Archivi del mese: maggio 2014

Erasmus & Seneca

Per chi non lo sapesse, l’Erasmus e il Seneca sono due programmi di scambio studentesco. Non parlerò dettagliatamente dell’Erasmus, in quanto ne parlano già tanti altri siti Internet.

Il Seneca è un programma spagnolo di scambio studentesco nazionale; mi piacerebbe sapere perché non esiste qualcosa di analogo in Italia, o se esiste, mi piacerebbe capire perché non viene pubblicizzato. Secondo me, è molto utile partecipare a programmi di scambio studentesco; è un’ottima occasione per viaggiare per motivi diversi dal semplice turismo. Io grazie all’Erasmus ho scoperto tante cose utili sulla Spagna e sulle Isole Canarie; tante cose che probabilmente non avrei capito andando là come turista, infatti, anche se avevo già fatto altri viaggi in Spagna, non conoscevo bene la burocrazia spagnola.

Parlando di burocrazia, mi viene in mente il film «L’appartamento spagnolo», che tra l’altro spiega la burocrazia dell’Erasmus.


Un difetto dell’Erasmus è che non tutti hanno la possibilità di partecipare, un po’ perché il numero di posti disponibili è minore del numero di studenti universitari, un po’ perché il rimborso dato agli studenti è ridicolo, nel senso che è molto minore della quantità di denaro spesa dagli studenti per partecipare a tale programma.

Se in Italia ci fosse un programma di scambio studentesco nazionale, il governo avrebbe interesse a finanziarlo in modo serio, in quanto i soldi comunque resterebbero in Italia, e questo farebbe girare l’economia italiana.

Non so da quando esiste il Seneca in Spagna, né mi è chiara la differenza tra Seneca e SICUE, ma in Italia è possibile fare qualcosa di analogo; se non è possibile chiamarlo Seneca, possono chiamarlo in un altro modo; un nome si trova sempre.

So che oltre all’Erasmus esistono altri programmi di scambio studentesco, ma sono poco pubblicizzati; mi piacerebbe capire il motivo.

Tra l’altro, io istituirei qualcosa di analogo per chi decide di non frequentare l’università. Una volta c’era l’obbligo del servizio militare, che non condivido, ma forse aveva qualche lato positivo; ne parlerò dettagliatamente in un articolo separato. Trascorrere un periodo in una località diversa dalla propria per motivi diversi dal turismo mi sembra molto utile, in quanto insegna tante cose che difficilmente si imparano in altri modi.

Misteri d’Italia

Come avrete notato, ultimamente scrivo poco in questo blog. Anche se ci sono tanti problemi collettivi, in questi giorni ho difficoltà a scegliere gli argomenti di cui parlare. Forse sto facendo come l’asino di Buridano. Approfitto di questo momento per scrivere un articolo sui misteri d’Italia. In Italia ci sono tanti casi oscuri, e ho notato che vari siti Internet si dedicano a questo argomento.

Non avrò tante cose da dire, pertanto questo articolo sarà sintetico, e probabilmente deluderà i miei lettori abituati agli articoli lunghi.

Misteri d'Italia

Mi viene da chiedere perché tanti casi non vengono risolti; probabilmente qualcuno ha interesse a mantenere certi segreti, altrimenti troppa gente finirebbe in galera.

Poco tempo fa ho visto un filmato in cui Marco Travaglio parla di vari misteri italiani.

Sicuramente l’Italia non è l’unico paese ad avere casi oscuri, ma ho parlato dell’Italia perché è il paese che conosco meglio.

Chi volesse approfondire, può cliccare i seguenti collegamenti sui misteri d’Italia:

Articolo di Beppe Grillo sui misteri d’Italia

Lista di misteri italiani su Wikipedia

Articolo sui misteri d’Italia in un sito di cronaca nera

 

Sicuramente ci sono altri siti interessanti, ma ora non mi va di cercarli. Ho notato che ci sono anche libri sui misteri italiani; non so se è il caso di parlarne qui; si accettano suggerimenti.

Destra e sinistra

Destra e sinistra sono etichette che vengono date ai cittadini per dividerli tra loro sulla base di quisquilie, in modo da impedire ai cittadini stessi di formare un fronte comune contro una classe dirigente che merita di essere mandata a casa.

Destra e sinistra

Ho letto questo aforisma alcuni anni fa; mi piace molto; secondo me, fa capire che è inutile etichettare i partiti o chi ne fa parte con parole vuote come «destra» e «sinistra».

Quali sono le opinioni di destra? Quali sono le opinioni di sinistra? Ammesso che sia possibile fare una lista di opinioni di uno schieramento o dell’altro, è poco probabile avere solo opinioni di una delle liste.

Perché scrivo un articolo sulle parole «destra» e «sinistra»? Oggi ho parlato di Democrazia Digitale con alcuni miei conoscenti; alcuni di loro mi hanno chiesto se Democrazia Digitale è di destra o di sinistra; io ho risposto che secondo me quelle parole hanno poco senso.

Tra l’altro, secondo me il maggiore problema italiano non è rappresentato dai partiti, ma da chi ne fa parte. Ci sarebbe da fare un discorso lungo su certi partiti pieni di gente impresentabile, ma lo farò un altro giorno. Per ora voglio dire solo che secondo me è inutile votare per un partito o per un altro per semplice abitudine o perché qualcuno ci ha insegnato i valori di uno schieramento o dell’altro. Non sostengo neanche l’astensionismo. Secondo me, il non voto non è una soluzione, ma anzi un problema in più, per vari motivi che probabilmente spiegherò in articoli separati.
Concludo con un filmato di Mason Massy James.

Il progetto DEDI (Democrazia Digitale)

Democrazia Digitale è un movimento che cerca di candidare gente onesta per le elezioni, come il Movimento 5 Stelle, con la differenza che non c’è il limite di due mandati elettivi.

Simbolo di Democrazia Digitale

Io già da un po’ seguivo il sito di Democrazia Digitale, ma solo ieri ho fatto l’iscrizione. Democrazia Digitale cerca nuovi candidati; sta già preparando liste provvisorie per le prossime elezioni nazionali.

Se ho capito bene, il progetto DEDI è partito da Michele Santise, che sta facendo un ottimo lavoro, anche grazie agli altri iscritti.

Tra l’altro, chi conosce Democrazia Digitale non può non conoscere Smalfiland, una rete sociale che premia chi porta nuovi utenti. Le reti sociali guadagnano tanti soldi grazie alla pubblicità, ma non guadagnerebbero una lira se non avessero utenti. Perché non dare una parte di quei soldi agli utenti? Questa è la domanda che è stata fatta da chi ha fondato Smalfiland, ma anche da chi ha fondato reti sociali simili, e non solo reti sociali. Ci sarebbe da fare un discorso lungo sulla mercatistica multilivello.

Se il progetto DEDI vi interessa, potete iscrivervi gratuitamente; anch’io mi sono iscritto senza spendere una lira. Se avete bisogno di informazioni, potete chiedere a me o ad altri iscritti a Democrazia Digitale.

Come ho scritto nella pagina principale del mio sito (graficamente scarsa ma utile secondo me), potete scrivermi all’indirizzo paolomarzano@altervista.org e potete anche inviare files attraverso l’apposita pagina.

Tra l’altro, ogni iscritto a Democrazia Digitale ha un blog; gli articoli devono essere approvati dagli amministratori della comunità, ma una volta approvati, sono un’ottima pubblicità per la propria campagna elettorale.

Il caso di Federico Aldrovandi

Una fotografia di Federico Aldrovandi
Una fotografia di Federico Aldrovandi

In questi giorni si parla molto dei criminali che hanno ucciso Federico Aldrovandi. Quei criminali sono quattro poliziotti, che con quell’omicidio hanno disonorato il corpo di cui fanno parte. I poliziotti onesti si vergognano di fare parte dello stesso corpo di quei delinquenti. I cittadini italiani non si sentono al sicuro. Chi paga le tasse si schifa a pagare lo stipendio di quei criminali. Anch’io sono altamente schifato, pertanto spero che questa situazione si risolva il più presto possibile. Quei quattro delinquenti devono finire in galera e restituire allo Stato italiano tutte le retribuzioni che hanno ricevuto come poliziotti dal giorno dell’omicidio in poi. La cosa che mi fa più schifo è che altri poliziotti hanno applaudito i loro colleghi delinquenti; per come la vedo io, dovrebbero essere espulsi dalla Polizia di Stato per quell’applauso.

Lo scandaloso applauso per i criminali che hanno ucciso Federico Aldrovandi
Lo scandaloso applauso per i criminali che hanno ucciso Federico Aldrovandi

Per ora penso di aver detto abbastanza. Ci sono già tanti siti Internet che parlano di questo caso. Ho scritto questo articolo perché sentivo il bisogno di dire la mia opinione.

So che Federico Aldrovandi non è l’unico italiano a essere stato ucciso da agenti delle forze dell’ordine senza un buon motivo, ma ho scritto un articolo su di lui perché l’applauso mi ha schifato altamente. Avrò altre occasioni per parlare di altre vittime di poliziotti disonesti.

 

Collegamenti a pagine sul caso di Federico Aldrovandi

 

Articolo di Wikipedia

Blog dedicato a Federico Aldrovandi

Sito dell’Associazione Federico Aldrovandi

Articolo di Beppe Grillo sul caso di Federico Aldrovandi

Articolo di ANSA sullo scandaloso applauso

Articolo del Fatto Quotidiano sullo scandaloso applauso

Articolo di Repubblica sullo scandaloso applauso

Articolo di Huffington Post sullo scadaloso applauso

Articolo del Messaggero sullo scandaloso applauso

Articolo di Lettera43 sullo scandaloso applauso

Articolo della Stampa sullo scandaloso applauso

Il giorno dei lavoratori

Il I maggio di ogni anno è giorno festivo in vari Stati; è il giorno dei lavoratori; io festeggio questo giorno con molto piacere, in onore di chi ha un lavoro e di chi lo cerca, ma anche in onore di chi ha rinunciato a causa dell’eccessiva disoccupazione.

Ho notato che Wikipedia spiega dettagliatamente come ha avuto origine questa festa; non farò un copia e incolla; mi sembra inutile; mi limito a dire che mi sembra giusto dedicare una giornata ai lavoratori, per ricordare le battaglie fatte dai lavoratori per far valere i propri diritti.

Un quadro per ricordare i diritti dei lavoratori
«Il Quarto Stato» dipinto da Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901

L’Italia ha tante feste, ma poche sono laiche. Io da italiano non cristiano mi sento in dovere di celebrare tutte le feste laiche; mi piacerebbe che ce ne fossero di più. Tra l’altro, il giorno dei lavoratori non è esclusivamente italiano; come dicevo prima, si festeggia in vari Stati.

A Roma si è svolto il concerto, come ogni anno, ma io non l’ho seguìto, né di persona, né per televisione, né attraverso Internet. Pazienza! Probabilmente in vari siti si trovano le registrazioni.

Ho notato che stranamente Google non ha un simbolo particolare per ricordare questo giorno; mi piacerebbe sapere il motivo.

Sopravvivere in Italia

Poco tempo fa ho conosciuto un blog che spiega come sopravvivere nelle situazioni più inaspettate, e un altro che spiega come si vive a Roma senza una casa; entrambi i blog sono molto interessanti secondo me; il primo mi sembra molto utile, ma spero di non avere mai bisogno delle informazioni contenute, almeno per quanto riguarda certi articoli; il secondo spiega la situazione di chi non ha una casa, e secondo me, dovrebbe essere letto dai sindaci e dai consiglieri comunali di tutta l’Italia.Sopravvivere in Italia è difficile ma possibile.

Si parla tanto della crisi italiana, che ovviamente è voluta dal governo. Mi vengono in mente le strategie della manipolazione secondo Noam Chomsky; una di queste è creare un problema e risolverlo con mezzi tutt’altro che piacevoli; tale strategia è conosciuta in Italia come metodo Cossiga, in «onore» di un terrorista che è stato anche presidente della Repubblica Italiana.


Non so se in Italia c’è mai stata democrazia, ma ultimamente si vive male; tanti giovani italiani stanno senza lavoro e devono vivere con le loro famiglie; dò pienamente ragione a Francesco Barbato quando dice che il governo ha rotto i coglioni ai giovani italiani.

Parlando di gente senza casa, mi viene in mente l’assurda distinzione che viene fatta tra rom e barboni, almeno stando a certi articoli che trovo con i motori di ricerca a mia disposizione.

Parlando di sopravvivenza, mi viene in mente il governo italiano che pretende i soldi dagli italiani, ma non paga i suoi debiti. Tanti italiani si suicidano per i debiti. Pietro Paganelli, prima di suicidarsi, aveva scritto un bigliettino con su scritto: «La dignità vale più della vita». Mi risulta che chi ha debiti e crediti con lo Stato, non può compensare, nel senso che lo Stato comunque pretende i soldi dovuti dai cittadini e non paga i soldi dovuti ai cittadini, almeno era così fino a poco tempo fa, poi è uscita una legge proposta da parlamentari pentastellati, che vieta al governo di pretendere soldi da chi ha crediti con lo Stato. Tra l’altro, è risaputo che Equitalia è forte con i deboli e debole coi forti.

Spero che il prossimo parlamento italiano possa risolvere questi e altri problemi.

Ho iniziato parlando di sopravvivenza, ma inevitabilmente ho parlato di tante altre cose. È chiaro che tanti argomenti sono collegati tra loro, pertanto è difficile concentrarsi su un unico argomento.

Ulteriori collegamenti ad altre pagine che spiegano come sopravvivere in situazioni inaspettate

Sopravvivenza totale

Portale sopravvivenza

Pillole di sopravvivenza

Scuola di sopravvivenza