Archivi del mese: ottobre 2015

Ora solare

Ricordate l’articolo sull’ora (il)legale? Oggi (25 ottobre 2015) torna in vigore l’ora solare. Io ho cambiato l’ora ai miei orologi, fatica che avrei risparmiato se l’Italia tenesse lo stesso fuso orario tutto l’anno.

Scriverò più o meno le stesse cose che ho scritto nell’articolo sull’ora (il)legale, ma aggiungerò anche qualcosa di nuovo.

Se l’ora (il)legale servisse a qualcosa, la terrebbero tutto l’anno; mi risulta che in alcuni Stati si fa così. Una volta ho letto in Internet che la Russia per un periodo ha tenuto l’ora (il)legale tutto l’anno, ma in questo modo alcune regioni avevano l’alba alle 11 nei giorni più freddi dell’anno, e questo poteva dare problemi. Poco fa ho letto che la Russia ha abolito l’ora (il)legale; questo significa che ora tiene l’ora solare tutto l’anno; secondo me tutti gli Stati dovrebbero fare così.

Io dico anche un’altra cosa. Fino al solstizio d’inverno, le ore di luce saranno sempre di meno, con l’alba che ritarda sempre di più e il tramonto che anticipa sempre di più. Con l’ora solare, da una parte avremo la soddisfazione di alzarci con il Sole più in alto sull’orizzonte, ma da un’altra parte avremo l’insoddisfazione di avere meno luce solare nel pomeriggio. Non solo dobbiamo sopportare il tramonto anticipato per motivi naturali; ci si mette anche il governo facendoci tornare all’ora solare. Per come la vedo io, la cosa migliore è mantenere lo stesso fuso orario tutto l’anno, in modo da evitare problemi di adattamento.

Come dicevo nell’altro articolo, c’è anche il problema di chi lavora di notte. A marzo alcuni hanno lavorato un’ora in meno. Questa notte alcuni hanno lavorato un’ora in più. Il problema è che a questa differenza di ore lavorative non corrisponde una differenza di retribuzione, almeno per quello che so.

Siccità a Cuba

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo sui problemi cubani; questa volta parlo di un problema in particolare. Avete saputo della siccità a Cuba? Dicono che la siccità di quest’anno (2015) è la più grave degli ultimi 115 anni.

conseguenze della siccità a Cuba
immagine presente nel sito di Cubanet

Io ho saputo della siccità a Cuba grazie a una mia amica che abita a L’Avana, altrimenti non avrei saputo niente, in quanto i giornali italiani parlano poco di Cuba.

conseguenze della siccità a Cuba
immagine presente nel sito di Radio Reloj

La siccità ha creato seri problemi per l’agricoltura, ma anche per altri settori dell’economia cubana.

La mia amica Daimi ha bisogno di soldi per andare avanti. Se raccogliamo abbastanza, Daimi potrà uscire da Cuba, altrimenti i soldi raccolti serviranno a Daimi per vivere meglio nel suo paese.

So che in Italia c’è crisi, ma Cuba sta peggio. Tra l’altro, c’è una grossa differenza tra la moneta europea e la moneta cubana. Pochi soldi per noi italiani sono tanti soldi per i cubani.

Ho parlato della siccità a Cuba anche nel mio sito venezuelano.

Ultimamente ho stampato volantini che ho distribuito nella mia università; spero che in questo modo tanta gente venga a conoscenza dei problemi di Cuba. Presto pubblicherò copie del volantino che potranno essere scaricate e stampate liberamente. Per ora potete aiutarmi con una donazione attraverso Paypal.

Per ora penso di aver scritto le cose più importanti, ma probabilmente farò aggiornamenti.

Pagine esterne sulla siccità a Cuba

Scienze Notizie

Meteoweb

Meteo Portale Italia

EcuRed

Cuba Debate

Giorgio Bongiovanni

Martí Noticias

Serie televisive catastrofiche

Dopo l’articolo sulle serie televisive ambientaliste, voglio parlare di serie televisive catastrofiche. In questi giorni avrei altri argomenti di cui parlare, ma sento il bisogno di scrivere questo articolo perché in questi giorni ho visto «Tokyo magnitude 8.0».

Conoscete altre serie televisive catastrofiche?
Immagine di «Tokyo magnitude 8.0»
Conoscete altre serie televisive catastrofiche?

Per chi non lo sapesse, «Tokyo magnitude 8.0» è una serie a cartoni animati di 11 episodi. Quella serie parla di un terremoto che devasta Tokyo. Il terremoto si verifica alla fine del primo episodio, ma le conseguenze si vedono in tutti gli episodi successivi. Il finale mi ha dato l’amaro in bocca, ma complessivamente la serie mi piace molto. La storia è inventata, ma è stata scritta dopo una lunga ricerca sui terremoti. In ogni episodio, i protagonisti seguono il telegiornale per sapere la situazione dei vari quartieri di Tokyo. Il telegiornale è condotto da Christel Takigawa. Se questo nome non vi dice niente, vi consiglio di fare una ricerca.

Come ho già detto in un altro articolo, odio l’espressione «vittime e feriti», in quanto anche i feriti sono vittime, così come i dispersi. Per quello che ricordo, l’espressione di cui sopra viene usata in vari episodi di «Tokyo magnitude 8.0»; mi piacerebbe sapere se anche la vera Christel Takigawa usa quell’espressione nei telegiornali.

Per quello che so, tutto il territorio giapponese è ad alto rischio sismico, di conseguenza penso che sia inevitabile una serie televisiva sui terremoti.

Anche il territorio italiano è a rischio sismico, ma non conosco serie italiane sui terremoti.

La cosa che mi fa schifo non è l’assenza di serie televisive italiane sui terremoti, bensì la mancanza di leggi serie sulla costruzione di edifici.

Vogliamo parlare del terremoto in Abruzzo? Vogliamo parlare dell’alluvione a Genova? Ci sarebbe da parlare di tante cose, ma voglio concentrarmi sul modo in cui vengono costruiti gli edifici in Italia.

Perché certi edifici dell’antica Roma esistono ancora oggi? Ai tempi dei romani non c’erano terremoti? Non ci credo. Credo più a chi dice che i progettisti venivano uccisi se i loro edifici crollavano. Io sono contro la pena di morte, ma darei l’ergastolo a chi progetta edifici che crollano. L’Italia è passata da un eccesso a un altro. Ora i progettisti se la cavano con risarcimenti in denaro, come se i soldi facessero tornare in vita le persone morte. Da una parte mi piacerebbe che i soldi risolvessero tutti i problemi, ma so che non è così. Neanche l’ergastolo farebbe tornare in vita gente morta per il crollo di edifici, ma almeno sarebbe un ottimo deterrente per chi volesse costruire edifici che crollano facilmente; tanta gente sarebbe portata a costruire edifici resistenti; parlo dei progettisti e anche di chi concede le autorizzazioni.

Tornando al discorso sulle serie televisive catastrofiche, mi piacerebbe sapere se conoscete altre serie di questo genere; io conosco vari film, ma non conosco serie televisive catastrofiche oltre a «Tokyo magnitude 8.0».

Dimissioni di Ignazio Marino

Ieri mi è arrivata la notizia delle dimissioni di Ignazio Marino, come sarà arrivata a molti di voi.

Se avete letto certi miei articoli, saprete che ho un’opinione molto negativa su Ignazio Marino; uno dei motivi è che Ignazio Marino non ha risposto a nessuno dei miei messaggi, nonostante io fossi candidato al consiglio comunale con una lista che lo sosteneva.

Oltre alle mancate risposte di Ignazio Marino, c’è un altro motivo per cui la mia opinione su di lui è negativa: Ignazio non ha mantenuto certe promesse fatte in campagna elettorale; per esempio, non ha migliorato il trasporto pubblico, almeno per quello che ho visto.

manifestazione per le dimissioni di Ignazio MarinoNonostante tutto, non è detto che sia un bene che Ignazio Marino abbia dato le dimissioni dal comune di Roma. Mi risulta che tali dimissioni sono state chieste da Matteo Renzi. Per caso Ignazio Marino ha fatto cose che non sono piaciute al Partito Tutt’Altro Che Democratico? Tra l’altro, mi risulta che anche altri del PD si sono schierati contro Ignazio Marino. Forse Ignazio Marino è tra i più puliti del PD, anche se ha fatto cose che non mi sono piaciute.

Ieri godevo per le dimissioni di Ignazio Marino, ma oggi no, perché ho letto articoli su certe cose buone che Ignazio ha fatto per Roma.

Ho trovato petizioni in Internet; alcune a favore di Ignazio Marino, altre contro.

Ho firmato la petizione a favore di Ignazio Marino, chiedendo a Ignazio di ritirare le dimissioni. Come saprete, il sindaco può ritirare le dimissioni entro 20 giorni.

Il mio nome è visibile nella lista dei firmatari della petizione per il ritiro delle dimissioni. Come ho detto prima, Ignazio Marino non ha risposto a nessuno dei miei messaggi, ma non è detto che non li abbia letti; forse si ricorda di me.

In caso di conferma delle dimissioni, chi sarà il prossimo sindaco? Spero che non sia del PD né di Forza Italia.

Penso di candidarmi per le prossime elezioni comunali, ma ancora non so con quale partito; forse con Azione Civile, ma ancora devo decidere. Se non mi candido, non so per chi votare, ma il mio dubbio sarà tra Azione Civile e Movimento 5 Stelle.

Alessandro Di Battista ha detto che non si candida al comune di Roma; da una parte preferisco così, perché il parlamento ha bisogno di Alessandro Di Battista. Sicuramente ci saranno altri pentastellati disponibili.

Pagine esterne sulle dimissioni di Ignazio Marino

Dagospia

Il Post

Huffington Post

SkyTG24

Roma fa schifo

Il Sole 24 Ore

Il Fatto Quotidiano

Libero Quotidiano

Giornalettismo Ignazio Marino ora vuole vendetta

Repubblica — Cittadini mettano M5S alla prova

L’Unità — Dimissioni al veleno

La Stampa — Lascio ma ho 20 giorni per ripensarci

Internazionale — Le dimissioni di Ignazio Marino viste dai giornali stranieri

Il Manifesto — Lettera di dimissioni di Ignazio Marino

ANSA — Videomessaggio di dimissioni di Ignazio Marino

Il Secolo XIX — Formalizzate le dimissioni di Ignazio Marino

Musica in metropolitana

In questo articolo parlerò della musica in metropolitana.

Se avete preso la metropolitana a Roma, saprete che in certe stazioni si sente musica; lo apprezzerei se ci fossero sale divise a seconda del genere, invece tutti devono sentire la stessa musica. Se la radio della stazione diffonde una canzone, tutti devono sentirla; mi sembra mancanza di rispetto per chi non vuole sentire quella canzone. Può capitare a tutti di non voler sentire una canzone in particolare, per un motivo o per un altro. Può non piacere il genere. Può non piacere l’autore o il cantante. Certe canzoni fanno venire in mente ricordi tutt’altro che piacevoli.

Per come la vedo io, l’ATAC ha due possibilità:

1Smettere di diffondere musica in metropolitana, usando gli altoparlanti solo per le comunicazioni relative al trasporto pubblico

2Dividere ogni stazione della metropolitana in zone in cui è possibile sentire generi musicali diversi, o almeno canzoni diverse, lasciando comunque una zona senza musica

Per come la vedo io, la musica in metropolitana non è del tutto sbagliata; chiedo solo che vengano rispettati i gusti musicali di tutti i viaggiatori.

Tra l’altro, sarebbe interessante organizzare concerti di cantanti emergenti nelle stazioni della metropolitana; non solo concerti, ma anche eventi di altro tipo.

Mi viene in mente l’articolo sull’interpretazione dei sogni.

Una volta ho sognato un concerto dei Rimini Project che si svolgeva nella stazione Arco di Travertino. I cantanti stavano sui binari, mentre noi spettatori stavamo sulle banchine. Quel sogno mi è capitato dopo l’incidente di Valentina Giovagnini, infatti potrebbe significare che temo la morte dei miei cantanti preferiti.

Ovviamente non propongo esibizioni sui binari. I cantanti e gli altri artisti potrebbero esibirsi sulle banchine, o comunque in aree dove non fanno danni a nessuno né rischiano di subire danni, fermo restando che non tutti devono essere costretti a sentire lo spettacolo.

Sto pensando di scrivere a Ignazio Marino, ma so già che non mi arriverà alcuna risposta.