulmani che sono tutt’altro che violenti. Quei terroristi non erano musulmani; hanno ricevuto falsi insegnamenti sull’islam. Mi è piaciuto molto il discorso che viene fatto dal comandante della polizia, più o meno alla fine del film. Il comandante, probabilmente citando il Corano, dice che la guerra santa deve essere fatta contro il male presente in ognuno di noi. Ognuno faccia la guerra contro le proprie intenzioni negative! Mi viene in mente il mio articolo sull’energia negativa.

Pagine esterne sull’attacco terroristico del 26 novembre 2008 a Mumbai

Articolo di Wikipedia

Guida India – Attacco a Mumbai

National Geographic – Il massacro di Mumbai

Repubblica – Strage a Mumbai

Giulio Di Sturco – Eroi per caso

Quotidiano Nazionale

SkyTG24

Serie televisive catastrofiche

Dopo l’articolo sulle serie televisive ambientaliste, voglio parlare di serie televisive catastrofiche. In questi giorni avrei altri argomenti di cui parlare, ma sento il bisogno di scrivere questo articolo perché in questi giorni ho visto «Tokyo magnitude 8.0».

Conoscete altre serie televisive catastrofiche?
Immagine di «Tokyo magnitude 8.0»
Conoscete altre serie televisive catastrofiche?

Per chi non lo sapesse, «Tokyo magnitude 8.0» è una serie a cartoni animati di 11 episodi. Quella serie parla di un terremoto che devasta Tokyo. Il terremoto si verifica alla fine del primo episodio, ma le conseguenze si vedono in tutti gli episodi successivi. Il finale mi ha dato l’amaro in bocca, ma complessivamente la serie mi piace molto. La storia è inventata, ma è stata scritta dopo una lunga ricerca sui terremoti. In ogni episodio, i protagonisti seguono il telegiornale per sapere la situazione dei vari quartieri di Tokyo. Il telegiornale è condotto da Christel Takigawa. Se questo nome non vi dice niente, vi consiglio di fare una ricerca.

Come ho già detto in un altro articolo, odio l’espressione «vittime e feriti», in quanto anche i feriti sono vittime, così come i dispersi. Per quello che ricordo, l’espressione di cui sopra viene usata in vari episodi di «Tokyo magnitude 8.0»; mi piacerebbe sapere se anche la vera Christel Takigawa usa quell’espressione nei telegiornali.

Per quello che so, tutto il territorio giapponese è ad alto rischio sismico, di conseguenza penso che sia inevitabile una serie televisiva sui terremoti.

Anche il territorio italiano è a rischio sismico, ma non conosco serie italiane sui terremoti.

La cosa che mi fa schifo non è l’assenza di serie televisive italiane sui terremoti, bensì la mancanza di leggi serie sulla costruzione di edifici.

Vogliamo parlare del terremoto in Abruzzo? Vogliamo parlare dell’alluvione a Genova? Ci sarebbe da parlare di tante cose, ma voglio concentrarmi sul modo in cui vengono costruiti gli edifici in Italia.

Perché certi edifici dell’antica Roma esistono ancora oggi? Ai tempi dei romani non c’erano terremoti? Non ci credo. Credo più a chi dice che i progettisti venivano uccisi se i loro edifici crollavano. Io sono contro la pena di morte, ma darei l’ergastolo a chi progetta edifici che crollano. L’Italia è passata da un eccesso a un altro. Ora i progettisti se la cavano con risarcimenti in denaro, come se i soldi facessero tornare in vita le persone morte. Da una parte mi piacerebbe che i soldi risolvessero tutti i problemi, ma so che non è così. Neanche l’ergastolo farebbe tornare in vita gente morta per il crollo di edifici, ma almeno sarebbe un ottimo deterrente per chi volesse costruire edifici che crollano facilmente; tanta gente sarebbe portata a costruire edifici resistenti; parlo dei progettisti e anche di chi concede le autorizzazioni.

Tornando al discorso sulle serie televisive catastrofiche, mi piacerebbe sapere se conoscete altre serie di questo genere; io conosco vari film, ma non conosco serie televisive catastrofiche oltre a «Tokyo magnitude 8.0».

Corrida (Festival della Violenza)

Dopo l’articolo sulla Tomatina, ho deciso di scriverne uno sulla corrida, una delle maggiori vergogne della Spagna e anche di altri Stati.

immagine contro la corrida
Tortura non è arte né cultura.

Come saprete, i tori vengono portati nelle plazas de toros, dove vengono torturati dai toreri e vengono uccisi in modo lento e doloroso.

Tanti spagnoli sono contro la corrida, infatti in Spagna esiste il PACMA (Partido Antitaurino Contra el Maltrato Animal). Forse il problema è che la corrida fa entare tanti soldi nelle casse del governo.

Il PACMA è un partito spagnolo che si schiera contro la corrida.
Il PACMA è un partito spagnolo che si schiera contro la corrida.

Nell’estate del 2010 ho assistito a una manifestazione del PACMA all’Escorial; ho fatto anche fotografie.

manifestazione del PACMA contro la corrida
manifestazione del PACMA all’Escorial
manifestazione del PACMA contro la corrida
manifestazione del PACMA all’Escorial

Un problema del PACMA è che raramente ne sento parlare; probabilmente riceve pochi voti, diversamente dai grandi partiti spagnoli che continuano a essere i più votati nonostante i danni che fanno.

Ancora non conosci l'unico partito che difende tutti gli animali?
Ancora non conosci l’unico partito che difende tutti gli animali?

Quando sento parlare di corrida, mi vengono in mente gli Ska-P, un gruppo spagnolo che ha fatto almeno due canzoni contro la corrida: «Abolición» e «Vergüenza»; la seconda mi piace di più, perché attacca i toreri più pesantemente.


Godo quando i toreri vengono incornati dai tori. Che nessuno dica che sono crudele! Ogni rispetto per i toreri mi sembra una mancanza di rispetto per i tori. Mi viene in mente l’articolo su vegetarianismo e veganismo, ma anche quello sull’umorismo nero.

Torero incornato da un toro durante una corrida
Torero incornato da un toro durante una corrida

Tra l’altro, anche Jil Love ha fatto manifestazioni contro la corrida; mi avrebbe sorpreso il contrario.

Devo aggiungere che i tori non sono gli unici animali che vengono torturati durante la corrida. Anche i cavalli vengono torturati.

ragionamento logico sulla corrida
Se la tauromachia è cultura, allora il cannibalismo è gastronomia e il narcotraffico è iniziativa imprenditoriale?

Vogliamo parlare della Festa di San Firmino? Si svolge a Pamplona e dura vari giorni. Uno degli eventi è la corsa dei tori, nel senso che i tori corrono mentre i partecipanti umani cercano di evitare di essere incornati. Non so cosa provano i tori a fare quella corsa, ma so che nello stesso giorno i tori vengono portati nella plaza de toros, in cui verranno torturati e uccisi dai toreri. Nel film «Zindagi Na Milegi Dobara» (citato nell’articolo sulla Tomatina), i protagonisti partecipano alla corsa dei tori di Pamplona, e questo mi ha dato l’amaro in bocca, anche se il film nel suo insieme non è stato male per i miei gusti.

Pagine esterne sulla corrida

Orrore in Spagna

Verità sulla corrida

Cosa succede in una corrida

Antitauromaquia

La tortura no es arte ni cultura

Podemos cancella la corrida

 

Tomatina (Festival dello Spreco)

In questo articolo vorrei parlare della Tomatina, un evento che si svolge ogni anno a Buñol, in provincia di Valenzia. Per come la vedo io, un evento di quel tipo si dovrebbe chiamare Festival dello Spreco.

Tomatina
immagine presa da un sito sulla Spagna

Alla Tomatina, i partecipanti lanciano pomodori, nel senso che ogni partecipante può lanciare pomodori contro altri partecipanti. Se qualcuno si fa male, è un problema suo, infatti non voglio parlare di questo.

Se invece di lanciare quei pomodori li usassero per fare una salsa di pomodoro, sarebbe molto meglio secondo me. Invece della Tomatina, il comune di Buñol potrebbe organizzare un evento in cui i partecipanti possono mangiare gazpacho gratis.

La Tomatina si svolge l’ultimo mercoledì di agosto; ne ha parlato anche Sonia Raimondi, che condivide la mia opinione, infatti mi piace l’articolo che ha scritto.(*)

Per come la vedo io, la Tomatina è un insulto verso la gente che non può mangiare. In tanti paesi c’è la fame, e non parlo solo di certi paesi dell’Africa o dell’Asia. Anche in Italia e in Spagna c’è tanta gente che non ha niente da mangiare.

Non so se mi fa più schifo la Tomatina o la corrida.

Tra l’altro, poco fa ho saputo che anche in Colombia si svolge qualcosa di simile. Perché copiare le cose più schifose?

Anche in India qualcuno ha avuto la pessima idea di copiare la Tomatina, ma fortunatamente tale evento è stato bloccato dalle autorità del Karnataka.

Quanto costa la Tomatina? Perché non usano quei soldi per dare il reddito minimo garantito ai cittadini?

Mi viene in mente l’Expo, altro evento vergognoso che in teoria doveva servire per nutrire il nostro pianeta.

Mi piace molto la satira di Spinoza, soprattutto per l’articolo sull’Expo di Milano.

Perché ho aspettato tutto questo tempo per scrivere l’articolo sulla Tomatina? Non sempre ho voglia di scrivere.

Oggi ho visto un film indiano in cui i protagonisti partecipano alla Tomatina. Il film di cui parlo è: «Zindagi Na Milegi Dobara».

Zindagi Na Milegi Dobara(*)Aggiornamento del 27 maggio 2016

Oggi Sonia Raimondi ha scritto un altro articolo sulla Tomatina.

Ci sarebbe da parlare della Battaglia delle Arance; un altro giorno scriverò un articolo in merito.

Sistema giudiziario indiano

Vi ricordate l’articolo sui diritti umani? Ora ne scrivo uno sul sistema giudiziario indiano, che apparentemente è peggio di quello italiano.

Ho già parlato abbondantemente della «giustizia» italiana, citando i casi di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, uccisi da chi doveva garantire la loro sicurezza. Ho citato anche il caso di Francesco Schettino, facendo un paragone con Fabrizio Corona.

Perché ora parlo dell’India? Un po’ per i marò; un po’ perché oggi ho visto un film ispirato alle prigioni indiane; quel film è una storia inventata; c’è scritto che ogni riferimento a persone realmente esistite è puramente casuale, ma alla fine del film c’è scritto che in India tanta gente trascorre anni in prigione in attesa di processo. In più, è facile risultare colpevoli anche se si è innocenti. Nel film di cui parlo, il protagonista finisce in prigione per due crimini commessi da un suo compagno di alloggio; in primo grado, viene condannato per entrambi i crimini; in appello, viene condannato per un crimine e assolto per l’altro; in cassazione viene assolto per entrambi i crimini.

film sul sistema giudiziario indiano

Ora voglio parlare dei marò, che sarebbero i fucilieri del I Reggimento “San Marco”. Ovviamente i marò di cui parlo sono Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, entrambi accusati di omicidio; per quello che so, entrambi sono stati condannati in primo grado; spero che entrambi vengano assolti nei successivi gradi di giudizio, ma il problema maggiore è che le autorità indiane hanno dato una versione dei fatti che contraddice la logica. Tra l’altro, non so se è legittimo il giudizio da parte delle autorità indiane, in quanto il fatto è avvenuto in acque internazionali.

Premesso che abitualmente evito i telegiornali della Mediaset, il TG5 ha fatto un servizio interessante.

Mi è piaciuto molto l’intervento di Alessandro Di Battista, così come quello di Giorgia Meloni.


Tra l’altro, Giorgia Meloni fa notare che l’Unione Europea non deve servire solo per fare i comodi del governo tedesco, mentre Alessandro Di Battista fa notare che il governo italiano ha mandato i marò in uno Stato in cui rischiavano una condanna a morte, che fortunatamente non è stata emessa in nessun grado di giudizio contro tali imputati.

Dovrei citare altri casi di italiani prigionieri in India. Penso di aggiornare questo articolo nei prossimi giorni.

Aggiornamento del 16 ottobre 2015

Msimone mi fa notare che i marò ancora non sono stati processati. Cercando in Internet, ho visto che Msimone dice la verità. La disinformazione fa scherzi strani.

Ora collego alcuni articoli che confermano la versione di Msimone.

Quello che i media italiani non dicono

Il salto di Rodi Il caso marò

12 punti contro le bombe al panzanio del caso marò

V per Vendetta

Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità, e la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. (V per Vendetta)

Vi ricordate il film «V per Vendetta»? Io l’ho visto alcuni anni fa; mi ricordo che contemporaneamente su un altro canale si vedeva Roberto Benigni che leggeva i primi 12 articoli della costituzione italiana.

Leggi di Jones sulla programmazione televisiva:

  1. Se ci sono due programmi interessanti, sono alla stessa ora.
  2. Se ce n’è uno solo, sarà cancellato.
  3. Se hai aspettato un programma per tutta la settimana, sarà anticipato.

Un altro giorno scriverò un articolo sulla televisione italiana e uno sulle leggi di Murphy, ma ora voglio concentrarmi su V per Vendetta.

Quel film mi piace molto; secondo me, è fatto bene e rende bene l’idea di come può diventare uno Stato se i cittadini non si svegliano. Quel film si ispira alla congiura delle polveri, infatti il protagonista indossa una maschera di Guy Fawkes, ma il film è ambientato in un futuro distopico.

Maschera presente nel film «V per Vendetta»
Maschera di Guy Fawkes

Tra l’altro, mi piace molto il discorso sulla seconda strategia della manipolazione, conosciuta in Italia come metodo Cossiga. Forse dovrei scrivere un articolo su Francesco Cossiga, anche se un po’ ne ho parlato nell’articolo sull’umorismo nero.

Cos’altro posso dire? Varie scene di «V per Vendetta» meritano di stare in questo articolo, ma ho preferito concentrarmi su quelle che secondo me rendono meglio l’idea di come si può arrivare alla dittatura.

Mi dispiace non aver scritto ancora niente sul terrorismo di Stato e sulla «giustizia» italiana. Parlando di «giustizia» italiana, mi viene in mente Stefano Cucchi, che non ha avuto la giustizia che meritava; dovrei scrivere un articolo su di lui. Parlando di Stefano Cucchi, mi viene in mente Federico Aldrovandi, ucciso da criminali che lavoravano nella Polizia di Stato.

Energia negativa

Come possiamo espellere l’energia negativa che abbiamo dentro di noi? Qualcuno chiederà cosa c’entra con l’argomento principale del blog; chi ha pazienza lo capirà dopo aver letto tutto l’articolo. Nell’articolo precedente ho detto che volevo parlare dell’energia negativa e di come espellerla.

Energia negativa
Immagine presa da un altro sito Altervista

Per come la vedo io, esistono vari modi per liberarsi della propria energia negativa, ma citerò solo quelli che non danneggiano nessuno.

So per esperienza che è utile parlare dei propri problemi con persone fidate, per esempio con i propri amici, ma anche con psicologi. Ultimamente ho scritto un articolo sul mese del benessere psicologico.

Una volta ho letto un articolo che dice che vedere film violenti aiuta a espellere la propria energia negativa; probabilmente dipende dal film; per esempio, a me piacciono molto i film in cui i cattivi pagano caro per ciò che hanno fatto. Non riesco a trovare quell’articolo, ma ne ho trovato un altro sui film violenti.

Io spesso gioco a giochi violenti; non potendo fare certe cose nella realtà, le faccio nei giochi, liberando l’energia negativa che è dentro di me. Tra l’altro, mi risulta che l’Unione Europea finanzia la creazione di videogiochi; mi piace, ma continuo a dire che l’Unione Europea è inutile per come funziona attualmente.

È chiaro che certe cose devono essere tenute fuori dalla portata dei bambini, altrimenti c’è rischio di imitazione.

Un altro modo per espellere l’energia negativa può essere praticare un’attività faticosa, preferibilmente di combattimento; per esempio, io ho seguito un corso di capoeira, su cui ho intenzione di scrivere un articolo.

Un modo non violento può essere praticare un’attività rilassante; per esempio, quando io stavo a Tenerife per l’Erasmus, ho partecipato a sedute di sahaja yoga. (*) Esistono vari yoga, diversi tra loro, ma tutti rilassanti. Forse dovrei scrivere un articolo sullo yoga; lo scriverò quando avrò acquisito informazioni sufficienti in merito.

Per chi non avesse capito cosa c’entra l’energia negativa con la politica, cito il Dalai Lama: «Se ad ogni bambino di otto anni insegnassimo a meditare, elimineremmo la violenza dal mondo nel giro di una generazione».

Se io fossi ministro della pubblica istruzione, metterei un’ora giornaliera di meditazione in tutte le scuole d’Italia. Che tipo di meditazione? Non lo so; dovrei consultare qualche esperto.

(*)Aggiornamento del 25 dicembre 2015

Ieri ho aggiornato l’articolo sul sahaja yoga, ma avevo dimenticato di aggiornare questo articolo. È vero che il sahaja yoga mi rilassava, ma poi ho capito che non è yoga; potremmo chiamarlo yogurt, come dice Luca di «Da grande voglio fare il Buddha». Stando a quello che ho sentito, il sahaja yoga è tutt’altro che raccomandabile.

L’Isola delle Rose

L’Isola delle Rose era uno Stato, fondato da Giorgio Rosa su una piattaforma nel Mare Adriatico, poco lontano dalle acque territoriali italiane.

Giorgio Rosa ha progettato la piattaforma e ha dichiarato l’indipendenza del suo Stato, coniando una propria moneta, emettendo propri francobolli e scegliendo l’esperanto come lingua ufficiale; in più, l’Isola delle Rose aveva una propria bandiera.

Bandiera dell'Isola delle Rose
Bandiera dell’Isola delle Rose

Secondo me, Giorgio Rosa ha avuto un’idea geniale; forse il suo errore è stato costruire la piattaforma vicino alle acque territoriali di uno Stato già esistente. Da Wikipedia risulta che dove finiscono le acque territoriali, non iniziano immediatamente le acque internazionali, ma c’è una zona chiamata fascia contigua; resta da capire se era così anche ai tempi in cui era presente la piattaforma; se non era così, il governo italiano ha commesso una grave violazione.

Non spiegherò dettagliatamente la storia dell’Isola delle Rose; lo fanno già altre pagine che ho trovato in Internet. Mi limiterò a dire alcune mie opinioni.

Per come la vedo io, il governo italiano si è dato la zappa sui piedi, perché l’Isola delle Rose portava turismo, non solo all’isola stessa, ma anche all’Italia, in quanto era necessario passare per Rimini per raggiungere l’Isola delle Rose. Tanta gente è incuriosita dai piccoli Stati, e questo è uno dei motivi per cui San Marino ha i suoi lati positivi per l’Italia così come Andorra ha i suoi lati positivi per la Spagna e la Francia.

È stato fatto un film che spiega dettagliatamente la storia dell’Isola delle Rose; quel film è prevalentemente in esperanto, ma le interviste sono in lingua originale, cioè in italiano.

Se non avete la pazienza di guardare tutto il film, vi consiglio di guardare almeno il filmato di presentazione (trailer). Se invece avete tanta pazienza, vi consiglio di cercare altri articoli e altri filmati.

Tra l’altro, ho notato che è stato scritto un romanzo ispirato all’Isola delle Rose; sorvolando sull’autore, che ha la fama di non mantenere le promesse fatte, ho tanta curiosità di lèggere quel libro.