Archivi del mese: gennaio 2015

Alexis Tsipras primo ministro della Grecia

Alexis Tsipras (in greco Αλέξης Τσίπρας, pronuncia /aˈlɛksis ˈtsipɾas/[3]; Atene, 28 luglio 1974) è un politico greco, leader di SYRIZA, candidato, per il Partito della Sinistra Europea, alla Presidenza della Commissione UE prima dello svolgimento delle Elezioni europee del 2014, Primo ministro della Grecia dal 26 gennaio 2015. (fonte: Wikipedia)

Alexis Tsipras

Come avrete capito, Alexis Tsipras ha vinto le elezioni nazionali greche; non avendo la maggioranza assoluta dei seggi, ha fatto coalizione con un altro partito contro l’austerità. Per favore, evitate di dire che SYRIZA è più intelligente del Movimento 5 Stelle! Non conosco la situazione greca, ma il Partito Democratico Italiano è impresentabile; probabilmente io avrei accettato di fare coalizione con il PD, ma solo per espellere il governo Monti. Probabilmente i Greci Indipendenti sono un partito serio, diversamente da quel partito italiano che è democratico di nome ma non di fatto.

Cosa posso dire su Alexis Tsipras? Io ho saputo della sua esistenza durante la campagna elettorale per il parlamento europeo, ma Alexis Tsipras si interessa di politica dagli anni ottanta; tra l’altro, nel 2001 ha cercato di partecipare alle manifestazioni di Genova, ma è stato espulso insieme ad altri greci. Tale espulsione dimostra ancora una volta che l’Unione Europea è un’unione di carta; crederò nella sua esistenza quando nessun cittadino europeo potrà essere espulso da uno Stato dell’Unione Europea, e soprattutto ogni cittadino europeo potrà lavorare in tutta l’Unione Europea senza passaggi burocratici strani.

Cosa porterà il governo Tsipras? È presto per dirlo, ma se mantiene le sue promesse, porterà miglioramenti in Grecia e in Europa.

Altre pagine su Alexis Tsipras

Stopeuro (Il discorso dopo la vittoria)

La Stampa (Chi è Alexis Tsipras)

Huffington Post (Elezioni Grecia 2015)

Il Fatto Quotidiano (Popolo ha scelto la fine dell’austerità)

Il Fatto Quotidiano (Tsipras al governo con ANEL)

Il Fatto Quotidiano (Tsipras ha giurato)

ANSA (Tsipras giura da premier)

Elezione presidenziale 2015

elezione presidenziale 2015
descrizione della modalità di elezione del presidente della Repubblica Italiana

Come si sta svolgendo l’elezione presidenziale 2015? Io sto seguendo poco questo evento, ma ho visto i nomi di alcuni candidati, che per i miei gusti sono impresentabili. Vogliamo parlare di Walter Veltroni? Aveva promesso di non candidarsi più, ma poi ha continuato a candidarsi per le elezioni; dopo il secondo mandato come sindaco di Roma, si è candidato alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Sorvolando sull’espressione «elezioni politiche» che non mi piace, in quanto tutte le elezioni sono politiche, Walter Veltroni avrebbe fatto una bella figura restando in silenzio. Non ho niente contro chi si candida tante volte, mentre mi infastidisce chi lo fa dopo aver detto che non lo avrebbe fatto.

Come sapete, nel 2013 Giorgio Napolitano è stato eletto presidente della Repubblica Italiana per la seconda volta consecutiva, ma ultimamente ha dato le dimissioni. Le funzioni del presidente della Repubblica ora sono svolte da Pietro Grasso, che assume la carica di presidente supplente fino al giuramento del prossimo presidente della Repubblica. Finché Pietro Grasso sarà presidente supplente della Repubblica, non potrà svolgere le funzioni di presidente del Senato; tali funzioni verranno svolte a turno dai vicepresidenti.

stendardo del presidente della Repubblica
stendardo del presidente della Repubblica Italiana
stendardo del presidente supplente della Repubblica Italiana
stendardo del presidente supplente della Repubblica Italiana

Solo oggi ho saputo che Pietro Grasso non svolgerà le sue funzioni temporanee al Quirinale, bensì a Palazzo Giustiniani, residenza ufficiale del presidente del Senato.

Secondo alcuni articoli che ho letto in Internet, il presidente supplente può anche sciogliere le Camere quando sostituisce il presidente della Repubblica per impedimento permanente, ma la logica mi suggerisce che Pietro Grasso non lo farà.

Chi vincerà l’elezione presidenziale 2015? Non mi è chiaro se Milena Gabanelli è di nuovo nella lista dei candidati; se lo è, spero che questa volta non faccia l’errore di rinunciare. Secondo me, Milena Gabanelli farebbe un ottimo lavoro come presidente della Repubblica.

Pagine esterne sull’elezione presidenziale 2015

Articolo di Wikipedia sull’elezione presidenziale 2015

La Stampa

Il Fatto Quotidiano

L’Espresso

Repubblica (I tre forni del premier)

Repubblica (Dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano)

IBT (Che fine fa il presidente del Senato)

Il Secolo XIX

Polisblog

Huffington Post

ANSA

Documento della Camera dei Deputati sulla supplenza del presidente della Repubblica

Raif Badawi

Raif Badawi è un blogghista arabo, che è stato condannato a 10 anni di prigione, 1000 frustate e una multa di un milione di riyāl, a causa dei contenuti di un suo sito Internet. Tale pena mi sembra eccessiva. Nessun paese può definirsi civile se dà pene eccessive, soprattutto se il motivo è così futile. Non so cosa ha scritto Raif Badawi, ma secondo me nessuno merita le frustate per ciò che dice in pubblico. Io non darei le frustate neanche ad Antonio Razzi per le cazzate che ha detto sulla Corea del Nord, né darei 10 anni di prigione a chi dice una qualunque cosa. Dovrei indagare su cosa ha scritto Raif Badawi nel suo sito, per capire se merita di finire in prigione o se merita una multa così salata.

Raif Badawi
Raif Badawi

Dopo l’articolo su Charlie Hebdo e quello su Luis Quiles, mi sentivo in dovere di scrivere qualcosa su Raif Badawi; mi dispiace aver scritto poco; il problema è che le informazioni a mia disposizione sono scarse.

Per come la vedo io, la libertà di espressione è sacra, almeno finché non si insulta nessuno.

Ci sarebbe da organizzare manifestazioni nelle vicinanze di ambasciate e consolati dell’Arabia Saudita, per fare pressione affinché le frustate rimanenti vengano revocate. Mi risulta che Raif Badawi ha ricevuto 50 frustate per ora, mentre la seconda ondata è stata rinviata. È possibile fare pressione sul governo dell’Arabia Saudita per ridurre la pena.

Per ulteriori informazioni su Raif Badawi, potete consultare le seguenti pagine:

Amnesty International

Internazionale.it (Rinviata per la seconda volta la fustigazione)

El Diario

Il Fatto Quotidiano

Corriere della Sera

ArabPress

Byoblu

Zombie Process

 

Guardalo (rete sociale)

Guardalo è una rete sociale dedicata alla visualizzazione di filmati. È come Youtube? Più o meno; una differenza è che con Guardalo è possibile guadagnare soldi a seconda del numero di visualizzazioni e condivisioni; io per ora ho guadagnato €1,37 caricando quattro filmati; sono iscritto da ieri. Sapete cosa significa questo? Ovviamente i guadagni cresceranno, e i primi iscritti saranno avvantaggiati. Vi ricorda qualcosa? Ho scritto cose simili parlando di Smalfiland, GlobAllShare e Nuovomondo.

GuardaloQuando si carica un filmato su Guardalo, bisogna scrivere un testo di presentazione di almeno 150 parole; il testo deve essere in italiano e non deve essere copiato da altri siti Internet. Per evitare la pubblicazione di testi di presentazione non validi, ogni testo viene controllato manualmente dagli amministratori della comunità; se il testo viene disapprovato, il filmato non viene pubblicato.

Non mi è chiaro come Guardalo riceve soldi, in quanto non ho visto pubblicità nel sito, ma so che Guardalo paga i suoi utenti nei seguenti modi: ricarica Paypal e bonifico bancario.

Se volete iscrivervi a Guardalo agganciandovi a me, quello che dovete fare è cliccare qui e seguire le istruzioni.

 

Luis Quiles

Dopo aver parlato del giornale satirico Charlie Hebdo, voglio scrivere un articolo su Luis Quiles, uno spagnolo che scrive fumetti satirici.

Come avrete capito, mi piace molto la satira. Mi piace l’umorismo nero; mi piacciono le battute politicamente scorrette; un po’ mi piace sentire i commenti della gente quando faccio certe battute.

Prima di parlare di Luis Quiles, voglio spiegare alcune cose sulla Spagna.

La Spagna ha tanti problemi, come l’Italia e come tanti altri Stati.

Su certe cose, la Spagna sta meglio dell’Italia; su altre sta peggio. Proprio oggi ho comunicato con uno spagnolo attraverso una rete sociale; abbiamo confrontato le situazioni dei nostri Stati. Probabilmente nei prossimi giorni scriverò un articolo sui problemi spagnoli.

So poco su Luis Quiles; ho saputo della sua esistenza grazie a Internet, alcuni giorni prima dell’attacco alla sede di Charlie Hebdo.

Spero di trovare fumetti di Luis Quiles alla prossima edizione di Romics, altrimenti li cercherò in Spagna, oppure me li farò spedire, comprandoli attraverso Internet.

Come dicevo prima, Luis Quiles scrive e disegna fumetti satirici, ispirandosi a problemi spagnoli e di altri Stati, ma anche a problemi comuni a tutta l’umanità.

In Internet ho trovato interviste interessanti, ma anche vignette degne dei migliori giornali satirici.

Mi piace molto la vignetta su Silvio Berlusconi, ma anche quella sul McDonald’s è ottima, così come la vignetta sulle religioni e quella sui bambini soldato.

Luis Quiles fa satira su Silvio BerlusconiLuis Quiles fa satira sul McDonald'sLuis Quiles fa satira sulle religioni, soprattutto sul cristianesimoLuis Quiles fa satira sul fenomeno dei bambini soldatoCome mio solito, concluderò l’articolo con collegamenti a pagine esterne, ma prima voglio mettere una vignetta che paragona il comunismo al nazismo. La storia ci insegna che il comunismo e il nazismo hanno molto in comune, così come tante altre dittature.

Comunismo e nazismo secondo Luis Quiles

Aggiornamento del 26 aprile 2015

Nella sezione satirica del sito è presente una sottosezione dedicata a Luis Quiles.

Pagine esterne su Luis Quiles

Intervista del Fatto Quotidiano

Intervista su Erotic Art Drops

Intervista in spagnolo su Enkil

Articolo in portoghese su Universo AA

Pagina con immagini varie di Luis Quiles

Charlie Hebdo

Charlie Hebdo è un periodico settimanale satirico francese dallo spirito caustico e irriverente.

L’azione di critica è rivolta in primis alla difesa delle libertà individuali, civili e collettive, com’è difeso il diritto alla libertà d’espressione a partire dal proprio interno: non è infatti raro che i differenti redattori si siano trovati in disaccordo su temi più o meno importanti, per esempio in occasione del Referendum sulla Costituzione Europea. (fonte: Wikipedia)

Io sono Charlie Hebdo
Io sono Charlie Hebdo

Come molti di voi sapranno, ieri (7 gennaio 2015) c’è stato un attacco terroristico alla sede parigina di Charlie Hebdo. Secondo gli articoli che ho letto ieri e oggi, l’attacco è stato fatto da estremisti musulmani; apparentemente, il motivo è la pubblicazione di vignette che facevano satira sull’islam; un motivo futile per i miei gusti.

L’attacco alla sede di Charlie Hebdo, oltre a essere un atto criminale, mi sembra un atto di stupidità. Io solo ieri ho saputo dell’esistenza di quel giornale; senza l’attacco terroristico, non avrei saputo niente.

Se io conoscessi il francese, farei l’abbonamento a Charlie Hebdo, per il semplice motivo che mi piace molto la satira. Quando leggo Charlie Hebdo, mi sembra di lèggere il Vernacoliere; sarebbe interessante un incontro tra i direttori dei due giornali. Parlando di satira, mi viene in mente Luis Quiles, su cui scriverò un articolo separato, e mi viene in mente anche il mio articolo sull’umorismo nero.

Probabilmente nei prossimi giorni emergeranno ulteriori dettagli sull’attacco alla sede di Charlie Hebdo.

Pagine esterne su Charlie Hebdo e sul relativo attacco terroristico

Sito ufficiale

Corriere della Sera (Strage in redazione)

Corriere della Sera (La premonizione del direttore)

Repubblica (Assalto al giornale Charlie Hebdo)

La Stampa (Quella satira «cattiva» che disturbava i perbenisti)

Il Messaggero (Spari al giornale Charlie Hebdo)

Il Fatto Quotidiano (Identificati gli attentatori)

Il Fatto Quotidiano (Mitra contro vignette)

Il Fatto Quotidiano (A chi serve questa guerra?)

Il Fatto Quotidiano (Lutto nazionale)

Il Fatto Quotidiano (Solidarietà in Europa)

Il Fatto Quotidiano (Perché i conti non tornano)

 

Vignette pubblicate su Charlie Hebdo

Charlie HebdoCharlie HebdoCharlie HebdoCharlie HebdoCharlie Hebdo

Botti di Capodanno

Voglio parlare dei botti di Capodanno, cioè, dei fuochi artificiali che ogni anno vengono sparati nella notte tra il 31 dicembre e il I gennaio. Per come la vedo io, tali botti sono indice di inciviltà, per motivi che spiegherò fra poco.

Il suono dei fuochi artificiali è simile a quello delle bombe; l’ho sentito dire da gente che ha vissuto la guerra.

I fuochi artificiali spaventano gli animali, che in questo modo fanno azioni rischiose. Ho saputo di cani e gatti che si sono lanciati dai balconi, ma anche di uccelli che hanno volato alla cieca schiantandosi contro muri e lampioni.

Tra l’altro, i fuochi artificiali possono essere pericolosi per chi li usa. Ho saputo di gente che ha perso parti del corpo grazie ai fuochi artificiali; questo succede quando si usano fuochi artificiali illegali, ma anche quando i fuochi artificiali vengono usati male.

I fuochi artificiali sono anche una minaccia per l’ambiente, in quanto sono responsabili di una quantità non trascurabile delle polveri fini presenti nell’aria.

Pagine esterne sui botti di Capodanno

La Stampa (251 feriti)

Repubblica (251 feriti per i botti)

Corriere della Sera (Bambino in prognosi riservata)

Leggo (Almeno 251 feriti)

Rai News (Bollettino di guerra: decine di feriti)

Firmiamo.it (petizione contro i botti di Capodanno)

Change.org (legge nazionale contro i botti di Capodanno)

Animal Republic (no ai botti di Capodanno)

Green Me

Bergamo News

Cronaca Milano

Immagini relative ai botti di Capodanno

Campagna contro i botti di Capodanno
Campagna contro i botti di Capodanno

 

I cani hanno paura dei botti di Capodanno
I cani hanno paura dei botti
Campagna del Coniglio Nano contro i botti di Capodanno
Campagna del Coniglio Nano
Botti? No, grazie!
Botti? No, grazie!

 

Cane spaventato dai botti di Capodanno viene infilzato mentre cerca di saltare un cancello
Cane infilzato dalle punte di un cancello
Immagine forte sulle conseguenze dei botti di Capodanno
Perdita di una mano a causa dei botti di Capodanno (immagine presa da Road TV Italia)
Umorismo sui botti di Capodanno
Umorismo sui fuochi artificiali