Archivi del mese: gennaio 2016

Una volta facevo tanti giochi

Una volta facevo tanti giochi, poi ho smesso. Leggendo questa frase, molti di voi potrebbero pensare al gioco d’azzardo e a come evitare la dipendenza da tale attività, ma in questo articolo parlerò di tutt’altra cosa.

Conoscete il quadrato termodinamico? Se lo conoscete, saprete che la frase indicata è ottima per ricordare le lettere contenute in tale quadrato. Ogni lettera rappresenta una grandezza fisica. Ogni grandezza fisica dipende da altre grandezze fisiche.

Una volta facevo tanti giochi, poi ho smesso
quadrato termodinamico

Cosa c’entra la termodinamica con la politica? Secondo me, ogni cittadino può essere paragonato a una particella di gas, mentre il popolo nel suo insieme può essere paragonato al gas.

Il Huang (libro di meccanica statistica) dice che non ci sono mezzi né motivi per conoscere il comportamento di ogni singola particella, in quanto abbiamo un grande numero di particelle. Nonostante ciò, partendo dal comportamento di una particella in particolare possiamo conoscere l’andamento del gas nel suo insieme.

Per quanto riguarda il gas, varie particelle saranno uguali tra loro, se non tutte. Per quanto riguarda il popolo, non ho mai conosciuto due persone con lo stesso carattere o con le stesse opinioni su tutto, e questo potrebbe complicare la determinazione dell’andamento collettivo. Dall’altra parte, nel caso del gas dobbiamo fare calcoli, mentre nel caso del popolo è sufficiente un ragionamento logico.

Anche se non possiamo conoscere il carattere e le opinioni di tutti i cittadini di uno Stato o di una città, possiamo sapere cosa farebbero i cittadini se si trovassero in certe situazioni, salvo il caso in cui tali cittadini mentono, per un motivo o per un altro. Uno Stato o un Comune potrebbe distribuire questionari per sapere cosa farebbero i cittadini in certe situazioni. Se non ci sono domande imbarazzanti, i cittadini avranno interesse a dire la verità, salvo il caso in cui neanche i diretti interessati sanno cosa farebbero. Secondo me, tali questionari potrebbero essere utili per avere un’idea di come si evolveranno le città e gli Stati.

Cercando in Internet, vengo a sapere dell’esistenza della psicologia sociale; se è quello che penso io, probabilmente alcuni libri dicono almeno in parte ciò che ho scritto qui.

Secondo me, fare domande ai cittadini sarebbe un passo avanti verso la democrazia diretta. Rispondiamo a domande ogni volta che votiamo per un referendum, e anche ogni volta che partecipiamo a un sondaggio. I referendum sono utili per dare ai cittadini il potere di decidere su questioni importanti. I sondaggi sono utili per conoscere i bisogni e i desideri dei cittadini, così lo Stato o l’ente territoriale competente può regolarsi di conseguenza, accontentando la maggioranza e anche le minoranze quando è possibile.

Salutava sempre

Quando parlo con il mio conoscente Evaristo, certe volte penso a quando si verifica un crimine grave, allora i vicini di casa dell’autore del crimine dicono ai giornalisti che lui salutava sempre.

salutava sempreEvaristo sembra sempre tranquillo, nonostante l’infanzia che ha passato, ma dice che è così solo grazie all’autocontrollo, e lui stesso dice che questo autocontrollo potrebbe non durare per sempre.

Tanta gente a prima vista sembra tranquilla, grazie alla maschera che porta, in senso metaforico ovviamente. Mi viene in mente una poesia di Jennifer Crepuscolo che ho pubblicato in una pagina del mio sito: «Il carnevale».

Perché una persona apparentemente tranquilla dovrebbe commettere un crimine grave? Provo a fare ipotesi. Secondo me, l’ira repressa è come un liquido che viene versato in un vaso; a un certo punto, il vaso trabocca; la stessa cosa succede agli esseri umani quando hanno troppa ira repressa. La pazienza ha un limite. La pazienza può essere vista come il volume del vaso.

Ho notato che troppi esseri umani pensano molto a sé stessi e poco agli altri; parlo non solo di gente che sta al governo o nei consigli di amministrazione di grandi aziende, ma anche di gente comune. Ognuno di noi può fare molto per gli altri, e quindi per la propria comunità in generale e indirettamente per sé stesso. Fare cose utili per gli altri è un investimento utile per sé stessi. La legge del karma dice che ogni nostra azione torna indietro.

Cosa può fare ognuno di noi? Potrei fare tanti esempi, ma ora non mi va di farli; forse li farò in altri articoli, oppure nei commenti a questo articolo se qualcuno fa domande in merito.

Cosa possono fare i governi? Per esempio, potrebbero istituire gli psicologi di base, che in Italia ancora non ci sono, almeno a livello nazionale, anche se sono presenti in alcune regioni italiane, almeno secondo certi articoli che ho letto un po’ di tempo fa. Quanto costano gli psicologi di base? Sicuramente meno delle conseguenze della loro assenza. Quanta gente si suicida? La vita di quella gente vale meno dei soldi spesi per salvarla? Penso di no. Quanta gente uccide gli altri per un motivo o per un altro? È facile dire che quella gente salutava sempre.

Se tutti avessero una casa in cui vivere, nessuno avrebbe bisogno di dormire per strada. Tanta gente non saprebbe come dormire per strada, di conseguenza si suicida quando viene a sapere di aver perso la casa, oppure uccide altre persone sapendo di non avere niente da perdere oltre alla libertà, sempre se possiamo chiamare libertà la vita di chi dorme per strada.

Un’altra soluzione può essere il reddito minimo garantito o il reddito di cittadinanza; alcuni cittadini ci marcerebbero, ma altri userebbero tale reddito nel modo giusto. Tra l’altro, il reddito minimo garantito può essere un rimedio in una comunità in cui ogni cosa ha un prezzo, e allora potrei anche accettare l’assenza di psicologi di base e di alloggi gratuiti, così come potrei accettare di pagare per viaggiare in autobus o in altri mezzi di trasporto pubblico. Chi mi conosce sa che io pago per viaggiare in autobus, ma lo faccio con l’amaro in bocca. Ogni tanto leggo notizie di viaggiatori che menano i controllori; anche tra quella gente potrebbe esserci qualcuno che salutava sempre.

Cosa possono fare i dirigenti di imprese e aziende? Possono dare migliori condizioni di lavoro. In che modo? Non lo so, ma forse alcuni di voi possono suggerire soluzioni. Anche tra la gente che uccide i propri superiori potrebbe esserci qualcuno che salutava sempre.

Per ora penso di aver detto le cose più importanti. Concludo collegando pagine esterne su gente che salutava sempre.

Gruppo di Facebook

Altro gruppo di Facebook

Huffington Post È il miglior dipendente che abbiamo mai avuto

Ricostruzione del profilo psicologico-comportamentale del serial killer

Quale è il tuo potenziale profilo criminale?

 

Scuole cattoliche

In questo articolo parlerò delle scuole cattoliche, in quanto ultimamente ho ascoltato una testimonianza del mio conoscente Evaristo, che dice di aver frequentato una scuola elementare cattolica.

Secondo la testimonianza, Evaristo ha frequentato una scuola gestita da suore, che predicavano la nonviolenza ma poi menavano gli studenti; l’apoteosi dell’ipocrisia. Le suore rendevano le loro materie tutt’altro che interessanti, ma so che questo succede anche in tante scuole laiche. Nella scuola frequentata da Evaristo, c’era l’obbligo di pregare ogni giorno prima della lezione e anche prima e dopo il pranzo. Che interesse avevano le suore a imporre la preghiera? E soprattutto, come si può predicare il rispetto se si impone la propria credenza agli altri? Evaristo mi ha riferito notizie di violenze pesanti; non solo mani che colpiscono facce di bambini innocenti, che già sarebbe gravissimo, ma anche mani che pizzicano le guance o il collo di tali bambini. C’erano anche suore buone, forse per fare il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Evaristo riferisce che c’erano anche docenti laici, ma ha chiesto di non rivelare le materie insegnate da tali docenti, in quanto teme che la sua identità possa essere svelata. Come mi aspettavo, i maestri laici non menavano nessuno. Non ho osato chiedere l’opinione di Evaristo sulla Chiesa cattolica, ma penso che sia molto negativa.

Ricordate il mio articolo sulla violenza domestica? La violenza nelle scuole è qualcosa di simile.

Spesso sento dire che dalle scuole cattoliche esce la maggiore percentuale di criminali, e penso che sia vero.

Evaristo dice che ogni tanto gli viene in mente di uccidere qualcuno, e c’è stato anche un periodo in cui spesso aveva in mente di stuprare le donne che gli capitavano davanti, almeno quelle che lo attiravano. L’autocontrollo è l’unica cosa che ha trattenuto Evaristo dal commettere tali crimini. Io ho consolato Evaristo dicendo che non è il primo ad avere idee di questo tipo, dicendo anche che lo ammiro per l’autocontrollo. Evaristo dice che quella scuola costava un po’ di soldi, anche se non sa quanti e preferisce non saperlo. Evaristo dice che alcuni suoi ex compagni di classe si sono suicidati; forse non sopportavano il ricordo di quella scuola, o forse temevano di uccidere altre persone e hanno preferito sacrificare sé stessi. Evaristo ha detto chiaramente che spera di non incontrare mai più quelle suore, altrimenti sarà lui a menarle. Evaristo mi ha ringraziato per l’intervista, dicendomi che io sono tra i pochi che lo capiscono.

Prima di chiudere, voglio collegare alcune pagine esterne sulle scuole cattoliche.

Gruppo di Facebook sui danni fatti dalle suore

Altro gruppo di Facebook sui danni fatti dalle suore

Forum con testimonianze di violenza fatta da suore

Furti negli aeroporti

In questo articolo parlerò dei furti negli aeroporti, in quanto ultimamente mi è stata rubata una cosa che si trovava in una valigia che avevo imbarcato in stiva. Ricordate il mio viaggio a Gran Canaria? Al ritorno ho fatto scalo a Barcellona; uno scalo lungo; probabilmente il personale di terra lo sapeva e ne ha approfittato per mettere le mani in una delle mie valigie.

Era il 10 gennaio. All’aeroporto di Gran Canaria, mi viene offerta la possibilità di fatturare entrambe le valigie senza costi aggiuntivi; io accetto, perché altrimenti probabilmente avrei dovuto lasciare il bagaglio a mano dopo i controlli, come mi è capitato con un altro volo della stessa compagnia. Se avessi lasciato il bagaglio a mano dopo i controlli, probabilmente l’avrei recuperato ai nastri dell’aeroporto di scalo, quindi sarebbe stato necessario passare di nuovo i controlli. Ho preferito fatturare entrambe le valigie all’aeroporto di partenza, in modo da recuperarle direttamente all’aeroporto di arrivo. Il mio errore è stato non mettere lucchetti alla valigia piccola; qualcuno ne ha approfittato e ha preso la macchina fotografica, anche se ha avuto la decenza di lasciarmi entrambe le memorie della macchina, nonché due batterie su tre. Ovviamente le memorie e le batterie stavano fuori dalla macchina, altrimenti il ladro avrebbe preso tutto.

Come so che la macchina fotografica mi è stata rubata? All’arrivo a casa ho notato l’assenza della macchina; all’inizio ho pensato di averla dimenticata in albergo, ma il giorno successivo ho chiamato l’albergo, che dice di non aver trovato nessuna macchina fotografica nella mia camera. Se il personale dell’albergo dice la verità, qualcuno ha preso la macchina fotografica dalla mia valigia.

Ho contattato la compagnia aerea, che dice che in casi come il mio non è previsto alcun risarcimento. Il risarcimento è previsto se una valigia non arriva a destinazione, ma non se manca qualcosa in una valigia che arriva a destinazione. In più, la mia valigia non era assicurata, di conseguenza non potrò ricevere alcun risarcimento. In più, sarà difficile trovare i ladri, perché io non posso averli visti, in quanto lavorano in zone inaccessibili ai viaggiatori. Probabilmente tanti ladri aeroportuali restano impuniti. Nonostante tutto, ieri ho denunciato il fatto ai carabinieri; probabilmente non mi servirà a recuperare la macchina fotografica né a trovare i colpevoli, ma le autorità competenti, ricevendo tante denunce, probabilmente renderanno più efficaci i controlli negli aeroporti, allora coglieranno qualche ladro aeroportuale sul fatto e lo puniranno pesantemente. Unum castigabis, centum emendabis.

Dicono che i furti negli aeroporti sono frequenti, ma qualche ladro viene colto sul fatto e finisce in prigione.

furti negli aeroporti
furto in un aeroporto (l’immagine originale si trova su La Prensa)

Ho sentito dire che alcune compagnie aeree chiedono di comunicare il contenuto delle valigie; questo facilita le indagini in caso di furto. Ovviamente la mia compagnia non chiede cosa c’è all’interno delle valigie, altrimenti sarebbe stato tutto più facile. La mia fortuna è che la macchina fotografica è un po’ vecchia e non è tra le più costose, di conseguenza rosico poco.

Mi piacerebbe che fosse facile trovare i ladri. Ho letto che in Italia il furto viene punito abbastanza pesantemente, soprattutto se gli oggetti rubati si trovano all’interno di bagagli di viaggiatori; spero che sia così anche in altri Stati.

Copio, incollo e modifico una parte di una pagina di StudioLegaleOnline.

L’art. 624 c.p. (Furto) prevede che chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 euro a 516 euro.

Il furto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più circostanze aggravanti.
Chiunque compie il reato di furto mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 309 euro a 1.032 euro.

Alla stessa pena soggiace chi compie il furto, sottraendo la cosa mobile a chi la detiene strappandola di mano o di dosso alla persona.

La legge prevede inoltre che, ove ricorrano le seguenti specifiche circostanze aggravanti, la pena per il reato è della reclusione da uno a sei anni e della multa da 103 euro a 1.032 euro:

  1. se il colpevole, per commettere il furto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione;
  2. se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;
  3. se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne uso;
  4. se il furto è commesso con destrezza;
  5. se il furto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;
  6. se il furto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;
  7. se il furto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;
  8. se il furto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.

 

Se il copia e incolla infastidisce gli autori della pagina, gradirei che gli autori lo comunicassero nei commenti; in alternativa possono scrivermi al seguente indirizzo: paolomarzano@altervista.org

Altre pagine interessanti si trovano su Brocardi.

Dispositivo dell’articolo 624 del codice penale

Dispositivo dell’articolo 625 del codice penale

Nel mio caso, non ci sono stati danni alla valigia, ma c’è comunque l’aggravante che il furto è stato commesso su un bagaglio in un aeroporto, di conseguenza il fatto è perseguibile d’ufficio.

Alcuni reati sono perseguibili d’ufficio, cioè, indipendentemente dalla volontà della persona offesa. Altri reati sono perseguibili a querela di parte. Per ulteriori informazioni, vi invito a consultare la pagine della Polizia di Stato che spiegano le differenze tra esposto, querela e denuncia.

Anche se un fatto è perseguibile d’ufficio, è utile denunciare; un po’ perché altrimenti le autorità competenti potrebbero non avere notizia del fatto; un po’ perché la denuncia può indurre le autorità competenti a fare controlli più efficaci. Anche se un fatto è stato commesso all’estero, è utile riferirlo alle autorità del proprio paese, in quanto tali autorità possono riferire il tutto alle autorità dello Stato in cui si è verificato il fatto, o alle autorità dello Stato in cui vengono trovati i colpevoli. Io ho denunciato il furto ai carabinieri, sperando che i carabinieri collaborino con le forze dell’ordine della Spagna. In più, se i ladri vengono identificati in Italia, possono essere arrestati dalle forze dell’ordine d’Italia. Ovviamente non penso che i ladri verranno identificati, ma almeno potrò dire di averci provato.

Pagine esterne sui furti negli aeroporti

Il Gazzettino

Nuova Venezia

Roma Today

El País

20minutos

Pagine esterne su esposto, querela e denuncia

La legge per tutti

Ministero della giustizia

Tribunale di Torino

Portale del Cittadino

Marciapiedi scivolosi

Durante il soggiorno a Gran Canaria, ho notato una grande quantità di marciapiedi scivolosi, più o meno come a Tenerife.

marciapiedi scivolosi
area pedonale scivolosa nelle vicinanze del mare

A Tenerife e a Gran Canaria, tanti marciapiedi, invece di essere fatti di asfalto, sono fatti con mattonelle di pietra, su cui è facile scivolare. Forse tali mattonelle sono più facili da ottenere; forse usare tale materiale costa meno, ma penso che sia molto più importante la sicurezza dei cittadini e dei turisti.

marciapiedi scivolosi
marciapiede scivoloso fotografato a Vecindario
Marciapiedi come questo si trovano facilmente alle Isole Canarie.

Perché i comuni non usano materiali migliori per i marciapiedi? Perché non usano l’asfalto? Forse per motivi economici, come ho detto prima, o forse i consiglieri comunali sperano che qualcuno si faccia male; non so chi potrebbe guadagnarci e in che modo, ma sa di metodo Cossiga. Forse sperano che i marciapiedi scivolosi uccidano gli anziani, così il governo risparmia un po’ di pensioni.

Io varie volte sono scivolato sui marciapiedi di Tenerife e Gran Canaria, e varie volte ho rischiato di farmi male. A me è andata bene, ma a tanti altri sarà andata male.

Non so com’è il sistema sanitario canario né quello spagnolo, ma gradirei non avere bisogno di cure mediche, soprattutto per danni gravi, come fratture o cose simili. A dire il vero, gradirei che nessuno avesse bisogno di cure mediche per danni gravi.

Il problema dei marciapiedi scivolosi non è esclusivamente canario, ma ho parlato delle Isole Canarie perché non mi vengono in mente altri posti in cui sono presenti marciapiedi su cui si scivola facilmente.