Archivi del mese: novembre 2015

Soldati in metropolitana

Era da un po’ che non scrivevo qui. Avrei tante cose da dire, ma non sempre ho voglia di aggiornare il blog. Questa volta parlerò dei soldati in metropolitana.

soldati in metropolitana
soldati in una stazione della linea B di Roma

Dopo l’attacco del 13 novembre a Parigi, il governo italiano ha deciso di mandare più soldati nei luoghi considerati a rischio, infatti ultimamente ho visto più soldati nella metropolitana di Roma, anche se già da prima ne vedevo un po’, almeno nelle stazioni più grandi.

Ho letto in Internet che l’operazione «strade sicure» è iniziata nel 2008 ed è ancora in corso. Non mi è chiaro se tale operazione doveva essere provvisoria o se invece il governo di allora aveva già deciso che sarebbe stata definitiva. Non ho niente contro i soldati che assistono poliziotti e carabinieri, o meglio, avrei in contrario una cosa che spiegherò dopo. Secondo me, i soldati in metropolitana sono utili per prevenire certi crimini, almeno in caso di scarsità di personale nelle forze dell’ordine, ma il problema della scarsità di personale può e deve essere risolto assumendo poliziotti e carabinieri nella giusta quantità. Tra l’altro, i comuni dovrebbero assumere più vigili secondo me.

Qual è il lato negativo della presenza di soldati in metropolitana? Ho visto le armi portate da certi soldati. Certe volte è inevitabile passare davanti alla canna di una di tali armi. Se un soldato spara accidentalmente mentre qualcuno si trova davanti alla canna, sono cazzi amari, un po’ per la persona colpita, un po’ per il soldato che potrebbe avere problemi con la legge.

soldato con arma in mano
soldato con arma in mano

Per quello che ricordo, prima dell’attacco a Parigi, i soldati portavano solo pistole, e secondo me era meglio così. Una pistola può essere portata nella fondina, mentre armi più lunghe devono essere tenute in mano. È proprio necessario che i soldati siano pronti a sparare in ogni momento?

26 novembre 2008

Oggi dovrei parlare dell’attacco terroristico che si è verificato ieri (13 novembre 2015) a Parigi, ma prima voglio parlare di un fatto simile, su cui oggi ho visto un film. In questo articolo parlerò di un attacco terroristico fatto il 26 novembre 2008 a Mumbai.

Devo premettere che ho saputo dell’attacco a Mumbai grazie al film che ho visto oggi, mentre questa mattina grazie a vari siti Internet ho saputo dell’attacco di ieri a Parigi.

So poco sull’attacco a Mumbai; dovrei fare una ricerca in merito, ma approfitto di questo articolo per parlare del film.

Nel film, dieci terroristi provenienti dal Pakistan vanno verso l’India con una barca; quando incontrano una barca di pescatori indiani, la catturano e si fanno portare in India, ma poi uccidono i pescatori. I terroristi, quando raggiungono Mumbai, si dividono, in modo da fare attacchi contemporanei o quasi. Gli attacchi vengono fatti contro i seguenti obiettivi: due alberghi, un ristorante, una stazione ferroviaria e un ospedale. Potrei capire attacchi contro il governo, ma i terroristi hanno attaccato gente comune; neanche i bambini venivano risparmiati, e neanche gli animali.

Nel film, i terroristi volevano che la gente avesse paura di loro. L’ospedale è stato l’ultimo obiettivo dell’attacco terroristico. Dopo gli altri attacchi, i feriti venivano portati all’ospedale, allora i terroristi hanno attaccato l’ospedale affinché la gente non si sentisse al sicuro neanche là.

Il comandante della polizia di Mumbai gestisce bene la situazione, anche se in certi momenti non sa cosa fare; penso che sia difficile saperlo.

Di quel gruppo di dieci, nove terroristi vengono uccisi per legittima difesa, mentre l’unico sopravvissuto viene arrestato e viene condannato a morte. La condanna viene eseguita per impiccagione. Io sono contro la pena di morte per vari motivi; uno dei motivi è che un criminale non soffre abbastanza se muore. Ho goduto a vedere l’impiccagione, ma avrei goduto di più a vedere il criminale mentre marciva in galera.

Nel film, i terroristi facevano stragi in nome di Allah, ma io so che l’islam non dice di fare così. Tanti musulmani dicono che fare guerre in nome di Allah è una bestemmia. Io ho conosciuto musulmani che sono tutt’altro che violenti. Quei terroristi non erano musulmani; hanno ricevuto falsi insegnamenti sull’islam. Mi è piaciuto molto il discorso che viene fatto dal comandante della polizia, più o meno alla fine del film. Il comandante, probabilmente citando il Corano, dice che la guerra santa deve essere fatta contro il male presente in ognuno di noi. Ognuno faccia la guerra contro le proprie intenzioni negative! Mi viene in mente il mio articolo sull’energia negativa.

Pagine esterne sull’attacco terroristico del 26 novembre 2008 a Mumbai

Articolo di Wikipedia

Guida India – Attacco a Mumbai

National Geographic – Il massacro di Mumbai

Repubblica – Strage a Mumbai

Giulio Di Sturco – Eroi per caso

Quotidiano Nazionale

SkyTG24

Fuori dalla Chiesa cattolica

Dal 29 ottobre 2015 sono ufficialmente fuori dalla Chiesa cattolica, anche se di fatto avevo già abbandonato il cattolicesimo tanto tempo fa, se mai ho aderito a tale credenza.

Fuori dalla Chiesa cattolicaPartiamo dall’inizio!

Il 13 ottobre ho spedito una raccomandata con ricevuta di ritorno. Tale raccomandata era rivolta alla parrocchia in cui si è svolto il mio battesimo. Come potete immaginare, tale evento si è svolto quando io ero incapace di intendere e di volere. Tra l’altro, battezzare un bambino non mi sembra molto diverso dall’iscriverlo a un partito. Per come la vedo io, i bambini sono troppo giovani per aderire a un qualunque movimento politico o religioso. Secondo me, va bene parlare di politica e religione con i bambini, ma non va bene iscriverli ad associazioni politiche o religiose. La busta della raccomandata conteneva un modulo che ho stampato e compilato, dopo averlo scaricato dal sito dell’UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti). Al modulo ho allegato una fotocopia della mia carta d’identità. La raccomandata è arrivata a destinazione il 15 ottobre; alcuni giorni dopo mi è arrivata la ricevuta di ritorno.

Oggi ho ritirato una raccomandata che mi è stata spedita dalla diocesi suburbicaria di Albano. La lettera contenuta nella busta dice che è stata annotata la mia volontà di non essere considerato aderente alla confessione religiosa denominata «Chiesa Cattolica Apostolica Romana». La raccomandata mi è stata spedita il 30 ottobre da Albano Laziale.

Fuori dalla Chiesa cattolica
Lettera spedita dalla diocesi suburbicaria di Albano
Ho cancellato le informazioni riservate, tra cui il mio indirizzo di residenza e il nome dell’autore della lettera.
Alcuni diritti riservati
È consentito pubblicare questa immagine, ma è vietato modificarla nonché lucrare su tale opera senza il consenso di Paolo Marzano.

È una soddisfazione; un po’ fatico a crederci. Alcuni anni fa avevo spedito una raccomandata per lo stesso motivo, ma alla parrocchia sbagliata, di conseguenza non è stato possibile esaudire la mia richiesta. Questa volta ho spedito la raccomandata alla parrocchia giusta.

Con l’annotazione della volontà di non essere considerati cattolici, vengono cancellati gli effetti civili del battesimo; secondo me, tale conseguenza è molto positiva, per motivi che non spiegherò qui ma che potete trovare nel sito dell’UAAR e anche in altri siti Internet. È chiaro che non posso più sposarmi in chiesa, salvo procedure particolari che neanche voglio conoscere; preferisco così. Se mai mi sposerò, farò il matrimonio civile, o comunque seguirò una procedura non cristiana.

Mi piacerebbe che tutti gli italiani non cattolici facessero come ho fatto io, almeno coloro che hanno avuto la sfortuna di subire il battesimo quando non potevano opporsi.

Controllo biglietti al capolinea

Oggi sul 500 per Anagnina ho trovato i controllori. Dove? Alla stazione Anagnina, che sarebbe il capolinea. Cosa ho contro il controllo biglietti al capolinea? Lo spiegherò in questo articolo, spiegando anche le altre anomalie che ho visto oggi.

Già mi fa schifo l’ATAC per il servizio approssimativo che offre. Per come la vedo io, un servizio così approssimativo dovrebbe essere gratuito. Le tariffe dell’ATAC mi fanno leggermente meno schifo del pizzo chiamato canone, ma sono comunque inaccettabili.

Perché i viaggiatori non possono comprare biglietti all’interno degli autobus? Probabilmente perché in questo modo gli onesti regolarizzerebbero il proprio viaggio e darebbero meno soldi alla compagnia di trasporto pubblico. Servono soldi per i dirigenti, vero? Troppi viaggiatori onesti vengono multati per impossibilità di comprare il biglietto.

Oggi al capolinea di arrivo ho visto controllori assistiti da carabinieri e soldati. Per caso l’ATAC temeva la giusta vendetta da parte di gente stanca della truffa del trasporto pubblico indecente? Tra l’altro, si poteva scendere solo dalla porta anteriore, e solo dopo il controllo del biglietto; probabilmente l’autista aveva l’ordine di aprire la porta anteriore e tenere chiuse le altre. Io avevo la tessera annuale, ma altri probabilmente non avevano biglietto né tessera e neanche potevano sfuggire all’ingiusto controllo del pagamento. Ricordo un carabiniere che dopo aver visto la mia tessera mi chiede di scendere. Cosa c’entrano i carabinieri? Ora anche loro controllano i biglietti sugli autobus? Perché le forze dell’ordine possono controllare i biglietti mentre non hanno competenza per altri problemi del trasporto pubblico? Una volta a Cinecittà c’era un problema nella stazione della metropolitana; se ricordo bene, un lettore di tessere elettroniche non funzionava. Poiché alla stazione Cinecittà non c’era personale, ho segnalato il problema alla polizia; la risposta è stata che la polizia non ha competenza su tale problema. Non voglio prendere di mira gli agenti di pubblica sicurezza; so che fanno il loro lavoro ed eseguono ordini. Io prendo di mira chi fa leggi e regolamenti. Tra l’altro, non capisco perché fanno multe ai viaggiatori senza biglietto e non le fanno ai viaggiatori accattoni.