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Perché certi autobus di Roma non passano

In questo articolo spiegherò perché certi autobus di Roma non passano quando dovrebbero passare; la responsabilità non è degli autisti né dei meccanici.

Come ho già scritto in altri articoli, Roma ha un trasporto pubblico da terzo mondo. Le tariffe sono alte, ma il servizio è scadente.

Perché gli scioperi vengono fatti prevalentemente di venerdì? Pensavo che gli autisti volessero fare tre giorni liberi consecutivi, ma il problema non è rappresentato dagli autisti, bensì dal personale ATAC che non guida. Di sabato e domenica, il personale «di terra» non lavora, almeno secondo una testimonianza che ho sentito ultimamente, allora lo sciopero è il modo migliore per fare un giorno libero in più. Se lo sciopero non viene fatto di venerdì, viene fatto di lunedì, oppure in un altro giorno prima o dopo altri giorni festivi. Se lo sciopero serve per fare ponte, ancora meglio per il personale ATAC non viaggiante. Questi fatti spiegano perché ultimamente gli scioperi del trasporto pubblico sono frequenti a Roma. Tra l’altro, ultimamente a Roma gli autobus passano anche nei giorni di sciopero, non solo nelle fasce orarie garantite, anche se i tempi di attesa possono essere più lunghi, come se non lo fossero nei giorni senza sciopero.

Certi autisti dell’ATAC hanno ferie arretrate; non possono fare le ferie perché manca il personale; in più, vengono pagati poco, mentre i dirigenti ricevono stipendi esorbitanti. Secondo una testimonianza che ho sentito ultimamente, certi dirigenti dell’ATAC guadagnano più o meno gli stessi soldi del presidente degli Stati Uniti d’America.

Perché l’ATAC offre un servizio da terzo mondo a prezzi esorbitanti? La mia ipotesi è che i dirigenti applicano la seconda strategia della manipolazione: provocare un problema e offrire una soluzione. Se un servizio pubblico funziona male, tanta gente chiederà la privatizzazione, ma c’è un problema: i privati pensano al profitto, non al bene dei cittadini. Non dico che non devono esserci imprese private di trasporto; dico semplicemente che deve esserci anche un’impresa pubblica, pagata almeno in parte dai contribuenti, affinché il servizio venga fatto per tutti i cittadini. Se l’ATAC venisse privatizzata, tante linee di autobus verrebbero soppresse per il semplice motivo che hanno pochi viaggiatori. Tra l’altro, a Roma già alcune linee sono gestite da imprese private, ma certi autisti ancora stanno aspettando stipendi arretrati.

Ancora non ho parlato dei meccanici, che cercano di fare il lavoro nel migliore modo possibile, ma spesso non hanno il materiale necessario per le riparazioni, di conseguenza, certi autobus non girano mentre altri viaggiano guasti. Di chi è la colpa? Non dei viaggiatori che non pagano; loro si sentono burlati, di conseguenza penso che abbiano ragione a non pagare. La colpa è del comune di Roma che non finanzia bene i servizi pubblici. Se il comune di Roma desse più soldi all’ATAC, il trasporto pubblico migliorerebbe, allora più gente pagherebbe per viaggiare; in questo modo, forse ci sarebbero anche più soldi per il comune di Roma, perché ci sarebbe più turismo.

Autobus guasti

Dopo l’articolo sull’incidente del 5 giugno alla metropolitana di Roma, ho deciso di scriverne uno sugli autobus guasti che percorrono le strade di Roma.

autobus guastiOggi, mentre tornavo a casa con l’autobus, ascolto una conversazione interessante tra l’autista e una signora che stava vicino a me; parlavano dei problemi dell’autobus. Stando al racconto dell’autista, l’autobus è stato controllato da un meccanico dell’ATAC, ma il meccanico ha detto che era tutto a posto. Forse il meccanico mentiva, o forse non aveva voglia di controllare bene. L’autobus aveva i filtri intasati; in questo modo, il gasolio non arrivava bene al motore, di conseguenza il motore si spegneva ogni tanto. All’inizio pensavo che l’autobus fosse così moderno da avere il sistema stop-start, invece non è così. L’autobus era guasto, ma i meccanici dell’ATAC l’hanno mandato in giro per le strade di Roma, provocando intralcio e pericolo per la circolazione. L’autobus poteva fermarsi in mezzo alla strada e non partire più, bloccando il traffico; per fortuna è partito ogni volta, ma poteva andare diversamente; se succedeva su una strada larga, gli altri veicoli potevano sorpassare, ma come la mettiamo se la strada è stretta? In più, quel guasto era anche pericoloso. Se il motore si spegneva mentre l’autobus era fermo, OK, ma altrimenti era impossibile frenare, almeno così ha detto l’autista, e penso che almeno in parte abbia ragione. Non so come funziona un autobus, ma io ho la patente B, che autorizza a guidare automobili, di conseguenza so come è fatta un’automobile, anche se non sono in grado di ripararla. So che le marce basse favoriscono l’azione frenante del motore, mentre il cambio in folle fa perdere tale azione frenante, lasciando tutto ai freni, che non sempre sono sufficienti. Se ho capito bene il discorso dell’autista, le pompe dell’autobus funzionano solo a motore acceso, e questo vale anche per le pompe che mandano il liquido ai freni.

Ora io ho due cose da dire:

1Perché l’ATAC non compra autobus con freni che funzionano sempre?

2Perché i meccanici dell’ATAC mandano in giro autobus guasti?

Al prossimo incidente, voglio vedere chi pagherà.

Leggendo Leggo, ho visto che a Roma sono frequenti gli episodi di questo tipo.

Di solito collego articoli di vari giornali, ma ora non mi va. Forse più avanti aggiornerò l’articolo, aggiungendo collegamenti ad altre pagine sugli autobus guasti.