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Matrimoni omosessuali e coppie di fatto

Come saprete, il 26 giugno 2015 la corte suprema degli Stati Uniti d’America ha emesso una sentenza che legalizza i matrimoni omosessuali in tutti gli Stati. Già in alcuni Stati era possibile il matrimonio omosessuale, ma ultimamente la corte suprema ha deciso che tale matrimonio deve poter essere contratto in tutto il territorio statunitense.

matrimoni omosessuali negli Stati Uniti d'America
Matrimoni omosessuali negli Stati Uniti d’America (immagine presa da Wikipedia)

Era da un po’ che volevo scrivere un articolo sui matrimoni omosessuali, ma anche sull’omosessualità in generale. Certi Stati non solo vietano il matrimonio omosessuale, ma vietano a due persone dello stesso sesso di accoppiarsi tra loro. Certi Stati puniscono l’omosessualità con la prigione, altri con la pena di morte.

matrimoni omosessuali e pene per omosessualità
Legislazione sull’omosessualità (immagine presa da Wikipedia)

Sugli Stati Uniti d’America avrei molto da dire. Condanno pesantemente le porcate di vari governi statunitensi che ci sono stati, ma sui matrimoni omosessuali gli Stati Uniti d’America hanno dimostrato di essere molto avanti.

L’Italia sta indietro, mentre la Spagna ha legalizzato i matrimoni omosessuali con il governo Zapatero. Ci sarebbe da parlare anche delle unioni civili. Una volta ho scritto erroneamente che José María Aznar ha legalizzato le unioni civili in Spagna, ma non è così. José María Aznar ha fatto poco per i diritti degli omosessuali.

matrimoni omosessuali in EuropaSe due persone vogliono sposarsi tra loro, perché non dovrebbero avere questa possibilità? Solo perché sono dello stesso sesso? Non mi sembra un buon motivo. In Italia bisogna avere almeno 18 anni per sposarsi, e questo mi sembra giusto, ma il divieto di matrimonio omosessuale è una cosa che non capisco; capirei di più l’abolizione del matrimonio, e questo mi porta a esporre la mia opinione sulle coppie di fatto.

Perché non riconoscere alle coppie di fatto gli stessi diritti delle coppie sposate? Se io ho un compagno o una compagna, chi meglio di lui o lei può prendere le decisioni giuste su di me in caso di necessità? Se due o più persone decidono di vivere insieme, mi sembra giusto che a tali persone vengano riconosciuti certi diritti reciproci.

Mi viene in mente il mio Erasmus. È vero che almeno all’inizio non conoscevo i miei compagni di alloggio, ed è vero anche che stavo in un altro Stato, ma se io dovessi condividere l’alloggio con alcuni miei amici in una qualunque città italiana, posso autorizzare i miei compagni di alloggio a fare ciò che potrebbe fare una persona sposata con me? Penso di no; se posso farlo, gradirei che qualcuno mi spiegasse come fare. Mi piacerebbe che ogni Comune distribuisse moduli per autorizzare i compagni di alloggio, anche in caso di alloggio temporaneo, ma forse di questo dovrei parlare in un articolo separato.

Ho letto un articolo sui diritti negati alle coppie di fatto, e ho notato tante cose che mi inquietano.

Cosa dire sulle adozioni? Una volta ero contro le adozioni per le coppie omosessuali, poi ho capito che per farmi un’opinione dovrei ascoltare testimonianze di persone adottate da coppie omosessuali. Ho sentito testimonianze a favore e testimonianze contro, esattamente come succede per le coppie eterosessuali. Io non solo legalizzerei i matrimoni omosessuali con relative adozioni, ma legalizzerei le adozioni per le coppie di fatto e per i gruppi di tre o più persone; non è detto che sia una buona idea, ma bisogna provare.

Mi dà l’amaro in bocca la fecondazione assistita per le coppie omosessuali, per un motivo che spiegherò fra poco. Mi risulta che l’omosessualità serve per evitare la sovrappopolazione, ma è inutile se le coppie omosessuali possono avvalersi della fecondazione assistita; a dire il vero, ho la stessa opinione per le coppie eterosessuali. Perché fare la fecondazione assistita quando si può adottare? Potrei capirlo se non ci fossero bambini da adottare.

Pagine esterne su matrimoni omosessuali e coppie di fatto

Matrimoni omosessuali

Stati Liberi

Travelgay

Lezpop

ANDDOS — Matrimoni omosessuali contro natura?

Queerblog — 15 motivi ironici contro il matrimonio omosessuale

Queerblog — Charlize Theron per il matrimonio omosessuale

Gaywave — Charlize Theron: “Mi sposerò solo quando potranno farlo i gay”

Il Fatto Quotidiano — Il parlamento europeo dice sì

Repubblica — Notizia relativa a Facebook

Repubblica — Italia tra i 9 europei ancora senza legge

Lecco Notizie — Gay Pride di Milano

Il Post

Il Secolo XIX

Coppie di fatto

Diritti e risposte — Famiglie di fatto

Studio Cataldi — Matrimonio e convivenza

Avvocato Francesco Biagini

Telefonia internazionale

In questo articolo parlerò della telefonia internazionale.

telefonia internazionale

Non so quanti di voi chiamano dall’Italia all’estero, né quanti di voi usano il telefono in altri Stati.

Voglio raccontare alcune mie esperienze.

Come molti di voi avranno capito, vado spesso in Spagna; non per lavoro o per altre necessità, ma per turismo, perché la Spagna mi piace molto, nonostante i suoi difetti.

In Spagna uso spesso il telefono per chiamare in Italia, ma anche per chiamare gente che ho conosciuto in Spagna; parlo di spagnoli e anche di abitanti di altri paesi.

Per riparmiare sulle chiamate fatte dalla Spagna, ho comprato una scheda spagnola per il telefono cellulare. A Peñíscola era la seconda volta che compravo una scheda spagnola, perché la prima era scaduta, in quanto non avevo fatto ricariche per più di un anno. Avevo comprato la prima scheda spagnola a Tenerife, durante l’Erasmus. La prima scheda era Vodafone; la seconda è Lycamobile. Devo dire che con Lycamobile mi trovo molto bene, perché posso chiamare in vari Stati spendendo meno che con altre compagnie; ogni tanto chiamo anche a Cuba.

Perché scrivo un articolo sulla telefonia internazionale? Vi ricordate l’articolo in cui dicevo che l’Unione Europea non serve a niente? Ancora la penso così, per il semplice motivo che nei negozi italiani non posso caricare schede spagnole e nei negozi spagnoli non posso caricare schede italiane. Se mi trovo in uno Stato e devo caricare una scheda di un altro Stato, devo farlo attraverso Internet.

Mi incazzo ogni volta che vedo l’assurda pubblicità sulla telefonia in Europa; una pubblicità che tra l’altro è stata trasmessa dalla RAI, pertanto è stata finanziata con il pizzo chiamato canone.

Collegamenti ad altre pagine sulla telefonia internazionale

Pagina con cui ho caricato la scheda Lycamobile spagnola

Pagina per caricare schede per telefoni cellulari di vari operatori e di vari Stati

Poesie e aforismi

Oggi voglio scrivere qualcosa di leggero, pertanto parlerò di poesie e aforismi, riguardanti prevalentemente la politica, ma anche altri argomenti.

Avete visto la mia pagina sugli aforismi? Oggi ho aperto una pagina sulle poesie, ma per ora ho messo poco; dovrò fare una ricerca, così potrò aggiungere tante altre poesie interessanti.

L’idea della pagina sugli aforismi mi è venuta tanto tempo fa, probabilmente prima dell’Erasmus; volevo una pagina in cui conservare gli aforismi che mi piacciono di più; a forza di aggiungere aforismi, ho fatto una pagina molto grande, pertanto la pagina sulle poesie deluderà i miei lettori almeno all’inizio.

Nella pagina sulle poesie, ho messo una poesia di Paola Taverna e una poesia mia. La mia poesia è dedicata alle Isole Canarie, ed è in spagnolo, in quanto tale lingua mi sembrava la scelta più logica per una poesia dedicata alle Isole Canarie.

Si accettano suggerimenti per entrambe le pagine indicate, ma anche per altre pagine del mio sito. In più, come ho già ricordato altre volte, potete suggerire argomenti per il mio blog, scrivendomi al seguente indirizzo: paolomarzano@altervista.org

Tra l’altro, dovrei aggiornare anche l’altro sito, di cui ho parlato in un articolo precedente; non so quando farò gli aggiornamenti.

UKIP contro inno alla gioia

Ho letto la notizia che i parlamentari dell’UKIP hanno dato le spalle all’orchestra che eseguiva l’«inno alla gioia»; tanta gente è scandalizzata per il comportamento di tali parlamentari, mentre a me scandalizza la presenza di un’orchestra, che costa tanti soldi ai cittadini dei vari Stati d’Europa. Non potevano mettere una registrazione dell’inno? Non conosco bene le motivazioni che hanno portato i parlamentari dell’UKIP a dare le spalle, ma se il motivo è quello che ho detto io, ammiro tali parlamentari.

L'UKIP protesta contro l'inno alla gioia
Musicisti eseguono l’inno alla gioia in una sede del parlamento europeo; i parlamentari dell’UKIP protestano dando le spalle all’orchestra.

Stando a quello che ho letto in Internet, i pentastellati non hanno partecipato alla protesta, mentre Beppe Grillo dà ragione ai parlamentari dell’UKIP che l’hanno fatto.

L’Unione Europea mi sembra un’unione di carta; sulle cose importanti, è come se non esistesse; per capirlo mi è bastato fare l’Erasmus; qualcuno dirà che ho fatto l’Erasmus grazie all’Unione Europea; è vero, ma ho dovuto fare passaggi burocratici che avrei evitato restando in Italia.

Parlamentari dell'UKIP danno le spalle all'orchestra
Parlamentari dell’UKIP danno le spalle all’orchestra

L’Unione Europea fa operazioni di facciata, come pagare un’orchestra per suonare al parlamento europeo; non mi lamento dei suonatori, che mi sembrano ottimi, e neanche voglio lamentarmi dell’inno, anche se tale inno non mi piace, o meglio, forse ci sarebbero da fare obiezioni sull’inno europeo; se è vero quello che dice Beppe Grillo, forse è il caso di cambiare inno.


Ulteriori pagine sulla protesta dei parlamentari dell’UKIP contro l’inno alla gioia

Articolo di ANSA

Articolo di Clandestinoweb

Articolo della Stampa

Articolo di Eunews

Articolo di Huffington Post

Articolo del Fatto Quotidiano

Articolo del Quotidiano della Calabria

Agi.it

Informazione.it

Sussidiario.net

 

Erasmus & Seneca

Per chi non lo sapesse, l’Erasmus e il Seneca sono due programmi di scambio studentesco. Non parlerò dettagliatamente dell’Erasmus, in quanto ne parlano già tanti altri siti Internet.

Il Seneca è un programma spagnolo di scambio studentesco nazionale; mi piacerebbe sapere perché non esiste qualcosa di analogo in Italia, o se esiste, mi piacerebbe capire perché non viene pubblicizzato. Secondo me, è molto utile partecipare a programmi di scambio studentesco; è un’ottima occasione per viaggiare per motivi diversi dal semplice turismo. Io grazie all’Erasmus ho scoperto tante cose utili sulla Spagna e sulle Isole Canarie; tante cose che probabilmente non avrei capito andando là come turista, infatti, anche se avevo già fatto altri viaggi in Spagna, non conoscevo bene la burocrazia spagnola.

Parlando di burocrazia, mi viene in mente il film «L’appartamento spagnolo», che tra l’altro spiega la burocrazia dell’Erasmus.


Un difetto dell’Erasmus è che non tutti hanno la possibilità di partecipare, un po’ perché il numero di posti disponibili è minore del numero di studenti universitari, un po’ perché il rimborso dato agli studenti è ridicolo, nel senso che è molto minore della quantità di denaro spesa dagli studenti per partecipare a tale programma.

Se in Italia ci fosse un programma di scambio studentesco nazionale, il governo avrebbe interesse a finanziarlo in modo serio, in quanto i soldi comunque resterebbero in Italia, e questo farebbe girare l’economia italiana.

Non so da quando esiste il Seneca in Spagna, né mi è chiara la differenza tra Seneca e SICUE, ma in Italia è possibile fare qualcosa di analogo; se non è possibile chiamarlo Seneca, possono chiamarlo in un altro modo; un nome si trova sempre.

So che oltre all’Erasmus esistono altri programmi di scambio studentesco, ma sono poco pubblicizzati; mi piacerebbe capire il motivo.

Tra l’altro, io istituirei qualcosa di analogo per chi decide di non frequentare l’università. Una volta c’era l’obbligo del servizio militare, che non condivido, ma forse aveva qualche lato positivo; ne parlerò dettagliatamente in un articolo separato. Trascorrere un periodo in una località diversa dalla propria per motivi diversi dal turismo mi sembra molto utile, in quanto insegna tante cose che difficilmente si imparano in altri modi.

A cosa serve l’Unione Europea

Oggi ho letto un articolo interessante in un altro blog; secondo me, fa capire che l’Unione Europea fa tante cose inutili e fa poco di utile.

Non voglio parlare dei danni dell’euro; probabilmente ne parlerò in altri articoli. Non voglio neanche commentare l’articolo dell’altra blogghista; ho già lasciato un commento nel suo blog.

Voglio raccontare una mia esperienza: l’Erasmus.

Non spiegherò cos’è l’Erasmus né come funziona; chi non lo sapesse, può lèggere appositi articoli; ce ne sono tanti in Internet.

Io ho fatto l’Erasmus a Tenerife, un’isola delle Canarie. Le Isole Canarie si trovano nell’Oceano Atlantico; giuridicamente fanno parte della Spagna, e quindi dell’Unione Europea, ma per iscrivermi alla ULL come studente Erasmus ho dovuto fare passaggi burocratici che non mi aspettavo da un paese dell’Unione Europea né da un paese dell’area Schengen.

Come cittadino dell’Unione Europea e dell’area Schengen, non ho avuto bisogno di passaporto per andare a Tenerife; meglio di niente, ma secondo me non è abbastanza.

Per l’iscrizione alle università spagnole come studenti Erasmus, è necessario il NIE (número identificativo para extranjeros).

Come si ottiene il NIE? Non so se è cambiato qualcosa; ora spiego i passaggi che ho dovuto fare io.

Una volta ottenuta la ricevuta di un alloggio (per esempio una casa in affitto), bisogna andare al comune (in spagnolo ayuntamiento) e chiedere il certificato di residenza; tale documento è un foglio giallo formato A4 e viene chiamato «empadronamiento». Una volta ottenuto il certificato di residenza, bisogna andare in una sede della Polizia Nazionale e chiedere il modulo per il NIE; bisogna compilare il modulo, portarlo in una banca autorizzata e pagare l’apposita tassa; la banca ovviamente timbrerà il modulo. Con il modulo timbrato bisogna tornare alla Polizia Nazionale e chiedere il NIE; a questo punto, salvo errori, la Polizia Nazionale ci darà il NIE, un foglio azzurro formato A4 con cui possiamo studiare e lavorare in Spagna.

Io ho chiesto il NIE in una sede della Polizia Nazionale; non mi è chiaro se altri corpi di pubblica sicurezza sono autorizzati a rilasciare tale documento. In Spagna esiste anche la Guardia Civil, che diversamente da come suggerisce il nome, è militare come l’Arma dei Carabinieri. Ogni comune ha un corpo di Polizia Locale, ma non so quali sono le sue funzioni, oltre a quelle riguardanti il traffico stradale.

La mia fortuna è che durante l’Erasmus non ho mai avuto bisogno di assistenza medica. Non so come funziona il sistema sanitario spagnolo; dicono che sta peggiorando negli ultimi anni, come quello italiano. Mi piacerebbe sapere se il sistema sanitario spagnolo fa distinzione tra cittadini spagnoli e stranieri.

Quando dico che l’Unione Europea non serve a niente, ogni tanto qualcuno dice che io ho fatto l’Erasmus grazie all’Unione Europea; è vero, ma secondo me è poco, e comunque esistono programmi di scambio studentesco indipendenti dall’Unione Europea; sono solo meno conosciuti.

No all'Unione Europea
No all’Unione Europea