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Interstellar

Vi ricordate l’articolo su «Big Bang Theory»? Questa volta parlerò di «Interstellar».

Il film «Interstellar» mi è piaciuto poco; di solito i film di fantascienza mi piacciono molto; «Interstellar» mi ha deluso. Nonostante tutto, l’evento di oggi (I aprile 2015) deve essere stato interessante.

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Per chi non l’avesse capito, oggi all’università di Tor Vergata si è svolta una conferenza relativa a «Interstellar»; anche questa volta c’era Amedeo Balbi, che ha disertato l’evento relativo all’eclisse solare.

Con tutto il rispetto per la fantascienza, perché Amedeo Balbi partecipa a eventi sulla fantascienza e diserta eventi relativi a scienza reale? Ovviamente anche questo evento si è svolto nell’aula magna, mentre la conferenza sull’eclisse solare si è svolta in un’aula molto più piccola, in cui non entravano tutti i partecipanti.

Tra l’altro, mi piacerebbe sapere con quali soldi è stato organizzato l’evento di oggi. Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sul prezzo della cultura.

Parlando di soldi spesi male, dovrei parlare di tante cose che non funzionano all’università. Vi ho parlato dei bagni della mia facoltà? Spesso manca il sapone, tanto per fare un esempio. Oltre al problema dei bagni, ci sono altri problemi; per esempio, le serrande di certe aule non si alzano, probabilmente per problemi agli alzaserrande elettrici. In compenso, poco tempo fa gli operai hanno sistemato le luci, come se l’illuminazione fosse il problema più urgente. Mi viene in mente l’articolo sull’ora (il)legale, ma anche quello sull’efficienza energetica.

Per chi ancora non avesse capito, io ovviamente ho disertato l’evento di oggi, e spero che tanta gente abbia fatto la stessa cosa. Godrò molto se vengo a sapere che l’aula magna era quasi vuota. Se l’università funzionasse bene, avrei partecipato all’evento di oggi con molto piacere.

Sto pensando di scrivere agli oratori della conferenza di oggi; non so se è una buona idea, ma vedo che Amedeo Balbi persevera nei suoi errori.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

20 marzo 2015 (eclissi solare)

Oggi (20 marzo 2015) c’è stata un’eclisse solare, di cui ho visto una proiezione nell’aula Grassano dell’università di Tor Vergata. L’evento mi è piaciuto, ma è stato organizzato male. Sapevano che tanta gente avrebbe partecipato. Perché non hanno messo a disposizione l’aula magna per tale evento? L’evento comprendeva una conferenza. Perché gli oratori non avevano microfoni? Io ho capito poco della conferenza. A un certo punto esco dall’aula e vado fuori, dove chi ha i filtri guarda il Sole. Alcuni studenti dell’università guardavano il Sole attraverso lastre di radiografie, e mi hanno prestato tali lastre; non so se la protezione è adeguata, di conseguenza ho guardato il Sole per poco tempo; meno di dieci secondi; ho fatto in tempo a godermi lo spettacolo. Il Sole era parzialmente oscurato dalla Luna, di conseguenza illuminava meno di come fa di solito, anche se noi potevamo vedere ogni cosa senza necessità di illuminazione artificiale.

eclisse del 20 marzo 2015

Perché scrivo questo articolo? Cosa c’entra con la politica? Ve lo spiego sùbito. Perché concedono l’aula magna per eventi relativi a serie televisive come «Big Bang Theory» e non la concedono per eventi più importanti? A chi spettano le decisioni relative all’aula magna? Problemi di questo tipo possono sembrare di scarsa importanza, ma per me sono molto importanti. Qua si parla di divulgazione scientifica. Tra l’altro, all’evento di oggi non ho visto Amedeo Balbi; spero che ci siano buoni motivi per questa mancata partecipazione.

Forse prima di scrivere questo articolo dovevo scrivere in privato alle persone interessate, ma problemi di questo tipo mi sembrano pubblici, in quanto vari studenti condividono le mie opinioni in merito all’evento di oggi. Noi studenti paghiamo per fare gli esami, pertanto mi sembra giusto che l’università in cambio dia un servizio efficiente. Dovrei parlare anche di altri problemi dell’università, come i bagni per esempio, ma penso di parlarne in articoli separati.

Pagine esterne sull’eclisse del 20 marzo 2015

Meteoweb

Il Fatto Quotidiano

Corriere della Sera

Repubblica

Libero

Heyevent

Adnkronos

Romait

Pagina dell’università di Tor Vergata

Big Bang Theory

Conoscete la serie «Big Bang Theory»? Io non l’ho mai seguita, ma la conosco per sentito dire.

Cosa c’entra «Big Bang Theory» con la politica? Lo capirete presto.

Chi non l’avesse già fatto, è invitato a lèggere l’articolo sulla divulgazione scientifica.

All’università di Tor Vergata si è svolto un evento relativo a «Big Bang Theory»; per assistere era necessario prenotare, ma non è questo il problema; avrei prenotato con molto piacere; sono altri i motivi per cui ho disertato.

Big Bang Theory
Fotografia fatta durante l’evento relativo a «Big Bang Theory»

La conferenza è stata fatta da vari oratori, tra cui Amedeo Balbi, professore di fisica di Tor Vergata, ma anche doppiatori dei protagonisti di «Big Bang Theory» e componenti della Gialappa’s Band. Mi è piaciuta molto la scelta degli oratori. Chi meglio di loro poteva parlare di una serie comica dedicata alla fisica? Sono altre le cose che non mi sono piaciute.

Perché tale evento si è svolto nell’aula magna della facoltà di scieze? Perché non concedono tale privilegio agli studenti che fanno sedute di laurea?

Con quali soldi è stato finanziato l’evento relativo a «Big Bang Theory»? Conosco modi peggiori per spendere soldi pubblici, ma quell’evento mi ha dato l’amaro in bocca, soprattutto perché gli studenti devono pagare quote esorbitanti per frequentare l’università.

Come ho già spiegato in un altro articolo, frequentare un’università può costare €1500 all’anno senza contare i libri e le altre spese necessarie. La cosa che mi fa più schifo è che un duplicato di libretto universitario costa €91, di cui 70 per il bollettino, 16 per la marca da bollo e 5 per le fotografie formato tessera. Posso capire le fotografie, ma quanto costa produrre un libretto? È fatto di una carta particolare? Tanto per fare un paragone, la carta prepagata di ING Direct costa €10 per i clienti che chiedono la carta fisica, mentre l’equivalente carta virtuale è gratuita. Perché un servizio bancario costa solo €10 mentre un servizio universitario ne costa 86 senza contare le fotografie? Potrei accettare di pagare €10 per un duplicato di libretto universitario, ma non capisco gli altri soldi. Tra l’altro, con tutti i soldi che paghiamo di tasse, dovrebbero darci gratuitamente almeno un duplicato all’anno. In più, non capisco la marca da bollo.

Se non ci fossero queste anomalie, avrei assistito con molto piacere alla conferenza su «Big Bang Theory». Cliccando qui troverete l’articolo di Wikipedia, mentre la conferenza è visibile cliccando qui.