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V per Vendetta

Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità, e la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. (V per Vendetta)

Vi ricordate il film «V per Vendetta»? Io l’ho visto alcuni anni fa; mi ricordo che contemporaneamente su un altro canale si vedeva Roberto Benigni che leggeva i primi 12 articoli della costituzione italiana.

Leggi di Jones sulla programmazione televisiva:

  1. Se ci sono due programmi interessanti, sono alla stessa ora.
  2. Se ce n’è uno solo, sarà cancellato.
  3. Se hai aspettato un programma per tutta la settimana, sarà anticipato.

Un altro giorno scriverò un articolo sulla televisione italiana e uno sulle leggi di Murphy, ma ora voglio concentrarmi su V per Vendetta.

Quel film mi piace molto; secondo me, è fatto bene e rende bene l’idea di come può diventare uno Stato se i cittadini non si svegliano. Quel film si ispira alla congiura delle polveri, infatti il protagonista indossa una maschera di Guy Fawkes, ma il film è ambientato in un futuro distopico.

Maschera presente nel film «V per Vendetta»
Maschera di Guy Fawkes

Tra l’altro, mi piace molto il discorso sulla seconda strategia della manipolazione, conosciuta in Italia come metodo Cossiga. Forse dovrei scrivere un articolo su Francesco Cossiga, anche se un po’ ne ho parlato nell’articolo sull’umorismo nero.

Cos’altro posso dire? Varie scene di «V per Vendetta» meritano di stare in questo articolo, ma ho preferito concentrarmi su quelle che secondo me rendono meglio l’idea di come si può arrivare alla dittatura.

Mi dispiace non aver scritto ancora niente sul terrorismo di Stato e sulla «giustizia» italiana. Parlando di «giustizia» italiana, mi viene in mente Stefano Cucchi, che non ha avuto la giustizia che meritava; dovrei scrivere un articolo su di lui. Parlando di Stefano Cucchi, mi viene in mente Federico Aldrovandi, ucciso da criminali che lavoravano nella Polizia di Stato.

Unioni di comuni

Nell’articolo precedente ho detto che avrei parlato delle comunità montane. Oggi ho saputo che oltre alle comunità montane esistono unioni di comuni di altro tipo, tra cui comunità collinari e comunità insulari. Ottimo! Secondo me, enti territoriali di quel tipo sono molto utili, in quanto un comune piccolo può rimanere «in vita» condividendo servizi con altri comuni, riducendo i costi che graverebbero su ogni cittadino.

Unioni di comuniHo detto cosa mi piace delle unioni di comuni; ora voglio dire cosa non mi piace.

Unioni di comuniMi risulta che i consiglieri delle unioni di comuni non vengono eletti direttamente dai cittadini, bensì dai consiglieri dei comuni che fanno parte dell’unione.

Unioni di comuniLe unioni di comuni possono essere fatte tra comuni di province diverse, ma non possono essere fatte tra comuni di regioni diverse; questa cosa mi dà l’amaro in bocca. Per come la vedo io, comuni vicini possono avere molto da condividere, anche se si trovano in regioni diverse. In più, io darei la possibilità di formare unioni di comuni anche tra Stati diversi, almeno tra Stati dell’Unione Europea. Perché i gemellaggi possono essere fatti tra comuni di Stati diversi e le unioni di comuni no? Tra l’altro, spesso i gemellaggi vengono fatti tra comuni di continenti diversi; per esempio, la città tinerfegna di Candelaria è gemellata con l’omonima città cubana. Ancora devo capire a cosa servono i gemellaggi, ma soprattutto mi piacerebbe sapere a cosa serve l’Unione Europea.

Unioni di comuniPer ora penso di aver detto le cose più importanti, ma non escludo di fare aggiornamenti in futuro.

Altre pagine sulle unioni di comuni

Articolo di Wikipedia sulle unioni di comuni

Pagina del Centro Documentazione e Studi Comuni Italiani

Pagina di Comuniverso

UNCEM (il sindacato della montagna)

Articolo di Wikipedia sull’UNCEM

Associazione Nazionale Comuni Italiani

Interventi su province, città metropolitane e unioni di comuni nel sito della Camera dei Deputati

Unione di Comuni della Val Vibrata

Violenza domestica

Quando sentite parlare di violenza domestica, cosa vi viene in mente? La violenza contro le donne? La violenza contro i bambini? In questo articolo parlerò prevalentemente del secondo caso.

C’è da dire che esistono anche casi di violenza di donne contro uomini; forse casi di quel tipo sono più rari, ma ritengo giusto parlarne.

Parlando di violenza contro i bambini, mi vengono in mente tanti «genitori» che usano la violenza contro i propri figli; tale violenza può essere fisica (percosse o lesioni) o verbale (insulti o minacce). Tanti casi restano impuniti perché le vittime non hanno il coraggio di denunciare; spesso, anche se non sempre, è già tanto se le vittime ne parlano con persone fidate. Spesso gli autori di abusi cercano di sembrare persone tranquille, e troppe volte ci riescono. Troppi casi si concludono con omicidi, che possono essere commessi dall’abusatore contro l’abusato o dall’abusato contro l’abusatore. Quando si arriva all’omicidio, spesso vengono fuori tante verità nascoste, ma a quel punto è troppo tardi.

C’è un modo per prevenire almeno i casi più gravi? Mi vengono in mente alcune soluzioni; bisognerebbe provarle per capire se sono efficaci.

Se venisse istituito il reddito minimo garantito, ogni cittadino potrebbe liberarsi della propria famiglia di origine almeno in età adulta; forse è troppo tardi, ma probabilmente i casi di violenza domestica diminuirebbero.

Se a ogni cittadino capace di intendere e di volere, ancora non maggiorenne, venisse concesso di scegliere un tutore alternativo, sarebbe un grande passo avanti.

Nelle scuole di ogni ordine e grado potrebbero mettere personale che si occupa di capire se gli studenti sono vittime di violenza domestica; in questo modo si potrebbero prendere provvedimenti in merito, in modo da evitare le conseguenze più gravi.

Vogliamo parlare della violenza nelle scuole? In troppe scuole d’Italia, i docenti fanno violenza contro gli studenti; alcuni casi vengono scoperti dalle forze dell’ordine e vengono puniti, ma altri casi restano ignoti. Per come la vedo io, il governo italiano dovrebbe fare di più.

Tra l’altro, in certe scuole italiane viene fatta propaganda; per esempio, in certe scuole elementari, quando un bambino è abbastanza intelligente da capire che una maestra è cattiva, un’altra maestra cerca di convincerlo che invece è buona.

Il discorso sulla propaganda mi ricorda certi governi, che impongono il potere con la forza ma anche con altri mezzi.

Che sia una famiglia, una scuola o uno Stato, il succo è lo stesso; si parla sempre di violenza; cambiano solo gli autori e le vittime.

Parlando di violenza domestica, mi viene in mente un video di Ivy Queen e uno delle K-Narias; chi ascolta reggaeton sa di chi parlo.


Forse ho saltato di palo in frasca; spesso non riesco a fare diversamente.

Altri articoli sulla violenza domestica

Articolo di Wikipedia sulla violenza domestica

Articolo di Wikipedia sulla violenza contro gli uomini

Violenza sugli uomini da parte delle donne

Violenze sessuali sugli uomini

Perché la violenza contro gli uomini non viene denunciata

Glenda Mancini, la donna che denuncia la violenza domestica subita dagli uomini

Violenza domestica: una legge per intervenire anche senza denuncia

Pagina dell’Arma dei Carabinieri sulla violenza domestica

Parlare chiaro sulle sculacciate

Dieci ragioni per non picchiare i vostri bambini

Articolo di Maurilio Lovatti

Pagina dell’UNICEF relativa alla violenza sui bambini

Articolo di Psicologi-Italia

 

La dittatura nordcoreana

Ultimamente ho visto vari documentari sulla dittatura nordcoreana. Il governo nordcoreano fa tante porcate; cerca di nasconderle, ma qualcosa viene fuori.

bandiera della dittatura nordcoreana
Bandiera della Corea del Nord

Ho visto documentari sulle prigioni nordcoreane, in cui finiscono i cittadini che esprimono disaccordo verso il governo.

Il governo nordcoreano fa il possibile per impedire ai cittadini di uscire dal loro paese, ma alcuni nordcoreani riescono a scappare; alcuni vengono catturati dalla polizia cinese e vengono portati nella Corea del Nord, ma non si sa cosa succede dopo; alcuni nordcoreani riescono a raggiungere la Corea del Sud o altri Stati vivibili.

Tanti nordcoreani fuggitivi testimoniano, e le testimonianze sono inquietanti.

Oggi ho visto un documentario in cui vengono intervistati vari nordcoreani, tra cui un ex torturatore pentito.

I documentari che ho visto ultimamente sono in spagnolo; per ora non ho trovato niente in italiano.

Tra l’altro, cittadini di tanti Stati possono visitare la Corea del Nord come turisti, ma devono seguire i percorsi decisi dalle guide, che ovviamente eseguono gli ordini del governo.

I turisti che visitano la Corea del Nord vedono solo la parte migliore, come i musei, in alcuni dei quali viene falsificata la storia; per esempio, si parla degli Stati Uniti d’America come del nemico più pericoloso. Non voglio santificare il governo statunitense, né quello attuale, né quelli precedenti, ma il governo nordcoreano fa di peggio per quanto riguarda i diritti umani. Nella Corea del Nord, se un cittadino commette un crimine, non solo quel cittadino, ma tutta la famiglia può finire in prigione; è qualcosa di molto peggio della legge delle bande vigente in Texas.

Tra l’altro, mi danno l’amaro coloro che parlano bene della Corea del Nord dopo averla visitata come turisti; il primo esempio che mi viene in mente è Antonio Razzi, ma non è l’unico.

Vogliamo parlare di Alejandro Cao de Benós de Les y Pérez? È nato in Spagna, ma oltre ad avere la cittadinanza spagnola, ha la cittadinanza nordcoreana; non so come l’ha acquisita, ma ho ascoltato alcune interviste.

Ho trovato anche un filmato che parla della Corea del Nord in modo umoristico.

Avrei ancora altre cose da dire sulla dittatura nordcoreana, ma per ora mi fermo qua. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sulla guerra di Corea e quello sui paesi divisi dai muri.

 

Se questo articolo vi è piaciuto, probabilmente vi piacerà il racconto «Rapisardo e Ayako a Seul».

Ottimismo realistico

Un po’ di tempo fa ho letto un articolo sull’ottimismo realistico; è stato scritto da Paolo Travagnin, che fa parte di Democrazia Digitale, un movimento a cui mi sono iscritto quest’anno.

ottimismo realisticoIl discorso sull’ottimismo realistico mi è venuto in mente ieri, mentre comunicavo per messaggistica istantanea con un mio amico. Stavamo parlando dell’informazione, che in Italia viene fatta nel modo sbagliato, e probabilmente anche in tanti altri paesi. Siamo passati dall’epoca della non informazione all’epoca dell’informazione distorta; così ha detto il mio amico, allora io ho detto che quest’epoca è il passaggio dall’epoca della non informazione all’epoca dell’informazione corretta. Mi piace pensare positivo; mi aiuta a ragionare meglio e a trovare soluzioni per ogni problema. Mi piace immaginare un futuro migliore, ma senza perdere di vista il presente; questo è l’ottimismo realistico. Abbiamo tanti problemi, ma possiamo risolverli.

Paolo Travagnin ha scritto un articolo molto interessante; lo condivido pienamente.

Tornando al discorso sull’informazione, come ho già spiegato in un altro articolo, girano tante notizie false, che vengono diffuse da giornali, radio, televisioni e Internet. Per quanto riguarda Internet, c’è da dire che aprire un sito è più facile che aprire un giornale o una televisione, e questo porta al pluralismo dell’informazione. Ieri, io e il mio amico stavamo parlando della Corea, e di come è stata divisa; il mio ottimismo mi ha portato a dire che la Corea si unirà come la Germania. Mi piace molto lèggere libri divulgativi. Poiché ultimamente mi sto interessando alla Corea, mi piacerebbe lèggere libri in merito. Neanche i libri sono da prendere per oro colato, ma almeno espongono una versione alternativa. Anche sulla storia d’Italia ho sentito dire tutto e il contrario di tutto; per esempio, Giuseppe Garibaldi viene considerato l’eroe dei due mondi, ma alcuni dicono che era un terrorista. Chi dice la verità? Secondo me, la scuola italiana dovrebbe insegnare tutte le versioni, un po’ come Wikipedia, che cerca di avere un punto di vista neutrale. Wikipedia non sempre dice la verità, ma di solito sì.

Ho iniziato parlando dell’ottimismo realistico, e inevitabilmente ho parlato di altre cose. Raramente riesco a concentrarmi su un unico argomento.

Approfitto di questa occasione per collegare un filmato sull’ottimismo realistico.

Tra l’altro, mi viene in mente «L’ultima risposta» dei Subsonica; quella canzone contiene un aforisma che ho copiato in una pagina del mio sito.

 

11 settembre 1973

Quando qualcuno mi parla dell’11 settembre, io ho l’abitudine di chiedere: «Quale 11 settembre?». Ho un senso di schifo ogni volta che qualcuno mi dice: «Sono passati 13 anni dall’11 settembre», oppure: «Dall’11 settembre non si possono portare liquidi nel bagaglio a mano in aereo». Premesso che ogni anno ha il suo 11 settembre, e questo già mi sembra un buon motivo per specificare l’anno, tanta gente dà per scontato che basta dire «11 settembre» per far venire in mente il crollo delle Torri Gemelle di New York.

Se vi dicessi che c’è stato un 11 settembre più tragico?

Colpo di Stato in Cile dell'11 settembre 1973
Fotografia presente nel sito di Polisblog riguardante il colpo di Stato in Cile dell’11 settembre 1973

Vi ricordate il colpo di Stato in Cile? Io so poco su quel fatto, ma so la data: 11 settembre 1973; so anche che il colpo di Stato venne organizzato da Augusto Pinochet; non mi è chiaro se ha fatto tutto di sua iniziativa o se è stato aiutato; non mi stupirei se venissi a sapere che il governo statunitense ha aiutato Augusto Pinochet a fare questa porcata.

Le Torri Gemelle sono crollate l’11 settembre 2001; prima una torre, poi l’altra. Come sono crollate? Sono state attaccate da aerei? Oppure qualcuno ha messo esplosivi all’interno delle torri? Il governo statunitense era d’accordo? Penso di sì; probabilmente il crollo delle Torri Gemelle serviva non solo come pretesto per attaccare l’Iraq e l’Afghanistan, ma anche per far dimenticare il colpo di Stato in Cile. Probabilmente dagli Stati Uniti d’America si è diffusa la moda di dire «11 settembre» senza specificare l’anno quando si parla dell’attacco alle Torri Gemelle.

Queste sono ipotesi, ma io non sono il primo a farle.

Se mi ricordo bene, anche Mason Massy James ha fatto l’ipotesi che le Torri Gemelle sono crollate grazie al governo statunitense.

Tra l’altro, le Torri Gemelle di New York non sono le uniche a chiamarsi Torri Gemelle, ma posso capire questa antonomasia.

Collegamenti a pagine esterne sull’11 settembre 1973 e sull’11 settembre 2001

Il Post

Polisblog

Il Fatto Quotidiano

Internazionale

La storia siamo noi

Rassegna.it

Articolo di Wikipedia sul colpo di Stato in Cile

Articolo di Wikipedia sul crollo delle Torri Gemelle di New York

Barriere architettoniche

Vogliamo parlare delle barriere architettoniche? Viene definita barriera architettonica qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi (specialmente per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale). (fonte: Wikipedia)

cartello che avvisa della presenza di barriere architettoniche

Avendo la fortuna di non avere alcuna disabilità, raramente mi accorgo delle barriere architettoniche. Salgo e scendo le scale senza problemi, almeno quando non porto valigie pesanti. Attraverso porte strette e corridoi stretti, almeno quando non porto valigie ingombranti. Le scale e le porte strette sono esempi di barriere architettoniche, ma esistono barriere architettoniche di altri tipi.

Perché scrivo un articolo sulle barriere architettoniche? Penso che questo problema sia di tutti i cittadini. Non lo auguro a nessuno, fatta eccezione per certe persone che odio, ma penso che a chiunque possa capitare di perdere capacità motorie o sensoriali.

Un motivo per cui scrivo questo articolo è che Ignazio Marino aveva detto chiaramente che voleva eliminare le barriere architettoniche a Roma. Avete visto qualche cambiamento in merito? Io non ho visto niente.

Posso capire che per eliminare le barriere architettoniche c’è bisogno di tempo e soldi, in quanto cambiamenti così grandi non si fanno in un giorno né con poche risorse, ma un po’ per volta si dovrebbero fare tutti i cambiamenti necessari. Posso capire che la legge sulle barriere architettoniche è uscita quando già esistevano tanti edifici, ma almeno gli edifici nuovi dovrebbero essere privi di barriere architettoniche. Io ho visto case costruite in questi ultimi anni; tali case hanno scale per andare da un piano a un altro; non è presente un montascale né uno scivolo per disabili, e questa cosa mi schifa altamente; per questa cosa, io metterei in galera chi ha progettato quelle case.

Mi piacerebbe sapere se le associazioni dei consumatori e i comitati di quartiere stanno facendo pressione sui Comuni; in particolare, a me interessa il Comune di Roma, ma probabilmente il problema delle barriere architettoniche è presente in tante città italiane, su cui mi piacerebbe avere maggiori informazioni. In più, mi piacerebbe sapere se qualcuno ha lanciato una petizione per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Cito l’articolo 3 della costituzione italiana.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Collegamenti a pagine esterne sulle barriere architettoniche e sulle promesse di Ignazio Marino

Articolo di Wikipedia sulle barriere architettoniche

Disabili.com

Contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Detrazione per le spese di eliminazione delle barriere architettoniche

Barriere architettoniche ad Aversa

Pagina della Regione Lombardia sulle barriere architettoniche

Programma di Ignazio Marino in formato PDF

Pagina del cosiddetto «Partito Democratico» da cui è possibile scaricare il programma di Ignazio Marino

Mason Massy James

Mason Massy James ha registrato un po’ di discorsi interessanti e li ha messi a disposizione di noi navigatori; si trovano facilmente su Youtube, e probabilmente anche in altri siti dello stesso tipo.

Mason Massy James parla prevalentemente di politica, un po’ come faccio io qui, e devo dire che mi piacciono tanti discorsi che fa; probabilmente ci sono punti di disaccordo tra noi, ma ancora non li ho trovati, in quanto Mason Massy James parla di argomenti politici generici; non parla di sistema elettorale maggioritario o proporzionale, né invita a votare per un candidato in particolare, almeno nei filmati che ho visto io.

Una volta Mason Massy James ha detto che etichette come «destra» e «sinistra» servono per dividere tra loro persone che sono d’accordo su tante cose. Io una volta pensavo di essere di sinistra perché difendo la scuola pubblica e la sanità pubblica, ma questo non significa necessariamente essere di sinistra. Alcune persone di mia conoscenza dicono che io sono di destra. Mi viene in mente un filmato che ho pubblicato in un articolo precedente, in cui parlavo proprio di destra e sinistra.

Mason Massy James ha parlato di come si evolve la nostra civiltà, e dei rischi che corriamo se non cerchiamo di cambiare la situazione.

Non so per chi vota Mason Massy James, però mi piace molto il modo in cui parla di politica.

Pubblico qui i filmati che ho visto, affinché voi lettori di questo blog possiate farvi un’idea.




Una volta ho trovato un’intervista a Mason Massy James, ma ora non riesco a trovarla; tra l’altro, ho visto solo una parte; la metterò qui quando l’avrò vista tutta.

Approfitto di questa occasione per ringraziare i visitatori di questo blog. Ho visto che ieri ci sono stati 121 visitatori. Ottimo! Continuate così, e se possibile, invitate amici e conoscenti!

Strategie della manipolazione

Conoscete le strategie della manipolazione secondo Noam Chomsky? Io le ho conosciute grazie a Internet, in quanto giornali e televisioni ne parlano poco, almeno per quello che ho visto io.

Noam Chomsky ha scritto una lista di strategie della manipolazione; tale lista porta il suo nome.
Noam Chomsky
Riassumo le strategie della manipolazione, poi le commenterò.

I—Distrazione

II—Creare problema e offrire soluzione

III—Gradualità

IV—Differire

V—Rivolgersi al pubblico come ai bambini

VI—Prevalenza dell’aspetto emotivo sulla riflessione

VII—Mantenere il pubblico nell’ignoranza

VIII—Stimolare la mediocrità

IX—Rafforzare l’autocolpevolezza

X—Conoscere i cittadini meglio di come si conoscono i cittadini stessi

La lista che ho fatto è sintetica; ci sono tutte le strategie della manipolazione secondo Noam Chomsky, ma non le ho spiegate dettagliatamente.

Per ulteriori informazioni potete consultare le pagine che collegherò da questo articolo.

Ora faccio un po’ di commenti, anche se non commenterò tutte le strategie; commenterò solo quelle che conosco meglio.

La prima strategia è molto applicata in Italia, e probabilmente anche in altri Stati, nel senso che i giornali e le televisioni parlano di certi argomenti affinché altri restino sconosciuti; un esempio è rappresentato dai mondiali di calcio in Brasile; pensavo che fossero un’occasione per parlare dei problemi del Brasile, ma si direbbe che non è così; mi era venuta questa falsa speranza grazie alle olimpiadi in Cina, che sono state utili per parlare dei problemi dei cittadini cinesi.

La seconda strategia è conosciuta in Italia come metodo Cossiga, in «onore» del terrorista che l’ha applicata quando era ministro dell’interno; lui stesso l’ha dichiarato pubblicamente suggerendo a Roberto Maroni di applicare la stessa strategia.

La terza strategia mi sembra quasi ovvia, e con questo non voglio dire che è giusto applicarla. Un cambiamento graduale si sopporta più facilmente di un cambiamento improvviso. Un esempio è l’aumento del costo del passaporto; un altro è l’aumento del prezzo del tabacco.

La quarta strategia è quella di non fare immediatamente un cambiamento impopolare, bensì annunciarlo anticipatamente, affinché i cittadini possano prepararsi. La quarta strategia può essere vista come una variante della terza; probabilmente viene applicata quando è difficile o impossibile fare cambiamenti graduali.

La settima strategia mi sembra evidente. In Italia c’è tanta ignoranza grazie al governo. La scuola italiana è fatta male; sembra fatta apposta per far passare la voglia di studiare. Quei pochi che vogliono studiare molto, devono dipendere dalle proprie famiglie, con l’eccezione degli studenti lavoratori, in quanto l’università italiana ha un costo esorbitante per gli studenti.

Anche la nona strategia mi sembra evidente. Vi ricordate quella volta che Elsa Fornero ha detto che tanti italiani sono «choosy» con il lavoro? Io rispondo con un aforisma che ho letto un po’ di tempo fa: «Non esistono lavori che gli italiani non vogliono fare; esistono stipendi che gli italiani non possono accettare». Il discorso di Elsa Fornero è solo uno dei tanti esempi.

Concludo con i collegamenti ad altre pagine sulle strategie della manipolazione.

Disinformazione.it

Informare per resistere

Cambiailmondo.org

Pensiero critico

Resistenze.org

Pino Bruno

Reddito minimo garantito

In Italia non esiste il reddito minimo garantito; questo è risaputo, ma tale anomalia è presente anche in altri Stati. Perché dico che è un’anomalia? Mi risulta che in vari Stati esiste il reddito minimo garantito; vari giornali lo dicono chiaramente. Ogni Stato ha le sue leggi sul reddito minimo garantito, di conseguenza ogni Stato ha i suoi criteri per assegnare tale reddito a chi na ha bisogno. Certa gente dice che in Italia mancano i soldi; ci crederò quando vedrò i parlamentari senza privilegi e con lo stipendio che normalmente ricevono gli operai. In Italia i soldi ci sono; il problema è che vengono spesi male. Probabilmente c’è anche gente che intasca soldi pubblici, e tale fenomeno rappresenta un ulteriore spreco. Se i soldi pubblici venissero spesi bene, basterebbe copiare la legge sul reddito minimo garantito di uno qualunque degli Stati in cui è presente; non penso che qualcuno chieda il pagamento dei diritti d’autore per la copia di una legge.

Ho trovato vari articoli sul reddito minimo garantito e sul reddito di base; ho visto che ci sono alcune differenze, che non spiegherò qui, ma collegherò gli articoli che ne parlano.

Ora dico alcune mie opinioni, come faccio di solito.

Mi risulta che i paesi con il reddito minimo garantito sono i paesi con meno crimini in famiglia, in quanto i giovani hanno maggiore possibilità di cambiare residenza, liberandosi dalla propria famiglia di origine. Spesso leggo notizie di crimini familiari. La colpa è solo degli autori dei crimini stessi? Secondo me no. Se un cittadino ha una propria casa in cui vive da solo, chi glielo fa fare di commettere un crimine contro i propri familiari? C’è anche chi sta bene con la propria famiglia, ma non vale per tutti.

Tra l’altro, nei paesi con reddito minimo garantito, tutti i cittadini dormono nelle case e non sui marciapiedi o sulle panchine. Ho un senso di schifo ogni volta che vedo panchine con braccioli per impedire alla gente di stendersi, e anche quando vedo marciapiedi con spuntoni.

Invece di fare le panchine in questo modo, potrebbero dare il reddito minimo garantito ai cittadiniGli spuntoni non risolvono il problema dei barboni; il reddito minimo garantito sì.Collegamenti ad altre pagine su reddito minimo garantito e reddito di base

Reddito minimo garantito secondo Wikipedia

Reddito di base secondo Wikipedia

Reddito minimo garantito secondo Informare Per Resistere

Proposta del Movimento 5 Stelle

Proposte varie di reddito di cittadinanza