Raif Badawi

Raif Badawi è un blogghista arabo, che è stato condannato a 10 anni di prigione, 1000 frustate e una multa di un milione di riyāl, a causa dei contenuti di un suo sito Internet. Tale pena mi sembra eccessiva. Nessun paese può definirsi civile se dà pene eccessive, soprattutto se il motivo è così futile. Non so cosa ha scritto Raif Badawi, ma secondo me nessuno merita le frustate per ciò che dice in pubblico. Io non darei le frustate neanche ad Antonio Razzi per le cazzate che ha detto sulla Corea del Nord, né darei 10 anni di prigione a chi dice una qualunque cosa. Dovrei indagare su cosa ha scritto Raif Badawi nel suo sito, per capire se merita di finire in prigione o se merita una multa così salata.

Raif Badawi

Raif Badawi

Dopo l’articolo su Charlie Hebdo e quello su Luis Quiles, mi sentivo in dovere di scrivere qualcosa su Raif Badawi; mi dispiace aver scritto poco; il problema è che le informazioni a mia disposizione sono scarse.

Per come la vedo io, la libertà di espressione è sacra, almeno finché non si insulta nessuno.

Ci sarebbe da organizzare manifestazioni nelle vicinanze di ambasciate e consolati dell’Arabia Saudita, per fare pressione affinché le frustate rimanenti vengano revocate. Mi risulta che Raif Badawi ha ricevuto 50 frustate per ora, mentre la seconda ondata è stata rinviata. È possibile fare pressione sul governo dell’Arabia Saudita per ridurre la pena.

Per ulteriori informazioni su Raif Badawi, potete consultare le seguenti pagine:

Amnesty International

Internazionale.it (Rinviata per la seconda volta la fustigazione)

El Diario

Il Fatto Quotidiano

Corriere della Sera

ArabPress

Byoblu

Zombie Process

 

2 thoughts on “Raif Badawi

  1. Sono un’attivista di Amnesty International facente parte del gruppo 251 di Roma. Giovedì scorso, per la seconda volta sono stata con altre 30 persone davanti all’ambasciata dell’Arabia Saudita in Via Pergolesi a protestare contro la condanna ignobile e barbara di Raif. Ha partecipato anche il Presidente della sezione italiana Prof. Marchesi. Anche ieri non sono più state inflitte le 50 frustate in quanto, dicono loro, i medici hanno constatato che le precedenti ferite non si erano rimarginate e che non era il caso di procedere anche questo venerdì. Forse stanno anche pensando che con questa così (magnanima) decisione, il mondo civile desisterà dalle proteste. Ma non sarà così perché continueremo ad essere presenti non solo lì di fronte, ma anche in molti altri sit in, in Italia e all’estero per salvare da una morte lenta e dolorosissima questo ragazzo colpevole di aver espresso le sue opinioni. E sarebbe il caso che altri si aggiungessero ai già 12.000 firmatari dell’appello contro la barbarie del regno saudita. Se potete potrete anche aggiungervi a noi giovedì prossimo, sempre dopo aver consultato la circoscrizione di Roma per essere aggiornati sulle novità.
    Confidiamo nella vostra solidarietà.
    Susanna Monaco gruppo 251 Amnesty International

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