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Gianroberto Casaleggio

Gianroberto Casaleggio (Milano, 14 agosto 1954[1]Milano, 12 aprile 2016[2]) è stato un imprenditore e politico italiano, fondatore con Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle[3][4], di cui era definito guru[5][6][7]; fu anche socio fondatore e presidente della Casaleggio Associati s.r.l., società informatica ed editoriale che si occupa di consulenze in materia di strategie di rete e cura il blog di Beppe Grillo. (fonte: Wikipedia)

Gianroberto Casaleggio
Gianroberto Casaleggio

Come saprete, Gianroberto Casaleggio è morto ieri all’età di 61 anni; non me l’aspettavo. Solo ieri ho saputo del cancro che Gianroberto aveva da due anni.

È stata fatta un po’ di satira sulla morte prematura di Gianroberto Casaleggio; per me non è un problema, in quanto la satira mi piace molto, e certe volte faccio anche umorismo nero. Se deve esserci libertà di espressione, deve essere per tutti. Non possiamo fare satira sugli altri e vietare agli altri di fare satira su di noi. So che tanta gente si è lamentata per una vignetta di Vauro; mi piacerebbe sapere se tra quella gente c’è qualcuno che condivide immagini con su scritto «Je suis Charlie» in onore del giornale satirico Charlie Hebdo.

Parlando di satira, dovrei parlare anche di un fumetto intitolato «Quando c’era lui», ma preferisco parlarne in un altro articolo.

Secondo me, il Movimento 5 Stelle può andare avanti senza i suoi fondatori, diversamente da certi partiti di cui ora non voglio fare nomi. Anche quando morirà Beppe Grillo, il M5S avrà tanta gente pronta a prendere il suo posto. Secondo me, Alessandro Di Battista e Paola Taverna possono dirigere bene il Movimento 5 Stelle. Ho nominato i primi che mi sono venuti in mente, ma è chiaro che ci sono tanti ottimi candidati.

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a guardare un mio filmato, che è dedicato a Gianroberto Casaleggio, nonché a Virginia Raggi e Riccardo Cecchini.

PP & PSOE come PD & PdL

Dopo l’articolo su Jil Love, volevo scriverne uno su Pablo Iglesias e su Podemos, ma ancora non ho informazioni sufficienti in merito. In questo articolo parlerò di PP e PSOE, due partiti spagnoli che fingono di stare uno contro l’altro, ma sono molto simili tra loro. In più, se uno dei due partiti fa porcate, la maggioranza degli spagnoli vota per l’altro partito, anche se PP e PSOE non sono gli unici partiti spagnoli. Vi ricorda qualcosa? Per quello che so, manca solo il governo di coalizione tra i due grandi partiti; per il resto, PP e PSOE hanno fatto le stesse cose di PD ed ex PdL.

pugile PPSOEDevo dire che so poco sul PPSOE, ma quello che ho sentito in Spagna è inquietante. Ho sentito un po’ di cose interessanti durante il soggiorno nella Comunità Valenziana. C’è gente che vota per i partiti piccoli, ma la maggioranza degli spagnoli vota per i due partiti maggiori.

diagramma di flusso PP PSOESi direbbe che Podemos sta facendo la differenza, un po’ come il Movimento 5 Stelle in Italia. Capisco le critiche al Movimento 5 Stelle. Certe volte Beppe Grillo è irritante, ma il suo movimento sta cercando di migliorare l’Italia. Non conosco bene Podemos, pertanto non so quanto regge il paragone con il Movimento 5 Stelle.

Bart Simpson non voterà più per il PPSOESu José María Aznar ho sentito dire tutto e il contrario di tutto, ma dicono che José Luis Zapatero ha peggiorato la Spagna, e Mariano Rajoy ha continuato l’opera.

campagna elettorale PPSOE
Più disoccupazione
Più tagli
Meno diritti

Tra l’altro, mi risulta che PP e PSOE hanno l’abitudine di non mantenere le proprie promesse.

discorso PPSOE
Discorso del PPSOE
Se il discorso viene letto dalla prima riga all’ultima, ha un significato. Se il discorso viene letto dall’ultima riga alla prima, ha un altro significato.

Cosa porta la gente a votare per i soliti partiti? Per rispondere a questa domanda, probabilmente bisogna aver studiato psicologia.

Concludo con un aforisma di Albert Einstein: «Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi».

UKIP contro inno alla gioia

Ho letto la notizia che i parlamentari dell’UKIP hanno dato le spalle all’orchestra che eseguiva l’«inno alla gioia»; tanta gente è scandalizzata per il comportamento di tali parlamentari, mentre a me scandalizza la presenza di un’orchestra, che costa tanti soldi ai cittadini dei vari Stati d’Europa. Non potevano mettere una registrazione dell’inno? Non conosco bene le motivazioni che hanno portato i parlamentari dell’UKIP a dare le spalle, ma se il motivo è quello che ho detto io, ammiro tali parlamentari.

L'UKIP protesta contro l'inno alla gioia
Musicisti eseguono l’inno alla gioia in una sede del parlamento europeo; i parlamentari dell’UKIP protestano dando le spalle all’orchestra.

Stando a quello che ho letto in Internet, i pentastellati non hanno partecipato alla protesta, mentre Beppe Grillo dà ragione ai parlamentari dell’UKIP che l’hanno fatto.

L’Unione Europea mi sembra un’unione di carta; sulle cose importanti, è come se non esistesse; per capirlo mi è bastato fare l’Erasmus; qualcuno dirà che ho fatto l’Erasmus grazie all’Unione Europea; è vero, ma ho dovuto fare passaggi burocratici che avrei evitato restando in Italia.

Parlamentari dell'UKIP danno le spalle all'orchestra
Parlamentari dell’UKIP danno le spalle all’orchestra

L’Unione Europea fa operazioni di facciata, come pagare un’orchestra per suonare al parlamento europeo; non mi lamento dei suonatori, che mi sembrano ottimi, e neanche voglio lamentarmi dell’inno, anche se tale inno non mi piace, o meglio, forse ci sarebbero da fare obiezioni sull’inno europeo; se è vero quello che dice Beppe Grillo, forse è il caso di cambiare inno.


Ulteriori pagine sulla protesta dei parlamentari dell’UKIP contro l’inno alla gioia

Articolo di ANSA

Articolo di Clandestinoweb

Articolo della Stampa

Articolo di Eunews

Articolo di Huffington Post

Articolo del Fatto Quotidiano

Articolo del Quotidiano della Calabria

Agi.it

Informazione.it

Sussidiario.net

 

Commenti al risultato dell’elezione europea del 2014

Molti di voi sanno come è andata l’elezione europea del 2014; come sapete, in Italia abbiamo votato il 25 maggio, mentre in altri Stati dell’Unione Europea hanno votato in altri giorni.

Il cosiddetto «Partito Democratico» ha preso il maggior numero dei seggi italiani, in quanto ha ricevuto il maggior numero di voti. Resta da capire se gli elettori del PD si sono fatti fregare dalla promessa di Matteo Renzi di €80 in più al mese per ogni lavoratore, o se invece hanno votato il PD per moda, per abitudine o per paura di sprecare voti a votare per un partito piccolo.

Si direbbe che il PD ha vinto l'elezione europea del 2014 grazie a una falsa promessa
Falsa promessa di Matteo Renzi

Io ho votato per il Movimento 5 Stelle perché secondo me ha fatto un ottimo lavoro nel parlamento italiano. All’elezione nazionale avevo votato Rivoluzione Civile, il partito di Antonio Ingroia. Devo dire che ho alcuni punti di disaccordo con il Movimento 5 Stelle, ma quel movimento mi sembrava la scelta migliore. I punti di disaccordo mi hanno portato a non candidarmi per l’elezione europea; probabilmente il M5S neanche mi accetterebbe, in quanto ho fatto parte del Partito Socialista.

Se non avessi votato per il Movimento 5 Stelle, avrei votato L’Altra Europa con Tsipras, che avevo tenuto come voto di riserva in caso di errori da parte dei pentastellati.

Mi ha fatto molto piacere il risultato del voto in Francia: la vittoria del Fronte Nazionale di Marine Le Pen. Devo dire che non condivido certe opinioni di Marine Le Pen, ma condivido la sua opinione per quanto riguarda l’Europa. Avete visto cosa sta succedendo nei vari Stati d’Europa in questi ultimi anni? Si direbbe che la Germania guadagna a scapito degli altri Stati. Questa Unione Europea mi sa di Quarto Reich.

Spero che alle prossime elezioni si presenti Democrazia Digitale, un partito con cui mi piacerebbe candidarmi.