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Ahmadreza Djalali (ricercatore iraniano)

Ahmadreza Djalali è un ricercatore iraniano, detenuto ingiustamente in una prigione di Teheran. Il ricercatore rischia la pena di morte con l’accusa di collaborazione con stati nemici.

Ahmadreza Djalali
Ahmadreza Djalali (immagine presente su VUB Today)

Ahmadreza Djalali non è una spia e non è un terrorista; anche se lo fosse, io sono contro la pena di morte.

Ahmadreza Djalali ha lavorato nell’Università del Piemonte Orientale; forse per quel motivo non piace al governo iraniano. Forse il governo iraniano ha qualcosa contro l’Italia, o forse stava cercando un pretesto per uccidere il ricercatore.

Noi navigatori di Internet possiamo fare pressione sulle autorità iraniane affinché revochino la condanna a morte contro Ahmadreza Djalali. Possiamo firmare le petizioni che si trovano in Internet, come abbiamo fatto per Raif Badawi.

Poiché so poco su Ahmadreza Djalali, non ho tante cose da dire. Può essere utile consultare articoli di altri autori.

Aggiornamento del 10 febbraio 2017

Se tutto va bene, oggi la petizione raggiungerà duecentomila (200000) firme, poi verrà consegnata alle autorità iraniane.

Aggiornamento dell’11 febbraio 2017

Ultimamente nel mio canale Youtube ho caricato un video in cui spiego la situazione del ricercatore iraniano condannato a morte.

 

Pagine esterne su Ahmadreza Djalali

Blitz Quotidiano

Gaia Italia

La Stampa

Giornalettismo

Rai News

Corriere della Sera

Globonoticias24

Radio Conectividad

Infobae

Science

Change.org

Amnesty International

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Colpo di Stato fallito in Turchia

Oggi (17 luglio 2016) mi è arrivata la notizia del colpo di Stato fallito in Turchia.

Secondo le informazioni che ho trovato in Internet, l’evento si è verificato nella notte tra il 15 e il 16 luglio.

Ancora non conosco le ragioni del colpo di Stato, ma ho letto le reazioni del governo, che mi inquietano.

colpo di Stato fallito in Turchia
immagine presa da Satiraptus

Mi risulta che Recep Tayyip Erdoğan ha ordinato l’arresto degli autori del colpo di Stato, e fin qui niente di strano, però mi risulta che tra gli arrestati ci sono vari giudici. Cosa c’entra la magistratura con il colpo di Stato? Per caso i magistrati hanno aiutato le forze armate a prendere il potere? In caso affermativo, come hanno fatto?

Tra l’altro, mi risulta che il parlamento turco ha intenzione di introdurre la pena di morte, che è stata abolita alcuni anni fa per agevolare l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Per quello che so, la Turchia non ha mai fatto parte dell’Unione Europea, in quanto la pena di morte era solo uno dei tanti problemi.

Mi risulta che il governo turco vìola i diritti umani, in quanto limita la libertà di stampa e non concede processi giusti agli imputati.

Spero di sbagliare, ma ho l’impressione che il presidente della Turchia ha trovato un pretesto per creare una dittatura. Probabilmente i cittadini appoggeranno il presidente, in quanto mi risulta che Recep Tayyip Erdoğan è stato eletto dai cittadini con una regolare elezione democratica. Quando il presidente avrà fatto la dittatura, sarà troppo tardi per opporsi. La mia è solo un’ipotesi, e spero che non corrisponda alla realtà.

Ho anche un’altra ipotesi. Probabilmente i precedenti governi turchi speravano che la Turchia potesse entrare nell’Unione Europea, e questo è il motivo principale per cui in Turchia è stata abolita la pena di morte. Probabilmente la pena di morte verrà ripristinata con la scusa che l’Unione Europea ha rifiutato la Turchia nonostante l’abolizione di tale pena.

Pagine esterne sul colpo di Stato fallito in Turchia

Repubblica

Il Fatto Quotidiano

Gazzetta dello Sport

La Stampa

Il Post

Il Tempo

Salutava sempre

Quando parlo con il mio conoscente Evaristo, certe volte penso a quando si verifica un crimine grave, allora i vicini di casa dell’autore del crimine dicono ai giornalisti che lui salutava sempre.

salutava sempreEvaristo sembra sempre tranquillo, nonostante l’infanzia che ha passato, ma dice che è così solo grazie all’autocontrollo, e lui stesso dice che questo autocontrollo potrebbe non durare per sempre.

Tanta gente a prima vista sembra tranquilla, grazie alla maschera che porta, in senso metaforico ovviamente. Mi viene in mente una poesia di Jennifer Crepuscolo che ho pubblicato in una pagina del mio sito: «Il carnevale».

Perché una persona apparentemente tranquilla dovrebbe commettere un crimine grave? Provo a fare ipotesi. Secondo me, l’ira repressa è come un liquido che viene versato in un vaso; a un certo punto, il vaso trabocca; la stessa cosa succede agli esseri umani quando hanno troppa ira repressa. La pazienza ha un limite. La pazienza può essere vista come il volume del vaso.

Ho notato che troppi esseri umani pensano molto a sé stessi e poco agli altri; parlo non solo di gente che sta al governo o nei consigli di amministrazione di grandi aziende, ma anche di gente comune. Ognuno di noi può fare molto per gli altri, e quindi per la propria comunità in generale e indirettamente per sé stesso. Fare cose utili per gli altri è un investimento utile per sé stessi. La legge del karma dice che ogni nostra azione torna indietro.

Cosa può fare ognuno di noi? Potrei fare tanti esempi, ma ora non mi va di farli; forse li farò in altri articoli, oppure nei commenti a questo articolo se qualcuno fa domande in merito.

Cosa possono fare i governi? Per esempio, potrebbero istituire gli psicologi di base, che in Italia ancora non ci sono, almeno a livello nazionale, anche se sono presenti in alcune regioni italiane, almeno secondo certi articoli che ho letto un po’ di tempo fa. Quanto costano gli psicologi di base? Sicuramente meno delle conseguenze della loro assenza. Quanta gente si suicida? La vita di quella gente vale meno dei soldi spesi per salvarla? Penso di no. Quanta gente uccide gli altri per un motivo o per un altro? È facile dire che quella gente salutava sempre.

Se tutti avessero una casa in cui vivere, nessuno avrebbe bisogno di dormire per strada. Tanta gente non saprebbe come dormire per strada, di conseguenza si suicida quando viene a sapere di aver perso la casa, oppure uccide altre persone sapendo di non avere niente da perdere oltre alla libertà, sempre se possiamo chiamare libertà la vita di chi dorme per strada.

Un’altra soluzione può essere il reddito minimo garantito o il reddito di cittadinanza; alcuni cittadini ci marcerebbero, ma altri userebbero tale reddito nel modo giusto. Tra l’altro, il reddito minimo garantito può essere un rimedio in una comunità in cui ogni cosa ha un prezzo, e allora potrei anche accettare l’assenza di psicologi di base e di alloggi gratuiti, così come potrei accettare di pagare per viaggiare in autobus o in altri mezzi di trasporto pubblico. Chi mi conosce sa che io pago per viaggiare in autobus, ma lo faccio con l’amaro in bocca. Ogni tanto leggo notizie di viaggiatori che menano i controllori; anche tra quella gente potrebbe esserci qualcuno che salutava sempre.

Cosa possono fare i dirigenti di imprese e aziende? Possono dare migliori condizioni di lavoro. In che modo? Non lo so, ma forse alcuni di voi possono suggerire soluzioni. Anche tra la gente che uccide i propri superiori potrebbe esserci qualcuno che salutava sempre.

Per ora penso di aver detto le cose più importanti. Concludo collegando pagine esterne su gente che salutava sempre.

Gruppo di Facebook

Altro gruppo di Facebook

Huffington Post È il miglior dipendente che abbiamo mai avuto

Ricostruzione del profilo psicologico-comportamentale del serial killer

Quale è il tuo potenziale profilo criminale?

 

Scuole cattoliche

In questo articolo parlerò delle scuole cattoliche, in quanto ultimamente ho ascoltato una testimonianza del mio conoscente Evaristo, che dice di aver frequentato una scuola elementare cattolica.

Secondo la testimonianza, Evaristo ha frequentato una scuola gestita da suore, che predicavano la nonviolenza ma poi menavano gli studenti; l’apoteosi dell’ipocrisia. Le suore rendevano le loro materie tutt’altro che interessanti, ma so che questo succede anche in tante scuole laiche. Nella scuola frequentata da Evaristo, c’era l’obbligo di pregare ogni giorno prima della lezione e anche prima e dopo il pranzo. Che interesse avevano le suore a imporre la preghiera? E soprattutto, come si può predicare il rispetto se si impone la propria credenza agli altri? Evaristo mi ha riferito notizie di violenze pesanti; non solo mani che colpiscono facce di bambini innocenti, che già sarebbe gravissimo, ma anche mani che pizzicano le guance o il collo di tali bambini. C’erano anche suore buone, forse per fare il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Evaristo riferisce che c’erano anche docenti laici, ma ha chiesto di non rivelare le materie insegnate da tali docenti, in quanto teme che la sua identità possa essere svelata. Come mi aspettavo, i maestri laici non menavano nessuno. Non ho osato chiedere l’opinione di Evaristo sulla Chiesa cattolica, ma penso che sia molto negativa.

Ricordate il mio articolo sulla violenza domestica? La violenza nelle scuole è qualcosa di simile.

Spesso sento dire che dalle scuole cattoliche esce la maggiore percentuale di criminali, e penso che sia vero.

Evaristo dice che ogni tanto gli viene in mente di uccidere qualcuno, e c’è stato anche un periodo in cui spesso aveva in mente di stuprare le donne che gli capitavano davanti, almeno quelle che lo attiravano. L’autocontrollo è l’unica cosa che ha trattenuto Evaristo dal commettere tali crimini. Io ho consolato Evaristo dicendo che non è il primo ad avere idee di questo tipo, dicendo anche che lo ammiro per l’autocontrollo. Evaristo dice che quella scuola costava un po’ di soldi, anche se non sa quanti e preferisce non saperlo. Evaristo dice che alcuni suoi ex compagni di classe si sono suicidati; forse non sopportavano il ricordo di quella scuola, o forse temevano di uccidere altre persone e hanno preferito sacrificare sé stessi. Evaristo ha detto chiaramente che spera di non incontrare mai più quelle suore, altrimenti sarà lui a menarle. Evaristo mi ha ringraziato per l’intervista, dicendomi che io sono tra i pochi che lo capiscono.

Prima di chiudere, voglio collegare alcune pagine esterne sulle scuole cattoliche.

Gruppo di Facebook sui danni fatti dalle suore

Altro gruppo di Facebook sui danni fatti dalle suore

Forum con testimonianze di violenza fatta da suore

Distributori automatici

In questo articolo parlerò dei distributori automatici. Se avete letto l’articolo relativo alla carta d’identità, probabilmente avete già capito cosa dirò in questo articolo. Devo premettere che avevo la tentazione di non scrivere niente oggi, ma la mia voglia di scrivere ha vinto.

Come dicevo nell’altro articolo, il mio conoscente Evaristo ha avuto un po’ di problemi quando ha ritirato la nuova carta d’identità. Alcuni problemi sono stati causati da un distributore automatico di biglietti e dalle cabine per fototessera.

Alcune cabine per fototessera danno il resto; altre no. All’interno della cabina c’è scritto se la cabina dà resto o meno, ma certe volte la scritta viene notata dopo aver inserito i soldi. Tra l’altro, alcune cabine neanche danno la possibilità di annullare l’operazione, ma non c’è scritto all’interno né all’esterno della cabina. Al paese mio, questa si chiama truffa. C’è scritto un numero telefonico da chiamare in caso di problemi, ma tale numero risulta inesistente o non disponibile; roba da denuncia.

distributori automatici
cabina per fototessera

I distributori automatici di biglietti danno il resto, ma non oltre un certo limite; €6 se ricordo bene. Uno cerca di viaggiare con biglietto regolare, ma certe volte non può farlo. Si direbbe che l’ATAC cerca di multare il maggiore numero possibile di viaggiatori, e su questo dovrei scrivere un articolo a parte.

distributori automatici
distributore automatico di biglietti ATAC

Vogliamo parlare dei distributori automatici di bevande? Io posso dire poco, perché è da tanto che non compro bevande dai distributori automatici, ed Evaristo non mi ha detto niente in merito.

distributori automatici
distributore automatico di cibi e bevande

Se io facessi parte del parlamento italiano, introdurrei l’obbligo per tutti i distributori automatici di dare il resto, indipendentemente dalla quantità di denaro inserita. Se per motivi di forza maggiore è impossibile dare il resto, la macchina deve dare un buono da cambiare. Come si può cambiare il buono? La società responsabile della macchina potrebbe cambiare i buoni in appositi uffici, come potrebbe spedire un assegno, fare un bonifico o accreditare i soldi in una carta prepagata. I buoni potrebbero avere un codice, come le ricariche telefoniche.

Non so quando verrà introdotto l’obbligo di resto a livello nazionale. Mi piacerebbe sapere se alcuni enti locali italiani impongono ai distributori automatici di dare il resto. Se Riccardo Cecchini viene eletto sindaco, probabilmente introdurrà l’obbligo di resto a livello comunale.

Vietato fotografare nella metropolitana

Sapete che è vietato fotografare nella metropolitana di Roma? Alcuni diranno che è così anche nelle metropolitane di altre città, nonché negli aeroporti. Altri saranno d’accordo con me nel dire che tale divieto è inutile e repressivo.

vietato fotografare

Che danno può fare una fotografia? Per caso ci sono informazioni riservate? Non mi risulta. Le informazioni riservate saranno custodite in sale inaccessibili al pubblico.

vietato fotografare
Sono un fotografo, non un terrorista.
(immagine presa da Clickblog)

Oggi in una stazione della metropolitana ho visto una pubblicità interessante, non per le cose che venivano pubblicizzate, bensì per una parola scritta due volte consecutive; c’era scritto «tua tua», anche se ora non ricordo il resto. Vedendo la pubblicità, prendo il telefono e lo uso per fotografare. A quel punto, i soldati mi dicono che è vietato fotografare, poi mi chiedono di cancellare la fotografia; io eseguo, ma poi spiego le mie ragioni. Quando io chiedo da quando è vietato fotografare, loro mi dicono che da tanto tempo è così, poi mi invitano a consultare il regolamento, che è presente in tutte le stazioni. A quel punto, io faccio notare che la stazione è piena di telecamere, di conseguenza il divieto di fotografare sembra qualcosa del tipo «io sì e voi no»; loro rispondono che le telecamere si trovano nella stazione per motivi di sicurezza. Tale risposta mi sembra illogica. Anche le riprese fatte dai viaggiatori possono essere utili per la sicurezza. Se si verifica un crimine all’interno di una stazione, i viaggiatori potrebbero facilitare le indagini fotografando o riprendendo il crimine. Parlando di sicurezza, faccio notare che i soldati portano armi lunghe, e certe volte è inevitabile passare davanti alla canna, come ho scritto in un altro articolo. I soldati rispondono che le armi sono puntate verso il basso; in quel momento era così, ma non sempre è così. Quei soldati puntavano le armi verso il basso, ma altre volte ho visto soldati che volontariamente o involontariamente puntavano armi verso i passanti, di conseguenza può capitare di colpire qualcuno accidentalmente. È chiaro che la storiella della sicurezza è una bufala, ma so che i soldati eseguono gli ordini, infatti un po’ mi fanno pena.

A un certo punto del discorso, non ricordo se prima o dopo aver fatto notare il problema delle armi, dico chiaramente che ho intenzione di candidarmi per la prossima elezione comunale, in modo da modificare il regolamento dell’ATAC; parlo anche di Riccardo Cecchini, che ha intenzione di candidarsi a sindaco di Roma.

Ora che so che il regolamento dell’ATAC vieta le fotografie in metropolitana, è chiaro che non metterò la mia pubblicità nella metropolitana di Roma. La pubblicità serve per farsi conoscere, ma come può essere utile se la gente ha il divieto di fotografare i cartelloni?

Mi risulta che è possibile chiedere l’autorizzazione all’ATAC per fotografie e riprese, ma qual è la procedura? In ogni caso, ogni volta che avrò bisogno di pubblicizzare una mia attività, sceglierò esclusivamente luoghi in cui sia consentito fotografare e riprendere.

Facendo una ricerca in Internet, ho notato che non sono il primo a parlare dell’anomalo divieto di fotografare.

Fuori dalla Chiesa cattolica

Dal 29 ottobre 2015 sono ufficialmente fuori dalla Chiesa cattolica, anche se di fatto avevo già abbandonato il cattolicesimo tanto tempo fa, se mai ho aderito a tale credenza.

Fuori dalla Chiesa cattolicaPartiamo dall’inizio!

Il 13 ottobre ho spedito una raccomandata con ricevuta di ritorno. Tale raccomandata era rivolta alla parrocchia in cui si è svolto il mio battesimo. Come potete immaginare, tale evento si è svolto quando io ero incapace di intendere e di volere. Tra l’altro, battezzare un bambino non mi sembra molto diverso dall’iscriverlo a un partito. Per come la vedo io, i bambini sono troppo giovani per aderire a un qualunque movimento politico o religioso. Secondo me, va bene parlare di politica e religione con i bambini, ma non va bene iscriverli ad associazioni politiche o religiose. La busta della raccomandata conteneva un modulo che ho stampato e compilato, dopo averlo scaricato dal sito dell’UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti). Al modulo ho allegato una fotocopia della mia carta d’identità. La raccomandata è arrivata a destinazione il 15 ottobre; alcuni giorni dopo mi è arrivata la ricevuta di ritorno.

Oggi ho ritirato una raccomandata che mi è stata spedita dalla diocesi suburbicaria di Albano. La lettera contenuta nella busta dice che è stata annotata la mia volontà di non essere considerato aderente alla confessione religiosa denominata «Chiesa Cattolica Apostolica Romana». La raccomandata mi è stata spedita il 30 ottobre da Albano Laziale.

Fuori dalla Chiesa cattolica
Lettera spedita dalla diocesi suburbicaria di Albano
Ho cancellato le informazioni riservate, tra cui il mio indirizzo di residenza e il nome dell’autore della lettera.
Alcuni diritti riservati
È consentito pubblicare questa immagine, ma è vietato modificarla nonché lucrare su tale opera senza il consenso di Paolo Marzano.

È una soddisfazione; un po’ fatico a crederci. Alcuni anni fa avevo spedito una raccomandata per lo stesso motivo, ma alla parrocchia sbagliata, di conseguenza non è stato possibile esaudire la mia richiesta. Questa volta ho spedito la raccomandata alla parrocchia giusta.

Con l’annotazione della volontà di non essere considerati cattolici, vengono cancellati gli effetti civili del battesimo; secondo me, tale conseguenza è molto positiva, per motivi che non spiegherò qui ma che potete trovare nel sito dell’UAAR e anche in altri siti Internet. È chiaro che non posso più sposarmi in chiesa, salvo procedure particolari che neanche voglio conoscere; preferisco così. Se mai mi sposerò, farò il matrimonio civile, o comunque seguirò una procedura non cristiana.

Mi piacerebbe che tutti gli italiani non cattolici facessero come ho fatto io, almeno coloro che hanno avuto la sfortuna di subire il battesimo quando non potevano opporsi.

Eutanasia e testamento biologico

Il quarto episodio di «Life is strange» mi porta a parlare di eutanasia e testamento biologico.

eutanasia legale
immagine presa da un sito per la legalizzazione dell’eutanasia

Se ancora non avete giocato al quarto episodio di «Life is strange», vi consiglio di rinviare la lettura di questo articolo, in modo da evitare che la sorpresa venga rovinata.

Questa è almeno la seconda volta che parlo di «Life is strange» in questo blog; la prima volta avevo citato il secondo episodio, parlando del suicidio.

Nella linea temporale alternativa, Chloe è rimasta paralizzata per un incidente; non può muovere le gambe né le braccia, allora chiede l’eutanasia; la sua amica Max può scegliere se accettare o rifiutare la richiesta. Io ho accettato la richiesta di Chloe; è stato difficile, ma chiederei la stessa cosa se mi trovassi in quella situazione.

In «Life is strange», Chloe chiede l’eutanasia attiva, cioè, la somministrazione di sostanze letali, una pratica vietata in vari Stati, tra cui l’Italia. L’eutanasia passiva è la sospensione di cure che allungano la vita, spesso ritardando un’inevitabile morte dolorosa e costringendo il paziente a una «vita» tutt’altro che dignitosa.

A questo punto, mi sembra giusto parlare delle leggi sull’eutanasia nei vari Stati.

Eutanasia in Europa
Eutanasia in Europa

Le leggi italiane sono ambigue. Non è chiaro se è legale l’eutanasia passiva, ma l’eutanasia attiva viene considerata omicidio di persona consenziente, punibile con pene da 6 a 15 anni di reclusione. Il suicidio assistito viene considerato istigazione al suicidio, punibile con pene da 5 a 12 anni di reclusione. Altri Stati d’Europa sono più permissivi in merito, ma non tutti.

Se vengo eletto al parlamento italiano, proporrò di introdurre l’eutanasia e il suicidio assistito come cause di non punibilità, esattamente come la legittima difesa e lo stato di necessità.

In Italia ci sono associazioni che fanno campagna per la legalizzazione dell’eutanasia. In più, esistono associazioni che danno la possibilità di depositare il proprio testamento biologico, ma non è chiaro se tale testamento ha valore legale. È chiaro che il testamento biologico non può autorizzare l’eutanasia attiva, almeno in Italia, ma chi ha i soldi può andare all’estero per smettere di soffrire; questo è uno dei motivi per cui sostengo il reddito minimo garantito.



Pagine esterne su eutanasia e testamento biologico

Articolo di Wikipedia sull’eutanasia

Articolo di Wikipedia sul suicidio assistito

Articolo di Wikipedia sul testamento biologico

Giuramento di Ippocrate

L’Unità Persa speranza

Associazione Luca Coscioni

Pagina in cui è possibile compilare il testamento biologico

Petizione per la legalizzazione dell’eutanasia

Recensione sul quarto episodio di «Life is strange»

Bollino SIAE obbligatorio

Dopo l’articolo su Patamù, ho fatto ulteriori ricerche sulla SIAE, scoprendo altri affari sporchi. Sapete che tutte le opere vendute in Italia hanno l’obbligo del bollino SIAE? È vero che gli autori e gli editori non hanno l’obbligo di iscriversi alla SIAE per vedere tutelate le proprie opere, ma il bollino SIAE è obbligatorio indipendentemente dall’iscrizione, anche se costa meno per i non iscritti; questo spiega perché troviamo il bollino SIAE sui dischi di Linux. Cos’è Linux? È un sistema operativo, ma di questo parlerò dettagliatamente in un altro articolo. Per quello che so, Linux viene fatto da volontari, non da grandi case con scopo di lucro; questo dovrebbe far capire perché mi schifa l’obbligo del bollino SIAE sui dischi di Linux. In più, mi risulta che il bollino è obbligatorio anche per le copie omaggio, anche se il prezzo del bollino è minore per tali copie.

bollino SIAE per copia omaggio
immagine presa da Alchimia Treviso

Di chi è la SIAE? Non mi è chiaro, però mi risulta che è privata. Perché una società privata deve avere il monopolio sui bollini? È come le società private che producono soldi, o come la RAI che pretende il pizzo chiamato canone. Questa situazione mi schifa altamente.

Tra l’altro, ho visto quanto costa l’iscrizione alla SIAE; non costa miliardi e neanche miglialia di euro all’anno, ma comunque sono soldi che un disoccupato non spende alla leggera. I giovani vengono avvantaggiati con l’iscrizione gratuita, come dicevo nell’articolo precedente, ma i disoccupati no, e neanche i lavoratori con reddito scarso. In più, se io fossi iscritto alla SIAE, dovrei pagare la SIAE per recitare pubblicamente le MIE poesie, e di quei soldi mi tornerebbe indietro una piccola parte, mentre agli artisti famosi tornerebbe indietro molto, perché le loro opere venderebbero di più. È evidente che la SIAE avvantaggia gli artisti famosi a scapito di quelli emergenti.

immagine presa da Horizons Music
immagine presa da Horizons Music

Volevo parlare del bollino SIAE, poi ho parlato di altri affari sporchi della stessa società; una mafia legalizzata, come dicono altri siti che ho trovato in Internet.

Tornando al discorso sull’obbligo del bollino, ho saputo che le forze dell’ordine sequestrano i dischi senza bollino; qualcuno dirà che bisogna rispettare la legge; il problema è che l’Unione Europea si è schierata contro l’obbligo del bollino. I ministri d’Italia rispettano le direttive europee solo per i propri comodi? Tra l’altro, mi risulta che alcuni tribunali italiani hanno emesso sentenze che esonerano le copie private dall’obbligo del bollino; questo significa che io posso fare una copia di un mio disco per uso personale, e posso anche fare un disco che raccoglie canzoni contenute in altri dischi che io possiedo legalmente. Prima di tale sentenza, ci sono stati sequestri di copie private di dischi.

Un problema italiano è che i dischi costano tanto, probabilmente grazie alla SIAE, ma di questo parlerò in un altro articolo.

Pagine esterne sul bollino SIAE

Ente pubblico o associazione privata?

Illegittimi 9 anni di pagamenti

DJ italiani stritolati

Bocciatura dei bollini SIAE

Quella mafia della SIAE

Lo scandalo SIAE

SIAE: se la conosci la eviti

Patamù Tutto quello che avreste voluto sapere sul bollino SIAE e che non avete mai osato chiedere

CD Star Domande frequenti sul bollino SIAE

Specchio Magico

My CD — Moduli SIAE

Normative su bollini SIAE ed equo compenso

Unione Europea per la liberalizzazione

Discussione su Yahoo Risposte

Articolo satirico di Nonciclopedia sulla SIAE

Patamù contro SIAE

Patamù è un sito che permette di tutelare dal plagio le opere di ingegno attraverso la marcatura temporale. (fonte: Donostia)

Ho conosciuto Patamù ieri (I agosto 2015), grazie a un articolo sulla registrazione dei diritti d’autore. Prima di lèggere quell’articolo, pensavo che fosse necessario registrare le opere d’arte nel sito della SIAE; ora so che non è così.

La legge italiana tutela i diritti d’autore indipendentemente dalla registrazione delle opere; la registrazione serve solo come prova. In più, ieri ho saputo che esistono ottime alternative alla SIAE, tra cui Patamù, che tra l’altro consente di depositare le opere d’arte a prezzi molto inferiori.

Facendo una ricerca in Internet, ho visto che la SIAE è un ufficio complicazione cose semplici, mentre Patamù cerca di semplificare il deposito di opere d’arte. In più, per ogni opera è possibile specificare quali diritti sono riservati. Io sono per la condivisione gratuita e per la possibilità di creare opere derivate, a condizione che l’opera venga attribuita a me e che le opere derivate vengano pubblicate con la stessa licenza, cioè, niente lucro per chi pubblica le mie opere o crea opere derivate; io faccio così, ma altri possono concedere più o meno diritti; in più, non escludo di riservarmi tutti i diritti per eventuali opere future.

Licenza Creative Commons con cui ho registrato alcune opere su Patamù
Attribuzione
Non commerciale
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Avete letto le mie poesie? Alcuni miei conoscenti mi hanno consigliato di registrarle alla SIAE, per evitare che vengano copiate, con guadagno per i copiatori e senza guadagno per me. Sentendo questo consiglio, ho fatto una ricerca in Internet, e ho visto che l’iscrizione alla SIAE è troppo costosa. Facendo ulteriori ricerche, ho conosciuto Patamù. Devo ringraziare Adriano Bonforti e Andrea Caovini. Adriano Bonforti ha fondato Patamù, mentre Andrea Caovini ha scritto l’articolo che ho citato precedentemente.

Tra l’altro, leggendo il sito della SIAE, ho notato che i minori di 30 anni possono iscriversi gratuitamente. Perché tengono conto dell’età e non del reddito? Lo capirei se in Italia ci fosse il reddito minimo garantito.

Per ora penso di aver detto le cose più importanti. Ora collego pagine esterne su Patamù, SIAE, eccetera.

Arturo di Corinto Come gli artisti italiani possono proteggere le loro idee

Wired — Patamù protegge la tua creatività online

Articolo di Fabrizio Mondo

Articolo di Matteo Pavanello

Articolo di Simone Aliprandi

Discussione su Musimac

Circuiti Organizzati Resistenze Editoriali

Ferrara Italia — C’è chi dice no

Simone Aliprandi — Si può fare a meno della SIAE e usare servizi alternativi?

Sito ufficiale di Patamù

Sito ufficiale della SIAE

Sito ufficiale della Creative Commons

Differenze tra le licenze di copia in una pagina colombiana di Creative Commons

Intervista ad Adriano Bonforti

Petizione di Adriano Bonforti

Legge sul diritto d’autore